Wikileaks, nuova frontiera dell’informazione?

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Stamane, come molti di voi avranno notato, sulle principali testate giornalistiche si affronta il tema “Wikileaks”, documentazioni segrete e  vari imbarazzi internazionali che scaturiscono dalle notizie diffuse dal sito internet più scottante e “scomodo” degli ultimi mesi.

In questi giorni infatti, sono state diffuse informazioni strettamente riservate, come consuetudine del sito web in questione, che mettono a disagio vari esponenti di principali paesi mondiali.

Questo sito, come qualcuno di voi già saprà, si nutre di contenuti user-generated che  provengono in maniera assolutamente anonima grazie all’efficiente criptatura, ciò consente un’elevata partecipazione da parte degli utenti che si sentono così più tutelati
rispetto ai precedenti metodi di condivisione delle informazioni; informazioni così riservate possono diventare di dominio pubblico.


Questo modello comunicativo, dunque, elude i vari problemi riscontrabili nei modelli  precedenti quale problema principale risulta essere l’anonimato nei confronti di chi si rivolge alle testate giornalistiche alfine di rivelare informazioni riservate.

Vengono dunque superati i tradizionali ruoli verticalistici che pongono le principali agenzie d’informazione, uniche detentrici delle news più accattivanti, al di sopra degli utenti; viene così stabilita ancora una volta l’importanza dei singoli utenti che, interagendo tra loro possono dar vita ad alternativi sistemi informativi.

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