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Brand Storytelling: ma cosa significa esattamente?

Oggi si parla continuamente di storytelling, e se ne parla in particolare come nuova arma di marketing, soprattutto sul web. Ma cosa significa esattamente? Cosa vuol dire comunicare un brand attraverso lo storytelling? Come dice la parola stessa, per storytelling s’intende, essenzialmente, creare una storia, un racconto. Ma di che tipo di storia stiamo parlando?

  • Raccontare il brand
  • Lo storytelling di un brand sarà un contenuto da affiancare al brand, condivisibile sul web per aumentarne la visibilità. Raccontare la nascita di un prodotto o di un’azienda, mostrarne le varie fasi di creazione e produzione può essere un buon punto di partenza, ma per trasformare prodotti ed aziende in vere e proprie storie bisogna fare qualcosa in più.

  • Iniziare con la propria storia
  • Dobbiamo iniziare tracciando il profilo del brand: qual è la storia, quali sono gli obiettivi a lungo termine, la visione o la filosofia del marchio. Quali sono gli episodi salienti accaduti fino ad ora, i luoghi in cui è nato il progetto. Senza dimenticare poi, quali prospettive e svolte ci saranno nella nostra narrazione aziendale, o quali nuove intuizioni ci guideranno. In sostanza bisogna raccontare non solo da dove veniamo, ma soprattutto dove vogliamo andare.

  • Concentrarsi sul consumatore
  • In un secondo momento è importante concentrarsi sul consumatore. La storia che vogliamo raccontare sarà infatti la sua. Dobbiamo avere un’idea il più precisa possibile del target cui ci stiamo rivolgendo, di quali siano le sue esigenze, i suoi problemi, le sue aspirazioni, creando un modello di interlocutore a cui ci possiamo rivolgere. Intorno al profilo dell’acquirente ideale costruiamo una storia.

  • L’aiutante e il protagonista
  • Il terzo step sarà cercare i punti di contatto tra la nostra storia e la storia di chi ci segue, la storia delle persone cui ci rivolgiamo, individuare qualcosa che ci accomuna, che ci vede partecipi fianco a fianco. Il brand non sarà più quindi il protagonista, ma l’aiutante che mette le sue risorse (i prodotti, i servizi, le competenze che offre) a disposizione del consumatore – il vero protagonista – per permettergli di risolvere un problema o migliorare la qualità della vita.

  • Le regole del gioco
  • Se siamo a corto di idee ed abbiamo bisogno di consigli pratici per costruire delle storie interessanti possiamo sempre seguire le indicazioni di di storytelling è maestro, come Pixar, gigante dell’animazione che ha elencato le sue “22 regole dello storytelling”. Un principio universalmente valido vede prevalere i personaggi rispetto agli avvenimenti: dare più risalto alle persone ed alle loro personalità e caratterizzazioni significa creare empatia e identificazione. Un’altra cosa da tenere a mente è la piattaforma che vogliamo usare per raccontare: una storia raccontata su un sito sarà ovviamente diversa dalla stessa storia raccontata su un blog o sui social network.

  • Contenuti che creano engagement
  • Un buon brand storytelling sarà capace di creare partecipazione, engagement e quindi visibilità. La storia non sarà più soltanto quella del brand, ma sarà una storia comune, più forte ed efficace, che resterà nel tempo.

     

    Post Scritto in collaborazione con http://www.greatcontent.it/

    La cultura all’epoca dei social network

    Ormai i social network non sono più un semplice corredo della nostra quotidianità ma stanno diventando in maniera sempre più decisa appannaggio della nostra cultura e soprattutto, strumenti con cui questa viene modellata.

    Basti pensare in primo luogo a “Invasioni Digitali”, un progetto di Marianna Marcucci consistente in una serie di mini-eventi durante i quali si “invadono” luoghi d’arte allo scopo di fotografarli e promuoverli istantaneamente sui social utilizzando smartphone o fotocamere digitali.

    Ma non basta un progetto come questo a farci “allarmare”. Infatti ben più impressionante è stata l’idea di Pierluigi Vaccano, fondatore del progetto “Twitteratura”. Il suo obiettivo? “Togliere Pavese dagli scaffali, per restituirlo alla gente“.

    Nato nel gennaio 2012, “Twitteratura” ha trasferito su Twitter centinaia di anni di letteratura, aggiudicandosi la collaborazione con istituzioni scolastiche.

    “Gli Scritti Corsari di Pasolini, oppure i Promessi Sposi di Manzoni: un gruppo di appassionati rilegge le opere, e dopo un attento lavoro di sintesi, le ripubblica a nastro in tweet da 140 caratteri. I Capponi di Renzo, Don Abbondio, Don Rodrigo e Lucia twittano da account con i loro nomi, come se vivessero ancora oggi”: attraverso le parole di Vaccano sono chiari i meccanismi che stanno alla base del progetto.

    In termini di numeri, il suo successo corrisponde a 44mila tweet pubblicati in totale.

    Ma non è finita qui. Sempre derivante dall’esigenza di voler importare la cultura all’interno dei social network, è l’applicazione di Valeria Di Rosa, Tweetbook, un libro in cui sono raccolte le conversazioni prese da Twitter.

    “Un tweetbook è un libro digitale per rileggere con calma le conversazioni più interessanti. Non un semplice “embed”, ma si possono selezionare i tweet, aggiungere dei contenuti personali e pubblicare degli ebook”, ha raccontato la Di Rosa.

    700 sono i tweetbook pubblicati da ben 500 autori e grazie all’applicazione sono stati realizzati progetti come #CaramellineAllaFrutta, per promuovere la pinacoteca di Città di Castello, oppure #Secutame, una guida sul Salento, creata da alcuni volonterosi studenti.

    Insomma, questi tre esempi sono sufficienti per capire perfettamente quanto il connubio tra web e arte stia sempre più evolvendo. Giunti a questo punto, cosa fare? Lasciarsi trasportare da quest’ondata incessante di innovazione oppure rimanere ancorati ai tradizionali metodi per assimilare informazioni e “farsi una cultura”?

    State of the Net a Trieste: statistiche e clima della rete in Italia

    Anche quest’anno si è tenuto a Trieste l’evento State of the Net, che ha offerto un’istantanea sulla situazione telematica e sugli internauti italiani grazie all’indagine svolta da Blogmeter e presentata dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

    Il numero di italiani che ha usato la rete almeno una volta in un mese è aumentato e ora ammonta a 28.9 milioni di utenti attivi su base mensile. In aumento anche il tempo speso, circa 1 ora e 28 minuti, incrementato del 9% rispetto all’anno passato. Dall’indagine emerge anche che i maggiori utilizzatori sono di sesso maschile, circa 7.8 milioni con incremento del 3%; tuttavia le donne si portano a 6.5 milioni di utenti con una crescita del 5%.

    Le keyword più ricercate sono Facebook, al primo posto, seguita da Libero, Youtube, Google e meteo mentre i picchi di ricerca nei primi mesi del 2013 sono Elezioni e Ruzzle, il popolare gioco mobile sulla composizione delle parole.

    Balza subito all’occhio come Facebook detenga il primato indiscusso di social media più frequentato con 22.7 milioni di utenti mensili e in crescita con un’aumento del 4.7%. Seguono Google+ con 3.8 milioni di utenti unici in crescita del 56.7% e Linkedin con 3.5 milioni di utenti e aumento del 18.3%: entrambi scalzano dal podio Twitter, a cui sono iscritti 3.3 milioni di utenti con un indice di crescita negativo dell’11.6%

    I dati riguardanti Facebook ne fanno il social network più utilizzato con 3 miliardi di “mi piace”, 288 milioni di fotografie caricate al mese, 3.5 miliardi di messaggi privati e 2 milioni di check-in nei luoghi d’interesse.

    Per quanto riguarda Twitter i dati ne indicano un uso più consapevole degli strumenti offerti dal social: l’uso degli hashtag è cresciuto del 22%, un numero che si traduce nel 30% degli utenti totali; l’uso del retweet ha invece raggiunto il 25% sull’intero bacino di utenza.  Crescita del 3% segnalata anche per le geolocalizzazioni. Gli italiani, inoltre, twittano durante tutta la settimana a eccezione del week-end e gli orari preferiti vanno dalle 20 alle 22 in concomitanza con le trasmissioni tv che il popolo di twitter si diverte a commentare.

    Gli hashtag più utilizzati possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: le pratiche sociali, tra cui spicca l’hashtag più utilizzato in assoluto #rt (retweet), il seguire insieme gli show televisivi, (#sanremo2013 si piazza al secondo posto degli hashtag), e infine la condivisione degli eventi di cronaca in cui hanno primeggiato gli hashtag collegati alla politica come #elezioni2013.

    Interessante l’analisi semantica effettuata sui tweet dei primi quattro mesi dell’anno, che ha permesso di rilevare lo stato emotivo degli internauti nostrani: la condizione media è tendenzialmente negativa, unici picchi positivi sono stati Capodanno e San Valentino con manifestazioni di gioia e amore come anche per l’elezione del nuovo Papa, mentre la situazione di stallo politico e la rielezione del presidente Napolitano hanno segnato dei profondi picchi negativi manifestando emozioni di rabbia, disgusto e tristezza.

    La crisi si fa sentire? Usa il web: i veri affari si fanno online!

    In un periodo di crisi in cui le aziende ricorrono all’e-commerce per i loro affari, anche i consumatori utilizzano internet in modo più massiccio.
    L’Eurisko stima che le aziende attive online nel 2010 abbiano avuto un aumento dei ricavi dell’1,2 % , contro la diminuzione del 4,5 % delle entrate registrato invece da quelle aziende che operano solo offline. In internet troviamo oramai un’immensa varietà di negozi: dall’abbigliamento, alla compravendita immobiliare, agli elettrodomestici fino ad arrivare ai grandi magazini virtuali, in cui si concentrano insieme diversi negozi , in modo da risparmiare sui costi di logistica e di sbarco online.
    Natale si avvicina e i consumatori usufruendo del web potranno risparmiare fino al 50% della spesa e fino a duemila euro l’anno se continueranno ad usarlo anche dopo le feste. Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano stima che il numero degli italiani che utilizza internet come guida all’acquisto sta crescendo sempre di più e la tendenza vede la consultazione di un mix di siti differenti per avere un quadro completo di risparmi possibili.
    Ma vediamo nel dettaglio quali sono i siti più cliccati e consigliati secondo le statistiche:
    Doveconviene.it: raccoglie 3 milioni di volantini da supermercati e catene commerciali con offerte promozionali sottocosto, inviando all’utente quelle che gli interessano vicino a casa sua.
    – Poi troviamo Promoqui.it
    Risparmiosuper.it raccoglie i prezzi di 10 mila punti vendita della grande distribuzione, per prodotti alimentari, elettrodomestici e di elettronica di consumo. L’utente indica la propria città, i prodotti della sua spesa e il sito dice dove trovarli a prezzo inferiore.
    Affermati sono i siti come Kelkoo.it, che indicizza 44 milioni di offerte di oltre 10 mila negozi.
    L’utente deve solo scrivere il nome del prodotto e il portale seleziona i siti e-commerce in cui trovarlo ai prezzi minori.
    Il rivale italiano è rappresentato da Trovaprezzi.it ma utilizzati sono anche spendomeno.com e Ciao.it.
    Questi portali rappresentano un mondo virtuale al quale i consumatori preferiscono affidarsi. Se anche voi volete risparmiare un po’ per i regali natalizi, che aspettate? Cliccate!

    Il web è la vostra passione? L’E-festival di Milano fa proprio al caso vostro!

    Dopo l’appuntamento romano di Febbraio, dal 19 al 23 Settembre l’E-festival si sposta a Milano in contemporanea con altre città del mondo: Beirut, Berlino, Bogotà, Buenos Aires, Chicago, Glasgow, Los Angeles, Mosca, Rio de Janeiro, San Paolo, Vancouver.

    L’E- festival è una manifestazione globale che coinvolge persone e target diversi, si rivolge sia alle aziende sia al grande pubblico. L’evento è dedicato all’innovazione tecnologica e al mondo della rete e l’obiettivo è di creare nuove opportunità lavorative e sondare nuove frontiere del web.

    Immersa e consolidata nel programma del festival è la Social Media Week, la settimana dedicata ai social network, alle strategie di web marketing e alla comunicazione aziendale. Parte dell’evento stesso è dedicato anche allo StartUp Festival, una grande occasione per le piccole aziende in via di sviluppo che vengono in contatto con le opportunità offerte dal mondo digitale e hanno la possibilità di incontrare potenziali investitori e partner.

    Sono molti altri gli eventi interessanti ai quali è possibile partecipare previa registrazione sul sito ufficiale. Vi segnaliamo ad esempio:

    –    Gestione Social Media: integrazione attraverso le discipline del Digital Marketing, Tutela Legale ed ICT Security;
    –    Global SartUp: legato allo sviluppo aziendale prodotto, ai mercati internazionali e al marketing per riuscire ad avere più successo;
    –    Incontro con gli autori del libro Social Media Marketing. Manuale di Comunicazione Aziendale 2.0 nato dall’esperienza del Master in Social Media Marketing & Communication dello IULM di Milano.

    In programma poi anche una fitta serie d’incontri e aperitivi a tema.

    L’evento, che nella precedente edizione si chiamava Festival della Rete, durerà cinque giorni e quest’anno ha registrato un notevole incremento del numero di partecipanti  (finora 40.000 i visitatori previsti).
    Dando un nuovo nome all’evento l’organizzazione ha voluto ampliare la prospettiva della manifestazione e orientarla verso i nuovi aspetti del digitale.

    Il Festival della Rete in Italia è una grande opportunità per colmare il digital divide nel nostro paese e dimostrare come il web possa essere utilizzato in modo positivo.

    Voi ci sarete?