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Vine spegne la sua prima candelina

24 gennaio 2014: Vine festeggia il suo primo compleanno.

Proprio un anno fa veniva presentata dai suoi creatori Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll la popolare app sviluppata per la realizzazione e la condivisione di video brevi dalla durata massima di 6 secondi e ripetuti all’infinito.

Twitter, l’azienda proprietaria di Vine, ha annunciato la notizia attraverso il suo blog ufficiale e quello dell’applicazione di video-sharing.

Per la circostanza, il social network e il suo “pupillo” hanno pensato di omaggiare i loro utenti attraverso una raccolta dei migliori video, quelli più popolari e interattivi caricati in loop su Vine negli ultimi dodici mesi.

Un anno di grande successo, quello dell’app che ha conquistato in breve tempo tutti i proprietari di smartphone desiderosi di condividere con altri utenti la loro creatività.

Oggi Vine è disponibile su iOS, Android e Windows Phone, ha raggiunto oltre 40 milioni di utenti ed è disponibile in ben venti lingue.

Volevamo costruire una piattaforma che rendesse facile creare video e condividerli con i propri amici. Avevamo fiducia nelle nostre capacità, ma certo non ci aspettavamo un tale successo” ha affermato Colin Kroll, creatore e general manager dell’app.

E se nemmeno i suoi creatori si aspettavano un successo simile, figuriamoci noi. Non ci resta che sperare che questa divertente app possa festeggiare con noi ancora tanti compleanni.

Foto contro tweet: Instagram guadagna terreno

Un nuovo concorrente in ambito social si affaccia sulla scena mondiale, rosicando terreno anche ai più blasonati. Instagram ha ufficialmente raggiunto i 150 milioni utenti attivi al mese su scala mondiale. Il merito è sicuramente anche delle ultime innovazioni.

Lo scorso anno Facebook ha acquistato Instagram per ben un miliardo di dollari tra azioni e denaro. In seguito all’acquisizione, è stata introdotta la possibilità di girare brevi video che, affiancata alla già celeberrima possibilità di scattare istantanee di qualsiasi cosa, ha garantito una diffusione del software velocissima e su larga scala. Negli ultimi sei mesi c’è infatti stato il salto di ben 50 milioni di utenti.

Complici del vertiginoso successo sono stati sicuramente i grandi eventi planetari che in questi giorni popolano le news di tutto il mondo, a cominciare dalla drammatica situazione siriana o le proteste egiziane. Sono numerosi gli scatti provenienti dalle zone di guerra, ad esempio, scatti spesso unici e di grande impatto comunicativo.

Come già abbiamo anticipato, a febbraio Instagram vantava appena 100 milioni di utenti attivi. Nei sei mesi successivi c’è stato il balzo di altri 50 milioni di utenti che hanno portato il social fotografico a un passo dalla soglia di Twitter, che si aggira attorno ai 200 milioni. La dichiarazione della dirigenza al riguardo è stata “Sia che si documentino le proteste in Egitto, che si condivida il viaggio della vita negli Usa o si scattino #petselfiez, cioè foto di animali, questa comunità continua a sorprenderci ogni giorno grazie alla vostra creatività, il senso d’avventura e l’unica prospettiva del mondo”.

Inoltre la possibilità da poco introdotta di girare video da 15 secondi ha messo Instagram in diretta concorrenza con Vine, (app di Twitter , video di 7 secondi). Quest’ultimo è stato però surclassato, essendo rimasto a soli 40 milioni di utenti. Come se non bastasse, vari brand si sono tuffati nella realtà di Instagram con entusiasmo per fini pubblicitari.

E nella direzione della pubblicità si muove anche Instagram. È stato infatti annunciato dalla stessa società che, entro l’anno, si comincerà con le strategie pubblicitarie, ossia l’inserimento di sponsor e pubblicità all’interno dell’app. Una delle preoccupazioni è che l’inserimento pubblicitario cambi il sentire comune riguardo il social delle foto.

E voi, usate Instagram? Fateci sapere come e perché lo usate!
Credete che la pubblicità farà cambiare faccia al social?

I micrometraggi al Tribeca Film Festival

Vine, l’app che ha consacrato i microvideo come linguaggio, dopo nemmeno un anno dal suo lancio ufficiale, è sbarcata a Manhattan al Tribeca Film Festival.

Il famosissimo festival di cinema indipendente, che si svolge ogni anno nel quartiere di Lower Manhattan, è sempre stato all’erta per quanto riguarda le evoluzioni tecnologiche, soprattutto quando possono rendere possibili nuove forme d’espressione artistica.

Essendo la mission del festival quella di fornire agli artisti piattaforme uniche per ampliare l’audience delle loro opere ed espanderne i canali d’accesso, permettendo ai consumatori di sperimentare il cinema indipendente, quale piattaforma migliore di quella che spopola sulla rete?

Senza perdere tempo allora è stato deciso di inserire una nuova categoria all’interno del concorso: #6secsfilms. Una categoria dedicata interamente alle opere di narrazione in formato microvideo. Dato il contesto social di Vine, quale metodo migliore di far iscrivere i micro-registi tramite Twitter, postando la propria opera accompagnata dall’hashtag #6secsfilms?

La categoria dei micrometraggi è stata suddivisa in quattro sottocategorie: #Genre (i Vine con esplicito riferimento a determinati generi cinematografici come western, horror, comedy), #Auteur (i Vine d’autore), #Animate (i Vine realizzati con la tecnica del stop-motion) e #Series (le storie raccontate attraverso 3 microepisodi). Ogni vincitore di ogni categoria ha vinto 600 dollari, 100 per ogni secondo di clip.

“Sei secondi sono un sacco di tempo. Puoi raccontare un’intera storia in sei secondi” questo dice Robert De Niro, uno tra i fondatori del festival, palesando il potenziale narrativo dietro a questa semplice applicazione per smartphone, che già aveva dimostrato il suo valore diventando in poco tempo lo strumento di condivisione sociale e produzione video più diffuso in rete.

Questo il Vine vincitore della sottocategoria #Genre. Sul sito ufficiale del festival sono disponibili tutti i 40 Vine finalisti.

Micro video: il nuovo linguaggio del web

Al tempo di Internet l’audiovisivo rimpicciolisce sino a diventare micro. Diventa uno strumento di comunicazione istantanea, rimarca il fatto che non servono attrezzature professionali, attori professionisti, post produzioni millenarie: la propria idea può passare anche attraverso quei 6-30 secondi di tempo. Anzi sarebbe proprio il limite imposto a stuzzicare la fantasia dell’autore e a portare a galla le idee migliori.

Ovviamente il fattore cruciale è la creatività del soggetto filmante!

L’evoluzione verso il micro è spiegabile anche con la migrazione su mobile degli utenti internet. Sempre di più ogni giorno usufruiscono di internet attraverso dispositivi mobili come smartphone o tablet, relegando  il pc a strumento da ufficio e lavoro. Si spiega così anche il successo di Twitter, che ha trovato terreno fertile nel mobile computing.

Si può parlare di un nuovo linguaggio per la rete?

Il micro video aumenta le possibilità (già ampie) d’espressione degli utenti (e delle aziende) aggiungendo elementi che  rendono l’esperienza online più coinvolgente e reale. Già varie imprese, infatti, si sono mosse nella direzione dei micro video, per cercare di prevalere sulle altre.

Tutte si differenziano per qualche piccolo particolare, come la durata finale del video o le modalità di ripresa o il formato del prodotto finale. L’ultimo aggiornamento dal mondo delle dotcom arriva dal sito di video sharing Vimeo: ha acquisito l’app per iOS Echograph che permette di creare delle gif di quattro secondi, ricavandole da un video e animandole con le dita.

Avevamo già parlato di Vine, l’applicazione per iPhone che consente di riprendere micro video di sei secondi, acquisita da Twitter ancora prima del debutto online. Altri sono i software mobile che puntano su questa nuova forma di comunicazione: Tout propone video di 15 secondi da condividere istantaneamente con Facebook, Twitter, Tumblr, inviarlo via sms o postarlo nel proprio account tout; Cinemagram propone invece micro filmati di 2-3 secondi, simili a delle gif animate, su cui successivamente si possono impostare dei filtri stile Instagram, per poi condividerli a piacere; con Keek invece si possono girare video fino a 36 secondi, condividendoli, commentandoli e seguendo i vari utenti.

Il micro video si sposa perfettamente con i social network, soprattutto con il micro blogging di Twitter. I micro video possono essere usati come risposta “non canonica” ad un tweet, possono esprimere sentimenti o stati d’animo che magari non si riesce a esprimere scrivendo, aumentare a dismisura l’engagement del sito fornendo uno strumento nuovo, facile da usare, divertente.

In un ottica di marketing, quando i micro video sono combinati con gli hashtag, quindi sono indicizzati sotto un particolare argomento, diventano uno strumento potente per promuovere prodotti, per invogliare a cliccare su un link, aumentando le conversioni e creando delle campagne teaser fatte di micro video in grado di generare maggiore interesse negli utenti.

Probabilmente i micro video sono uno dei prossimi passi nella fruizione delle informazioni dalla rete, e possono anche rappresentare la prossima frontiera del giornalismo online, convergendo con il citizen journalism. Il Wall Street Journal da poco ha inaugurato una nuova sezione web, WorldStream, un flusso di micro video ripresi direttamente dai reporter con i loro smartphone. Come vediamo, sembra efficace il tipo di comunicazione che propone, aggiornata in tempo reale dagli stessi reporter e dai contenuti eterogenei.

Sicuramente l’avvento di questi particolari software sta cambiando il modo nel quale comunichiamo, continuando la rivoluzione dei prodotti web. Il futuro sembra brillante per il micro video, non ci resta che sperimentarlo al massimo.

Voi che ne pensate?

 

Vine: Twitter (e anche il marketing) punta sui micro-clip

Da pochi giorni Twitter ha lanciato una nuova app sociale, Vine. Si tratta di una micro-video sharing app, disponibile per ora per iPhone e iPad, ed è sicuramente dotata di grandissime potenzialità in tutti i campi.

Questa applicazione consente di creare dei video di massimo 6 secondi per poi condividerli negli stream di Vine e Twitter. La particolarità sta nel fatto che l’applicazione registra solo quando si tocca lo schermo. Questo consente di registrare piccoli pezzi di contenuto finché la durata totale sarà di 6 secondi, creando qualcosa che assomiglia a una immagine .gif, ma che fa un effetto decisamente migliore. Una specie di montaggio senza post produzione.

Il potenziale si intravede subito, e a soli pochi giorni dal lancio ufficiale l’app sta già spopolando sul web. Il suo uso semplice e immediato lo rende alla portata di tutti, e stimola la creatività di chiunque.

Vine può aiutare il marketing o le pubbliche relazioni perché il contenuto video, fruibile subito e velocemente, senza nemmeno schiacciare play, sicuramente attira le persone verso i propri contenuti. E’ vero che il vincolo dei 6 secondi è una sfida, ma si trasforma anche in un modo nuovo di creare le narrazioni, accattivante e fresco.

Vine è quindi utile alle aziende: ad esempio, può essere utilizzato per creare veloci dimostrazioni di un prodotto, mostrare in tempo reale particolari da esibizioni, fiere, convegni, dimostrazioni prima/dopo, messaggi dai dirigenti o dal personale ai clienti, per elencare alcune possibilità per il business. Qui abbiamo un esempio di Toyota Spagna che ha lanciato il primo spot via Vine.

Vine sembra finora un’idea vincente, soprattutto per la sua forte integrazione con Twitter, che permette di diffondere i contenuti in modo ottimale e virale.

Pronti a diventare registi?