Tag Archives: video

La verità attraverso un “Fuck”

Vi è mai capitato di conoscere persone che si improvvisano moraliste soltanto in determinate occasioni? Pilion Trust, un ente di beneficienza del Regno Unito, ha approfittato proprio di queste persone per condurre il suo esperimento sociale e rispondere così anche ai tagli che il governo britannico ha attuato nei suoi  confronti.

Si tratta di un video, realizzato con la collaborazione dell’agenzia pubblicitaria Publicis e in seguito diventato virale, in cui si ha la dimostrazione dell’indifferenza accentuata della gente nei confronti del tema della povertà e della facilità con cui il perbenismo spicca in alcune circostanze.

Il video è diviso in due parti: nella prima un ragazzo in versione “uomo sandwich” cammina per Londra indossando un cartello con scritto “Fuck the poor”. Indignazione e sconcerto trapelano dalle reazioni dei passanti, i quali manifestano il loro interesse nei confronti della questione offendendo l’uomo o addirittura ricorrendo alle forze dell’ordine per allontanarlo.

Nel secondo momento del video invece il messaggio viene completamente capovolto: “Help the poor” è la scritta che compare nel medesimo cartellone. Le dinamiche della prima parte si ripetono con un invito diverso, quello di “aiutare i poveri”, che sembra però destare meno interesse e attenzione di quello precedente.

Il ragazzo riceve solo qualche moneta e tanta indifferenza e lo spettatore assiste così allo scarto molto marcato tra le due situazioni presentate nel video: da un lato, l’atteggiamento aggressivo dei passanti davanti ad un messaggio inconsueto e sicuramente poco perbenista, dall’altro una reazione di impassibilità nei confronti di una richiesta di aiuto legittima.

“Siamo consapevoli che alcuni possono essere scioccati da questo filmato, ma siamo più offesi del fatto che persone in tutto il Regno Unito vivono in situazioni avverse” ha affermato il CEO di Pilion Trust, Savvas Panas.

Sebbene la viralità del video sia dovuta specialmente alla sua condivisione su YouTube, questo spot è apparso e continuerà ad apparire per tutto il mese di aprile anche nelle sale cinematografiche.

Una verità così esplicitata riuscirà a sensibilizzare le persone sul tema della povertà o sarà l’ennesimo motivo di rivalsa per perbenisti ed ipocriti?

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Ti arrotolo e ti rispondo

A differenza di brand come Barilla, il cui presidente è stato etichettato come omofobo dopo alcune sue scottanti affermazioni, Honey Maid ha lanciato qualche settimana fa il video “This is Wholesome”,  dedicato invece  a tutte le famiglie, comprese quelle formate da una coppia omosessuale.

A dimostrazione del fatto che una famiglia può essere composta da genitori dello stesso sesso, l’industria dolciaria statunitense ha deciso di affiancare questa tipologia a quella della famiglia tradizionale formata da moglie e marito.Ma come accade sempre nei casi di spot di questo genere, i commenti in merito alla scelta del messaggio veicolato non sono mancati.

Sebbene gran parte di essi siano stati positivi, alcune persone hanno reagito con disappunto all’iniziativa.

Fin qui nulla di nuovo, se non fosse per la reazione del brand: Honey Maid, infatti, ha deciso di rispondere a tono a tali commenti, trasformandoli in un’occasione per ribadire il messaggio di amore.

Due artiste sono state incaricate di comporre la parola “LOVE” utilizzando i fogli di carta arrotolati sui quali erano stati stampati i commenti di disprezzo. Per quanto riguarda invece quelli positivi, questi ultimi sono stati posti attorno agli altri per fare in modo di attenuare la diffusione di messaggi negativi e sottolineare la quantità decisamente più alta di quelli positivi.

Un’ottima strategia di marketing quella adottata dal brand che all’indifferenza ha preferito il replicare in maniera intelligente alle critiche, lasciando tutti a bocca aperta.

Tutto questo amore sarà servito a far cambiare idea ai criticoni oppure no? Voi che ne pensate?

La fame trasforma chiunque

Non sei te stesso quando hai fame!”. È questo il messaggio che lancia la nuova campagna Snickers australiana il cui obiettivo è quello di mostrare alcuni effetti che il senso di fame provoca sulle persone.

Il video della campagna si fonda sul ribaltamento dello stereotipo del muratore che solitamente fa battute sessiste alle donne che passano per strada ma che quando ha fame non è più se stesso e si improvvisa rappresentante della lotta contro la misoginia.

Aussie Builders surprise public with loud empowering statements”: “Operai australiani sorprendono il pubblico urlando slogan per promuovere l’uguaglianza sociale” è infatti il titolo che si concentra sul gioco di parole per stupire lo spettatore e le ignare protagoniste la cui attenzione, all’inizio del video, viene attirata dagli operai che si affacciano dal palazzo e iniziano ad urlare “Ti voglio mostrare…”, o “Sai cosa voglio vedere”.

Fin qui potrebbe sembrare una campagna misogina se non fosse che il “Ti voglio mostare…” termina con “… il rispetto che meriti” e il “Sai cosa voglio vedere?” si riferisce al “Vorrei che il punto di vista femminile sia preso in considerazione per quello che è e non per quello che ci si aspetti di sentire”.

Un vero e proprio mix di parole, ribaltamento di ruoli e aspettative positivamente contrastate quello presente all’interno di un video che culmina con gli operai che urlano in coro: “Cosa vogliamo? Uguaglianza. Cosa non vogliamo? Misoginia”.

E come se non bastasse un tale video, la Snickers ha pensato bene di creare addirittura un’applicazione web divertente dal nome “The Hungry me generator” (“Il Generatore del me affamato”)che permette agli utenti, tramite una loro foto uploadata o catturata tramite web cam, di vedere come appaiono quando sono affamati.

E voi? Che faccia avete quando avete fame?

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Da un compleanno all’altro, lontano da qui

Ormai è diventata quasi una moda, anche se fortunatamente a scopo benefico. Dopo i famosi e coinvolgenti  video “1 Second Everyday” e “A second a Day from Birth” girati con handycam e smartphone, Save The Children UK approfitta del successo di questo nuovo format per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inarrestabile conflitto in atto in Siria. Un conflitto che, duole ricordarlo, sembra proprio sia stato rimosso da gran parte dei media occidentali.

L’organizzazione internazionale per la difesa dei bambini ha lanciato “Most shocking second a day”, un video virale che mostra, attraverso una sorta di climax, “la vita di una bambina che, da un compleanno all’altro, viene stravolta a causa della guerra. Questo – commenta l’organizzazione – sta facendo la guerra ai bambini siriani e il fatto che non succeda qui, non significa che non stia accadendo”.

Il video, che su YouTube supera le 25 mila visualizzazioni, nasce dall’idea di simulare l’ipotetico cambiamento della vita di una bambina britannica nel caso in cui scoppiasse improvvisamente una guerra a Londra.

Sebbene si riferisca nello specifico alla situazione che stanno vivendo i bambini siriani dal 15 marzo 2011, (esattamente tre anni fa), il video possiede un messaggio che va aldilà del singolo contesto.

Il suo obiettivo è di ricordare ad ognuno di noi qualcosa che spesso tendiamo a dimenticare facilmente, ovvero non limitare il nostro campo d’azione e di pensiero a ciò che ci sta attorno ma interessarci anche a situazioni in cui non siamo coinvolti.  Situazioni spesso foriere di ingiustizie e danni a carico di innumerevoli persone.

Attraverso il primo piano di questa bambina, per un minuto e trentatré secondi siamo immersi in una realtà che non dovrebbe risultarci estranea.

Siamo stati abituati fin da piccoli a pensare a concetti astratti, senza un minimo di riscontro pratico, e purtroppo molte volte abbiamo difficoltà a sentire vicine situazioni che materialmente accadono e coinvolgono madri, padri, figli come noi il cui unico difetto (se si può definirlo tale) è l’essere stati meno fortunati di noi.

Pensate che questo video possa essere utile a farci tornare coi piedi per terra?

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Vine spegne la sua prima candelina

24 gennaio 2014: Vine festeggia il suo primo compleanno.

Proprio un anno fa veniva presentata dai suoi creatori Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll la popolare app sviluppata per la realizzazione e la condivisione di video brevi dalla durata massima di 6 secondi e ripetuti all’infinito.

Twitter, l’azienda proprietaria di Vine, ha annunciato la notizia attraverso il suo blog ufficiale e quello dell’applicazione di video-sharing.

Per la circostanza, il social network e il suo “pupillo” hanno pensato di omaggiare i loro utenti attraverso una raccolta dei migliori video, quelli più popolari e interattivi caricati in loop su Vine negli ultimi dodici mesi.

Un anno di grande successo, quello dell’app che ha conquistato in breve tempo tutti i proprietari di smartphone desiderosi di condividere con altri utenti la loro creatività.

Oggi Vine è disponibile su iOS, Android e Windows Phone, ha raggiunto oltre 40 milioni di utenti ed è disponibile in ben venti lingue.

Volevamo costruire una piattaforma che rendesse facile creare video e condividerli con i propri amici. Avevamo fiducia nelle nostre capacità, ma certo non ci aspettavamo un tale successo” ha affermato Colin Kroll, creatore e general manager dell’app.

E se nemmeno i suoi creatori si aspettavano un successo simile, figuriamoci noi. Non ci resta che sperare che questa divertente app possa festeggiare con noi ancora tanti compleanni.

Un Babbo Natale blu conquista il mondo

Chi ha mai detto che Babbo Natale non esiste? Esiste eccome, e la WestJet, compagnia aerea canadese, ce ne ha dato ufficialmente la prova attraverso la sua nuova campagna di marketing “Christmas Miracle”.

Il video che sta spopolando sul web descrive come siano riusciti a premiare i propri clienti in maniera veramente sorprendente, ovvero esaudendo le loro richieste:

Ecco un breve riassunto del video (deboli di cuore fate attenzione!).  Nella sala principale del Toronto Pearson International Airport, ad attendere i passeggeri diretti ad Hamilton, si trova un totem che li invita a scansionare la loro carta di imbarco. Ad azione effettuata, compare un video in cui un Babbo Natale di colore blu si rivolge ai passeggeri chiamandoli per nome e ad ognuno pone il seguente quesito “che regalo vorresti per Natale?”.

Ma cosa accade nel frattempo dietro le quinte? Una troupe cinematografica sta filmando e istruendo l’attore che interpreta Babbo Natale e un gruppo di volontari che si trovano ad Hamilton si sta occupando di comprare i regali di volta in volta richiesti.

Con un misto di scetticismo ed incredulità, i passeggeri ringraziano, salutano Babbo Natale e salgono a bordo dell’aereo.

Ad Hamilton, però, mentre sono in attesa di ricevere i loro bagagli, un allarme inizia a suonare e al posto dei loro averi, compaiono tanti pacchi, ognuno indirizzato ad una persona diversa.

Ebbene si, sono proprio i regali che avevano chiesto a Toronto, accompagnati da una grandissima festa che fa da sfondo ad una sorpresa che già da sola avrebbe riscosso parecchio successo.

La realizzazione di questa iniziativa è stata possibile grazie all’aiuto di 175 volontari WestJet, che hanno saputo creare un clima festoso e regalare grandi emozioni al gruppo di passeggeri.

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Riforma di YouTube targata Google: meno insulti, più conversazioni

Come avevamo già precisato qui, è ormai ampiamente provato come un’azienda debba coltivare l’interazione con i propri consumatori e coi possibili clienti attraverso i social e, più specificatamente, attraverso lo scambio di opinioni, idee e domande avvalendosi dei commenti. Capita spesso, però, che i commenti si trasformino in frasi non proprio lusinghiere, fino ad arrivare a veri e propri insulti, provocazioni e polemiche sterili creati ad hoc dai disturbatori “di professione”, i cosiddetti troll.

Lo stesso problema ha contagiato, ovviamente, anche YouTube. Sotto i video più cliccati (e anche su quelli meno diffusi) proliferano commenti offensivi di qualsiasi natura: razzista, sessista e perfino contro gli utenti nuovi e inesperti (newbie o, in maniera offensiva noob, italianizzato come niubbo). Per questo motivo, il sito di video più cliccato del mondo si sta evolvendo: sul blog ufficiale è stato annunciato un progressivo cambiamento che parte questa settimana e si protrarrà fino a fine anno.

La sezione commenti di YouTube si trasformerà in “conversazioni che interessano” e i profili verranno collegati ai profili Google+. Grazie a questa novità, le conversazioni verranno modificate e personalizzate a seconda dei gusti di ogni singolo lettore. Ovviamente, oltre ad una migliore personalizzazione, questa mossa dovrebbe aumentare il bacino d’utenza del social di Mountain View.

In particolare, le discussioni ora verranno regolate in base a chi commenta. La priorità assoluta andrà, ovviamente, al creatore del video, seguito poi dalle persone appartenenti alla cerchia del lettore (in linguaggio Facebook, i suoi amici) e dalle cosiddette “personalità popolari”, le star di YouTube. Inoltre, gli scambi più attivi e rilevanti verranno categorizzati per facilitarne la navigazione e la lettura. Perfino le proposte dei video suggeriti verranno personalizzate sfruttando le informazioni del profilo social.

Con l’integrazione di Google+ sarà possibile rendere visibile il commento solo alla propria cerchia o solo a determinati utenti, rendendo così diversa l’esperienza per ognuno. Importante anche sottolineare come gli utenti che possiedono un canale video potranno stilare una lista nera dove segnare le parole non concesse all’interno dei commenti così da limitare insulti e spam. I proprietari di canali potranno anche bloccare commentatori anonimi e/o sgraditi.

Per restare in tema di commentatori sgraditi o maleducati, pare che, secondo alcune indiscrezioni, i commenti bloccati verranno resi invisibili per tutti tranne che per chi li ha pubblicati. In questo modo l’utente non sarà tentato di crearsi un profilo falso per tornare a disturbare.

Ci sono, tuttavia, alcune perplessità. Il collegamento obbligatorio tra YouTube e Google+ desta non poche preoccupazioni a quanti pubblicano video in forma anonima, soprattutto quando si tratta di dissidenti politici o in zone ad alto rischio dove c’è la possibilità di subire ritorsioni. C’è però da dire che Google e YouTube consentiranno la pubblicazione dei commenti attraverso lo pseudonimo registrato sulla piattaforma video.

Modifiche senza dubbio interessanti e, spesso, necessarie. Ma noi vi chiediamo: cosa ne pensate di questo legame a doppio filo tra Google+ e YouTube?

La pubblicità trasformata in trappola

Arriva la bella stagione e con lei, oltre al sole, arriva anche qualche fastidio. Tra questi sicuramente insetti e zanzare che, se non trattati a dovere, possono anche rovinare l’atmosfera di una bella giornata.

Per promuovere l’efficacia del suo nuovo 4D Protection, un potente spray insetticida da esterno, Orphea ha puntato la sua campagna sull’utilizzo di cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni.

Sulla superficie di questi cartelloni è stata cosparsa una colla trasparente che attirava gli insetti; a poco a poco vi si sono appiccicati rivelando in questo modo la forma di un getto di spray.

Una gigantesca trappola per zanzare che, come spiega il video, ha attirato non poche attenzioni dai passanti curiosi.

La campagna è frutto di un’idea italiana, dell’agenzia Publicis di Milano.