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B2B - cube office supplies; Shutterstock ID 274948823; PO: Digital Guide

Attirare l’attenzione dei prospect grazie a contenuti B2B

Molto spesso chi fa content marketing B2B si dimentica che i contenuti prodotti devono essere in sintonia con l’ audience a cui sono rivolti. Altrimenti, saranno percepiti come un fiume torbido di parole, un fastidioso rumore di fondo che allontana i prospect da contenuti realmente interessanti.

È fondamentale che le strategie di content marketing B2B abbiano come obiettivo la creazione di testi chiari che offrano ai possibili clienti risposte valide alle loro domande e perplessità.

Ecco alcune efficaci soluzioni per attirare l’attenzione dei prospect:

Case study

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Si tratta di articoli dove sono presentati i casi di successo raggiunti dai clienti che hanno utilizzato i prodotti/servizi dell’azienda. Tre sono gli elementi che non possono mancare:

  • il problema risolto dal prodotto
  • una breve intervista al responsabile dell’azienda cliente
  • i dati relativi ai risultati ottenuti

White papers

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Ovvero pubblicare un e-book o uno studio scaricabile gratuitamente, a fronte dell’acquisizione delle informazioni di contatto. I contenuti di maggior rilievo sono:

  • approfondimenti sulle peculiarità del prodotto/servizio
  • i trend di sviluppo di una particolare nicchia di mercato
  • analisi delle best practices
  • dati di mercato

Video

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Non tutti i contenuti sono scritti. I video possono essere uno strumento di persuasione molto convincente quando si parla di dare un volto al proprio prodotto o servizio.

Per esempio, i case study possono essere arricchiti con video-interviste del cliente che permettono di percepire l’utilizzo del prodotto/servizio in modo più concreto, creando una
maggior empatia.

Infografiche

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Possono sintetizzare in modo chiaro le caratteristiche dell’offerta rendendo più immediata la sua comprensione. Molto utili nel caso in cui si riesca a racchiudere in poche immagini un messaggio che altrimenti risulterebbe difficile da comprendere.

In sostanza fare content marketing nel B2B significa creare contenuti di qualità per attrarre il cliente, stimolarne l’attenzione e generare un’interazione.

Un piano editoriale che esalti le peculiarità della tua azienda è basilare per raggiungere risultati ottimali. Se vuoi svilupparlo in modo da poter produrre contenuti di valore focalizzati sulle esigenze dei tuoi prospect, non esitare ad avvalerti della nostra esperienza.

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I trend da conoscere per un marketing efficace

Come abbiamo riportato qualche post fa e come ripetuto allo sfinimento in ogni manuale di marketing che si rispetti, conoscere la concorrenza e capire le sue strategie è vitale per anticipare i trend di mercato e ottenere un marketing più efficace. In questo post vi facilitiamo la vita: continuate a leggere per scoprire alcuni dati molto illuminanti su come si stanno muovendo i marketers oggi, dove si sta investendo di più, quali sono i maggiori risultati.

Il content marketing prima di tutto.

In Europa, secondo uno studio di Yahoo ed Enders Analysis, si prevede che entro il 2020 la spesa delle aziende in content marketing crescerà del 186% rispetto al 2014, arrivando a 2,1 miliardi di euro. Quest’anno il mercato dovrebbe raggiungere la soglia del miliardo di euro.

A livello globale invece, uno studio di IAB rivela che i marketers stanno spendendo in media più di 10 milioni ogni anno in Digital Video, con una crescita dell’85% rispetto a due anni fa. Il 72% degli intervistati ha riferito che cesseranno di investire in promozione televisiva in favore del mercato digitale.

Da dove proviene il maggiore ROI?

In base a una ricerca di Google su 56 casi studio, gli inserti pubblicitari su YouTube si rivelano nell’80% dei casi molto più efficaci nell’aumento di vendite rispetto a quelli televisivi, suggerendo che gli addetti al marketing dovrebbero aumentare fino a sei volte il loro budget investito su YouTube.

Il leader indiscusso che produce il miglior ritorno sull’investimento rimane il colosso di Zuckerberg. Facebook è infatti  indicato dal 95.8% degli intervistati di un sondaggio di eMarketer come la piattaforma da cui si ottiene il maggiore ROI, seguito da Twitter (63,5%) e Instagram (40,1%).

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A proposito di Facebook…

Si stima che il numero di utenti singoli che ogni mese utilizzano il social network più famoso del mondo raggiungerà, entro la fine di quest’anno, la quota record di 1.43 bilioni. E le cifre stellari non si fermano qui: l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha affermato in una recente conferenza che ogni giorno vengono inviati 60 bilioni di messaggi nelle sue due app di messaggistica in rete, Facebook Messenger e WhatsApp.

Per operare nel mondo del marketing, un presupposto insormontabile è quello di essere costantemente aggiornati sulle attività dei mercati e della concorrenza. Ma ci vuole anche esperienza, come la nostra: abbiamo vent’anni all’attivo nel settore. Se vuoi ottenere una strategia di marketing vincente, contattaci.

 

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Video marketing strategy: 5 consigli per aumentarne l’efficacia

Ne avevamo già parlato qui: il video marketing è uno dei settori pubblicitari più in ascesa, e nel 2016 si confermerà uno dei più redditizi. Basta pensare che circa l’81% dei Millennials negli Stati Uniti usano con una certa frequenza YouTube.

Perché i video sono così efficaci? Come posso renderli tali?

Se la parola scritta può fornire una visione d’insieme di un certo argomento, difficilmente andrà a colpire direttamente il cuore del cliente. Spesso, per arrivare ad intercettare il sentiment si utilizza un approccio che abbina le immagini al testo. Ma se il testo è limitato, i video sono più coinvolgenti e hanno effetti più potenti nelle persone – naturalmente purché siano fatti bene.

Se volete sfondare nel 2016 con i vostri video, iniziate con il seguire questi 5 semplici consigli: i risultati non si faranno attendere!

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1 – Video brevi o video lunghi?

L’essere umano ha una soglia d’attenzione molto breve: il passo dall’attenzione alla distrazione è molto limitato. Perciò anche il tempo del  video deve essere altrettanto limitato per catturare completamente l’utente, catapultandolo in un’altra realtà. Recenti studi hanno scoperto che la nostra attenzione è equiparabile a quella di un pesce rosso: ecco perché siamo più attratti da messaggi brevi, dai video brevi e dai tweet sintetici.

2 – Storie

Lo storytelling è fondamentale: le persone sono attratte dalle storie, anche quando esse centrano poco con il brand in sé, ma lo raccontano in modo trasversale (basta dare un occhio alle pubblicità della Nike, dove il marchio e i prodotti non compaiono che alla fine). Rendere il brand più umano, più vicino al proprio pubblico sono tutte strategie che faranno percepire in modo positivo l’azienda. Non raccontare il brand: racconta la storia del brand.

3 – Call to action

Includi sempre nei video una “call to action”: più sarà intrecciata e inclusa nella storia che racconti, più sarà efficace. È importante che sia allo stesso tempo chiara e collegata con il racconto che hai iniziato prima. Dev’essere la conclusione di un flusso, non un’appendice indipendente.

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4 – Tutorial

Non c’è metodo migliore che postare dei tutorial per conquistare la fiducia dei clienti. Per due motivi: il primo è perché in questo modo offrite alle persone dei contenuti utili, che potranno utilizzare nella vita reale per risolvere i propri problemi. Il secondo perché darete voce ad esperti, o esperti vi farete vedere voi. E chiunque si fida di un esperto, in qualunque campo egli lavori.

5 – Ottimizza i video per la ricerca

Così come il testo, anche i video possono essere ottimizzati, sia per i motori di ricerca sia per l’occhio umano. Per il primo è importante utilizzare le giuste keywords e le trascrizioni del testo HTML all’interno del video. Per i secondi, opta per immagini semplici, testi accattivanti (che stupiscano), descrizioni brevi e soprattutto contenuti utili.

Con queste armi, potrai affrontare in modo consapevole e preparato la nuova sfida del 2016: i video. Questi consigli sono la base di partenza. Se sei interessato al corso avanzato, noi siamo qui per questo! Go viral!

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Dov’è la barriera tra marketing ed etica?

Molto spesso, per arrivare a fare lo spot perfetto si tende a toccare le emozioni della gente. Tutti noi sappiamo che nel marketing questa è la leva più forte, ma allo stesso tempo è anche quella più rischiosa.

Rischio che la Deutsche Bahn, azienda ferroviaria tedesca, ha voluto correre con questo video di sensibilizzazione per i giovani, data l’ultima tendenza a farsi immortalare in luoghi e situazioni pericolose solo per avere qualche “like” in più.

Non andiamo oltre per non rovinarvi la “sorpresa” e vi lasciamo spazio nei commenti per dire che ne pensate di questa campagna “sui generis”!

Creare il giusto video non è così semplice come sembra: noi vogliamo aiutarti a creare non solo la campagna più efficace ma anche quella più attenta alle tue esigenze, tenendo sempre conto delle conseguenze che da essa possono derivare.

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Emotional marketing: il nonno che commuove il web

Gli stili di vita stanno cambiando, gli impegni si moltiplicano e il tempo per stare in famiglia è sempre meno. Argomenti interessanti per il marketing emozionale, che prende spunto proprio da questi problemi sociali, sentiti ancor di più nel periodo natalizio.

Un esempio recente di campagna di emotional marketing è quella ideata dalla catena di supermercati tedeschi Edeka. Un simpatico vecchietto a Natale, solo in una casa piena di ricordi, osserva dalla finestra le  scene gioiose che annunciano il periodo più felice dell’anno. Ma questa atmosfera natalizia sembra solo accentuare la sua solitudine, finché …

Che ne pensate di questo video? Di sicuro ha colpito il popolo dei social network, che ha reso lo spot virale in pochissimi giorni. Ci sono svariate tecniche per farlo e noi siamo qui per rendere anche i tuoi contenuti indimenticabili!

Instagram: foto, filtri e pubblicità!

Anche su Instagram compaiono i primi video pubblicitari, che si vanno ad aggiungere alle pubblicità statiche che sono state introdotte circa un anno fa. L’app del fotoritocco, fondata da Kevin Systrom e Mike Krieger e di proprietà di Mark Zuckerberg dal 2012, dopo mesi di test ha iniziato questa politica commerciale stringendo accordi con Lancôme, Activision, Banana Republic, Disney e CW per permettere loro di caricare 15 secondi di pubblicità.

La piattaforma garantisce però ai suoi utenti contenuti inediti: ogni spot viene controllato dal dipartimento di marketing all’interno della società, verificando che non sia già andato in onda in televisione oppure caricato online. In più, agli inserzionisti viene richiesto di cercare di essere coerenti con l’estetica dell’applicazione.

I brand che hanno dato il via alla pubblicità su Instragram concordano sul fatto che essere stati i primi ha contribuito a rafforzare la loro reputazione e a renderli innovativi; Brian Chang , Direttore Media di Lancome USA, ha infatti affermato: “Noi, come marchio, abbiamo voluto cogliere il vantaggio di essere i primi sul mercato.”

Cosa promuovono i fortunati marchi? Lancôme lancia una nuova fragranza e un mascara,  Activasion il videogame Callo f Duty, Banana Republic suggerisce consigli di moda per le vacanze, Disney la sua animazione Big Hero 6, mentre CW promuove Flash, il suo nuovo programma.

Cosa ne pensate di questo cambiamento di Instagram e di questi mini-spot?

La Nike è nel pallone

È tempo di un nuovo spot per Nike. L’azienda produttrice di abbigliamento e accessori sportivi ha recentemente lanciato la seconda parte della campagna dedicata al calcio “Risk Everything”.

Il nuovo video, “Winner Stays”, si apre in un parco dove due squadre si sfidano in una partita il cui risultato deciderà chi rimarrà in campo. La partita inizia e uno dei due ragazzi dice “Ora vorrei essere Cristiano Ronaldo“ e il suo avversario risponde: “Sì? Allora io sono Neymar“.

Ecco, fatto! Nel giro di pochi secondi una semplice amichevole si trasforma in una partita tra i più grandi calciatori del mondo: i ragazzi continuano nominando il giocatore che di volta in volta corrisponde alle caratteristiche necessarie al gioco ed ecco che compaiono sul campo Wayne Rooney, Zlatan Ibrahimovic, Eden Hazard e Gonzalo Higuain.

Il video prosegue con Ronaldo che segna un goal e si avvicina al suo avversario dicendo “Il pubblico ora impazzisce” indicando i tifosi esultanti in tribuna e mettendo in evidenza che ai piedi indossa le inedite Mercurial Superfly.

Il suo avversario risponde con altrettanta prepotenza facendo notare che 50.000 persone stanno urlando il suo nome e che lui sta indossando le Magista, un altro modello di scarpe non ancora in commercio.

Ma i calciatori non sono ancora finiti. Ecco scendere in campo Gerard Pique, David Luiz clonato, e Iniesta vittima di uno scambio di persona. Neymar porta il risultato sull’1-1 tramite un pallonetto poi ci pensa il vero Iniesta a dare il suo contributo portando il punteggio sul 2-1. Rooney però risponde con un tiro dalla lunga distanza e si va sul 2-2.

Lo speaker annuncia l’ultimatum: “Chi segna il prossimo goal vince“.

Tutti i giocatori sono in ansia e tentano di non commettere falli; l’unico ragazzo che non si è ancora trasformato in un campione però subisce un fallo in area da David Luiz. Cristiano Ronaldo è quindi in procinto di tirare il rigore ma fa spazio al giovane calciatore che vuole viversi il suo momento e assumersi tutta la responsabilità dell’azione.

Una partita tra amici, il sogno di giocare con i propri idoli e il desiderio di voler diventare come loro: questo è il concetto base di questo ultimo spot di Nike Football.

Pubblicato su YouTube il 25 aprile, in pochi giorni ha superato i 30 milioni di visualizzazioni. Evidentemente la gente non si è ancora stufata di vedere il calcio ovunque, voi che ne pensate?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

La verità attraverso un “Fuck”

Vi è mai capitato di conoscere persone che si improvvisano moraliste soltanto in determinate occasioni? Pilion Trust, un ente di beneficienza del Regno Unito, ha approfittato proprio di queste persone per condurre il suo esperimento sociale e rispondere così anche ai tagli che il governo britannico ha attuato nei suoi  confronti.

Si tratta di un video, realizzato con la collaborazione dell’agenzia pubblicitaria Publicis e in seguito diventato virale, in cui si ha la dimostrazione dell’indifferenza accentuata della gente nei confronti del tema della povertà e della facilità con cui il perbenismo spicca in alcune circostanze.

Il video è diviso in due parti: nella prima un ragazzo in versione “uomo sandwich” cammina per Londra indossando un cartello con scritto “Fuck the poor”. Indignazione e sconcerto trapelano dalle reazioni dei passanti, i quali manifestano il loro interesse nei confronti della questione offendendo l’uomo o addirittura ricorrendo alle forze dell’ordine per allontanarlo.

Nel secondo momento del video invece il messaggio viene completamente capovolto: “Help the poor” è la scritta che compare nel medesimo cartellone. Le dinamiche della prima parte si ripetono con un invito diverso, quello di “aiutare i poveri”, che sembra però destare meno interesse e attenzione di quello precedente.

Il ragazzo riceve solo qualche moneta e tanta indifferenza e lo spettatore assiste così allo scarto molto marcato tra le due situazioni presentate nel video: da un lato, l’atteggiamento aggressivo dei passanti davanti ad un messaggio inconsueto e sicuramente poco perbenista, dall’altro una reazione di impassibilità nei confronti di una richiesta di aiuto legittima.

“Siamo consapevoli che alcuni possono essere scioccati da questo filmato, ma siamo più offesi del fatto che persone in tutto il Regno Unito vivono in situazioni avverse” ha affermato il CEO di Pilion Trust, Savvas Panas.

Sebbene la viralità del video sia dovuta specialmente alla sua condivisione su YouTube, questo spot è apparso e continuerà ad apparire per tutto il mese di aprile anche nelle sale cinematografiche.

Una verità così esplicitata riuscirà a sensibilizzare le persone sul tema della povertà o sarà l’ennesimo motivo di rivalsa per perbenisti ed ipocriti?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione