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Per un pugno di follower

Twitter cambia look e decide di avvicinarsi allo stile di Facebook, il suo rivale numero uno.

Il flusso dei tweet sarà configurato in funzione della loro “pertinenza” e non più in base alla cronologia; questa novità contrasta però con la sua principale caratteristica: l’informazione in tempo reale. Un altro aspetto non gradito è che gli utenti vedranno comparire sulla propria timeline i tweet di persone che non hanno scelto di seguire.

L’azienda, per difendersi dalle numerose critiche, ha affermato: “Scegliere chi seguire è una gran cosa: in molti casi i migliori tweet arrivano da persone che già si conoscono. Ma ci sono volte in cui si perdono tweet che si potrebbero apprezzare. Per aiutare gli utenti a rimanere aggiornati stiamo testando modi per includerli nella timeline”.

Per ora questa proposta non ha raccolto molto successo: è bastato l’annuncio per far storcere il naso a molti utenti, che fanno parte probabilmente di quella porzione di persone che hanno scelto Twitter perché alternativo rispetto a Facebook, il social di massa.

Tuttavia, quella dei “cinguettii consigliati” non è l’unica novità segnalata da Twitter in questi giorni. L’azienda di San Francisco si è infatti lanciata anche nel mondo della musica in streaming e ha annunciato l’arrivo sulla sua timeline di “Audio Card”: gli utenti potranno ascoltare la musica di SoundCloud e iTunes direttamente sul social network, mentre continuano a cinguettare e a leggere tweet.

Pensate che questi cambiamenti riscuoteranno successo?

Twitter debutta nel mondo dell’e-commerce

Da diversi mesi se ne sentiva parlare, ma ora la notizia è ufficiale: Twitter ha debuttato nel mondo dell’e-commerce. Il social di microblogging lo ha annunciato sul suo blog e ha avviato una fase di sperimentazione del servizio d’acquisto attraverso il bottone “Buy now”, che permetterà agli utenti di comprare un prodotto direttamente dal tweet di un profilo seguito. In questa prima fase di prova, la possibilità di acquisto è disponibile solo per un numero ristretto di utenze americane, ma il servizio verrà progressivamente ampliato.

Gli utenti potranno comprare un articolo direttamente cliccando sulla pubblicità che compare sulla loro timeline: basterà cliccare il pulsante “Buy now”, leggere le informazioni aggiuntive sul prodotto, inserire i dati di spedizione e le informazioni di pagamento.

Twitter, inoltre, garantisce massima sicurezza e riservatezza dei dati personali: i dati della carta di credito non saranno condivisi con il venditore senza il consenso esplicito dell’utente e i dati di spedizione e di pagamento, che sono salvati all’interno del dispositivo per poterli riutilizzare al momento di un secondo acquisto, possono essere rimossi dal proprio account in qualunque momento.

Questo servizio di e-commerce è stato sviluppato grazie al supporto di numerosi partner tra i quali grandi aziende commerciali come Music Today o Fancy, artisti del calibro di Eminem, Soundgarden, Ryan Adams e Pharrel e associazioni no profit come Donors Choose.

Ecco il video dimostrativo caricato sull’account YouTube di Twitter:

Dalla botte al Tweet!

Quest’anno, al festival “South by Southwest” (SXSW) che si tiene negli Stati Uniti è stato invitato a partecipare anche il gruppo francese “French Tech”. L’eccitazione dovuta all’invito e all’idea di avere uno stand però è durata poco. “A chi interesserà la tecnologia francese?” ha pensato il gruppo mettendosi subito al lavoro per trovare un’idea che facesse loro guadagnare un po’ di visibilità.

L’agenzia pubblicitaria BETC Start Up Lab è venuta in loro soccorso e ha partorito un’idea un po’ elaborata. A cosa vengono associati i francesi, dopo la Tour Eiffel e le baguettes? Sicuramente al vino! Da qui nasce e prende forma la campagna #TweetCellar.

Cellar” in inglese significa cantina, lì dove si conservano e si fanno invecchiare i vini per trasformarli in capolavori. Ed è proprio di questo che si tratta, trasformare tweet in “Grand Crus”, qualcosa di raffinato ed elegante.

Si tratta di scrivere un post qualsiasi e aggiungere alla fine l’hashtag #TweetCellar per vedere la propria frase rivoluzionata. Giocando sullo stereotipo legato al vino, ma soprattutto grazie ad una prestigiosa tradizione di eleganza e raffinatezza rivisitata attraverso il filtro dell’ironia, i francesi hanno generato un vero e proprio trend su twitter dando grande visibilità alla loro partecipazione all’evento e cogliendo l’attenzione di chi, sapendo che avrebbe partecipato monitorava l’evento sul social.

Passando dalla tradizione alla tecnologia, con l’aiuto di qualche cinguettio hanno potuto farsi conoscere e il tutto senza spendere un soldo. Risultato? French Tech ha incrementato le visite del 400% mostrando che un’idea per quanto semplice, se usata in modo appropriato sapendo sfruttare a fondo la tecnologia moderna, può maturare grandi risultati.

Voglia di privacy? Prova con Telegram!

La notizia dell’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook continua ad essere oggetto di discussione e il blocco che ha subito l’app lo sabato scorso non ha fatto altro che incrementare le voci, soprattutto quelle negative, provenienti da utenti preoccupati che l’acquisto crei problemi in termini di privacy all’interno di WhatsApp.

Ma in fondo tutti sono utili, nessuno indispensabile e questo vale soprattutto per il mondo del web. A seguito del panico generato dall’incidente al server di WhatsApp, infatti, coloro i quali soffrono di dipendenza da chat hanno pensato bene di consolarsi scaricandosi un’applicazione a dir poco concorrenziale: Telegram.

Quest’ultima ha raccolto domenica scorsa, ossia nelle 24 ore successive al blocco della celebre app verde, quasi 5 milioni di nuovi utenti. Un boom avvenuto perlopiù a livello europeo che ha determinato un sovraccarico ai server, un black-out di un paio d’ore e un posto nelle classifiche dei servizi più scaricati in decine di mercati.

Ma guardiamo più da vicino quella che sembra essere la nuova innovazione in ambito di instant messaging. Fondata da Nikolai e Pavel Durov e completamente gratuita, Telegram allo scorso ottobre registrava solo 100mila utenti attivi su base quotidiana. Appare dunque incredibile l’incremento così rapido di utenze derivato da un insieme di fattori, casuali e non, e soprattutto da una sua particolare offerta.

Di cosa si tratta? I messaggi scambiati attraverso Telegram sono criptati e l’utente può scegliere di programmare la loro autodistruzione dopo un certo lasso di tempo trascorso dalla lettura. Quest’app, inoltre, non garantisce solo alti livelli di sicurezza bensì, godendo di server distribuiti in tutto il mondo, offre anche maggiore velocità di ricezione dei messaggi.

Ma non è finita qui. Ad incrementare la lista dei pro di questa nuova app vi sono l’organizzazione “cloud based” dei contenuti, ovvero la possibilità di accedervi da qualsiasi dispositivo, e il suo essere open source (le Api e il protocollo sono liberi). Infine, permette lo scambio di contenuti di qualsiasi dimensione in chat di gruppo, segrete e non, che possono raggiungere fino ai 200 contatti.

“Ci aspettavamo un milione di nuove registrazioni al giorno – questo uno dei tweet provenienti dal profilo ufficiale dell’app – 5 milioni è qualcosa di folle. Francamente, avremmo preferito avere una crescita graduale. Il nostro piano era quello di essere pronti per questo genere di esplosione nel giro di un paio di mesi, non ora”. Ma come solitamente accade nel mondo del mobile, sono stati gli utenti ad avere l’ultima parola e a decidere di far decollare quest’applicazione, influenzati anche dalla recente sensazione di sfiducia nei confronti di WhatsApp e della privacy che dovrebbe garantire.

In termini di soldi, Telegram, gestita da un team di base a Berlino, è finanziata principalmente proprio da uno dei sue due fondatori, Pavel Durov, il quale ha versato una generosa donazione tramite il suo nuovo progetto Digital Fortress.

“Telegram non è pensato per produrre profitti – si legge sul sito dell’app – non venderà mai pubblicità e non accetterà mai investimenti esterni. Non è in vendita. Non stiamo costruendo un database ma un programma di messaggistica per le persone”.

Si tratta dunque di un’iniziativa no-profit o almeno così per il momento viene presentata. Ma si sa, niente e nessuno è perfetto e tutti questi vantaggi sembrano frutto di un esame poco approfondito svolto a riguardo della nuova applicazione.

O sarà davvero così eccezionale come vogliono farci credere? Il tempo ci sarà rivelatore …

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Twitter influenza il rating dei programmi TV, ecco come

I Social Media e la programmazione TV vanno sempre più di pari passo, e ormai i Social Network stanno trasformando il modo di guardare la televisione. In particolare Twitter è diventato il luogo per eccellenza dove i fan possono “cinguettare” liberamente riguardo i loro programmi televisivi preferiti. Ma la domanda è: i telespettatori stanno solo discutendo di ciò che stanno guardando, oppure i tweet inducono nuove sintonizzazioni sui  canali in questione?

Entrambe le cose!
Il recente studio di Nielsen dimostra una relazione causale a doppio senso tra la programmazione televisiva e le conversazioni su Twitter a riguardo. Per la prima volta uno studio con dati empirici conferma la tendenza già percepita che un alto livello di tweet causi un aumento di telespettatori al programma TV.

Nielsen ha analizzato minuto per minuto i tweet e le interazioni in relazione a 221 trasmissioni televisive in prima serata in onda negli Stati Uniti. Il risultato è importante: i programmi hanno avuto un impatto sui tweet del 48%. Ma l’aspetto più significativo è che il martellare incessante dei “cinguettii” ha aumentato il rating delle trasmissioni del 29%.

Le tecnologie impiegate nello studio sono di SocialGuide, una società specializzata in analisi di feedback televisivi in rete, ma la metodologia è quella sviluppata dal premio nobel Clive Granger. Paul Donato, capo della ricerca Nielsen, ha commentato: “Utilizzando l’analisi delle serie storiche abbiamo registrato statisticamente una significativa influenza causale del fatto che un picco di ascolti aumenta il volume di tweet. E parallelamente un livello molto alto di post conduce a sua volta verso un aumento delle sintonizzazioni”.

Inoltre sono stati analizzati i generi televisivi più sensibili alle variazioni di Twitter. Secondo lo studio di Nielsen sono i reality show a subire maggiormente l’influenza del social, nel 44% dei casi. A seguire si piazzano le serie comiche col 37% e gli eventi sportivi col 28% di influenza rispetto ai propri indici d’ascolto. All’ultimo posto troviamo i programmi di genere drammatico, che non sembrano essere appetibili al pubblico dei “twitters”.

Questa ricerca come cambierà il mondo dell’industria televisiva e di Twitter?
Sicuramente avvertiremo un cambiamento sensibile nelle strategie di marketing, prendendo esempio proprio dal social che sta rafforzando la sua capacità di guadagno attraverso nuovi prodotti pubblicitari come gli strumenti di targeting demografico, le opzioni di targeting per le keyword, e nuovi media, come la Twitter Music.

Posterous acquistato da Twitter

Solitamente, quando pensiamo ai social network, ci concentriamo soprattutto sui cosiddetti contenuti, siano essi testi, video o immagini. Contenuti che siamo liberi di condividere con i nostri amici o follower. E contenuti ai quali siamo sempre in grado di accedere.

La nuova Timeline di facebook, ad esempio, è in grado di raccoglierli e di ordinarli temporalmente, mentre le board di Pinterest ci permettono di raggruppare le immagini che postiamo, suddividendole per argomenti.

E Twitter? Al servizio di microblogging più famoso del mondo manca uno spazio dove si possano archiviare contenuti, siano essi anche soltanto le notizie più retwittate. Ma è probabile che le cose cambieranno presto.

Dopo Summify, il servizio di social curation che permette di selezionare i contenuti più interessanti, Twitter ha infatti acquisito anche Posterous, l’antagonista di Tumblr che permette di condividere in modo semplice contenuti attraverso pc, smartphone e posta elettronica.

L’acquisizione prevede un accordo che consentirà allo staff di Posterous di spostarsi nella sede del social network dei tweet per lavorare al miglioramento della piattaforma. E probabilmente per ampliarne le funzionalità in direzione della creazione di un archivio virtuale.

Cosa comporterà tutto ciò per il futuro di Twitter?