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Un passo negli anni 90. Gli Slogan che hanno reso un brand di successo

Attirare l’attenzione con un motivetto, oppure una frase di grande impatto o attraverso un logo creativo è per un pubblicitario il primo passo verso la riuscita di una campagna pubblicitaria. Non esiste un metodo chiaro e preciso di come far si che questo accada; sta di fatto che tutti i marchi ed i brand di successo sono riusciti a creare un legame con il consumatore proprio grazie ai loro brillanti slogan, finendo per diventare parte della cultura generale di un paese. Ecco alcuni clamorosi casi di slogan pubblicitari che sono ormai parte della memoria italiana:

Cioccolato fondente NOVI:

Maxibon Motta:

La Cremeria Motta :

Limoncello Limoncè :

Breil :

Pennelli Cinghiale :

Ferrero Rocher :

Nestea :

Telecom :

Fiat Punto :

Gratta&Vinci:

Dimmi che show segui e ti dirò cosa comprare

È risaputo come la pubblicità sui social sia un settore nuovo e in continua crescita. Twitter, però, alza ancora un po’ l’asticella: qualche giorno fa ha comunicato attraverso il proprio blog di aver avviato il Tv ad targeting negli Stati Uniti. È un servizio rivolto alle aziende che vogliono sponsorizzarsi sia in tv, sia su Twitter, nello stesso momento.

Certo, qualcuno sarà scettico: che bisogno c’è di pubblicizzare in due posti diversi e contemporaneamente un singolo brand? Presto detto. Negli ultimi mesi è andata affermandosi l’abitudine del social tv o second screen: molti telespettatori hanno l’abitudine di seguire i propri programmi tv preferiti e, nel contempo, commentarli in tempo reale su Twitter. Di conseguenza, gli spot che vediamo in tv, continuano poi sui nostri smartphone o tablet.

Evidentemente da Twitter si sono chiesti come sfruttare tale abitudine. La risposta è attraverso i promoted tweet. Funziona più o meno così:

  1. uno spot vieno trasmesso durante uno show televisivo (serie tv, spettacoli, partite, eventi, ecc.)
  2. diversi utenti stanno commentando lo show televisivo attraverso Twitter
  3. vengono raccolti gli show commentati durante i quali viene trasmesso lo spot
  4. terminato lo spot in tv, gli utenti Twitter che commentavano quello show vedranno apparire degli annunci pubblicitari sul prodotto dello spot trasmesso, direttamente sui propri tablet, smartphone o pc

Facciamo un esempio pratico. Numerosi telespettatori, quest’anno, si sono divertiti a seguire Sanremo 2013 commentandolo contemporaneamente su Twitter. Ipotizziamo che, durante l’interruzione pubblicitaria, sia stato trasmesso lo spot di un’automobile. Terminato lo spot, le stesse persone che stavano guardando e commentando Sanremo vedranno apparire dei tweet promozionali sull’automobile già vista in tv. In questo modo si ha la sicurezza che gli utenti vedranno e sentiranno la ripetizione degli stessi messaggi.

A questo punto potrebbe sorgere un dubbio più che legittimo: verremo subissati da una pioggia di spot e annunci? Non c’è una risposta univoca, ovvio. Tuttavia, attraverso una ricerca della Nielsen, Twitter fa sapere che i risultati sono promettenti. I dati parlano di un aumento dell’associazione del messaggio del 95% degli utenti  statunitensi che vengono raggiunti dallo spot e dal promoted tweet. Ancora più importante, si parla di un incremento dell’intenzione di acquisto del 58%. Inoltre è stato calcolato un aumento del 27% dell’engagement (in un certo senso, l’affezione) dei brand.

Twitter ha annunciato l’introduzione di strumenti per monitorare i pareri dei clienti sui prodotti sponsorizzati. Con questi strumenti, le aziende che vorranno pubblicizzarsi in tv e, contemporaneamente, via Twitter, avranno la possibilità di “tastare il polso” dei consumatori per capire se una campagna pubblicitaria ha successo oppure no e, di conseguenza, cambiare o confermare la rotta intrapresa.

Visto il successo del second screen, anche gli altri social stanno cominciando ad affacciarsi sulla pubblicità social. Indubbiamente i promoted tweet sono un potente strumento di marketing. Resta però la paura di vedere trasformate le nostre bacheche in un accozzaglia di annunci pubblicitari.

Di seguito, un video esplicativo del sistema.

 

E voi? Cosa ne pensate? La pubblicità social porterà effettivi benefici? O potevamo farne anche a meno?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Su quali dispositivi puntare per le prossime campagne marketing?

L’Agcom ha pubblicato la Relazione annuale 2012 dalla quale emerge un dato significativo che evidenzia un cambiamento e un’evoluzione nel settore delle telecomunicazioni in Italia.

Nel 2011 i ricavi provenienti da internet tramite smartphone e tablet hanno superato quelli provenienti da sms. Gli italiani dunque, hanno speso più denaro per navigare piuttosto che per inviare sms.

Grazie all’avvento e alla fortuna dei dispositivi mobili i ricavi provenienti da internet sono arrivati a 2,41 mld (registrando un incremento del 17,7% rispetto all’anno precedente) mentre i profitti dei cosiddetti messaggini sono stati pari a 2,33 mld.

L’aumento del traffico internet generato da terminali diversi dal Pc è un trend che accomuna l’Italia ai paesi europei che sono tecnologicamente più avanzati del belpaese.

Ma la strada per appianare il digital divide non è ancora conclusa. La diffusione della banda larga in Italia infatti, raggiunge il 22% della popolazione contro il 35,7% della Francia e il 33,4% del Regno Unito.

Nonostante questo ritardo però, i dati dell’Agcom dimostrano oltre ad un aumento nell’utilizzo di internet, anche una diminuzione di ricavi nel settore televisivo.

I profitti derivanti dalla TV, dai 9,02 miliardi del 2010 scendono pericolosamente a 8,89 miliardi. Le perdite più consistenti si registrano nei ricavi delle televisioni gratuite che subiscono un calo del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Queste informazioni sono parecchio utili nella scelta del canale più adatto su cui indirizzare la pubblicità e le campagne marketing della propria azienda.

È evidente che i prossimi anni segneranno il definitivo declino della TV e degli sms e l’ascesa inarrestabile di internet.

Facebook? Ora anche negli spot TV!

Come ci stanno spiegando gli innumerevoli inviati che seguono l’IFA di Berlino, stiamo assistendo ad un rilancio della televisione, grazie alle innovazioni della smart TV, dell’introduzione delle app e ai nuovi modelli in 3d.

Ma rimandiamo ad un prossimo post alcune riflessioni legate a questi trend del futuro. Oggi, ciò che ci interessa mostrarvi è altro. Secondo una recente ricerca di Beyond, il 21% dei consumatori si informano sulle attività dei brand preferiti attraverso il sito istituzionale e il 3% attraverso il blog aziendale.

Ma è un 23% che desta la nostra attenzione. Ovvero? 23% è la quota di consumatori che preferisce ormai aggiornarsi sulle attività dei brand attraverso Facebook. Ciò ha dato luogo alle rivoluzioni di cui abbiamo già parlato diverse volte su questo blog. Rivoluzioni che comportano anche un nuovo modo di guardare ai social network e soprattutto inedite modalità pubblicitarie.

Diamo un occhio a questi due spot:

Non notate nulla di strano? Entrambi gli spot alla fine non rimandano più al sito aziendale ma alla pagina Facebook. Forse sarà meglio riflettere su cosa mettere in primo piano la prossima volta che si produrrà un video o uno spot aziendale.

Voi che ne pensate?