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Google Android e la sua campagna “Be togheter not the same”.

 

Be togheter Not the same. Ormai lo slogan è noto al pubblico. Android continua con la sua campagna pubblicitaria nata per la pubblicizzazione di Lollipop 5.0, l’ultima versione del suo sistema operativo.

Google sembra aver finalmente sviluppato un piano marketing legato al brand Android capace di competere con lo spietato mercato. Nei video  l’attenzione non è focalizzata sulle qualità del prodotto o sulle sue caratteristiche tecniche. Quello che Android ricerca è la sensibilizzazione del cliente puntando sul fattore emotivo

Il suo ultimo spot ha per oggetto la condivisione e la registrazione ( sia audio che video) di momenti unici quotidiani. Momenti che nessuno di noi vuole perdere o dimenticare e grazie alle funzioni di Lollipop è possibile immortalare o condividere in tempo reale. I soggetti inquadrati non sono definiti dalla classe sociale o dall’età, la caratteristica che gli accomuna è l’utilizzo di Android .

Lavorando di creatività Google sembra aver trovato la soluzione giusta per coinvolgere il pubblico creando quel senso di appartenenza che mancava a  tablet e smartphone Android. Bisogna attendere feedback per capire il successo della campagna. Non ci rimane che guardare lo spot.

Buona Visione.

La rivincita degli smartphone

L’Audiweb conferma che il sorpasso degli accessi ad Internet tramite smartphone e tablet piuttosto che da computer ha avuto luogo a marzo, mese in cui gli italiani che hanno preferito i dispositivi mobili sono stati 7,4 milioni, ovvero il 37% degli utenti online nel giorno medio. Hanno superato i 5,3 fedeli al computer e i 7,2  che invece non esprimono preferenze.

L’Italia, sempre un po’ meno tecnologica rispetto al resto d’Europa si dimostra invece al passo con i tempi con una percentuale sempre più alta di persone connesse. Gli utenti connessi sono 25 milioni e di questi, 17,2 milioni preferiscono il cellulare.

I firmatari della rivoluzione tecnologica sono i più giovani: la fascia d’età tra i 18 e 24 anni, infatti, è quella più propensa all’uso dei dispositivi mobili preferiti ai vari pc o addirittura alla televisione.

I due terzi degli italiani hanno almeno uno smartphone in casa e una persona su due possiede un tablet, mentre i cellulari normali scendono sempre più arrivando al 30%.

Questi dati non solo dimostrano un cambiamento delle abitudini legate a divertimento, apprendimento, fruizione delle notizie, ma sono importanti per l’influenza che hanno su investimenti e scelte strategiche legate al  mondo del marketing e delle imprese.

L’Osservatorio Mobile Marketing&Service del Politecnico di Milano parla chiaro: per il 2014 sono previsti i 300 milioni di euro di investimenti per la pubblicità sui dispositivi mobili che corrispondono al 14% degli investimenti totali per la pubblicità su internet e il 5% di quelli su tutti i mezzi.

Le aziende che desiderano restare al passo con i tempi devono, quindi, fare tesoro di queste notizie e adattarsi alle nuove tendenze. Le persone tendono a passare il tempo online sui social network, su siti o app per i cellulari e su portali e siti d’intrattenimento.

È importante dunque sfruttare appieno le potenzialità che i social offrono e adattare i propri siti aziendali alla navigazione tramite tablet o smarphone al fine di essere accessibili nel migliore dei modi all’enorme percentuale di utenti fedeli al proprio telefono.

 

Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Phablet alla riscossa!

I phablet sembrano essere il nuovo fenomeno del 2013.

Il mercato di questi ibridi smartphone-tablet sta emergendo dall’inizio di quest’anno e non può essere sottovalutato o ignorato.

Ma cosa sono esattamente i phablet?

Praticamente sono dei dispositivi mobili che si collocano, considerando una scala delle dimensioni, tra lo smartphone più grande e il tablet di dimensioni più ridotte (ad esempio iPad Mini o Kindle). Alcuni esempi commerciali possono essere i modelli Note di Samsung o il modello Intuition di LG. Le dimensioni dello schermo variano dai 13 cm ai 18 cm circa, decisamente fuori misura per quello che siamo abituati a chiamare “telefonino”.

Eppure il mercato sta crescendo sempre di più e il 2013 sembra essere l’anno della cosiddetta avalanche, anche secondo ABI Research. Si stima che entro il 2018, le vendite dei phablet costituiranno il 25% del totale vendite nel settore smartphone (attestandosi già al 18% nel 2013!). Anche Samsung stessa ha riportato che il modello Note 2 ha venduto più di 5 milioni di pezzi a solo due mesi dopo dal lancio.

Da cosa dipende il successo di questi nuovi modelli?

Lo schermo di grandi dimensioni dà vantaggi non di poco conto nello svolgere l’attività quotidiana col nostro smartphone, senza essere ingombrante quanto un tablet. Gli schermi ad alta risuzione fanno dei phablet i migiori dispositivi mobili in materia di video straming, navigazione web, lettura di ebook, fotografia e visualizzazione di immagini, con in più le funzionalità di telefonia mobile.

Certo, le dimensioni rendono i phablet non semplici da portare in tasca, la loro taglia rispetto agli smartphone può apparire imbarazzante a chi vuole che il suo “telefono” sia solo un “telefono”, ma sono perfetti per quei consumatori che vogliono usare la tecnologia odierna a loro vantaggio, fondendo lavoro e divertimento con infinite possibilità.

Voi ve lo comprereste un phablet?

 

Pinterest si converte al mobile

“It may sound funny, but our goal has never been to keep you online. Instead, we want to inspire you to go offline and do things that you love”: con questo auspicio viene annunciato sul blog ufficiale il lancio delle applicazioni software per Android e iPad di Pinterest, il social network più trendy del 2012.

Un annuncio nell’aria da tempo e, per così dire, un adeguamento inevitabile alle richieste degli iscritti (che in Italia hanno già raggiunto quota 500.000) e al moltiplicarsi esponenziale dei dispositivi mobili nel mondo.

Sino a qualche giorno fa l’accesso da dispositivo mobile era consentito soltanto ai possessori di iPhone, che ora possono approfittare del rinnovato layout a due colonne, in grado di ospitare un numero considerevolmente superiore di immagini.

Oggi, però, anche gli smartphone posseggono il layout a due colonne, mentre i tablet riescono a visualizzarne sino a tre. Ma sembra che la migliore esperienza d’uso sia riservata ai possessori di iPad, con quattro colonne contro le cinque di ogni pc.

Dopo aver eliminato il vecchio sistema di inviti, che impediva a chiunque di registrarsi, e aver prestato attenzione alle richieste della community, Pinterest si trasforma in un competitor in grado di insidiare sempre più da vicino la posizione di Google+, attualmente al terzo posto nella classifica dei social.

Voi che ne pensate?

Il radioso futuro di YouTube

Ricordate il post sull’irresistibile ascesa del video marketing di qualche giorno fa? Abbiamo ancora qualche dato che conferma quanto sia importante attualmente stare svegli e cercare di capire la rapida trasformazione di questo settore.

Secondo un report di Allot proveniente da un sondaggio effettuato su più di cinquanta operatori telefonici in tutto il mondo, il video streaming su dispositivi mobili è cresciuto nella prima metà del 2011 del 93%, e, dato ancor più importante, costituisce attualmente il 39% del traffico complessivo.

Come riportato dall’immagine sopra, il dato più interessante è rappresentato da YouTube, con il 52% del video streaming globale ed il 22% della banda larga mobile globale.

Se nello stesso report Twitter e Facebook sono cresciuti rispettivamente del 297% e 166%, la vera rivoluzione è costituita dall’incremento di YouTube, che grazie ai dispositivi mobili guadagna circa 7,1 milioni di visitatori al mese

Dopo l’epocale passaggio della visione di film e video sullo schermo dei nostri laptop, ora la nostra percezione visiva si sta progressivamente abituando ai formati di smartphone e tablet. Ciò sicuramente muterà le abitudini degli utenti ma soprattutto dovrà spingere i produttori di contenuti video a ragionare in un’ottica di riduzione delle dimensioni di streming.

Il futuro sarà del piccolo formato?

Una nuova malattia? No, la frontiera più avanzata della realtà aumentata!

Evoca soltanto lontanamente il nome di qualche malattia legata al sistema respiratorio, ma più semplicemente la possiamo connettere a quel desiderio forzato di nuovi stimoli sensoriali nel quale ci ha fatto precipitare la sovraesposizione ai media contemporanei.

Stiamo parlando di Aurasma, la nuova applicazione grazie alla quale è possibile creare realtà aumentata direttamente sul nostro smartphone o tablet. Ovvero la possibilità di rendere animato e coinvolgente ciò che tradizionalmente è statico e monodimensionale.

Con oltre un milione di persone che l’hanno installata sui propri dispositivi, oggi Aurasma è la piattaforma di augmented reality più distribuita al mondo. E probabilmente costituisce un primo passo relativamente al modo in cui in futuro cambieranno i nostri approcci ai dispositivi mobili. Soprattutto per quanto riguarda le strategie promozionali dei brand.

Ma come funziona esattamente Aurasma?
Grazie alla fotocamera del dispositivo è possibile riconoscere le immagini del mondo reale e sovrapporre ad esse uno strato interattivo virtuale, sia esso un video, un gioco o un’animazione in 3D.

In questo modo è possibile ad esempio:
– inquadrare il cartellone pubblicitario di un film e farne automaticamente partire il trailer
– attivare il video delle proprie vacanze semplicemente inquadrando l’album delle immagini
– inquadrare una pagina di giornale raffigurante una pubblicità per far partire lo spot relativo al prodotto in questione

Ma sono innumerevoli le applicazioni di Aurasma. Cinema, turismo, stampa, giochi, settore immobiliare, grande distribuzione etc. Sono ancora poche le aziende (soprattutto americane) che utilizzano Aurasma ma quelle che lo fanno hanno ben intuito le potenzialità rivoluzionarie di questa app.

Oggi infatti è possibile trasformare i lettori di advertising in spettatori ai quali narrare una storia. Far loro condividere il percorso di un processo di produzione, ad esempio, può destare più facilmente l’attenzione intorpidita di un consumatore in cerca di nuovi stimoli per scegliere un brand.

Anche il cinema ha scelto di sfruttare la app per promuovere Super 8, il nuovo film di J.J. Abrams prodotto da Steven Spielberg. Puntando la fotocamera verso i cartelloni pubblicitari sarà possibile animarli ed essere coinvolti nella suggestiva atmosfera cinematografica.

Attualmente Aurasma è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPod touch, iPad 2 Wi-Fi e iPad 2 Wi-Fi + 3G.

Il futuro traveste la realtà investendola dei nostri sogni. Il tutto grazie ad una semplice app.

Quale sarà la prossima svolta rivoluzionaria?