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Il Super-Bowl, sacro Gral per la pubblicità, in aiuto alle donne.

 

Come ogni edizione la finale del campionato di football americano riesce sempre a far parlare si sé. Lo spettacolo è andato in onda la notte del 2 febbraio, tenendo incollati ai televisori 102.3 milioni di telespettatori.

Solo un evento sportivo? Forse no. Il Superbowl rappresenta infatti l’evento mediatico per eccellenza tanto che le varie compagnie mondiali sono state disposte a sborsare 4,5 milioni di dollari per soli 30 secondi di spot pubblicitario.

La sfida per lo spot più visualizzato mette quasi in ombra la partita e spinge ogni volta i vari brand a ricercare l’attenzione del pubblico attraverso pubblicità ironiche e creative ma non sempre di buon gusto.

Da Kim Kardashian alla coppia Matt Damon-Mindy Kaling fino alla presenza di Pierce Brosnan: sono solo alcuni nomi delle star che hanno recitato, ma a far parlare molto di se quest’anno è stato il primo spot contro la violenza sulle donne.

Il video per la prevenzione della violenza femminile mostra la chiamata di una donna al 911 che per denunciare il fatto finge di ordinare una pizza al telefono e, grazie alla complicità del poliziotto, riesce a farsi capire e soccorrere.

Se l’obiettivo era quello di attirare l’attenzione mediatica sul gravissimo problema, lo spot ci è riuscito sicuramente, ma può bastare uno video di 30 secondi come prevenzione al problema?

Cifre da record per la piattaforma di e-commerce cinese

Alibaba, network di siti che si occupano di e-commerce, è sbarcato a Wall Street e potrebbe portare nelle casse delle società fino a 25 miliardi di dollari. Il costo per azione è di 68 dollari mentre la capitalizzazione di mercato è stimata intorno ai 167,62 miliardi di dollari (superiore a eBay, Twitter e LinkedIn messi insieme), cifre che hanno permesso al colosso cinese di superare il record di Facebook del 2012, prima azienda a riuscire a raccogliere sul mercato 16 miliardi di dollari.

Ma come è nato Alibaba? Tutto inizia nel 1995 quando Jack Ma, semplice insegnante di inglese, parte per Seattle, dove un amico gli fa conoscere Internet. Incuriosito, digita sul motore di ricerca “birra cinese”, ma non compare nessun risultato. Fu quella la scintilla che ha portato alla creazione nel 1998 di Alibaba, il cui scopo è quello di aiutare le imprese locali cinesi a far conoscere i loro prodotti sul web.

Tuttavia, Alibaba non sarebbe bastato per raggiungere un tale successo: nel 2003 nasce Taobao, la risposta cinese a eBay, con la differenza che non percepisce commissioni sulle transizioni e nel 2008 viene anche fondato Tmall, una sorta di centro commerciale online.

Chiave di volta per conquistare la fiducia dei consumatori cinesi è stata un’altra invenzione di Jack Ma: Alipay, un sistema di pagamento online simile a PayPal, che trattiene la cifra pagata dal consumatore e la versa al rivenditore solo nel momento in cui la merce è effettivamente arrivata a destinazione.

Grazie a questi servizi Alibaba consegna circa 200 milioni di pacchi al giorno: i siti Alibaba’s Taobao, TMall e le altre piattaforme coprono l’80% del mercato cinese online e la maggior parte dei suoi 279 milioni di compratori visita i siti almeno una volta al mese.

Secondo una dichiarazione rilasciata a dei giornalisti Jack Ma, ora l’uomo più ricco della Cina, non ha ancora intenzione di fermarsi: «Vogliamo diventare una compagnia globale, e dopo gli Stati Uniti conquistare anche l’Europa e l’America intera».

Ci sono buone notizie anche per il nostro Paese. Il sottosegretario all’Economia Simona Vicari ha sottoscritto un accordo con Alibaba per la realizzazione di una parte della piattaforma dedicata solo al made in Italy: “Con questo accordo si da l’opportunità alle imprese italiane di esportare i loro prodotti di qualità. È infatti la qualità italiana a vincere. Le imprese del legno e del conciario hanno aumentato il loro fatturato dell’80% grazie all’export”.

Social Network e social selling

I social network stanno ottenendo risultati davvero incredibili grazie alla pubblicità online e alla rinnovata espansione di questo mercato. Partendo da un approccio basato su un modello di risposta diretta come l’istallazione di un’app, ora Facebook ha raggiunto anche i grandi nomi e brand.

Come sostiene anche Jim Anderson di Social Flow, è complicato arrivare ai consumatori connessi tramite i loro dispositivi mobili e per questa ragione Twitter e Facebook sono considerate le più grandi risorse per i pubblicitari per raggiungere questo scopo.

È comune ormai che aziende e imprese sfruttino la comunicazione multicanale tramite l’integrazione tra sito web aziendale e social network con incrementi sempre più notevoli. Attraverso un progetto pilota basato sul social selling, ad esempio, BMI ha dichiarato di aver incrementato le vendite del 400% raggiungendo consumatori altrimenti fuori portata.

Facebook in questo settore spadroneggia con un aumento delle entrate del 61% nel secondo trimestre, superando così i 2,8 miliardi previsti e vantando 791 milioni di profitto, più del doppio rispetto allo scorso anno.  La raccolta pubblicitaria, inoltre, è stata di 2,68 miliardi solo negli ultimi tre mesi con un incremento del 67% grazie alle inserzioni mobili. Il social network controlla ben il 5,8% della pubblicità digitale a livello globale con un pubblico di 1,32 miliardi di utenti.

Twitter, sebbene resti nell’ombra di Facebook, incassa un bel risultato e secondo le previsioni di eMarketer conquisterà una fetta importante nel mercato della pubblicità online. A Wall Strett, infatti, il titolo ha guadagnato oltre il 24% nel trading e i ricavi del periodo di aprile e luglio salgono a 312,2 milioni, il 124% in più rispetto allo scorso anno.

Dalle 9 alle 21, una giornata tutta social!

Essere social e online è un must per il business di oggi. Per questo motivo è stato organizzato il Social Media Marketing Day il 27 giugno a Milano. L’obbiettivo principale è capire il comportamento dei social network in relazione a tematiche calde e capire come sfruttarli al meglio per raggiungere i target aziendali.

La rassegna, ideata da Andrea Albanese, community manager dei gruppi italiani di linkedin “Social Media Marketing Italia” e “Social Media Marketing Italiano”, si svolgerà in un’unica giornata all’Auditorium del Sole24Ore di Milano, dalle 9.00 alle 21.00. Consultabile il sito ufficiale dell’evento con il programma completo e la lista dei relatori.

L’incontro è rivolto a tutti gli imprenditori e manager di aziende, alle direzioni vendite, agli addetti alle funzioni marketing e comunicazione e ai customer care che vogliono comprendere cosa è fondamentale per la propria azienda in ambito social e quali sono gli strumenti giusti per ottenere risultati tangibili.

L’evento tratterà 16 argomenti relativi al Social Media Marketing, spiegati praticamente e dettagliatamente, e integrati nelle differenti aree chiave del web. Il format è rigidamente strutturato in 20 minuti di spiegazione pratica e 10 minuti di scambio attivo col pubblico di esperienze e domande, per un totale di mezz’ora per ogni tema affrontato durante la giornata.

“Il modo di comunicare è cambiato. Il modo di fare business è cambiato – dichiara l’ideatore del Social Media Marketing Day Andrea Albanese – Usare i Social Media, fa di ognuno di noi un’agenzia di comunicazione, e dobbiamo prenderne atto.”

Per chi fosse impossibilitato a partecipare al Social Media Marketing Day del 27 giugno, ricordiamo la Social Media Week che tornerà a Torino dal 23 al 27 settembre di quest’anno.

Voi ci sarete?