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Case history Maersk: qual è la sua strategia B2B?

Ormai è indiscussa l’utilità dei Social Media nel mondo del Marketing, soprattutto nel B2C. Ma è altrettanto importante l’utilizzo di questo strumento anche per le aziende che si rivolgono ad altre aziende. Come in ogni strategia di pianificazione che si rispetti, è determinante la cura dei dettagli al fine di elevare la propria impresa come leader nel proprio settore. L’utilizzo di questi strumenti rende possibile la diffusione del marchio su larga scala, grazie anche alla condivisione degli utenti. Se usati nel modo corretto, porteranno un enorme vantaggio competitivo e un numero sempre maggiore di follower, incrementando il valore aggiunto aziendale.

Ne è un esempio una delle più grandi società danesi, la Maersk, che nel 2011 decise di riscrivere le regole della propria strategia marketing raggiungendo risultati straordinari. Ricavare informazioni chiave sul mercato attuale, conoscere e avvicinarsi ai clienti e aumentare la employee satisfaction sono i punti cardine della compagnia. A tale fine, Maersk ha posto l’attenzione sulla condivisione di alcuni argomenti interessanti attraverso il racconto di vicende coinvolgenti sul mercato dei container (storytelling). La forza di questa strategia sta proprio nella sua capacità di umanizzare il brand entrando in sintonia con i lettori. Non solo questo rende la Maersk onesta e affidabile, ma la aiuta anche a far trasparire alcune vicende che altrimenti l’avrebbero danneggiata come la caduta in mare di un marinaio che rimase disperso per più di 10 ore o l’aver colpito una balena di 12 metri con una nave. In questo modo ha potuto crearsi un’audience interna che si è estesa fino a raggiungere circa 1 milione e 200 mila fan su Facebook.

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Da questa particolare case history, si possono trarre delle importanti lezioni su come sviluppare una robusta strategia di Social Media Marketing e B2B storytelling:

  1. L’importanza di una strategia solida e ben delineata.

Per non rischiare di fare le cose superficialmente, sprecando tempo e denaro, i manager e i dirigenti delle aziende devono creare, pianificare e sviluppare una strategia che si sposi con il business della propria impresa sperimentando e verificando cosa funziona e cosa bisogna prendere in considerazione per ottenere i migliori risultati.

  1. Catturare l’interesse dei propri lettori.

Il succo non è tanto riuscire a valorizzare o meno il proprio prodotto ma è capire quali sono gli interessi dei tuoi clienti e riuscire a catturarne l’attenzione. Segmenta i tuoi lead e dividi i contenuti in categorie per facilitarne la consultazione.

  1. Fai in modo che i tuoi profili social siano coerenti con gli obiettivi aziendali.

Il mondo online e in particolare i social network sono delle risorse che devono essere sfruttate per generare risorse per i tuoi clienti, per i semplici lettori e per tutta la community del tuo settore.

  1. Per una base solida dei tuoi contenuti, riconosci e valorizza i tuoi dipendenti.

Sono i clienti interni e rappresentano la parte umana delle tue risorse, indispensabile per conseguire gli obiettivi. Non solo ti porterà vantaggi in termini di affidabilità e credibilità ma aiuterà i dipendenti a instaurare un legame con i clienti.

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Il lavoro che bisogna fare, quindi, è anticipare il processo di vendita con un lavoro più introspettivo, legato alla valorizzazione e umanizzazione del tuo brand per poter capire meglio quali sono le esigenze dei tuoi clienti e di come è possibile soddisfarle.

Se sei interessato all’argomento e vuoi capire come sviluppare una strategia di marketing competitiva, puoi iniziare leggendo qui!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Come evitare di uniformarti alla massa (2° parte)

Come anticipato nel post precedente, continua la lista di suggerimenti interessanti degli esperti americani di content marketing. Ecco allora gli ultimi 4 interventi degli speaker del “B2B Marketing Forum 2016”, tenutosi due settimane fa a Boston, USA:

Internazionalizzazione

In materia di internazionalizzazione, AJ Huisman (fondatore di Y Content) ricorda che per i marketer che vogliono interfacciarsi a livello globale è fondamentale possedere una conoscenza approfondita della cultura dei Paesi con cui decidono di lavorare. È indispensabile costruire una strategia in modo analitico per avere successo in campo internazionale, definendo a priori obiettivi e risultati previsti, il target di riferimento (grazie anche all’aiuto delle buyer personas http://marketing-ippogrifo.com/la-tua-azienda-parte-dal-cliente/), comunicando in modo coordinato e interattivo con ogni comparto aziendale locale ed estero e mettendo nero su bianco ogni passaggio.

Partnership

La parola chiave per Kristen Craft (Director of Business Development di Wistia) è partnership, infatti la giusta collaborazione può dare maggiori opportunità alla vostra azienda. L’importante è trovare un partner che condivida la vostra visione e i vostri obiettivi così da viaggiare su due binari paralleli.

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Automazione

Paul Rotzer parla invece di applicazione dell’automazione ai contenuti per avere un considerevole risparmio di tempo. L’intelligenza artificiale, ormai largamente presente nella nostra società, ha cominciato sostituendosi all’uomo nei lavori domestici e pian piano sta trovando applicazione in diversi settori. Come può essere utilizzata in ambito marketing? Secondo Rotzer grazie ad essa i content marketer possono concentrare le loro energie nel lato creativo, senza dover preoccuparsi di tutti quei passaggi ripetitivi che possono diventare automatizzati. Questo procedimento consente quindi di ottimizzare i dati disponibili per rendere più efficiente la strategia e la personalizzazione dei contenuti e per fare previsioni dei risultati in modo veloce e costante.

Storytelling

In ultima Karen Guglielmo, Content Marketing Manager di Iron Mountain, concentra il suo intervento sull’uso dello storytelling. Raccontare una storia è infatti un metodo di comunicazione intuitivo ed efficace per un’azienda B2B, il difficile sta nel farlo in modo originale e duraturo nel tempo.

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Abbiamo nominato il Content Marketing e lo Storytelling: a che punto è la vostra azienda?

Per scoprirlo basta dare un’occhiata al Content Marketing Continuum, un metodo per misurare il grado di ricercatezza dei contenuti pubblicati da un’azienda e mostrare come creare uno storytelling accattivante. I 5 diversi stadi del CMC sono:

Bystander – sono i brand che creano semplicemente contenuti sui loro prodotti.

Novice – sono coloro che producono contenuti cosiddetti campaign-driven, cioè finalizzati a iniziative a breve termine.

Expert – sono aziende che hanno un particolare reparto che si occupa di contenuti redatti a cadenza regolare.

Leader – sono i brand che hanno inserito nella loro strategia di marketing lo storytelling.

Visionary – sono le imprese in cui questo insieme di tecniche è alla base del marketing.

Per utilizzare lo storytelling nel modo più efficace bisogna spostare il focus da contenuti basati sui prodotti a contenuti basati sui prospect di riferimento, interessanti e in grado di donare autorevolezza al brand nel suo settore.

Quelli elencati dagli esperti sono strumenti di non facile applicazione, ma noi de L’Ippogrifo possiamo aiutarti a mettere in atto tutti i consigli per creare una strategia di marketing vincente!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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4 consigli per non fare il solito marketing B2B

Una settimana fa si è tenuto a Boston il B2B Marketing Forum, un evento di quattro giorni a cui hanno partecipato i maggiori esperti di marketing B2B per aggiornarsi sulle ultime novità in ambito di content strategy.

Ecco allora qualche dritta dai primi 4 degli 8 speaker che sono intervenuti e che potrebbe essere utile per il tuo business B2B:

Sii creativo!

Il consiglio di Ann Hadley, Direttore del settore content di Marketing Profs, è di utilizzare la tua creatività: per una strategia di marketing efficace la tecnologia è sicuramente una parte fondamentale, ma l’unione fra i dati raccolti e il l’intuito sarà la chiave per il successo del tuo business.

Sfrutta i trend

Andrew Davis (fondatore dell’agenzia Monumental Shift) suggerisce di cercare di ideare informazioni effimere ma durature. Per contenuti adatti ad ogni momento, che abbiano quindi un alto grado di condivisione sui social, utilizza Google Trends che mostra in tempo reale le tendenze giornaliere e gli argomenti più in voga.

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Pensa al cliente, sempre!

Jon Miller (CEO di Engagio) si focalizza su un approccio account-based, cioè incentra la sua strategia sul cliente: bisogna identificare il target di riferimento dell’azienda e creare campagne di content marketing ad hoc per i prospect. È fondamentale creare contenuti utili e personalizzati come post, case history aziendali,video che stimolino la curiosità dell’audience od offrano la soluzione a un loro problema, per arrivare alla brand awareness e alla differenziazione dai competitor.

È il momento di Snapchat!

Carlos Gil (Capo del reparto di social media marketing di BMC software) dimostra invece perché dovresti inserire Snapchat nella tua strategia di marketing. Vanta 200 milioni di utenti e 10 miliardi di video ed è utilizzato dal 41% dei soggetti fra i 18 e i 34 anni, ogni giorno. Come le aziende B2B possono sfruttare questo social media? Utilizzando geofiltri negli eventi organizzati, mostrando le testimonianze dei dipendenti o costruendo un employer branding per i prossimi potenziali collaboratori.

Queste sono solo metà delle regole d’oro condivise dagli esperti, se volete scoprire cos’altro hanno proposto dovrete aspettare il prossimo post, ma nel frattempo che ne dite di chiedere qualche dritta a chi il marketing lo vive ogni giorno?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Non tutti i clienti sono uguali: sai come comunicare con loro?

Nonostante i marketer prestino molta attenzione al comportamento dei potenziali clienti o acquirenti, spesso non si focalizzano sul “perché”, cioè la motivazione che li spinge a comprare. Come spiega Simon Sinek nel suo libro “Start with why”, le persone comprano il “perché” e non il “cosa”.

E se ci riflettete è proprio così, basta pensare ai grandi brand e ai prodotti più venduti. I fanboy Apple non comprano un iPhone, ma uno smartphone che li connette con il mondo, comprano uno stile di vita, comprano l’intero ecosistema Apple. Comprano il perché di quell’oggetto, non l’oggetto in sé.

Scott Gillum, Presidente e leader del settore Marketing dell’azienda Gyro, basandosi su una ricerca condotta su un gruppo di clienti dei settori hi-tech, finanziario e delle informazioni ha creato 4 categorie di persone  in base alle loro motivazioni d’acquisto: Needle, Seeker, Loyalist e Legacy.

Ognuno di questi gruppi ha un modo differente di pensare e di vedere un brand, di conseguenza il compito dei marketer è quello di targetizzare e rivolgersi ad ogni categoria in modo diverso per influenzare il loro processo decisionale nel modo più corretto e ad andare poi a fidelizzare nel modo più efficace e duraturo i contatti così creati.

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Quindi, come comunicare con ciascuno dei gruppi?

1 – NEEDLE

Sono circa il 10-15% del totale e rappresentano i prospect interessati a un prodotto che soddisfa il loro bisogno e che, grazie a marketing e vendite outbound, vengono raggiunti dal messaggio giusto al momento giusto. Come catturare la loro attenzione? Sono la categoria più complicata perché non si emozionano per un brand oppure lo fanno dopo molto tempo. Di conseguenza lo step fondamentale è utilizzare case study o testimonianze di clienti perché inizino ad avere fiducia nelle tue capacità e nella tua azienda.

2 – SEEKER (15-20%)

Tra il 15-20%, sono i clienti che cercano attivamente informazioni o soluzioni a un problema e trovano un brand che è adatto a loro, sono motivati ma non coinvolti. Dai loro una ragione per scegliere il tuo brand e connettersi in modo personale, stimola lo loro curiosità insegnando qualcosa di nuovo sul loro business o bisogni.

3 – LOYALIST (25-30%)

Sono i cosiddetti sostenitori motivati del brand: quei clienti che hanno acquistato in passato e hanno stabilito un contatto emotivo con l’azienda, che sono fedeli al marchio e continuano a comprare prodotti di quel brand (ricordi i fanboy Apple?). La tua azienda deve comunicare con loro in modo personale, per rafforzare il rapporto creato nel tempo; per comunicare loro qualche notizia, positiva o negativa che sia, è bene farlo con una chiamata e non con una mail informale e asettica, verrà sicuramente apprezzato!

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4 – LEGACY (30-35%)

Hanno ereditato la relazione già esistente col brand ma non sono stimolati a creare un rapporto duraturo con l’azienda. Usa i loro insight, perché secondo la ricerca di Gillum, nei loro cambiamenti lavorativi sono sempre presenti 4 sentimenti: emozione, ansia, fiducia e orgoglio. Sfruttali al massimo per dimostrare come il tuo prodotto può essere d’aiuto sia professionalmente che personalmente.

Perché è importante considerare il coinvolgimento emotivo dei tuoi clienti nel processo decisionale? Perché le emozioni guidano la motivazione dell’acquisto e noi possiamo aiutarti ad arrivare al cuore dei tuoi clienti!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Conquista l’estero con il Digital Marketing

Grazie all’avvento di internet e alla diffusione globale dei social media, le distanze si sono accorciate notevolmente e avere contatti con l’estero è diventato facile, veloce e alla portata di tutte le aziende.

Non ci sono più confini nel mondo B2B, bisogna tenere a mente che ormai esiste un unico mercato mondiale e la vostra azienda dovrà quindi trovare il modo di differenziarsi nel grande “oceano” internazionale con campagne online, blog, uso di social media e siti personalizzati e aggiornati.

Ecco allora che c’è una relazione positiva fra digitalizzazione e internazionalizzazione, visto che attraverso una strategia di web marketing efficace è possibile accrescere notevolmente i propri contatti esteri.

Ovviamente gli strumenti classici come attività fieristiche, incontri commerciali fra Paesi ed eventi di settore non vengono eliminati ma restano eventi utili ad aumentare l’affidabilità e il successo dell’azienda.

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La novità sta nella ricerca in rete che consente di acquisire dati utili su partner o clienti prima di un incontro con gli stessi e permette una segmentazione più accurata dei mercati potenziali a costo limitato grazie alla quantità d’informazioni disponibili online.

Anche a livello web la localizzazione è il concetto chiave per l’export sia come scelta del Paese target con cui lavorare, sia come traduzione delle pagine del sito nelle lingue presenti in ogni Stato, adattamento del catalogo prodotti e attenzione alla scelta dei diversi canali di distribuzione.

Gli strumenti a vostra disposizione sono tanti: il sito web può diventare un canale di vendita importante ma deve essere diversificato e includere keyword, contenuti interessati e blog orientati al target geografico di riferimento; l’e-mail marketing e i social media sono espedienti a budget ridotto, personalizzabili ed efficaci, per mantenere le relazioni con i potenziali clienti e sviluppare una brand awareness nei Paesi di riferimento.

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Per essere riconoscibili in mezzo alla marea d’informazioni, non bisogna tralasciare la pianificazione di una strategia SEO personalizzata per migliorare il posizionamento web sui motori di ricerca usati maggiormente in ogni Paese.

Se la tua azienda B2B vuole rivolgersi all’estero, il modo migliore per creare una strategia digitale ad hoc è affidarsi a esperti di web marketing internazionale per un risultato impeccabile e adatto alle tue esigenze!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Come distinguersi dalla concorrenza con la customer experience

Oggi le aziende hanno a che fare con un nuovo tipo di clienti, abituati a utilizzare gli strumenti mobile per cercare contenuti utili su ciò di cui hanno bisogno prima di consultare in modo diretto le imprese. Di conseguenza, le loro aspettative su servizi e prodotti offerti sono più alte.

In questo contesto, le aziende che guardano al futuro mettono alla base delle loro strategie la customer experience, cioè il modo in cui i clienti percepiscono l’interazione con la vostra azienda.

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Secondo il report di Accenture Strategy sulle aziende B2B, il 74% degli intervistati sono consapevoli che nei prossimi anni la customer experience (CX) occuperà buona parte della strategia di marketing dell’azienda. Essa ha la capacità di costruire una fedeltà al marchio, aumentare i ricavi del 5-10% e ridurre i costi del 15-20% nell’arco di 2-3 anni.

Ecco alcune considerazioni importanti sulla customer experience che possono aiutare sia le aziende che cominciano a inserirla nella loro strategia sia quelle che già la usano ma vogliono migliorarla.

Il fulcro è il cliente

La chiave per una buona strategia è vedere con gli occhi del consumatore, attraverso sondaggi, ricerche di mercato e interviste, capendo meglio i bisogni e le necessità dei potenziali clienti. È fondamentale conoscere il proprio target e differenziare i percorsi d’acquisto.

La CX non si limita ai touchpoints

Originariamente i marketer si concentravano nella creazione di “punti di contatto” col cliente che fossero d’impatto. Al contrario, le aziende che creano una strategia basata sulla CX si dedicano all’intero processo d’acquisto, dai bisogni iniziali alle attività post-vendita. Queste imprese si rendono conto che, mentre le singole impressioni possono essere positive, l’opinione generale può anche non esserlo; infatti secondo una ricerca il 25% dei clienti passa a un competitor dopo aver avuto un esperienza negativa.

La CX richiede tempo e risorse

Non si può fare una buona analisi in una giornata, ma lo studio della CX deve essere approfondito per ottenere un ottimo risultato. Bisogna investire tempo per ascoltare ogni consumatore, differenziare il proprio prodotto o servizio rispetto ai competitor e dimostrare il valore della propria offerta.

La CX oggi deve essere pianificata in modo impeccabile e l’azienda deve costruire attorno al cliente e non attorno al prodotto la sua strategia; noi possiamo aiutarti a creare una strategia vincente, facendo vivere un’esperienza unica ai tuoi clienti!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Lead generation online: sei sulla strada giusta?

Forse sai cosa significa lead generation, ma la stai davvero conducendo nel modo più efficace?

Partiamo dalle basi. Un lead è un aggancio, il primo contatto di soggetto che è interessato al tuo servizio. Parte tutto da qui, da un campanello che si accende e da un cliente che ci attende davanti alla porta.

Si tratta di attirare un potenziale cliente verso la nostra soluzione, ma non solo: questo soggetto deve fare un ulteriore passo avanti e passare da lead a cliente vero e proprio, cioè colui che acquisterà il nostro servizio o il nostro prodotto.

Ma come fare ad attirare l’attenzione di un marketing manager, di un commerciale o di un responsabile di settore?

Stampatelo a caratteri cubitali: per generare lead (= trovare soggetti interessati al prodotto che vendete) non basta avere un completissimo sito web o una frequentatissima pagina Facebook. Anzi, paradossalmente è più efficace un sito one-page con poche righe e una pagina Facebook con pochi seguaci. Perché?

Semplicemente perché nel marketing conta molto di più la qualità rispetto alla quantità.

Prendiamo l’esempio di prima.

Il sito sarà pure breve e avrà poco testo ma in quelle poche sono contenute tutte le info (o problemi che io, azienda, risolvo al mio potenziale cliente) utili al mio lead e la pagina Facebook è stata supportata da una precisa campagna di Facebook Advertising che ha selezionato soltanto i contatti realmente interessati alla mia fetta di mercato.

È meglio ricevere 1.000.000 di mail con richiesta di maggiori info oppure 3 mail con una richiesta di preventivo? Sicuramente sceglierai la seconda ipotesi, ne siamo certi.

Lead generation è proprio questo: fare in modo che le mail in arrivo siano le 3 che tanto desideriamo e non le inutili 1.000.000. Quelle sono “spazzatura”.

Quali sono gli step per creare una lead generation efficace (ovvero, per trovare reali clienti e non semplici esploratori di informazioni)?

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1 – Rendi la tua landing page un luogo di valore

Trova i problemi del tuo target, esprimili senza fronzoli ed esponi (fai esplodere!) la tua soluzione. E la tua soluzione deve essere la migliore: unica nel mercato, utile per quella determinata attività e semplice.

Il marketing tratta con le persone, e le persone ricercano sempre la soluzione più semplice, più veloce e più adatta al loro problema (non necessariamente quella più economica: ecco perché servizi costosi come quelli finanziari, quelli legali e quelli di consulenza si vendono anche in periodo di crisi).

2 – Fai diventare la call to action un passo necessario

Non significa costringere a farti contattare: significa invece dare un servizio o un prodotto così necessario per il business del tuo cliente (proprio perché a monte hai studiato a fondo i suoi problemi) che naturalmente il lead dovrà contattarti. Perché il tuo prodotto gli serve. Ne ha bisogno. È vitale.

3 – 1.350.000.000 sono gli utenti attivi ogni mese su Facebook

Utilizza il social network più efficace per il tuo settore di business per diffondere e pubblicizzare in maniera capillare (e selettiva) la tua attività, la tua landing page (o il tuo blog) e fai sapere al tuo target come riesci a risolvere i loro problemi.

La lead generation è solamente una parte di una campagna di marketing che deve essere studiata a monte con precisione, cucita perfettamente sulle aspettative e le esigenze del tuo pubblico. Il marketing è un processo unico ma è composto da tanti piccoli tasselli, ognuno dei quali è necessario alla riuscita della strategia. Assemblare i giusti tasselli e completare il puzzle non è cosa da poco: contattaci e ti forniremo le istruzioni passo passo!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Marketing online+offline: un mix vincente!

Il marketing digitale è un trend ormai consolidato nelle campagne di gran parte delle aziende. Tant’è che quest’anno la grande questione che affligge chi opera nel settore è su quale campo focalizzare il proprio lavoro, se su quello della rete o rimanere sul “vecchio” marketing offline. Entrambe le direzioni tuttavia sono importanti per accedere a un più vasto pubblico e quindi poter generare più risultati.

È per questo che la scelta ottimale è di combinare nel proprio piano di marketing le soluzioni offerte dai canali online con quelle offline, in modo da poter ottenere il meglio di entrambi. Più il cliente potenziale è esposto al messaggio, maggiore sarà la probabilità di catturare il suo interesse. Vediamo alcuni modi per farlo.

Attrarre persone a eventi

Specialmente nel caso di imprese come bar, ristoranti o associazioni che si occupano dell’organizzazione di eventi, il risultato cui si mira ad ottenere è far sapere dell’evento a più persone possibile. Se prima si disponeva solo di volantini, manifesti e passaparola, oggi i social media si accostano a questo consolidato metodo in modo dirompente e, spesso, decisivo. Creare una pagina Evento su Facebook è d’obbligo: in media ogni utente ha almeno un centinaio di amici, dunque per ogni click su “Partecipo” il link verrà visualizzato nelle bacheche di un numero sempre crescente di persone, diffondendo a macchia d’olio la notizia.

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Rimanere “collegati”

Da tempo è una pratica standard includere il proprio indirizzo mail nel biglietto da visita, o l’indirizzo dell’attività sui menù se si tratta di un ristorante o sulla brochure dei prodotti dell’azienda. Una prassi iniziata da pochi anni è l’includere i propri account social, in particolare l’indirizzo alla propria pagina Facebook o il nome utente Twitter (in base al tipo di contatto che si vuole mantenere con il cliente). Così facendo la relazione sarà duratura ma attenzione: è sempre bene distinguere il profilo personale, in cui includere opinioni e foto private, da quello professionale, in cui bisogna sempre tenere presente l’audience e proporre contenuti d’interesse.

Sfruttare i social media per ricerche di mercato

Una delle più importanti caratteristiche che la rete concede agli addetti al marketing è la possibilità di tracciare ogni attività, ogni interazione che gli utenti hanno con le pagine che si gestiscono. Grazie a strumenti come Google Analytics o Facebook Insights, è possibile conoscere l’età, gli interessi e le tendenze del proprio pubblico, informazioni che possono essere determinanti per l’ottimizzazione della campagna cartacea, creando manifesti e depliantes su misura del nostro target.

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Una campagna di marketing, in ogni caso, deve far sì che ogni canale invii un unico messaggio, in modo coerente e consistente. Non è facile orientarsi tra le svariate possibilità offerte tra vecchie e nuove tecnologie, quindi non rischiare: rivolgiti a chi opera in questo campo da vent’anni. Contattaci.