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Content marketing B2B: i trend negli Stati Uniti

Si parla molto dell’efficacia del content marketing nelle aziende, ma spesso si nota che questo concetto non risulta ben chiaro.

Il content marketing è un approccio di marketing strategico focalizzato a creare e distribuire un contenuto rilevante per attrarre e mantenere un pubblico preciso e, ovviamente, produrre un ritorno per il cliente.

Secondo una ricerca del “Content Marketing Institute” i migliori marketer degli Stati Uniti hanno una strategia ben definita, si incontrano con i loro team molto spesso, sperimentano un’ampia gamma di tecniche e seguono diverse regole auree.

Per conoscere le accortezze che possono aiutarti a distinguerti nell’ambito del content marketing, analizzare i risultati del report utile può rivelarsi la strategia vincente.

Le quattro caratteristiche fondamentali che identificano i migliori nel settore sono:

  1. sanno come è impostato un contenuto di marketing efficace
  2. stabiliscono per iscritto una strategia
  3. mettono nero su bianco una linea editoriale
  4. comunicano molto con il loro teamcontent-marketing1

Secondo la ricerca il 44% dei marketer sa cosa significa sviluppare un content marketing vincente, ma  solo il 30% dei B2B marketer sostiene che le loro aziende operano con profitto in questo ambito.

Il 44% si incontra giornalmente o settimanalmente: più un team è efficace, più spesso si incontra.

Mediamente i B2B marketer assegnano il 28% del loro budget totale di marketing ai contenuti ma i più produttivi arrivano fino al 46%.

Stando alle statistiche, gli obiettivi annuali più importanti per chi fa marketing B2B sono l’acquisizione di nuovi clienti (85%) e le vendite (84%).

Parliamo ora di strategia: il 32% dei marketer sostiene di averne una e di averla definita per iscritto, ma il dato interessante è che il 48% dice di averla elaborata solo verbalmente. È dimostrato che i primi ottengono risultati migliori.

Che tipo di contenuti creano maggiormente le imprese americane? Secondo il report, il 93% della produzione è rivolto ai social media, seguito da casi di studio, blog e newsletter; anche se l’opzione più efficace, secondo il 75% degli intervistati, sono gli eventi in cui ci si incontra di persona. In crescita anche l’impiego di foto o illustrazioni, che risultano i contenuti con l’incremento più importante rispetto all’anno precedente, essendo passati dal 69% al 76%.

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Per quanto riguarda le piattaforme social più usate per la distribuzione di contenuti sono, in ordine, LinkedIn (94%), Twitter (87%), Facebook (84%) e YouTube (74%). In merito all’efficacia, LinkedIn risulta essere sempre al primo posto con il 66%.

Il content marketing è una delle tecniche che usiamo a L’Ippogrifo per incrementare il fatturato dei nostri clienti. Se vuoi che ti illustriamo quali sono le altre, richiedi un appuntamento con un nostro consulente.

Negoziazioni 2.0

Amazon, colosso dell’e-commerce, aumenta la sua competitività introducendo “Make an Offer”, una nuova funzione che consente agli utenti di negoziare con i venditori sul prezzo dei prodotti.

Al momento quest’opzione è disponibile solamente negli Stati Uniti e su una serie limitata di prodotti (circa 15.000) ma, stando alle parole della compagnia, si espanderà su “centinaia di migliaia di oggetti in vendita” entro il prossimo anno.

Il meccanismo è molto semplice: dopo aver effettuato l’accesso, gli utenti, all’interno delle pagine relative ai prodotti aderenti alla nuova iniziativa, vedranno comparire la nuova opzione “Make an Offer”, dove potranno inserire la loro offerta. Starà poi al venditore, entro 72 ore, accettare, rifiutare o effettuare una contro offerta; nell’ipotesi in cui ci sia una contro offerta l’acquirente potenziale ha a sua volta 72 ore per rispondere.

È però da sottolineare che “Make an Offer” si distacca totalmente dalle aste di eBay: su Amazon, infatti, le trattative avvengono esclusivamente in privato, via posta elettronica, permettendo in questo modo una vera e propria negoziazione tra le parti.

Prezzi più bassi, quindi; una buona notizia per chi compra, ma chi vuole vendere i suoi prodotti al di fuori dello store online la pensa allo stesso modo?

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Che la War on Christmas abbia inizio!

Come accade ad ogni Natale, anche quest’anno i sostenitori dell’ateismo hanno organizzato la loro guerra ai cristiani e alla festa religiosa della nascita di Gesù Cristo: negli Stati Uniti questa manifestazione di protesta si chiama proprio “War on Christmas” e si è scelto di usare i mega-cartelloni pubblicitari per mettere in chiaro l’insoddisfazione verso la festa cristiana e invitare a non festeggiare il Natale.

Il billboard ideato da American Atheists quest’anno raffigura una bambina con un cappello da Babbo Natale intenta a scrivere la sua letterina con il seguente testo: “Caro Babbo Natale, tutto quello che chiedo per Natale è non andare in chiesa, sono troppo grande per le favole“.

L’associazione ateista sostiene che è un messaggio rivolto a coloro che tra gli atei si sentono soffocare in questo periodo natalizio, ma secondo le associazioni cristiane è un attacco a quelli che cercano di inculcare la fede ai loro figli, oltre che un tentativo di incitare i ragazzini a ribellarsi ai genitori che intendono portarli a messa.

Un sondaggio del 2013 ha rilevato che il 77% dei cittadini statunitensi dichiara di credere alla venuta al mondo di Gesù e David Silverman, presidente di American Atheists, ha così commentato: “Oggi gli adulti non sono obbligati a pretendere di credere alle menzogne a cui credevano i loro genitori, è una cosa giusta avere il coraggio di dire che i vostri genitori avevano torto a proposito di Dio e bisogna dire ai propri figli la verità”.

Questo billboard servirà a cambiare i numeri? Probabilmente no, ma quello che è certo è che ogni Natale è accompagnato da una guerra di Natale e questo cartellone contribuirà a dare il via a quella di quest’anno.

Natale

Pagare con un’email

Durante la convention dedicata agli sviluppatori Google I/O, dove la grande G illustrava progetti e novità per il futuro, è stato dato l’annuncio dell’integrazione di Google Wallet con Gmail.

Gmail è il famoso servizio di posta elettronica del colosso di Mountain View, mentre Wallet è un servizio che consente di unire in un unico account i numeri delle carte di credito o debito dell’utente, ma permette anche di connettere il proprio conto corrente bancario, in modo da poter effettuare pagamenti immeddiati e sicuri, tramite smartphone o altri dispositivi mobili, online o nei retailer abilitati.

Cosa permette quest’integrazione? Sarà possibile inviare in modo rapido e sicuro denaro ad amici, parenti, soci, colleghi, clienti direttamente da Gmail, quindi con una semplice email. Il servizio funziona anche verso chi non possiede un account Gmail.

L’invio di denaro sarà possibile semplicemente scegliendo il simbolo $ dal menù degli allegati, inserendo la cifra voluta e inviando normalmente l’email.

Le specifiche tecniche del servizio comprendono i limiti per le transazioni giornaliere, fissato a 10.000 dollari, e per quelle settimanali, 50.000$. Per quanto riguarda le commmissioni da pagare a Google, queste si attestano sul 2,9% sui trasferimenti da carta di credito o debito, mentre i trasferimenti da conti correnti saranno gratuiti.

Voi che ne pensate?