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Facebook: la guida per fare marketing sui social (la pubblicazione)

Il precedente articolo era incentrato sulla definizione del target e dei punti di forza del vostro prodotto. Dopo aver definito cosa e a chi vendere, vedremo la parte più importante: il come.

Oggi vi parleremo di una delle ultime due fasi del Facebook Marketing, quella più delicata e con i maggiori rischi.

Fase 3

Il lavoro sporco del marketing: la pubblicazione.

Conosci il tuo target, la sua composizione e i suoi interessi. Grazie alle definizioni delle personas, del probabile comportamento degli utenti e delle sperimentazioni che avrai provato a fare sei pronto a pubblicare il tuo contenuto, il tuo prodotto.

Tutto deriva dalle prime due fasi: il tuo pubblico è giovane? Prediligi immagini, grafiche e frasi graffianti. Il tuo target è costituito da imprenditori che non vogliono perdere tempo in fronzoli ma vogliono andare dritti al sodo? Scrivi un testo utile e che faccia immaginare i risultati. Approccio emotivo o approccio funzionale: in base alle persone che devi raggiungere opta per uno di questi due approcci.

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Funzionale -> testo utile, infografiche chiare, ragionamenti

Emotivo -> immagini, testi vivaci, video, emozioni

Due esempi pratici.

Ho un ecommerce di scarpe. Ho visto che il mio pubblico è costituito da giovani donne sui 25-30 anni d’età, che seguono le mode e si tengono sempre aggiornate su tutte le novità di stile (moda, cibi, locali).

Si tratta di un pubblico che segue un approccio emotivo.

Nella mia pagina Facebook pubblicherò la foto degli ultimi arrivi, correlata di una brevissima descrizione delle qualità uniche del prodotto. Magari accompagnando il tutto con un piccolo consiglio di stile “Ecco cosa indossare per una serata davvero speciale!” oppure “Ti senti trasgressiva o classica stasera?”.

Consideriamo ora un pubblico più formale. Ad esempio gli imprenditori delle PMI.

Come conquistare un mercato esigente e di nicchia come questo? Semplice: proponendo contenuti di nicchia ed “esigenti”. A questo target non interessano i consigli su come sfruttare il loro business o a come vestirsi per un incontro di lavoro. Questo target vuole vedere risultati, vuole avere dei consigli utili e concreti. Ecco che scatta l’approccio funzionale.

Usate testi brevi (nessuno sui social vuole perdere tempo), incisivi ma soprattutto che diano un valore al vostro target. Se vendo scarpe, voglio capire come venderne di più. Se mi occupo del settore automotive, voglio conoscere l’andamento delle azioni e le partnership tra brand del settore – non mi interessano gli optional le motorizzazioni dei modelli.

Meglio una frase utile con una buona call che un’immagine fatta dal miglior grafico del mondo.

Il fine ultimo del marketing

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Call to action, esatto. Ricordiamoci che la logica dietro ad ogni contenuto di marketing è sempre quella: vendere! Dobbiamo accompagnare gentilmente e con il minor sforzo possibile l’utente a diventare cliente. Quindi indirizziamo con le parole, i ragionamenti o con le immagini gli utenti verso il nostro prodotto, la nostra offerta. Dimostrando che è unica, utile e perfetta per loro.

Gli utenti diventeranno clienti solamente quando vedranno un’offerta utile, unica e personalizzata.

Avete già messo in pratica queste tecniche? Hanno funzionato?

Diccelo nei commenti!

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Facebook: la guida per fare marketing sui social (Parte 1)

Avete una pagina Facebook.

Avete un cliente (o forse siete un cliente).

Volete pubblicizzare qualcosa.

In buona sostanza, volete fare del social media marketing.

Premessa: noi del settore non finiremo mai di ripeterlo, utilizzare i social in modo efficace non è cosa da poco e richiede conoscenze, abilità e non ultimo una certa dose di cultura. Perché cultura? Conoscere l’etichetta del web, stare al passo con le tecnologie infine essere appassionati dei social: senza queste conoscenze sarete spazzati via in poco tempo da una concorrenza che ha una marcia in più – la cultura.

E infine: se non ami ciò che fai, come potrai trasmettere la passione del prodotto (e del mezzo) ai tuoi potenziali clienti?

Ora, vogliamo regalarvi degli spunti da utilizzare nei social per promuovere qualsiasi prodotto.

Fase 1

Qual è il tuo target?

Qual è il tuo prodotto?

Definisci in dettaglio a chi vorrai rivolgerti: sono uomini, donne, giovani, frequentano l’università, amano la tecnologia? Crea un prototipo (personas) di un potenziale cliente – sì, ci vorrà anche una buona dose di fantasia. Immagina come potrebbe comportarsi questo utente: legge i quotidiani online? Acquista spesso negli ecommerce? Quanto utilizza i social? E quali di questi preferisce? Cerca quindi di immedesimarti nel tuo potenziale cliente.

A questo punto, metti insieme questi dati qualitativi con quelli quantitativi, quali visite al sito (il tuo cliente sicuramente ne avrà uno), dispositivi utilizzati, pagine visitate, comportamento d’acquisto (carrello) e metodo di accesso al sito (Google? Social? Newsletter?). Non hai ancora questi dati? Non temere: sperimenta, studia ancora più a fondo il prodotto e costruisci un archetipo di consumatore e adatta di conseguenza la tua strategia online. In un secondo momento, potrai confrontare i tuoi dati qualitativi iniziali con quelli quantitativi finali.

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Fase 2

Quali sono i punti di forza del prodotto?

Come posso esprimere al meglio questi punti in Facebook?

Su Facebook possiamo pubblicare testi, foto, video, note, GIF, link oppure tutto questo assieme. Nota: il concetto di “più pubblico meglio è” (es. testo+foto+link), non sempre funziona. L’essere umano cerca la semplicità e se gliela saprai fornire l’avrai catturato. Ma questa semplicità deve fornire anche un’utilità.

Dunque torniamo al prodotto: quali sono le unicità del mio prodotto? Quali sono gli elementi che lo differenziano dalla concorrenza? Ovviamente devono essere in linea con quelli del target definito sopra, altrimenti non venderemo niente. Trovate queste caratteristiche, dovremo farle esprimere.

Si tratta di un prodotto che fa dell’estetica, della bellezza e dello stile il suo punto forte? Come delle scarpe o dei vestiti? Allora sfrutta le foto. Oppure si tratta di un servizio, come delle consulenze o dei corsi? Allora sfrutta ciò che sfruttano questi servizi: le parole. Devi vedere ciò che il cliente vende: non è una banalità. Se il cliente vende bellezza (=scarpe), tu proponi bellezza. Se il cliente vende utilità (=corsi), tu proponi utilità.

Prodotto = punti di forza = proposta.

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Se ciò che ti vendiamo sono delle suite di marketing -> che utilizzano modelli consolidati e misurabili -> allora ti proporremo un modello consolidato, misurabile e scalabile.

Avete visto? Prodotto (suite), Punti di forza (modello), Proposta (modello unico).

Il concetto è: non vendere il prodotto ma i suoi punti di forza.

Di prodotti ne è pieno il mondo. Ma i punti di forza sono ciò che renderanno il tuo prodotto unico.

Nella seconda parte dell’articolo vedremo le altre due fasi: la pubblicazione e il monitoraggio.

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Twitter: la rivoluzione è arrivata (o quasi)

Lo abbiamo immaginato. Lo abbiamo temuto. Lo sapevamo fin dall’inizio: dopo mesi di dibattiti e discussioni Twitter ha oltrepassato il muro dei 140 caratteri. Ma l’ha fatto con stile.

Fino a qualche mese fa, giravano voci secondo le quali il social network dei cinguettii avrebbe detto basta una volta per tutte al famigerato limite dei 140 caratteri, snaturandosi e andando a uniformarsi al fratello maggiore Facebook. Se lo ricordate, all’epoca la community dei social non vide di buon occhio la deriva che Twitter stava per prendere, considerandola un attacco alla sua unicità.

La finta rivoluzione

Sicuramente sarete stati scossi da titoli come “Twitter dice addio ai 140 caratteri!” oppure “La fine del limite dei 140 caratteri”. In realtà, la storia è un po’ diversa. Non si tratta di un’eliminazione del limite dei caratteri ma solamente della fine delle limitazioni imposte ai caratteri quando si inseriscono foto, video e tag.

Il limite resterà ma sarà solamente riferito al puro testo e non all’intero messaggio. Si potranno quindi inserire foto, video e tag senza incidere in alcun modo sui 140 caratteri del testo.

Le novità

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– La fine del .@

I più assidui utilizzatori di Twitter lo conosceranno bene: si tratta dello stratagemma di mettere un puntino prima del nome account da citare così da rendere visibile a tutti i follower del contatto la vostra risposta. Ora, Twitter ha deciso di dare più visibilità ai messaggi rendendo i tweet potenzialmente visibili all’intera lista di follower.

– Un ego smisurato

Ora sarà possibile retwittare un nostro stesso messaggio. Questa novità sembra essere stata ideata per sopperire alla mancanza della modifica ai tweet (già presente in Facebook). Lo scorso giugno, il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, ha detto di considerare questa auto-citazione come un escamotage per “tornare indietro, guardare i propri tweet, correggerli o commentarli”.

Ma in tutto questo, come si può fare marketing?

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In 140 caratteri non dovrebbe essere difficile. E invece lo è: non solo bisogna far passare un determinato messaggio in poche righe, ma questo messaggio deve avere anche un determinato appeal. Un appeal che non è quello di Facebook, né quello di Instagram né quello di LinkedIn bensì quello specifico e unico appeal che si può trovare soltanto nella speciale popolazione di Twitter. Sinteticità e andare dritti al punto, e ogni tanto anche una punta di ironia. Twitter non deve essere visto come un semplice divulgatore di link esterni (che verranno puntualmente tagliati), ma una piattaforma con delle proprie regole definite e una logica unica. Fondamentale è comprende questa logica e saperla utilizzare (noi possiamo darti qualche spunto).

Siate brevi, ma fatelo con stile: arrivate al cuore del popolo di Twitter e avrete fatto centro.

Curiosi di conoscere questo mondo? Potete cominciare da qui!

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I trend da conoscere per un marketing efficace

Come abbiamo riportato qualche post fa e come ripetuto allo sfinimento in ogni manuale di marketing che si rispetti, conoscere la concorrenza e capire le sue strategie è vitale per anticipare i trend di mercato e ottenere un marketing più efficace. In questo post vi facilitiamo la vita: continuate a leggere per scoprire alcuni dati molto illuminanti su come si stanno muovendo i marketers oggi, dove si sta investendo di più, quali sono i maggiori risultati.

Il content marketing prima di tutto.

In Europa, secondo uno studio di Yahoo ed Enders Analysis, si prevede che entro il 2020 la spesa delle aziende in content marketing crescerà del 186% rispetto al 2014, arrivando a 2,1 miliardi di euro. Quest’anno il mercato dovrebbe raggiungere la soglia del miliardo di euro.

A livello globale invece, uno studio di IAB rivela che i marketers stanno spendendo in media più di 10 milioni ogni anno in Digital Video, con una crescita dell’85% rispetto a due anni fa. Il 72% degli intervistati ha riferito che cesseranno di investire in promozione televisiva in favore del mercato digitale.

Da dove proviene il maggiore ROI?

In base a una ricerca di Google su 56 casi studio, gli inserti pubblicitari su YouTube si rivelano nell’80% dei casi molto più efficaci nell’aumento di vendite rispetto a quelli televisivi, suggerendo che gli addetti al marketing dovrebbero aumentare fino a sei volte il loro budget investito su YouTube.

Il leader indiscusso che produce il miglior ritorno sull’investimento rimane il colosso di Zuckerberg. Facebook è infatti  indicato dal 95.8% degli intervistati di un sondaggio di eMarketer come la piattaforma da cui si ottiene il maggiore ROI, seguito da Twitter (63,5%) e Instagram (40,1%).

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A proposito di Facebook…

Si stima che il numero di utenti singoli che ogni mese utilizzano il social network più famoso del mondo raggiungerà, entro la fine di quest’anno, la quota record di 1.43 bilioni. E le cifre stellari non si fermano qui: l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha affermato in una recente conferenza che ogni giorno vengono inviati 60 bilioni di messaggi nelle sue due app di messaggistica in rete, Facebook Messenger e WhatsApp.

Per operare nel mondo del marketing, un presupposto insormontabile è quello di essere costantemente aggiornati sulle attività dei mercati e della concorrenza. Ma ci vuole anche esperienza, come la nostra: abbiamo vent’anni all’attivo nel settore. Se vuoi ottenere una strategia di marketing vincente, contattaci.

 

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Marketing online+offline: un mix vincente!

Il marketing digitale è un trend ormai consolidato nelle campagne di gran parte delle aziende. Tant’è che quest’anno la grande questione che affligge chi opera nel settore è su quale campo focalizzare il proprio lavoro, se su quello della rete o rimanere sul “vecchio” marketing offline. Entrambe le direzioni tuttavia sono importanti per accedere a un più vasto pubblico e quindi poter generare più risultati.

È per questo che la scelta ottimale è di combinare nel proprio piano di marketing le soluzioni offerte dai canali online con quelle offline, in modo da poter ottenere il meglio di entrambi. Più il cliente potenziale è esposto al messaggio, maggiore sarà la probabilità di catturare il suo interesse. Vediamo alcuni modi per farlo.

Attrarre persone a eventi

Specialmente nel caso di imprese come bar, ristoranti o associazioni che si occupano dell’organizzazione di eventi, il risultato cui si mira ad ottenere è far sapere dell’evento a più persone possibile. Se prima si disponeva solo di volantini, manifesti e passaparola, oggi i social media si accostano a questo consolidato metodo in modo dirompente e, spesso, decisivo. Creare una pagina Evento su Facebook è d’obbligo: in media ogni utente ha almeno un centinaio di amici, dunque per ogni click su “Partecipo” il link verrà visualizzato nelle bacheche di un numero sempre crescente di persone, diffondendo a macchia d’olio la notizia.

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Rimanere “collegati”

Da tempo è una pratica standard includere il proprio indirizzo mail nel biglietto da visita, o l’indirizzo dell’attività sui menù se si tratta di un ristorante o sulla brochure dei prodotti dell’azienda. Una prassi iniziata da pochi anni è l’includere i propri account social, in particolare l’indirizzo alla propria pagina Facebook o il nome utente Twitter (in base al tipo di contatto che si vuole mantenere con il cliente). Così facendo la relazione sarà duratura ma attenzione: è sempre bene distinguere il profilo personale, in cui includere opinioni e foto private, da quello professionale, in cui bisogna sempre tenere presente l’audience e proporre contenuti d’interesse.

Sfruttare i social media per ricerche di mercato

Una delle più importanti caratteristiche che la rete concede agli addetti al marketing è la possibilità di tracciare ogni attività, ogni interazione che gli utenti hanno con le pagine che si gestiscono. Grazie a strumenti come Google Analytics o Facebook Insights, è possibile conoscere l’età, gli interessi e le tendenze del proprio pubblico, informazioni che possono essere determinanti per l’ottimizzazione della campagna cartacea, creando manifesti e depliantes su misura del nostro target.

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Una campagna di marketing, in ogni caso, deve far sì che ogni canale invii un unico messaggio, in modo coerente e consistente. Non è facile orientarsi tra le svariate possibilità offerte tra vecchie e nuove tecnologie, quindi non rischiare: rivolgiti a chi opera in questo campo da vent’anni. Contattaci.

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Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!

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Social Media Manager: 4 step fondamentali

Che tu abbia una pagina Facebook personale o gestisca tutti i Social Network di un brand non ha importanza: esistono delle semplici regole che ogni buon Social Media Manager deve conoscere e saper sfruttare al meglio per avere successo nel complicato mondo dei social!

Obiettivi – Chi voglio raggiungere? Come voglio raggiungere il target? Con quali mezzi?
Parti da queste semplici domande per definire i tuoi obiettivi e per delineare la strategia di comunicazione più adeguata. Che tu utilizzi una pagina o un account come blog personale o che tu sia il Social Media Strategist di una grande azienda è indifferente, senza aver definito in modo chiaro gli obiettivi non andrai lontano – anzi, non partirai nemmeno!

social media, obiettivi e strategia

Pianificazione – Il passo successivo è l’organizzazione del lavoro. Cosa devo fare per raggiungere i miei obiettivi? Prendi carta e penna e scrivi tutte le idee: pensa, organizza, ri-organizza, muovi, sposta, crea, sperimenta; è la fase più creativa e scientifica allo stesso tempo. Crea una strategia che sia in linea con la filosofia del brand, che attiri il maggior numero di followers e che allo stesso tempo possa portare al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Come puoi farlo al meglio? Ottimizza il calendario per sviluppare la strategia: organizza i contenuti in base ai giorni, sfrutta le festività, modula i contenuti in base al mood del momento.

Dialogo – Non pensare di poter fare tutto solo. La strategia di comunicazione sui canali social ha maggior risonanza quando ti interfacci con le altre figure dell’azienda. Possono, infatti, dare indicazioni e consigli preziosi per affinare e rendere più efficace la pianificazione, sempre in funzione degli obiettivi. Non dimenticarti, però, degli utenti! Anche il tuo target va ascoltato e bisogna interagire con esso così da aggiustare di volta in volta il tone of voice.

Social media strategy and cicle

Analisi – Produrre contenuti per i social è del tutto inutile se l’attività che andrai a svolgere non sarà monitorata in modo dettagliato. Ciò non significa soltanto leggere e capire gli insights o le analisi, ma saper interpretare e utilizzare i risultati per migliorare la tua strategia. Non sottovalutare, infine, la fan base: ricordati che sono delle persone reali e quindi futuri possibili cliente. Ascoltare e interagire con loro è utilissimo per comprendere e analizzare l’andamento della tua attività e la conseguente efficacia.

Riassumendo: tutto si basa sul ciclo azione, analisi, azione. Pubblico un post, analizzo il feedback e torno a pubblicare, ma questa volta con più consapevolezza. E così avanti, affinando e rendendo di volta in volta la tua strategia sempre più potente.

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Social Media Marketing: le regole base (infografica)

Alzi la mano chi non gestisce una pagina Facebook o – per i più arditi – un account Twitter aziendale! Ormai, in un mondo che sta diventando sempre più social-oriented e dove gestire una pagina o un account stanno diventando operazioni di routine, non ci si può permettere di tralasciare e ignorare delle semplici regole che stanno alla base di una comunicazione social efficiente. Ma come si può essere realmente efficienti e raggiungere risultati concreti in un mondo così agguerrito, così vasto? Ecco 21 regole per diventare dei maghi del social media marketing! Vediamo insieme quelle più importanti.

Nessuna scorciatoia – Anche se all’apparenza sembrano degli strumenti facili, quasi banali e spesso etichettati “per ragazzini”, utilizzare i social per la propria azienda è un lavoro (ma un lavoro vero e proprio!) che richiede pazienza, costanza e dedizione, giorno per giorno. Il monitoring e il listening non vi dicono niente? Nulla è regalato, specialmente nei social: perciò se vuoi dei risultati, rimboccati le maniche!

Contenuti di qualità – Cavalcare l’onda dei trend e delle mode per il solo gusto di aumentare (temporaneamente) fan e follower, è la cosa peggiore da fare. Specialmente quando i trend non sono in linea con la filosofia aziendale o la natura stessa del brand. Create contenuti consistenti, di qualità e semplici: ricordati che stai parlando ad un pubblico eterogeneo, distratto e che non vuole perdere tempo.

Immagini e video – Non sottovalutare la forza di immagini, video, grafiche e animazioni; un contenuto multimediale ben studiato, magari accompagnato da un buon testo, può portare ad un coinvolgimento elevato. Ricorda sempre il detto: “Un’immagine vale più di mille parole”. Nei social vale molto di più di mille parole.

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