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Il cappuccino? Pagalo col cellulare!

Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della nazionale, è il terzo in assoluto in classifica con circa 200 mila follower; Laura Pausini, famosissima cantante internazionale, è l’italiana più seguita dai fan. Di cosa stiamo parlando? Di twitter, il popolare sito di microblogging che ad oggi vede nel nostro paese circa un milione di iscritti.

Ultimamente la sua presenza è stata notata anche al centro delle cronache politiche italiane, soprattutto nei giorni della formazione del nuovo esecutivo, quando è stato in grado di rubare il mestiere ai giornalisti anticipando alcuni degli scoop. Un esempio? La nomina del rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi a ministro per i Beni e le Attività Culturali, diffusa via twitter da uno studente presente in aula al momento in cui il neonominato annunciava un lungo periodo di assenza dovuto ad impegni istituzionali.

Esempi dunque di come twitter si stia diffondendo anche in Italia, divenendo un mezzo di comunicazione che sta rivoluzionando il mondo dell’informazione, soprattutto in termini di rapidità di diffusione delle notizie.

Una rivoluzione in atto da tempo nel resto del mondo che ha portato il social network a crescere in modo esponenziale e che ha regalato consensi pressoché unanimi al suo fondatore Jack Dorsey. Il quale, nel frattempo non è rimasto con le mani in mano, ma ha escogitato un metodo innovativo per i pagamenti automatici attraverso i cellulari.

Che fare ad esempio se si ha voglia di un cappuccino? Si estrae lo smartphone, si lancia una app e si scopre che esiste un locale vicino al luogo in cui attualmente ci si trova. Entrando nel locale, il barista vede comparire sul registratore di cassa (un iPad) il nostro nome e una nostra immagine. Si ordina il cappuccino e si esce senza toccare il portafogli. Eppure, il conto risulta regolarmente pagato.

“Ma il bello – ha spiegato Dorsey pochi giorni fa, durante la conferenza Techonomy a Tucson, in Arizona – è che la prossima volta che entro in quel caffè, il sistema si ricorderà di me e del mio latte”. La app utilizzata si chiama Square Card Case, è disponibile gratuitamente per iOS e Android, ed è un nuovo servizio di square, la società di pagamenti digitali facili che già movimenta 11 milioni di dollari al mese, fondata poco più di un anno fa proprio dall’inventore di twitter.

Il trentacinquenne del Missouri pare infatti intenzionato a rivoluzionare anche le transazioni grazie all’uso degli smartphone. Difficile per ora affermare che square riuscirà a replicare il successo mondiale di twitter. Nonostante il futuro dei pagamenti elettronici sia ancora tutto da vedere, Dorsey ha mosso le sue pedine con astuzia, anche se per il momento solo negli Usa. Potrebbe essere questo l’inizio di un sistema di scambio all’insegna della tecnologia?

Voi siete d’accordo?

Adroid supera Apple e arriva in vetta: 200 milioni di applicazioni scaricate!

Durante l’evento a Los Angeles di cui abbiamo parlato il giorno 18 novembre dedicato quasi esclusivamente a Google Music, la società di Mountain View ha mostrato anche qualche dato statistico relativo agli ultimi mesi. Il colosso ha focalizzato l’attenzione sulla curva di crescita delle attivazioni di dispositivi Android in tutto il mondo, riportando un grafico che mostra un’ascesa esponenziale da maggio 2011 ad oggi.

Jamie Rosenberg, direttore dei contenuti digitali per smartphone, si è occupato della presentazione dei dati e ha rivelato che le attivazioni complessive di dispositivi Android hanno toccato i 200 milioni negli ultimi sei mesi, con una media di 650mila attivazioni giornaliere.

Ecco che un altro primato di Apple è ora passato a Google: la quota di mercato di Android, nel secondo trimestre, si è attestata al 44% contro il 31% di iOs. Secondo i dati diffusi da ABI Research, la chiave di questo successo si trova nella strategia open source di Google, piattaforma utilizzata da diversi produttori di smartphone che ha aumentato la crescita del numero di app store gestiti dagli operatori mobili.

L’incremento dei download Android è spiegato anche dalla crescita delle vendite stesse degli smartphone con aumenti negli ultimi mesi di spedizioni del 36% rispetto al 9% di iPhone. Al momento Android offre più soluzioni gratuite rispetto ad Apple, nella quale predominano quelle a pagamento.

Il numero totale di download delle applicazioni dovrebbe toccare i 29 miliardi a fine 2011, rispetto ai 9 miliardi del 2010, grazie proprio alla diffusione degli smartphone. Nonostante gli utenti Android scarichino meno applicazioni rispetto a quelli di Apple risultano comunque più numerosi.

Un successo davvero notevole se si pensa che il sistema operativo di Google è nato pochissimo tempo fa (circa 2 anni). Potremmo dunque definirlo un territorio di scontro per i mercati di Android ed Apple che sembra destinato a durare ancora a lungo.

Voi che ne dite?

Piccolo è bello: il caso Qualcomm.

Sappiamo che in un periodo di crisi globale anche i budget da investire in pubblicità subiscono consistenti riduzioni. Niente prestigiosi testimonial e niente meravigliose location, soltanto spazio alla fantasia dei cosiddetti creativi. Che nel caso di questo breve viral commissionato da Qualcomm hanno ingaggiato come comparse alcuni tra i più sgradevoli insetti coi quali a volte ci si deve confrontare controvoglia.

Qual è l’intuizione del video? Rendere questi insetti innocui e familiari grazie al loro utilizzo all’interno di The Bug Circus Generator, un circo in miniatura all’interno del quale vengono utilizzati per produrre l’energia necessaria a ricaricare un processore a basso consumo di uno smartphone.

Il risultato? Un gioiellino. Rimane soltanto il sospetto sull’autenticità dei nostri piccoli e simpatici amici.
Voi che ne pensate?

Quale sistema operativo per i nostri smartphone? Il futuro è incerto!

In questi giorni all’IFA di Berlino, il più importante salone europeo per l’elettronica di consumo, viene presentato il notephone Galaxy Note di Samsung, una sorta di anello mancante tra smartphone e tablet.

I notephone Samsung costituiscono una nuova classe di prodotti che va ad aggiungersi ai tradizionali dispositivi mobili utilizzati per telefonare ma soprattutto per navigare in internet.

Tradizionali? Sì certo, e ormai destinati a sostituire gli obsoleti telefoni cellulari nel giro di breve tempo. Come ci spiega l’istituto di ricerca Nielsen, a luglio di quest’anno negli Stati Uniti i possessori di smartphone rappresentano ormai il 40% del totale, una percentuale destinata sicuramente a salire nei prossimi mesi.

Nielsen ci informa che tra i sistemi operativi è Android a far da padrone, con il 40%, seguito da Apple iOS (28%) e RIM Blackberry con il 19%.
Ma quello che ci interessa di più è la seguente tabella, contenente le preferenze espresse dagli intervistati sul prossimo sistema operativo a cui affidarsi in futuro:

Possiamo osservare che sia gli innovators che gli early adopters, ovvero persone con un ottimo grado di “confidenza” con le nuove tecnologie sono abbastanza convinti di ciò che tornerebbero ad utilizzare in futuro. I primi danno la maggior parte delle preferenze ad Android, con un buon 40%, mentre i secondi si affidano ad Apple, assegnandole un buon 38% contro il 37% di Android.

Ma il dato più significativo rimane quello dei late adopters, ovvero di chi si avvicina per la prima volta ad una nuova tecnologia. Il 30% degli intervistati si dichiara indeciso e, sebbene in questo gruppo ad avere la meglio è Android con il 32% seguito dal 23% di Apple, è praticamente impossibile ad oggi sapere chi avrà maggior capacità di penetrare il mercato nei tempi a venire.

Secondo voi chi avrà la meglio?

Il radioso futuro di YouTube

Ricordate il post sull’irresistibile ascesa del video marketing di qualche giorno fa? Abbiamo ancora qualche dato che conferma quanto sia importante attualmente stare svegli e cercare di capire la rapida trasformazione di questo settore.

Secondo un report di Allot proveniente da un sondaggio effettuato su più di cinquanta operatori telefonici in tutto il mondo, il video streaming su dispositivi mobili è cresciuto nella prima metà del 2011 del 93%, e, dato ancor più importante, costituisce attualmente il 39% del traffico complessivo.

Come riportato dall’immagine sopra, il dato più interessante è rappresentato da YouTube, con il 52% del video streaming globale ed il 22% della banda larga mobile globale.

Se nello stesso report Twitter e Facebook sono cresciuti rispettivamente del 297% e 166%, la vera rivoluzione è costituita dall’incremento di YouTube, che grazie ai dispositivi mobili guadagna circa 7,1 milioni di visitatori al mese

Dopo l’epocale passaggio della visione di film e video sullo schermo dei nostri laptop, ora la nostra percezione visiva si sta progressivamente abituando ai formati di smartphone e tablet. Ciò sicuramente muterà le abitudini degli utenti ma soprattutto dovrà spingere i produttori di contenuti video a ragionare in un’ottica di riduzione delle dimensioni di streming.

Il futuro sarà del piccolo formato?

Una nuova malattia? No, la frontiera più avanzata della realtà aumentata!

Evoca soltanto lontanamente il nome di qualche malattia legata al sistema respiratorio, ma più semplicemente la possiamo connettere a quel desiderio forzato di nuovi stimoli sensoriali nel quale ci ha fatto precipitare la sovraesposizione ai media contemporanei.

Stiamo parlando di Aurasma, la nuova applicazione grazie alla quale è possibile creare realtà aumentata direttamente sul nostro smartphone o tablet. Ovvero la possibilità di rendere animato e coinvolgente ciò che tradizionalmente è statico e monodimensionale.

Con oltre un milione di persone che l’hanno installata sui propri dispositivi, oggi Aurasma è la piattaforma di augmented reality più distribuita al mondo. E probabilmente costituisce un primo passo relativamente al modo in cui in futuro cambieranno i nostri approcci ai dispositivi mobili. Soprattutto per quanto riguarda le strategie promozionali dei brand.

Ma come funziona esattamente Aurasma?
Grazie alla fotocamera del dispositivo è possibile riconoscere le immagini del mondo reale e sovrapporre ad esse uno strato interattivo virtuale, sia esso un video, un gioco o un’animazione in 3D.

In questo modo è possibile ad esempio:
– inquadrare il cartellone pubblicitario di un film e farne automaticamente partire il trailer
– attivare il video delle proprie vacanze semplicemente inquadrando l’album delle immagini
– inquadrare una pagina di giornale raffigurante una pubblicità per far partire lo spot relativo al prodotto in questione

Ma sono innumerevoli le applicazioni di Aurasma. Cinema, turismo, stampa, giochi, settore immobiliare, grande distribuzione etc. Sono ancora poche le aziende (soprattutto americane) che utilizzano Aurasma ma quelle che lo fanno hanno ben intuito le potenzialità rivoluzionarie di questa app.

Oggi infatti è possibile trasformare i lettori di advertising in spettatori ai quali narrare una storia. Far loro condividere il percorso di un processo di produzione, ad esempio, può destare più facilmente l’attenzione intorpidita di un consumatore in cerca di nuovi stimoli per scegliere un brand.

Anche il cinema ha scelto di sfruttare la app per promuovere Super 8, il nuovo film di J.J. Abrams prodotto da Steven Spielberg. Puntando la fotocamera verso i cartelloni pubblicitari sarà possibile animarli ed essere coinvolti nella suggestiva atmosfera cinematografica.

Attualmente Aurasma è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPod touch, iPad 2 Wi-Fi e iPad 2 Wi-Fi + 3G.

Il futuro traveste la realtà investendola dei nostri sogni. Il tutto grazie ad una semplice app.

Quale sarà la prossima svolta rivoluzionaria?

L’irresistibile ascesa del video marketing

Facebook? Twitter? Sì, posizionarsi sui social network oggi è indispensabile, ma le aziende devono anche avere ben chiaro che un canale YouTube è assolutamente imprescindibile. Vediamo perché.

Secondo uno studio pubblicato recentemente da ComScore.com, in America il 45% degli utenti video vede almeno una pubblicità video al mese. E in media soltanto il 30% degli annunci pubblicitari vengono evitati con la modalità skip. Ciò induce i pubblicitari ad avvalersi sempre più dell’advertising legata ai video ed è previsto che nel 2013 un terzo degli investimenti pubblicitari saranno destinati a questo settore.

Sempre Comscore.com rileva che l’audience americana ha incrementato del 648% il tempo passato su canali che si occupano di live streaming come Justin.tv, Ustream, Livestream, LiveVideo, and Stickam. Il live streaming sta crescendo notevolmente in termini di uso e popolarità e le previsioni parlano chiaro: più le persone utilizzeranno questi canali più la loro crescita sarà costante.

Un’altra ragione è dovuta alla diffusione di due dispositivi che stanno rivoluzionando l’approccio ad internet: l’iPad e lo smartphone. Un terzo dei possessori del primo accede regolarmente a show TV e film: la fruizione ottimale via display favorisce il diffondersi di abitudini legate a quel tipo di schermo. Allo stesso modo anche l’aumento degli smartphones in circolazione ha rivoluzionato il modo di accesso ad internet e di conseguenza anche ai video diffusi attraverso di essa.

Come esemplifica al meglio il video qui sotto, YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo e ormai ogni mese gli utenti passano 2,9 miliardi di ore spese a vederne i video.

Cosa possiamo suggerire alle aziende che vogliono fare i primi passi in questo settore?

Innanzitutto che è uno strumento sul quale puntare assolutamente per lo sviluppo del proprio business. Un buon video può raggiungere platee vastissime soprattutto perché può essere distribuito attraverso diverse piattaforme e perché può contribuire al miglioramento dei tassi di risposta SEO ed e-mail marketing. Lo si può realizzare a scopo promozionale, per spiegare come funziona un prodotto, per lanciarne uno nuovo etc.

Tra le azioni da intraprendere al più presto suggeriamo:
– Aggiungere un tasto dedicato assieme a quelli Facebook e Twitter in modo da permettere ai navigatori di trovare al più presto il vostro YouTube Channel
– Nominare il vostro YouTube Channel così come chiamereste il vostro sito o blog in modo da poterlo personalizzare
– Utilizzare le giuste keywords per i video allo scopo di farne un buon utilizzo per le vostre strategie di SEO
– Utilizzare tutte le opportunità di investimento pubblicitario legate ai canali video

Scommettiamo che l’ingresso nel mondo dei video non potrà darvi altro che benefici?