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Taste The Feeling: il nuovo volto di CocaCola

Ieri, all’evento stampa organizzato a Parigi, CocaCola ha presentato la sua nuova campagna marketing chiamata “Taste The Feeling”. Detta così non sarebbe nulla di strano e anzi, dedicarci un evento intero sarebbe quantomeno bizzarro.

Ma questa volta non si tratta di una semplice campagna di brand identity, perché Taste The Feeling è un nuovo concetto di intendere il marchio CocaCola. L’idea che sta dietro questa campagna è molto semplice: esistono moltissime versione della famosissima Cola (tradizionale, Zero, light, Life…), diversi prodotti per diverse campagne pubblicitarie e visioni della vita.

L’obiettivo della campagna è proprio quello di unificare tutte le azioni di marketing verso una visione comune, la filosofia che fin dall’inizio stava dietro alle mitiche bottigliette in vetro: gusto ed emozioni. Tutte le versioni, tutte le pubblicità e tutti i claim condensati in un’unica campagna unificatrice. Taste The Feeling si propone di raccogliere sia il lato concreto del prodotto, quello “rinfrescante”, del gusto e quello delle emozioni, della condivisione e delle persone. Insomma, una sorta di storytelling in formato pubblicitario.

Insomma quasi un ritorno alle origini, quando CocaCola era “Delicious and Refreshing” (1886), da gustare in compagnia “Open Happiness” (2009) perché ogni cosa con CocaCola è migliore “Things Go Better With Coke” (1963). Anche il marketing lo può essere, basta scoprire come sfruttarlo!

Qui di seguito una carrellata della campagne CocaCola più famose.

"Things Go Better With Coke"

“Things Go Better With Coke”


"The Coke Side of Life"

“The Coke Side of Life”


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“Open Happiness”


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“I’ve kissed” campaign

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Dietro la pubblicità: ecco cosa succede nel tuo cervello

Vi siete mai chiesti come mai durante le pubblicità più banali ad un certo punto accade qualcosa che ce le farà ricordare per sempre? La risposta più naturale e semplice che ci può venire in mente è quella dell’effetto sorpresa. Ma cosa avviene davvero nel nostro cervello quando guardiamo uno spot?

Gli studi condotti dal “Wellcome Trust Centre for Neuroimaging” dell’University College London hanno trovato una correlazione con le pubblicità e l’attività dell’ippocampo.

L’ippocampo è una parte del nostro cervello situato nel lobo temporale: esso gestisce la memoria a lungo termine e la navigazione spaziale, elementi che ricoprono un’importanza notevole nel marketing. Gli studi hanno determinato che l’ippocampo agisce sulla memoria su due fronti, previsione e confronto.

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Proviamo a pensare a quando guardiamo uno spot TV: spesso siamo di fronte ad un ambiente conosciuto o familiare, ci sono elementi che troviamo facilmente nella realtà e le azioni che si svolgono sono quelle che prevediamo. Qui l’ippocampo svolge i suoi due compiti di confronto e previsione, per poi arrivare alla fase di verifica con la realtà. Se tutto ciò che accade nella pubblicità è reale, allora tutto scorrerà davanti ai nostri occhi con leggerezza. Ma se ci dovesse essere un’immagine, un suono o qualche elemento contrastante con il resto, allora l’ippocampo entra in gioco, richiamando la nostra attenzione.

Vediamo due esempi che chiariscono meglio il funzionamento dell’ippocampo durante le pubblicità.

“Tzomet Sfarim” è una libreria israeliana che ha fatto molto parlare di sé grazie ad una campagna davvero originale quanto d’impatto. Studiata per denunciare il troppo tempo passato sui social network e quello sempre meno dedicato alla lettura, il claim della libreria è “Affronta un libro”. Niente di strano, se non fosse che in inglese suona più o meno così: “Face a book”. Un sapiente uso dei colori e del font poi ha fatto il resto.

Il secondo esempio utilizza una frase fatta. Avrete sicuramente sentito che “la pratica rende perfetti” (Practice make perfect). E se al posto di “perfect” ci mettessimo il nome del brand? È ciò che ha fatto “Patron”, nota azienda produttrice di tequila messicana. “Practice makes Patron” dunque!

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Come avete visto, basta poco per attirare l’attenzione e creare un messaggio che colpisca il cliente. L’arte del marketing è proprio questa: creare un messaggio che resti impresso, senza andare ad intaccare la reputazione del brand. Grazie ai recenti studi sul cervello e il suo funzionamento, oggigiorno si riescono a ideare messaggi sempre più efficaci e precisi. Che ne pensate di prendere spunto da queste campagne per crearne una per i vostri clienti? Voi mettete l’idea, noi vi aiutiamo a renderla realtà!

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Star Wars: Il Risveglio del Marketing!

Pare che con il nuovo capitolo della saga di Guerre Stellari, “Star Wars: The Force Awakens” non si risvegli solo la forza degli Jedi, ma anche la creatività e l’immensa fantasia dei curatori delle campagne di marketing. Fin dall’inizio Star Wars è stato tra i film (anzi, le saghe) che più di ogni altri ha dato vita ad un merchandising  straordinario: giocattoli, serie limitate, vestiti, accessori, libri e tantissimi altri oggetti che riprendono i personaggi più famosi della saga invadendo le vetrine dei negozi.

E come potevano farsi scappare i geni del marketing un’occasione ghiotta come il primo film della nuova saga interamente prodotta da un altro genio del grande schermo, J.J. Abrams?

Un esempio è il progetto dell’architetto milanese Antonio Voto, che ha immaginato come apparirebbe il capoluogo lombardo se fosse invaso dalle truppe dell’Impero. Così, guardando il monumento simbolo di Milano ci troveremmo di fronte ad una gigantesca ombra del più temibile dei Sith, Darth Fener (o se preferite, nell’accezione originale Vader); questo mentre le truppe dell’Impero Galattico sorvegliano impassibili le Colonne di San Lorenzo e la Stazione Spaziale veglia sulla Madonnina.

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Darth Vader incombe sul Duomo!

 

 

 

Madonnina

 

                                            La Stazione Spaziale sulla Madonnina

 

 

 

Colonne

 

Le truppe dell’Impero Galattico sono arrivate!

 

 

 

 

Originalissima ma allo stesso tempo fedele alla sua tradizione la Lego, che ha riproposto il trailer del film con una rivisitazione personalissima dei personaggi e delle navicelle spaziali.

Ma non solo, anche il Google Store e l’App Store di Apple hanno proposto ai fan più high-tech il videogioco mobile “Star Wars: Uprising”, che narra le vicende della Galassia poco prima degli avvenimenti dell’ultimo film della saga.

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Un’app dedicata invece vi permetterà di interagire e comandare direttamente Sphero, un piccolo robottino che altri non è che il nuovo drone BB-8, che ha fatto ingresso nell’universo di Star Wars in quest’ultimo episodio.

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Insomma, pare che un singolo episodio di Star Wars possa sollevare una campagna marketing incredibile: hai mai pensato di sfruttare un evento cinematografico per il tuo business? Se non ti ci sei mai soffermato a pensarci, allora potremmo darti qualche idea!

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Due scossoni nel mondo del marketing

Negli ultimi giorni sono avvenuti dei fatti che hanno fatto parlare molto del marketing e di come esso vada a impattare sulla società di oggi, nel bene e nel male.

Il primo episodio riguarda un personaggio molto noto nel panorama dello showbiz e dell’industria dello spettacolo in generale: stiamo parlando del controverso imprenditore e personaggio televisivo Fabrizio Corona. Di tutto si può dire, ma non del fatto che Corona non abbia saputo vendere bene i propri prodotti, in qualità di re dei paparazzi. E sarà proprio quest’arte del marketing “d’assalto” che Corona insegnerà il prossimo 28 novembre a Milano, in occasione del corso “La comunicazione efficace”, articolato in 3 ore di puro marketing in collaborazione con Alehandro Cardia. Il costo? 100€ l’ora.

Il secondo fatto invece è accaduto dall’altra parte del mondo, e questa volta non si tratta di un famoso personaggio TV, ma di una trovata pubblicitaria andata male ideata niente meno che da Amazon!

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Hai mai visto la serie prodotta da Amazon “The Man in the High Castle”? Si tratta di un telefilm che ipotizza un mondo trasversale ambientato negli anni ’60 in cui la Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dalle potenze dell’asse; dunque ci troviamo in un universo spartito tra la Germania Nazista e il Giappone Imperiale. Amazon ha pensato bene di promuovere la propria serie TV tappezzando le sedute della linea S della metropolitana di New York con le bandiere, disegnate dagli autori, degli Stati Uniti “germanizzati” e del Giappone Imperiale. Evidentemente la trovata non è passata inosservata né è andata a genio alle migliaia di viaggiatori che ogni giorno occupano le carrozze della metro. Così il colosso dell’online ha dovuto rimuovere la sua controversa pubblicità dalle carrozze. In ogni caso, non si può dire che non abbia fatto il giro del mondo: “bene o male, purché se ne parli” insomma.

Come avrai visto, il marketing è una disciplina sensibile che richiede professionalità e impegno. Soltanto tenendo a mente fattori come le persone, la società e la cultura in cui si vive è possibile attuare una campagna di marketing efficace. Noi ci impegniamo ogni giorno affinché questo possa accadere: per sapere cosa facciamo e come lo facciamo, non esitare a contattarci!

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10 cartelloni pubblicitari che resteranno nella storia

Ne avevamo già parlato qui, con la campagna della Swedish Childhood Cancer Foundation. L’advertising in vecchio stile, messo sempre più in secondo piano dalle campagne social e digital PR, proiettato sulle pareti di edifici famosi o tra le strade più trafficate ha sempre avuto un fascino senza tempo e una notevole efficacia. Ecco i 10 billboard più stravaganti e creativi di sempre!

Dairy Milk: come dimostrare che il proprio cioccolato è il migliore in assoluto? Facendolo gustare a piccoli intenditori. Non resta che assaggiarlo.

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Scacco matto, Audi: da una semplice partita illustrata su un cartellone pubblicitario a Santa Monica, ha avuto inizio la più creativa partita a scacchi tra i due brand competitor Audi e BMW. La casa bavarese ha risposto alla sfida con stile realizzando “Scaccomatto”!

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Australian Childhood Foundation: realizzare un ambient per sensibilizzare l’opinione pubblica sul maltrattamento dei minori è un’azione di marketing delicata. Lo sa bene la fondazione australiana che, con una semplice installazione, è riuscita ad attirare l’attenzione sul problema.

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È tutta questione di spazi: catturare l’attenzione sulla precisione di un rasoio da barba non è di certo un problema per Bic. Le sue lame non hanno nulla da invidiare ai tagliaerba più efficienti.

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Cartellone incidentato: il tema della sicurezza stradale è stato affrontato da ogni punto di vista, ma la Colorado State Patrol è riuscita a centrare la questione attraverso una comunicazione d’imbatto.

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Anando Milk: è assodato che il latte faccia bene, ma che riesca a conferire dei super poteri è una novità assoluta!

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Donatos: una pizza in grado di sfatare qualsiasi stereotipo

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Frontline: la nota azienda di prodotti per animali domestici ha disposto circa 22 metri quadrati di stickers in 3 centri commerciali. Indovinate che faceva le veci delle pulci?

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Elm Grove Police Department: come vi sentireste se, all’interno del segnale di velocità, fossero indicati i giorni da trascorrere su un letto di ospedale anziché i KM/H?

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Capelli d’orati, per natura: la semplicità è la vera bellezza. La scelta del giusto protagonista da parte di Kolestron Naturals

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E voi ne conoscete altri?

Se pensate che il vostro business possa trarre vantaggio dai billboard, contattateci! Studieremo assieme la soluzione più consona e personalizzata per le vostre esigenze.

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Tecnologia e creatività: come rendere indimenticabile un semplice tabellone pubblicitario

I tabelloni e i poster sono stati tra i primi mezzi pubblicitari utilizzati dalle aziende sin da quando il marketing ha cominciato ad acquistare importanza per i brand. All’inizio erano delle semplici scritte stampate e diffuse in giro per le strade, poi delle immagini studiate a tavolino con claim d’impatto, infine delle vere evoluzioni tecnologiche, merito dei billboard che migliorano il messaggio pubblicitario attraverso luci, movimenti, suoni, effetti ottici e giochi di colori.

Le nuove tecnologie sono in realtà la principale linfa dell’advertising presente sui cartelloni: LED, ologrammi, ma soprattutto video hanno invaso il mondo della comunicazione.

Ricordi la campagna dedicata allo shampoo Apotek?

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La Swedish Childhood Cancer Foundation ha voluto sfruttare il suo successo virale per lanciare un messaggio più forte, utilizzando poco dopo lo stesso tabellone della campagna precedente, ma con un finale decisamente diverso.

L’advertising della Cancer Foundation è un chiaro esempio di come il marketing emozionale ha maggior impatto se si utilizza la tecnologia e, in particolar modo se si producono video.

Se questa pubblicità ti ha colpito e anche tu stai pensando ad una campagna emozionale di questo tipo per la tu azienda, contattaci! L’Ippogrifo può fornirti i migliori strumenti per far conoscere al mondo la tua azienda.

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Il caso della promozione dei vini friulani in Russia

Di sicuro il regista di questo video pubblicitario, Iris Brosch, avrà pensato ai canti di Ovidio, o alle Bucoliche di Virgilio o forse alle feste dionisiache che andavano tanto in voga nella Grecia dei poeti e degli artisti. Sta di fatto che la strategia marketing scelta per l’esportazione di caratteristici vini prodotti in Friuli Venezia Giulia in Russia è quanto di più stravagante possa esserci in una pubblicità commerciale.

Sarà forse l’amore dei russi per le belle donne e i vini italiani o forse il sapiente uso di elementi sempreverdi nel marketing e nelle pubblicità (l’accostamento donne-alcool-natura è sempre vincente), sta di fatto che il semplice e poco pretenzioso video girato tra i vigneti delle aziende Marco Felluga e Volpe Pasini pare proprio confondersi con un video erotico o un trailer di un film a luci rosse.

La scena si apre con delle modelle russe quasi completamente nude che vagano divertite lungo i vigneti, giocando con acini e pampini, quasi fossero innocenti bambine alla scoperta del mondo. Date le immagini “delicate”, non stupisce che il video sia stato considerato osceno o addirittura lesivo dell’immagine italiana. Insomma, le polemiche non mancano e a questo punto sorge spontanea una domanda: fino a che punto si può spingere il marketing?

Ci sono stati in passato casi di pubblicità “oltraggiose” o ritenute non appropriate dal pubblico: ricorderete sicuramente il caso di Barilla con la pubblicità della “famiglia tradizionale” e le affermazioni del presidente del marchio, Guido Barilla.

Qual è la soglia da non oltrepassare mai, la linea rossa che non bisogna mai varcare? Problema di marketing o questione morale? Voi cosa ne pensate?

TrueMove "Compassion is true communication"

TrueMove H continua a commuovere

Ricordiamo tutti lo spot di pochi mesi fa che ci ha fatto commuovere ed emozionare, quello in cui vediamo un bambino rubare delle medicine per la sua mamma ammalata, salvato poi da un negoziante che stava lì vicino – lo stesso bambino che, da medico, anni dopo salverà la vita del suo protettore. Era lo spot creato dalla compagnia di telefonia mobile tailandese TrueMove.

Ma questa volta, nell’ambito della campagna a più ampio respiro chiamata “The True Meaning Of Giving”, TrueMove è andata più a fondo per colpire il cuore dei tailandesi, del suo popolo. Lo spot si chiama “Compassion is true communication” ed è divenuto virale con oltre 1.793.800 visite.

Il video è interamente e totalmente incentrato su un unico, forte sentimento: la compassione. Compassione che guiderà – grazie ad un piccolo e semplice gesto di un’innocente bambina –  il prigioniero ad una vita completamente dedicata alla carità. Tra le righe (o meglio, tra i pixel) c’è un forte messaggio: la compassione è contagiosa. Ma la compassione è essa stessa un messaggio, messaggio che vedrà il suo compimento nell’opera di bene attuata dal prigioniero.

Ancora una volta, il potere comunicativo degli spot della TrueMove ha colpito nel segno, riuscendo a fare ciò che ogni pubblicità degna di questo nome dovrebbe fare: colpire al cuore per rimanere indelebile.

Se abbiamo stuzzicato la vostra curiosità, andate a sbirciare il video ufficiale a questo link. Buona visione!