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Lead generation online: sei sulla strada giusta?

Forse sai cosa significa lead generation, ma la stai davvero conducendo nel modo più efficace?

Partiamo dalle basi. Un lead è un aggancio, il primo contatto di soggetto che è interessato al tuo servizio. Parte tutto da qui, da un campanello che si accende e da un cliente che ci attende davanti alla porta.

Si tratta di attirare un potenziale cliente verso la nostra soluzione, ma non solo: questo soggetto deve fare un ulteriore passo avanti e passare da lead a cliente vero e proprio, cioè colui che acquisterà il nostro servizio o il nostro prodotto.

Ma come fare ad attirare l’attenzione di un marketing manager, di un commerciale o di un responsabile di settore?

Stampatelo a caratteri cubitali: per generare lead (= trovare soggetti interessati al prodotto che vendete) non basta avere un completissimo sito web o una frequentatissima pagina Facebook. Anzi, paradossalmente è più efficace un sito one-page con poche righe e una pagina Facebook con pochi seguaci. Perché?

Semplicemente perché nel marketing conta molto di più la qualità rispetto alla quantità.

Prendiamo l’esempio di prima.

Il sito sarà pure breve e avrà poco testo ma in quelle poche sono contenute tutte le info (o problemi che io, azienda, risolvo al mio potenziale cliente) utili al mio lead e la pagina Facebook è stata supportata da una precisa campagna di Facebook Advertising che ha selezionato soltanto i contatti realmente interessati alla mia fetta di mercato.

È meglio ricevere 1.000.000 di mail con richiesta di maggiori info oppure 3 mail con una richiesta di preventivo? Sicuramente sceglierai la seconda ipotesi, ne siamo certi.

Lead generation è proprio questo: fare in modo che le mail in arrivo siano le 3 che tanto desideriamo e non le inutili 1.000.000. Quelle sono “spazzatura”.

Quali sono gli step per creare una lead generation efficace (ovvero, per trovare reali clienti e non semplici esploratori di informazioni)?

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1 – Rendi la tua landing page un luogo di valore

Trova i problemi del tuo target, esprimili senza fronzoli ed esponi (fai esplodere!) la tua soluzione. E la tua soluzione deve essere la migliore: unica nel mercato, utile per quella determinata attività e semplice.

Il marketing tratta con le persone, e le persone ricercano sempre la soluzione più semplice, più veloce e più adatta al loro problema (non necessariamente quella più economica: ecco perché servizi costosi come quelli finanziari, quelli legali e quelli di consulenza si vendono anche in periodo di crisi).

2 – Fai diventare la call to action un passo necessario

Non significa costringere a farti contattare: significa invece dare un servizio o un prodotto così necessario per il business del tuo cliente (proprio perché a monte hai studiato a fondo i suoi problemi) che naturalmente il lead dovrà contattarti. Perché il tuo prodotto gli serve. Ne ha bisogno. È vitale.

3 – 1.350.000.000 sono gli utenti attivi ogni mese su Facebook

Utilizza il social network più efficace per il tuo settore di business per diffondere e pubblicizzare in maniera capillare (e selettiva) la tua attività, la tua landing page (o il tuo blog) e fai sapere al tuo target come riesci a risolvere i loro problemi.

La lead generation è solamente una parte di una campagna di marketing che deve essere studiata a monte con precisione, cucita perfettamente sulle aspettative e le esigenze del tuo pubblico. Il marketing è un processo unico ma è composto da tanti piccoli tasselli, ognuno dei quali è necessario alla riuscita della strategia. Assemblare i giusti tasselli e completare il puzzle non è cosa da poco: contattaci e ti forniremo le istruzioni passo passo!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Negoziazioni 2.0

Amazon, colosso dell’e-commerce, aumenta la sua competitività introducendo “Make an Offer”, una nuova funzione che consente agli utenti di negoziare con i venditori sul prezzo dei prodotti.

Al momento quest’opzione è disponibile solamente negli Stati Uniti e su una serie limitata di prodotti (circa 15.000) ma, stando alle parole della compagnia, si espanderà su “centinaia di migliaia di oggetti in vendita” entro il prossimo anno.

Il meccanismo è molto semplice: dopo aver effettuato l’accesso, gli utenti, all’interno delle pagine relative ai prodotti aderenti alla nuova iniziativa, vedranno comparire la nuova opzione “Make an Offer”, dove potranno inserire la loro offerta. Starà poi al venditore, entro 72 ore, accettare, rifiutare o effettuare una contro offerta; nell’ipotesi in cui ci sia una contro offerta l’acquirente potenziale ha a sua volta 72 ore per rispondere.

È però da sottolineare che “Make an Offer” si distacca totalmente dalle aste di eBay: su Amazon, infatti, le trattative avvengono esclusivamente in privato, via posta elettronica, permettendo in questo modo una vera e propria negoziazione tra le parti.

Prezzi più bassi, quindi; una buona notizia per chi compra, ma chi vuole vendere i suoi prodotti al di fuori dello store online la pensa allo stesso modo?

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State of the Net a Trieste: statistiche e clima della rete in Italia

Anche quest’anno si è tenuto a Trieste l’evento State of the Net, che ha offerto un’istantanea sulla situazione telematica e sugli internauti italiani grazie all’indagine svolta da Blogmeter e presentata dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

Il numero di italiani che ha usato la rete almeno una volta in un mese è aumentato e ora ammonta a 28.9 milioni di utenti attivi su base mensile. In aumento anche il tempo speso, circa 1 ora e 28 minuti, incrementato del 9% rispetto all’anno passato. Dall’indagine emerge anche che i maggiori utilizzatori sono di sesso maschile, circa 7.8 milioni con incremento del 3%; tuttavia le donne si portano a 6.5 milioni di utenti con una crescita del 5%.

Le keyword più ricercate sono Facebook, al primo posto, seguita da Libero, Youtube, Google e meteo mentre i picchi di ricerca nei primi mesi del 2013 sono Elezioni e Ruzzle, il popolare gioco mobile sulla composizione delle parole.

Balza subito all’occhio come Facebook detenga il primato indiscusso di social media più frequentato con 22.7 milioni di utenti mensili e in crescita con un’aumento del 4.7%. Seguono Google+ con 3.8 milioni di utenti unici in crescita del 56.7% e Linkedin con 3.5 milioni di utenti e aumento del 18.3%: entrambi scalzano dal podio Twitter, a cui sono iscritti 3.3 milioni di utenti con un indice di crescita negativo dell’11.6%

I dati riguardanti Facebook ne fanno il social network più utilizzato con 3 miliardi di “mi piace”, 288 milioni di fotografie caricate al mese, 3.5 miliardi di messaggi privati e 2 milioni di check-in nei luoghi d’interesse.

Per quanto riguarda Twitter i dati ne indicano un uso più consapevole degli strumenti offerti dal social: l’uso degli hashtag è cresciuto del 22%, un numero che si traduce nel 30% degli utenti totali; l’uso del retweet ha invece raggiunto il 25% sull’intero bacino di utenza.  Crescita del 3% segnalata anche per le geolocalizzazioni. Gli italiani, inoltre, twittano durante tutta la settimana a eccezione del week-end e gli orari preferiti vanno dalle 20 alle 22 in concomitanza con le trasmissioni tv che il popolo di twitter si diverte a commentare.

Gli hashtag più utilizzati possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: le pratiche sociali, tra cui spicca l’hashtag più utilizzato in assoluto #rt (retweet), il seguire insieme gli show televisivi, (#sanremo2013 si piazza al secondo posto degli hashtag), e infine la condivisione degli eventi di cronaca in cui hanno primeggiato gli hashtag collegati alla politica come #elezioni2013.

Interessante l’analisi semantica effettuata sui tweet dei primi quattro mesi dell’anno, che ha permesso di rilevare lo stato emotivo degli internauti nostrani: la condizione media è tendenzialmente negativa, unici picchi positivi sono stati Capodanno e San Valentino con manifestazioni di gioia e amore come anche per l’elezione del nuovo Papa, mentre la situazione di stallo politico e la rielezione del presidente Napolitano hanno segnato dei profondi picchi negativi manifestando emozioni di rabbia, disgusto e tristezza.