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Negoziazioni 2.0

Amazon, colosso dell’e-commerce, aumenta la sua competitività introducendo “Make an Offer”, una nuova funzione che consente agli utenti di negoziare con i venditori sul prezzo dei prodotti.

Al momento quest’opzione è disponibile solamente negli Stati Uniti e su una serie limitata di prodotti (circa 15.000) ma, stando alle parole della compagnia, si espanderà su “centinaia di migliaia di oggetti in vendita” entro il prossimo anno.

Il meccanismo è molto semplice: dopo aver effettuato l’accesso, gli utenti, all’interno delle pagine relative ai prodotti aderenti alla nuova iniziativa, vedranno comparire la nuova opzione “Make an Offer”, dove potranno inserire la loro offerta. Starà poi al venditore, entro 72 ore, accettare, rifiutare o effettuare una contro offerta; nell’ipotesi in cui ci sia una contro offerta l’acquirente potenziale ha a sua volta 72 ore per rispondere.

È però da sottolineare che “Make an Offer” si distacca totalmente dalle aste di eBay: su Amazon, infatti, le trattative avvengono esclusivamente in privato, via posta elettronica, permettendo in questo modo una vera e propria negoziazione tra le parti.

Prezzi più bassi, quindi; una buona notizia per chi compra, ma chi vuole vendere i suoi prodotti al di fuori dello store online la pensa allo stesso modo?

MakeAnOffer

 

The Times They Are a-Changin’: i trend da tenere in considerazione per il futuro

The Times They Are a-Changin’”, i tempi stanno cambiando cantava Bob Dylan nel 1964, ed è proprio quello che sta succedendo in questo momento, se parliamo di marketing.

In base ad una recente indagine sui trend globali compiuta da globalwebindex, uno dei più rilevanti riferimenti a livello internazionale, i Social Network stanno conquistando l’intero mercato mondiale. Se il superamento per numero di utenti del mondo del porno data ormai il lontano 2007, la loro crescita verticale sembra ormai inarrestabile.

Impressionanti sono davvero molti dati, come la percentuale di utenti attivi (82% su oltre un miliardo) su Facebook, rincorsi da Twitter e Google+ (62% e 60%), e la crescita delle iscrizioni di nuovi utenti di Twitter, che tra il 2012 e il 2013 ha avuto un incremento eccezionale del 44% (seguito da G+ al 35%).

Facebook rimane sempre il Social con il coinvolgimento più alto, grazie principalmente a due fattori: l’uso di differenti mobile device e il coinvolgimento di utenti più “anziani”.

Tra il 2011 e il 2013, l’accesso al mercato globale via dispositivi mobili ha subito un incremento del 60.3% (813 milioni di utenti complessivi) e, sempre grazie alla stessa modalità di accesso, 189 milioni di utenti sono stati attivi su Facebook.

Grazie a questa indagine è stata sfatata anche la convinzione che i Social Network siano indirizzati esclusivamente ad un pubblico giovane.  Sono stati rilevati, infatti, significativi aumenti del +79% tra gli utenti nella fascia di età tra i 55 e 64 anni e del 18% nella fascia compresa tra i 45 e 54.

Negli USA sempre più marchi e aziende stanno convertendo il proprio budget destinato alla carta stampata all’universo Social Media: per ora se n’è accorto soltanto un timido 9% di agenzie di comunicazione, che ha reclutato blogger capaci di creare contenuti di qualità in grado di destare interesse.

Il crescente potenziale dei Social Network e del Mobile, è però ancora viziato dalla scarsa consapevolezza di un loro utilizzo efficace.

La diversa tipologia dei dispositivi dovrebbe infatti prevedere strategie differenziate basate sui comportamenti adottati dalle persone che utilizzano i device: si pensi solo all’impiego degli smartphone, solitamente usati di fretta, in strada, magari davanti a una caffetteria; oppure a un tablet, utilizzato invece prevalentemente sul proprio divano, a casa.

Altra grande distinzione da tenere in considerazione deve essere quella tra dispositivi da 3 pollici oppure da 5 o 6, affinché la dimensione del display possa incidere in maniera impattante sull’efficacia del messaggio trasmesso

It’s a brave new world” è un mondo nuovo, tutto da esplorare, scrive Aldous Huxley.

Proprio per questo è il momento di iniziare a rispondere alle domande che sono state poste in tutto il mondo del marketing e che ne determineranno il prossimo futuro.

Voi che ne pensate?

 

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Web marketing: 7 trend per il 2014

Internet ha cambiato drasticamente il modo in cui l’informazione viene condivisa e questo ha avuto un forte impatto sul marketing. A questo proposito, negli ultimi cinque anni sono cambiate numerose tecniche e molte aziende hanno avuto successo nelle loro campagne perché hanno offerto contenuti originali e coinvolgenti oltre alla mera pubblicità, portando ad aumentare le vendite e la fiducia nel brand.

La rete è un luogo in continuo mutamento, e anche se è difficile poter prevedere come sarà il futuro del marketing, da una attenta analisi degli strumenti che stanno producendo ottimi risultati, possiamo indovinare quali strategie saranno più gettonate nel 2014. Quali sono i trend per un buon online marketing, dunque?

  1. Content marketing a go-go
    Per guadagnare la fiducia dei consumatori è necessario creare contenuti consistenti attraverso diversi media. Secondo il Content Marketing Institute, la strategia migliore di content marketing per il settore B2B sono i social media, articoli su siti in tema di business, newsletter, case history, video e articoli online. Ciò ci suggerisce che il marketing attuato con le tecniche più tradizionali, come ad esempio le pubblicità in tv o in radio, stanno diventando sempre meno efficaci. Bisogna puntare di più sull’inbound marketing, cercando di interessare il cliente con dei contenuti specifici.
  2. Social media marketing: diversifichiamo
    Quasi ogni giorno sembra spunti un nuovo social media, e alcuni tra questi che hanno raggiunto una certa popolarità, come Pinterest, Google+, Tumblr e Instagram, hanno incrementato la loro offerta con numerose opzioni che permettono di fare marketing. È importante non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per l’uscita di tutti questi nuovi network, e scegliere di impegnarsi in uno specifico social che più si adatti alle necessità del proprio marchio.
  3. Immagini al centro dell’informazione
    In una vita frenetica in cui si viene bombardati incessantemente dalle pubblicità, diventa essenziale proporre contenuti veloci e facili da recepire. L’immagine è la soluzione a questa necessità. Una prova è l’alto numero di condivisioni di tutti quei post o articoli che si interrompono strategicamente per inserire un’immagine. Anche gli infographic sono un ottimo strumento da sfruttare: unire grafici a immagini e poco testo spiegando in maniera concisa un argomento.
  4. Less is more
    Il bombardamento di pubblicità sempre più chiassose e che mirano a stupire in ogni modo, sommerge l’utente facendolo chiudere a riccio contro tutti questi stimoli. Per questo motivo i marketer più innovativi si spostano in direzione opposta proponendo informazioni semplici e dal look minimalista.
  5. Mobile diventa un must have
    Data l’enorme diffusione di smartphone e tablet è obbligatorio creare dei contenuti accessibili anche dai dispositivi mobili. Secondo le stime di Forbes l’87% dei dispositivi per navigare in rete in vendita entro il 2017, saranno proprio tablet e smartphone. Oltre al design specifico per la versione mobile, è essenziale provvedere a un’esperienza rilevante anche per quegli utenti che accedono a internet dal mobile.
  6. Retargeting, la nuova frontiera
    Utilizzando i cookies del browser, si tracciano i siti visitati dall’utente a cui verranno riproposti in seguito e su altri siti, sotto forma di inserzione, gli stessi articoli a cui lui stesso si era interessato. Poiché solo il 2% del traffico internet produce conversioni alla prima visita, questo metodo aumenta le conversioni semplicemente mostrando più volte un dato prodotto al consumatore. Da un punto di vista psicologico si instaura un rapporto di fiducia e familiarità esponendo il brand al consumatore che si sentirà più propenso all’acquisto.
  7. Social media, ciò che darà visibilità sul web
    L’attività sui social media gioca un ruolo fondamentale nel posizionamento di una pagina nel motore di ricerca perché è uno dei tre pilastri della SEO. Più un contenuto viene condiviso, più aumenta la probabilità che la sua qualità sia alta e quindi verrà mostrato tra i primi risultati nei motori di ricerca, basati sul criterio di rilevanza.

Liberamente ispirato a Forbes

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Facebook: habemus hashtag

Facebook annuncia l’arrivo degli hashtag sul social blu. Gli stessi cancelletti visti decine di volte su Twitter, Instagram, Pinterest ora approdano anche sul famoso social di Mark Zuckerberg rivoluzionando i sistemi di aggregazione che si basavano su account, pagine e gruppi.

Un hashtag è una parola chiave preceduta dal simbolo #, che crea aggregazioni di concetti, contesti, discussioni e persone. Grazie agli hashtag ci si può inserire in una conversazione più ampia, a tema specifico, per condividere pensieri, opinioni, gossip.

Le parole col cancelletto tagliano le cerchie sociali in modo trasversale, creano interessi comuni di breve durata ma di forte intensità. Gli hashtag aprono una finestra su cosa i facebookers postano o sparlano in relazione ad uno specifico contesto. Ciò che diventa importante è l’argomento, non più la persona.

Come funzionano?
Inserire un hashtag su Facebook è semplice: digitare il cancelletto prima della parola chiave, esattamente come sulle altre piattaforme già da tempo munite di questo strumento.

Cliccando su un hashtag si apre una finestra sovrapposta contenete tutti quei post che contengono la stessa parola messa in evidenza col cancelletto. Insomma si potrà accedere ai vari contenuti pubblici di Facebook in cui comparirà quel determinato hashtag.

L’importante differenza tra quelli di Facebook e di Twitter è la possibilità di personalizzare la privacy. Un post condiviso solo tra i propri amici e contenente un hashtag non comparirà a chiunque, permettendo di accedere indiscriminatamente alla propria bacheca.

Un hashtag può essere cercato nella barra di ricerca in alto, esattamente come funziona per persone, pagine e gruppi. Trovando la parola desiderata si accede ai contenuti specifici di quel trend inserendosi direttamente nell’argomento.

E per i contenuti hashtag-muniti, provenienti da altri social e condivisi direttamente su Facebook? Gli hashtag continueranno ad essere cliccabili, ma si navigherà esclusivamente nei contenuti del social di Zuckerberg.

Ma ci saranno i trending topic?
Non da subito. Facebook annuncia che i famosi trending topic, gli hashtag più usati nel mondo o in Italia, saranno disponibili tra qualche settimana.

Anche su Facebook si potranno monitorare gli interessi generali e gli argomenti più cliccati del popolo del web: un ottimo strumento per le aziende allo scopo di calibrare meglio le proprie campagne o i propri post, in relazione ai trending topic del momento.

Qualche consiglio: prima di decidere l’argomento del post quotidiano da condividere su Facebook, si può dare una rapida occhiata agli hashtag più usati e adattare gli interessi del brand a quelli del popolo del web. Un’altra mossa astuta è inserirsi in un topic decisamente frequentato per cercare di porre rilievo al punto di vista aziendale sullo stesso argomento.

Mentre aspettiamo i trending topic però, possiamo già iniziare a inserire uno o due hashtag, le parole chiave, nei post, così da essere sempre interconnessi e presenti sulla scena internazionale di quel determinato argomento.

Path: l’anti-social network per eccellenza

È l’anti-social network che sta spopolando. Stiamo parlando di Path, portatore di un’idea suggestiva in netto contrasto con tutte le piattaforme social che conosciamo: l’intimità. È nato nel 2010, in California, come un programma di photo sharing, e si è evoluto rapidamente nella forma attuale conquistando 9 milioni di utenti nel giro di pochi anni.

In Italia ancora non è molto conosciuto, ma l’amministratore delegato di Path, Dave Morin, è convinto che sia il social perfetto per gli italiani. Cosa lo rende così speciale?

Cosa non è
Non è la piazza rumorosa di Twitter, piena di mode, tendenze, persone da seguire, idoli da imitare. È un luogo privato e intimo, da condividere solo con i veri amici. Infatti il limite massimo di amicizie è appena 150 contatti, che obbliga a discriminare chi veramente può essere considerato un vero amico. In questo senso non ricalca nemmeno il sistema di Facebook dove si accetta qualunque amicizia per cortesia e non per interesse.

Non è selettivo in termini di “cosa si può fare” perché permette la condivisione di immagini, in stile Instagram, dalla forma quadrata della foto ai vari filtri rapidi proposti; permette altresì la condivisione di luoghi, in stile Foursquare, e di musica o pensieri.

Cosa è
Path è un social che racchiude in sé tutte le funzionalità delle altre piattaforme sociali ma meno prepotentemente. Le parole chiavi sono la privacy e l’intimità. Un concetto un po’ curioso per un social network, ma un’idea fresca e nuova che sta piacendo.

Non ci si preoccupa più di dover accumulare iscritti, follower e amici senza nessun criterio, perché il limite imperante è di 150 contatti, e la privacy è del tutto personalizzabile, post per post, a seconda del contenuto.

La grafica è elegante, pulita e semplice rendendo davvero facili e intuitivi la navigazione e l’utilizzo. C’è solo un menù con cinque funzioni: condividere pensieri, foto, luoghi, musica e accendere/spegnere l’applicazione quando ci si sveglia o si va a dormire.

Ogni azione compiuta su Path si può condividere anche sugli altri social network, rendendo davvero funzionale l’uso di questa applicazione. Ad esempio un check-in su Path, si potrà condividere automaticamente anche su Foursquare.

E un brand come può trarne vantaggio?
Path rappresenta l’opportunità per un brand di creare delle micro comunità ad altissima specificità, ottimo per tutti quei marchi di lusso o per tutte quelle aziende che forniscono un servizio altamente esclusivo.

Una buona idea di social media marketing utilizzando Path consiste nel creare un contest per accedere, solo per un periodo limitato, ad un ambiente esclusivo – diventando amici del profilo Path del brand – con contenuti extra ed opportunità che normalmente il brand non condivide sugli altri social.

E voi avete già un profilo Path?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Quali sono i trend del web design per il 2013?

Anche se il mondo del web design è sempre in continuo mutamento, si può stilare una hit parade degli stili di successo del 2013. Molte di queste idee di web grafica sono già state viste e non rappresentano una novità, ma sono delle conferme o delle riscoperte delle tendenze degli anni precedenti, che si affiancheranno alle ultime innovazioni in fatto di web design.

  • Responsive Web Design
    Tutti sono d’accordo sul fatto che il sito web del 2013 debba avere una grafica che si adatti bene a qualunque dispositivo con cui lo si visualizzi. Sempre più spesso gran parte dei visitatori di siti internet provengono da dispositivi mobili come tablet e smartphone, ed è importante che la grafica si adatti ad ogni dimensione e forma di schermo con cui ci si interfaccia così da rendere il contenuto del sito accessibile in ogni situazione.
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  • Minimalismo e Flat Web Design
    Il minimalismo si riafferma come stile grafico preferito di quest’anno. Di grande effetto, semplice e di facile intuizione e sempre elegante: lo stile minimal esalta la semplicità e si focalizza sugli elementi fondamentali del contenuto. Sull’onda filosofica “less is more”, questo stile si basa sul bilanciamento e l’allineamento tra i vari elementi grafici e i contrasti. È in ascesa l’utilizzo del Flat Web Design che è correlato al minimalismo e si basa sull’utilizzo di colori “piatti”, senza alcun gradiente o elementi di profondità.
    Esempio.
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  • Big Is Beautiful
    Si conferma anche per quest’anno la tendenza di avere una grande immagine come background da visualizzare a schermo intero. Questa tecnica si basa sull’impatto emotivo: un’immagine coinvolgente che scatena emozioni sarà più ricordata e invoglierà il visitatore a tornare sul sito web.
    Esempio.
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  • Infinite Scroll
    Lo scroll infinito, utilizzato con successo già da molti social, è perfetto per avere uno stile accattivante e rendere molto più semplice e intuitiva la navigazione: scorrendo in verticale con il cursore, la pagina caricherà più contenuti senza dover saltare di pagina in pagina.
    Esempio.
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  • Tipografia
    Una componente essenziale dei siti web è senza dubbio la parte tipografica. Per rendere meno noioso il contenuto del testo, i designer investono tutto nelle font creative. Quali sono i vantaggi? Grandi caratteri che attirano l’attenzione permettono di rinunciare alle immagini, riducendo il peso del sito, a favore di leggerezza, fruibilità e personalità. Oltre a contribuire a una migliore riconoscibilità nei confronti dei competitor, si sposa benissimo con lo stile minimal alternando il testo agli spazi vuoti.
    Grazie ai browser più moderni scompare il problema della leggibilità: anche se il font non è standard, verrà convertito in uno leggibile dall’utente direttamente dal browser. Tuttavia è importante segnalare che più si guadagna in creatività, più si perde in probabilità di una corretta visualizzazione nei diversi tipi di dispositivi.
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  • Quasi 3D
    Era un trend anche l’anno scorso, e si conferma come strumento migliore per unire divertimento e interattività alla semplicità di navigazione. L’effetto di parallasse crea un’accattivante sensazione di profondità grazie all’uso di differenti background posti su diversi livelli. È un sistema per coinvolgere attivamente il fruitore del sito, catturando la sua attenzione in modo da aumentare il più possibile l’interazione tra utente e interfaccia. Il risultato è garantito.
    Esempio.
Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.