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Facebook, nuovo motore di ricerca

Facebook: un confronto con Big G?

Con più di 1 miliardo di utenti iscritti, un database di oltre 2000 miliardi di post pubblicati, 25 milioni di utenti attivi al mese e l’impressionante numero di 20 milioni di soli utenti italiani collegati al giorno, il motore di ricerca di Facebook ha una potenzialità pressoché enorme, tale da poter essere comparato con l’incontrastato Google.

Tuttavia, questa potenzialità non era stata sfruttata al massimo da Mr. Zuckerberg: nella barra di ricerca di Facebook era infatti possibile trovare persone, eventi, pagine e applicazioni, ma la funzionalità di ricerca si fermava lì.

Le cose stanno per cambiare all’interno del Social Network: in questi giorni ha introdotto una grande novità che potrà cambiare il modo in cui noi concepiamo e utilizziamo la grande effe blu. Se prima potevamo cercare tra amici e pagine, ora il motore di ricerca interno a Facebook è stato ulteriormente potenziato, permettendo l’accesso a tutti i post, foto, video e link digitando direttamente nella barra di ricerca.

Non un semplice aggiornamento dunque, ma una continuazione della linea di pensiero che fin dagli inizi ha accompagnato tutti i progetti del fondatore Mark Zuckerberg. Non c’è occasione nella quale il suo genio non rimarchi il concetto che sta dietro a tutta l’esperienza della effe blu: ovvero quello di poter connettere ogni utente della piattaforma con tutti e tutto ciò che lo circonda. Di fatto, sin dalla sua fondazione ha cercato di connettere prima tutti gli studenti universitari, poi tutti gli utenti del social network, rendendoli più vicini (si pensi alle integrazioni con Messenger, Whatsapp e all’app di Facebook), fino a puntare al grande sogno di Zuckerberg: collegare il mondo intero in una rete di scambi e condivisioni.

Facebook nuovo motore di ricerca

Questa novità non sarà utile soltanto agli utenti, che potranno cercare con più efficacia e precisione contenuti  visti poco prima, persi poi nell’infinita home di Facebook; ma lo sarà soprattutto per i professionisti e le aziende. Pensate a quanto semplice sia diventata ora la ricerca di nuovi trend oppure il monitoraggio del vostro brand (dall’analisi dell’engagemet al sentiment prodotto). Insomma, un cambiamento all’apparenza semplice, ma che in realtà si può rivelare davvero potente se sfruttato in modo intelligente.

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Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Busy people for busy meal!

Lavoro, lavoro e ancora lavoro! Ora nemmeno a pranzo si può fuggire dalla pressante macchina del mercato e del successo. A chi dobbiamo il merito? Al nuovo social network lanciato ad inizio 2014 dai fratelli Fabien e Sébastien Carraro: MyBusyMeal.

Questo sito, geolocalizzato in cinque lingue, permette di associare l’occasione di un pranzo con un incontro di lavoro.

Iscriversi è semplice ed è possibile farlo anche tramite le credenziali LinkedIn. All’interno, la piattaforma mette a disposizione un motore di ricerca in grado di individuare i profili in base al titolo professionale, alle competenze e alla localizzazione geografica.

Lo scopo di questo social network? Permettere agli utenti (“BusyPeople”) di incontrarsi e interloquire durante un pranzo o una cena (“BusyMeal”) per limitarsi ad una mera conoscenza o approfondire quest’ultima dando vita ad un progetto imprenditoriale.

Pur essendo gratuita la registrazione, i servizi aggiunti necessitano di un abbonamento il cui costo parte da 3,75 € fino alla formula “all in one” che ha un costo una tantum di 99 euro.

Un’idea originale, niente da dire. Speriamo però non possa necessariamente portare alla completa sostituzione della formula “buon appetito” con quella di “buon lavoro”!

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Google ci prende per la gola

È sempre tempo di innovazione per Google. Il colosso della Silicon Valley ha annunciato tramite un post ufficiale su Google+ che a partire dal 1 marzo, e per il momento in esclusiva per gli utenti statunitensi, è attivo un nuovo servizio all’interno del suo motore di ricerca.

La novità riguarda la possibilità di avere informazioni più dettagliate riguardo a ristoranti che l’utente ha intenzione di visitare o scoprire.

Si può avere un’anteprima dei loro menù, con tanto di tab riservate alle varie tipologie di pietanze. Servizio che attualmente non compare direttamente inserendo il nome del locale nella barra di ricerca, perché per il momento è necessario anteporre la frase “show me the menu for” al nome del ristorante.

Ad oggi la nuova ricerca funziona sulle versioni web e mobile di Google Search e probabilmente fa riferimento ai ristoranti quotati in AllMenus.com: è possibile infatti che Google stia lavorando per ottenere i dati del portale web.

Dato il grande successo raggiunto da servizi come JustEat, attraverso i quali tanti locali da tempo pubblicano online i loro menù, siamo sicuri che anche questa volta Google saprà affrontare la concorrenza e offrire all’interno di un servizio già conosciuto una particolarità che lo renderà innovativo.

Facebook vs Google! Chi vincerà?

Le novità in casa facebook non mancano mai: il trasferimento del quartier generale a Menlo Park in California, la recente quotazione in borsa e, infine, il cambiamento di design del social network (la Timeline).

Ultimamente sta destando grande curiosità un’immagine postata da Mark Zuckerberg:

 

Qualcuno ha fatto notare che nella parte superiore della finestra del browser visibile sul Mac del CEO di facebook c’è una lunga striscia bianca, molto simile al modulo per inserire le query nei vari motori di ricerca.

Secondo un’ indagine di BusinessWeek i rumors in circolazione sono veri: facebook starebbe lavorando ad un motore di ricerca proprio. Un team costituito da 24 ingegneri e capitanato dal danese Lars Rasmussen (già all’opera, con Google, su progetti quali Maps e Wave), si sta dedicando allo sviluppo di una funzione di ricerca, che permetterà di trovare le informazioni all’interno del social network.

Tutto ciò allo scopo di rovistare all’interno  di un mare magnum costituito da aggiornamenti di stato, video, immagini, articoli e altre informazioni che vengono contrassegnate dal pulsante “like”. Un po’ come search plus your world, facebook starebbe lavorando a un motore che punti a produrre risultati di ricerca personalizzati a seconda delle richieste degli utenti.

Nessun clone diretto di Google quindi, anche se probabilmente la reale intenzione è quella di erodere il suo primato nel campo della raccolta pubblicitaria. Basti pensare che il mercato del search advertising genera ogni anno profitti per circa 15 milioni di dollari intascati quasi tutti dal colosso di Mountain View.

Ci riuscira?

Volunia: un mix tra Google & Facebook!

In un post di qualche tempo fa abbiamo parlato di Volunia, il motore di ricerca made in Italy di Massimo Marchiori, l’ideatore dell’algoritmo pagerank che Larry Page utilizzò per realizzare Google. Lunedì scorso, dopo tre anni di lavoro, Volunia è stato presentato in streaming mondiale presso il centro Multimediale E-Learning Ateneo dell’Università di Padova.

Attualmente è possibile registrarsi, anche se il search engine accetta l’iscrizione di 5mila utenti ogni 10 minuti. Ma dalla prossima settimana l’accesso sarà aperto a tutti.

Più che essere l’anti-Google italiano, Volunia è una sorta di creatura ibrida tra social network e motore di ricerca. L’intento di Marchiori è quello di incorporare elementi delle reti social con i risultati delle ricerche sul web. Gli utenti sono coinvolti e guidati alla scoperta di una nuova web experience che li mette sullo stesso piano di dati e informazioni trovate.

Vediamo alcune innovazioni e peculiarità:

Seek&meet: sono le due principali azioni del motore di ricerca. La parte seek riguarda le funzioni del motore: oltre ai risultati trovati, fornisce una mappa del sito che rimane visibile e migliora la navigazione. La parte meet è quella che da accesso alla socialità, mostrando gli altri utenti che stanno navigando all’interno delle pagine, offrendo la possibilità di interagire con loro.

Social box: è possibile aprirlo su ogni pagina e contiene commenti degli utenti, forum, chat, richieste di amicizia e messaggi. Ad una funzione simile ci aveva già pensato Google con Sidewiki, dismesso però un anno fa.

Mappa live: il sito genera una mappa attiva e le sezioni diventano quartieri all’interno dei quali è possibile seguire gli spostamenti delle persone (la grafica ricorda lievemente SimCity).

12 lingue: il motore di ricerca utilizza 12 lingue diverse, ed è rivolto a ogni continente.

Gli sviluppatori di Volunia garantiscono la massima tutela della privacy degli utenti. Sarà possibile infatti registrarsi in modalità anonima e soprattutto non verranno raccolti dati e informazioni da rivendere a scopi pubblicitari.

Per ora i primi commenti in rete riguardano più la grafica dell’homepage che innovazioni e contenuti. Aspettiamo i prossimi giorni per cogliere i primi umori degli utenti e capire se realmente Volunia potrà porsi come reale competitor di Google.

Volunia: il nuovo motore di ricerca targato Italia!

C’erano una volta Massimo Marchiori e Google: vi ricordano nulla questi due nomi? Ve lo spieghiamo noi. Il primo, matematico docente all’Università degli Studi di Padova, ideò nel 1995 Hyper Search, un motore di ricerca che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che legava la singola pagina col resto del web.

Nacque così l’algoritmo di Google, di seguito donato a Larry Page e Sergey Brin che lo trasformarono nel colosso planetario che oggi tutti conosciamo. Da allora il professore ha ricevuto diverse offerte di lavoro, da Google, a Microsoft, a Yahoo. Marchiori però ha resistito alle lusinghe del successo internazionale per rimanere in Italia e inseguire un’idea: “Sviluppare il motore di ricerca di terza generazione, basato sull’interazione delle persone con il sistema”.

Il sogno si è trasformato in realtà e oggi si chiama Volunia il nuovo motore di ricerca che, grazie all’assenza di capitali esteri, può vantare un dna tutto italiano. La fase sperimentale sarà avviata entro metà dicembre in dodici lingue differenti.

Volunia  è frutto del lavoro di tre anni svolto insieme a un gruppo di ricercatori dell’università di Padova. L’idea è nata nel 2007, dall’incontro tra Massimo Marchiori e Mariano Pireddu, l’imprenditore sardo fondatore di Voljatel che ha investito milioni di euro in questo progetto.

Agli utenti desiderosi di provare in anteprima mondiale il nuovo motore verrà data l’opportunità di pre-registrarsi su www.volunia.com. La fase di test è organizzata in modo che i primi users abbiano a disposizione un canale di feedback diretto con la sede centrale, ricevendo in anteprima le informazioni sui futuri sviluppi del motore.

Riserbo assoluto sul lancio da parte di Marchiori che si lascia sfuggire soltanto una dichiarazione: “Se non avessi pensato che era una cosa grossa, in grado di competere con i big della ricerca online, non mi ci sarei mai messo. Se Google usa la clava, ecco noi opereremo con il fioretto. Emergeremo grazie alla differenza del nostro motore. E perché Volunia sarà davvero utile alla gente”.

Una sfida a Google che incuriosisce parecchio e che forse rivoluzionerà il mondo della web research, grazie ad una creazione esclusivamente italiana.

E voi che ne pensate? Sarà Volunia il primo e vero competitor di Google?