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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

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Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!

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Marketing: il futuro è mobile

È molto probabile che stiate leggendo questo post da un device mobile, un cellulare o un tablet. Audiweb infatti rivela che il trend di fruizione della rete degli utenti italiani avviene sempre meno per mezzo del vecchio computer, in favore dei più pratici smartphone. Con una media di 11.6 milioni di individui online al giorno, i computer vengono surclassati dai device mobili, usati per navigare da 18,5 milioni di italiani con una frequenza media d’uso di 150 volte al giorno.

Ciò è determinato dall’alto numero di attività che possiamo gestire attraverso smartphone e simili: cercare informazioni, social media, mappe, shopping, ecc. Quest’ultimo settore, quello del mercato mobile, è stato oggetto di analisi del Convegno dell’Osservatorio Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano, svoltosi lo scorso febbraio. Tra i risultati emerge che gli addetti al marketing in Italia, a partire dal 2015, hanno compreso il potenziale dello smartphone, visto come un touch point per l’attrazione e la fidelizzazione dei consumatori. Gli investimenti delle aziende italiane in Mobile Advertising sono cresciute nel 2015 del 53% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 462 milioni di euro.

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Altro risultato interessante è che ben tre italiani su quattro utilizzano lo smartphone per effettuare acquisti. Di questi, la maggior parte è nel settore dell’elettronica, al secondo posto l’abbigliamento, seguito dalle spese alimentari. Se la domanda cresce, l’offerta si struttura. Il 20% della pubblicità online è occupato specificatamente da quella destinata ai dispositivi mobili; tuttavia, il più alto numero di introiti rimane legato alle inserzioni pubblicitarie dei motori di ricerca (Google in primis seguito dai social network). Facebook e simili trascinano il mercato raccogliendo quasi il 60% degli incassi pubblicitari per via di annunci visualizzati su smartphone, i cui formati sono sempre più intriganti e rilevanti rispetto agli interessi dei singoli utenti.

Cosa ci riserba il futuro? Un report di Cisco prova a dare una risposta. Secondo gli analisti dell’azienda quotata al Nasdaq, il traffico dati continuerà ad espandersi nei prossimi anni ad un ritmo quasi esponenziale: complice la diffusione della rete 4G che permette elevate velocità di download e upload, nel 2020 sugli smartphone si prevede che viaggeranno 24 milioni di TB ogni 30 giorni, contro i meno di 3 milioni del 2015. La maggior parte del traffico sarà riservato ai contenuti video, che già oggi corrispondono a più del 55% dei dati trasmessi via mobile.

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L’accesso al web è ormai letteralmente a portata di mano, e lo sarà per sempre più persone: dunque è necessario che anche i fornitori di servizi e prodotti si adeguino a questa rivoluzione. Il marketing italiano sta iniziando ad aprire gli occhi sul potenziale del settore mobile, e tu? La tua azienda è al passo coi tempi sotto questo aspetto? Se cerchi una soluzione su misura, contattaci.

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Mobile marketing: la situazione in Italia

In Italia il marketing non è mai stato tra i settori e le attività più sostenute e, soprattutto, sfruttate dalle aziende. In particolare, a differenza di mercati come quello americano o inglese, ciò che in Italia non viene sfruttato al massimo delle sue potenzialità – enormi potenzialità – è il mobile marketing.

Ma che cosa significa mobile marketing? Si tratta del marketing diretto e rivolto a tutto ciò che è mobile: smartphone, tablet, smartwatch e IoT. Senza dubbio è un settore della pubblicità (nato con l’avvento di internet e le nuove tecnologie) molto giovane, che negli ultimi anni sta sperimentando nuove e diverse vie – soprattutto grazie al procedere incessante delle novità tecnologiche degli ultimi anni.

In Italia, c’è ancora una certa lentezza nell’adozione di questo tipo di marketing, il quale – considerata l’enorme espansione e frequente utilizzo di cellulari e tablet –  può risultare una vera e propria miniera d’oro per le imprese.

Si passa da aziende che sono del tutto assenti, che si limitano ad osservare le varie strategie senza però prenderne parte, fino a realtà che hanno costruito una visione strategia definita. Ma le strategie adottate variano anche in base al settore di riferimento dell’azienda stessa.

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In particolare, i settori in cui – nel nostro paese – l’utilizzo del mobile marketing sta avendo un certo successo sono quelli dell’e-Commerce e quello del Media & Entertainment. Da notare che questi settori sono definiti da un alto grado di utilizzo e radicazione delle nuove tecnologie e di internet.

Subito dopo si piazzano settori come quello Automotive (che sta facendo delle campagne viral e mobile dei veri e propri cavalli di battaglia) e la sfera dei Servizi, che puntano sull’utente – come nei casi della customer care e dei servizi di supporto ai clienti.

Infine troviamo i settori del Largo Consumo e del Retail tradizionale (negozi fisici), dove rispettivamente il mobile marketing si attesta come strumento per aumentare la shopping experience (sia nel punto vendita che a casa) e per ingaggiare o fidelizzare i clienti.

Insomma, il mobile marketing può risultare essere una grande opportunità per le aziende che sappiano cogliere il valore e l’efficacia di questa nuova frontiera del marketing.

Google ci prende per la gola

È sempre tempo di innovazione per Google. Il colosso della Silicon Valley ha annunciato tramite un post ufficiale su Google+ che a partire dal 1 marzo, e per il momento in esclusiva per gli utenti statunitensi, è attivo un nuovo servizio all’interno del suo motore di ricerca.

La novità riguarda la possibilità di avere informazioni più dettagliate riguardo a ristoranti che l’utente ha intenzione di visitare o scoprire.

Si può avere un’anteprima dei loro menù, con tanto di tab riservate alle varie tipologie di pietanze. Servizio che attualmente non compare direttamente inserendo il nome del locale nella barra di ricerca, perché per il momento è necessario anteporre la frase “show me the menu for” al nome del ristorante.

Ad oggi la nuova ricerca funziona sulle versioni web e mobile di Google Search e probabilmente fa riferimento ai ristoranti quotati in AllMenus.com: è possibile infatti che Google stia lavorando per ottenere i dati del portale web.

Dato il grande successo raggiunto da servizi come JustEat, attraverso i quali tanti locali da tempo pubblicano online i loro menù, siamo sicuri che anche questa volta Google saprà affrontare la concorrenza e offrire all’interno di un servizio già conosciuto una particolarità che lo renderà innovativo.

La domanda da 19 miliardi di dollari

La recente notizia dell’acquisto di Whatsapp da parte di Facebook per l’astronomica cifra di 19 miliardi di dollari ha sconvolto l’intero mondo tech, portando tutti gli esperti del settore e i curiosi a chiedersi perché il social network californiano abbia deciso di comprare un’app di Instant Messaging.

Quando due giorni fa è arrivato il comunicato, molti si sono soffermati sul carissimo prezzo che Zuckerberg ha dovuto pagare per l’acquisto, arrivando perfino a dubitare che il servizio della Sequoia Capital valesse davvero la cifra pagata. Sospetto legittimo, dal momento che attualmente non figura tra le big companies.

Facebook ha poi giustificato l’acquisto assicurando che l’app sta avendo una crescita per velocità e numero di utenti raggiunti finora perfino superiore a quella del Social di Menlo Park (detentore dei vecchi record): 450 milioni di utenti attivi dei quali il 72% è attivo ogni giorno e 27 miliardi di messaggi al giorno.

Ma la domanda che vale simbolicamente 19 miliardi di dollari è relativa al perché Facebook è andato a spendere il PIL di Giamaica, Monaco, Bermuda e Fiji per un servizio di Instant Messaging?

Le ipotesi sono tante, cercheremo di fornirvi le più plausibili qui sotto:

• Zuckerberg cerca di puntare ancora sulla telefonia mobile, che continua a essere un mercato in rapida crescita soprattutto in aree quali Africa, India e Sud-Est Asiatico.

Whatsapp ha una maggiore penetrazione in mercati internazionali a cui Facebook non riesce ad accedere, attrae gli adolescenti che non sono più sedotti dai Social Network (ormai adatti a un’utenza più matura) ed entra nel mercato dei consumatori che preferiscono la condivisione in piccoli gruppi o 1 a 1.

Implementazione del progetto Internet.org, la cui missione è quella di fornire a tutti l’accesso al Web per superare il Digital Divide.

• Infine, “Se non puoi sconfiggere un competitor, allora acquistalo”: viste le ultime trimestrali in calo, la società di Zuckerberg vede l’instant messaging come una via d’uscita all’emorragia di utenti del social network.

Ciò che però dovrebbe preoccupare di più sono le intenzioni future di Facebook. “For the next several years we will focus on growing and connecting everyone in the world” ha dichiarato Zuckerberg, aggiungendo anche “Once we get to a service with 1 billion, 2, maybe 3 billion users one day … then we can think about ways to monetize.

In che modo riuscirà a monetizzare l’acquisto di Whatsapp?

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

10 anni vissuti pericolosamente?

Era il lontano 28 Ottobre 2003 quando un giovane Mark Zuckerberg ad Harvard creò “Facemesh” rubando le foto caricate su ogni curriculum e portandole in rete per far votare la migliore. Pochi mesi dopo nacque “The Facebook”, il Social Network di cui il 4 Febbraio scorso, si è festeggiato il decennale.

Sono stati anni in cui il Social Network ha oscillato tra potenziali disastri e grandi successi sino ad arrivare alle odierne previsioni di declino, così come affermano Mashable e una ricerca dell’Università di Princeton.
Per cercare di riguadagnare terreno Zuckerberg continua a spremere i propri creativi spronandoli a realizzare innovazioni come l’app “Paper”, considerato come “il giornale più personalizzato al mondo” e “A look Back”, un breve riassunto della storia di ogni utente su Facebook, ideato appositamente per il compleanno del Social.

Facebook è stata fino ad ora un’esperienza incredibile – ha dichiarato Zuckerberg – e sono davvero grato di esserne parte. È sorprendente vedere come le persone utilizzino Facebook per costruire una vera comunità, supportandosi a vicenda nei modi più diversi. Nei prossimi dieci anni, avremo l’opportunità e la responsabilità di connettere un numero sempre maggiore di persone, continuando a fornire il nostro servizio nel miglior modo possibile“.

Il grande successo che ha permesso a Facebook di sopravvivere è dovuto al modo in cui ha saputo superare le sue varie crisi e adattarsi allo sviluppo di nuove necessità da parte dei propri utenti (1,2 miliardi), come ad esempio l’implementazione del mobile, iniziata nel 2006, e che adesso porta il 53% del fatturato pubblicitario.

Nonostante la media di sopravvivenza dei Social Network sia circa 7 anni, Zuckerberg prospetta almeno un altro decennio di crescita per la sua fortunata creatura. Ci riuscirà?

The Times They Are a-Changin’: i trend da tenere in considerazione per il futuro

The Times They Are a-Changin’”, i tempi stanno cambiando cantava Bob Dylan nel 1964, ed è proprio quello che sta succedendo in questo momento, se parliamo di marketing.

In base ad una recente indagine sui trend globali compiuta da globalwebindex, uno dei più rilevanti riferimenti a livello internazionale, i Social Network stanno conquistando l’intero mercato mondiale. Se il superamento per numero di utenti del mondo del porno data ormai il lontano 2007, la loro crescita verticale sembra ormai inarrestabile.

Impressionanti sono davvero molti dati, come la percentuale di utenti attivi (82% su oltre un miliardo) su Facebook, rincorsi da Twitter e Google+ (62% e 60%), e la crescita delle iscrizioni di nuovi utenti di Twitter, che tra il 2012 e il 2013 ha avuto un incremento eccezionale del 44% (seguito da G+ al 35%).

Facebook rimane sempre il Social con il coinvolgimento più alto, grazie principalmente a due fattori: l’uso di differenti mobile device e il coinvolgimento di utenti più “anziani”.

Tra il 2011 e il 2013, l’accesso al mercato globale via dispositivi mobili ha subito un incremento del 60.3% (813 milioni di utenti complessivi) e, sempre grazie alla stessa modalità di accesso, 189 milioni di utenti sono stati attivi su Facebook.

Grazie a questa indagine è stata sfatata anche la convinzione che i Social Network siano indirizzati esclusivamente ad un pubblico giovane.  Sono stati rilevati, infatti, significativi aumenti del +79% tra gli utenti nella fascia di età tra i 55 e 64 anni e del 18% nella fascia compresa tra i 45 e 54.

Negli USA sempre più marchi e aziende stanno convertendo il proprio budget destinato alla carta stampata all’universo Social Media: per ora se n’è accorto soltanto un timido 9% di agenzie di comunicazione, che ha reclutato blogger capaci di creare contenuti di qualità in grado di destare interesse.

Il crescente potenziale dei Social Network e del Mobile, è però ancora viziato dalla scarsa consapevolezza di un loro utilizzo efficace.

La diversa tipologia dei dispositivi dovrebbe infatti prevedere strategie differenziate basate sui comportamenti adottati dalle persone che utilizzano i device: si pensi solo all’impiego degli smartphone, solitamente usati di fretta, in strada, magari davanti a una caffetteria; oppure a un tablet, utilizzato invece prevalentemente sul proprio divano, a casa.

Altra grande distinzione da tenere in considerazione deve essere quella tra dispositivi da 3 pollici oppure da 5 o 6, affinché la dimensione del display possa incidere in maniera impattante sull’efficacia del messaggio trasmesso

It’s a brave new world” è un mondo nuovo, tutto da esplorare, scrive Aldous Huxley.

Proprio per questo è il momento di iniziare a rispondere alle domande che sono state poste in tutto il mondo del marketing e che ne determineranno il prossimo futuro.

Voi che ne pensate?

 

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.