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Una rasoiata e i vostri contatti su Facebook aumenteranno!

In un post di qualche giorno fa concentravamo la nostra attenzione sul fatto che ormai gli spot pubblicitari delle aziende più dinamiche ed attente rimandano direttamente al profilo Facebook dell’azienda, luogo in cui ultimamente viene convogliata la gran parte del traffico web.

Oggi vogliamo segnalare un altro caso curioso ed innovativo di pubblicità che mira ad attirare potenziali clienti sulla pagina Facebook dell’azienda.

Se cerchiamo di entrare nel sito di una delle radio più ascoltate d’Italia, immediatamente si apre un pop up che fa slittare l’homepage e invita il navigatore ad utilizzare un rasoio per radere “virtualmente” i comici del Trio Medusa. Una volta terminata l’operazione si può decidere se proseguire con la navigazione o cliccare sul rasoio per scoprire i vantaggi del nuovo prodotto.

Scegliendo la seconda opzione si viene automaticamente reindirizzati alla pagina fan di Gillette Italia dove viene chiesto di cliccare sul like e di entrare a far parte della community.

Una volta entrati nella community si avrà la possibilità di partecipare a sondaggi, piccoli quiz di argomento sportivo, possibilità di visionare video spot e altre attività sempre dirette a coinvolgere in prima persona il consumatore.

In sintesi che dire? Che si tratta di una strategia pubblicitaria assolutamente all’avanguardia, che riesce ad attirare i consumatori e a stimolarli per mantenere viva la loro attenzione e partecipazione. Un esempio di marketing conversazionale al quale guardare con estrema attenzione!

Siete ancora lì? Che aspettate a verificare coi vostri occhi?

E se i social media imparassero qualcosa dalla radio?

Apparentemente sembrano appartenere a due universi troppo distanti. Ma tra la radio e i social media possono esistere interessanti punti di contatto, soprattutto se il media più antico diventa una fonte di ispirazione per la crescita di quello più recente. Vediamo come.

Innanzitutto la radio è un mezzo di comunicazione one-to-one, ovvero funziona al meglio soltanto quando un conduttore è assolutamente consapevole di parlare ad una sola persona e non ad un folto pubblico. Come durante una conversazione tra due persone. E’ una consapevolezza che rafforza il legame tra conduttore e ascoltatore ed evita il rischio distrazione. Allo stesso modo, secondo i dettami del marketing conversazionale, una buona comunicazione attraverso un social media passa quando ci rivolgiamo direttamente ad un fan o ad un potenziale cliente, facendolo sentire coinvolto direttamente in uno scambio a due.

Il secondo punto riguarda il suscitare emozioni con i contenuti. Essere originali, intelligenti, provocatori e cercare di modificare lo stato d’animo degli spettatori. Non offrendo loro contenuti piatti e banali. E’ un altro punto in comune dal quale partire quando si cerca di coinvolgere qualcuno. Ogni volta dovremmo chiederci che tipo di emozioni vogliamo trasmettere, prima di avvicinarci al microfono o postare qualcosa su Facebook o Twitter. Per motivare le persone all’azione è necessario in primo luogo ottenere una loro risposta emotiva.

Essere disponibili. Così come un tempo (ma ancora ora) era possibile telefonare in radio e parlare direttamente con il conduttore o sapere che avresti potuto farlo, oggi ci si può connettere ai social media ed essere certi di dialogare con qualcuno. Ma l’importante è che questo qualcuno risponda e che soprattutto non lasci passare troppo tempo prima di farlo. Sono quindi necessarie disponibilità e rapidità. Soltanto evitando di uccidere il flusso della conversazione si potrà fidelizzare l’ascoltatore/cliente e porlo al centro della relazione.

Infine la partecipazione e il senso di appartenenza ad una community. Con entrambi i media si tratta di modalità di coinvolgimento del pubblico che implicano assidua partecipazione. Si tratta di mantenere un dialogo costante e di trattare contenuti che implichino risposte dalla controparte. Quindi non parlare di ciò che l’azienda sta facendo ma chiedere ai membri della community cosa stanno facendo. Per ottenere le loro risposte e farli sentire coinvolti.

Cosa ne dite?