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Solar box: cabine per ricaricare gratuitamente gli smartphone

Da protagoniste indiscusse delle foto dei turisti, le famose “call box” color rosso fuoco sono state trasformate in stazioni green dove i cittadini possono ricaricare gratuitamente i propri smartphone grazie ad un pannello solare installato sul tetto.

A salvarle da un destino ormai segnato è stata l’idea di Harold Craston e Kirsty Kenny, due studenti della London School of Economics, che hanno progettato le Solar box: le cabine ora possono caricare fino a cento cellulari al giorno, offrendo una ricarica del 20% della batteria in dieci minuti.

La prima Solar box è stata presentata al pubblico fuori dalla stazione della metropolitana di Tottenham Court Road, destando stupore ed entusiasmo.

I due ideatori hanno così commentato il successo della loro creazione: “Ci piacerebbe far parte del viaggio di Londra verso una economia più verde, magari per fornire altri punti di ricarica, magari non solo nelle cabine del telefono, e far sì che l’energia rinnovabile sia alla portata di tutti”.

Il progetto, vincitore del concorso “Mayor of London’s Low Carbon Entrepreneur”, è finalizzato alla riqualificazione delle 8.000 cabine telefoniche in disuso nella capitale britannica, prestando particolare attenzione alle fonti di energia alternativa.

Pensate che quest’idea potrebbe funzionare anche in Italia?

 

Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.

Il più dolce dei cartelloni pubblicitari!

Come pubblicizzare la famosa marca di dolci Mr. Kipling famosa per il motto“Life is better with cake”? La risposta dell’agenzia pubblicitaria JWT di Londra è stata semplice ma al tempo stesso davvero originale: un cartellone pubblicitario fatto esclusivamente di torte!

Per comporre questo goloso e coloratissimo mega puzzle sono servite ben sette ore di lavoro di artisti del cibo, tra i quali spiccava Michelle Wibowo, famosa per aver creato il ritratto dei Principi William e George con il cioccolato Toblerone.  Dopo aver posato l’ultimo dei 13.360 dolcetti, c’è stato giusto il tempo di fare qualche foto,  prima che i passanti londinesi contribuissero generosamente a far sparire tutto.

Un cartellone pubblicitario commestibile fatto di torta è il modo migliore per attrarre i passanti e farli innamorare, ma forse non una delle pubblicità più durature nel tempo.  Senza dubbio la notizia ha fatto il giro del mondo e dei social e le foto dell’opera sono state diffuse nel web, nonostante l’idea non abbia avuto lunga vita!

Da un compleanno all’altro, lontano da qui

Ormai è diventata quasi una moda, anche se fortunatamente a scopo benefico. Dopo i famosi e coinvolgenti  video “1 Second Everyday” e “A second a Day from Birth” girati con handycam e smartphone, Save The Children UK approfitta del successo di questo nuovo format per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inarrestabile conflitto in atto in Siria. Un conflitto che, duole ricordarlo, sembra proprio sia stato rimosso da gran parte dei media occidentali.

L’organizzazione internazionale per la difesa dei bambini ha lanciato “Most shocking second a day”, un video virale che mostra, attraverso una sorta di climax, “la vita di una bambina che, da un compleanno all’altro, viene stravolta a causa della guerra. Questo – commenta l’organizzazione – sta facendo la guerra ai bambini siriani e il fatto che non succeda qui, non significa che non stia accadendo”.

Il video, che su YouTube supera le 25 mila visualizzazioni, nasce dall’idea di simulare l’ipotetico cambiamento della vita di una bambina britannica nel caso in cui scoppiasse improvvisamente una guerra a Londra.

Sebbene si riferisca nello specifico alla situazione che stanno vivendo i bambini siriani dal 15 marzo 2011, (esattamente tre anni fa), il video possiede un messaggio che va aldilà del singolo contesto.

Il suo obiettivo è di ricordare ad ognuno di noi qualcosa che spesso tendiamo a dimenticare facilmente, ovvero non limitare il nostro campo d’azione e di pensiero a ciò che ci sta attorno ma interessarci anche a situazioni in cui non siamo coinvolti.  Situazioni spesso foriere di ingiustizie e danni a carico di innumerevoli persone.

Attraverso il primo piano di questa bambina, per un minuto e trentatré secondi siamo immersi in una realtà che non dovrebbe risultarci estranea.

Siamo stati abituati fin da piccoli a pensare a concetti astratti, senza un minimo di riscontro pratico, e purtroppo molte volte abbiamo difficoltà a sentire vicine situazioni che materialmente accadono e coinvolgono madri, padri, figli come noi il cui unico difetto (se si può definirlo tale) è l’essere stati meno fortunati di noi.

Pensate che questo video possa essere utile a farci tornare coi piedi per terra?

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Vetrina multimediale e interattiva per Nike

Nike è da sempre conosciuta per le campagne incisive che propone. L’ultima è un’idea nata dall’agenzia creativa olandese …,staat, in collaborazione con la catena di negozi d’abbigliamento Selfridges.

Se siete a Londra e vi capita di passare accanto ad una vetrina da cui non riuscite più a staccare lo sguardo, probabilmente sarà una di queste.

Il negozio ha otto vetrine multimediali, che illustrano le più recenti innovazioni in campo tecnologico di Nike, valorizzandone vetrina per vetrina le caratteristiche salienti interattivamente e dinamicamente. Led stroboscopici, palline che fluttuano, doppie eliche generate da calzature: insomma la creatività non manca di certo a questa nuova campagna Nike, non vi resta che verificare di persona.

Nike Selfridges by …,staat from …,staat on Vimeo.

Vi piace l’idea?

H&M: uno stile per ogni alter ego

Joel Kinnaman è il protagonista dello spot Alter Ego, la nuova campagna pubblicitaria H&M diretta da Jonas Akerlund realizzata da Luis Moreno e la RAF Films director.

Lo spot, della durata di più di 5 minuti, è un mini movie:  tratta di una grintosa esplorazione (o fuga?) del proprio io da parte del protagonista durante un’uggiosa serata londinese.

L’uomo, in un desolato centro città, sale su un taxi, annoiato, senza meta; il tassista si scopre, inquadratura dopo inquadratura, essere sempre lui, lo stesso Jonas; tenta di conversare con il passeggero, ma questo lo schiva con un “non ti conosco”.

Durante il tragitto, il passeggero vede tutta una serie di cose che gli ricordano chi è: la sua copertina su di un magazine, due suoi cartelloni pubblicitari, i palazzi dell’uptown londinese simbolo di successo di icone, quali lui è.

Si rivede inseguire il taxi correndo, ma anche ai bordi della strada con alcune belle ragazze, probabilmente appena uscito dal locale chiamato “The Sham” ovvero la finzione.  Jonas inizia a perdere la testa: comincia ad aver paura, si sente sull’orlo di un precipizio, vuole scappare da un’identità che sente non appartenergli, scappa da tutti i suoi alter ego intravisti dal finestrino del cab.

Alla fine la schizofrenia lo porta a scendere dal taxi: l’eroe cammina verso l’orizzonte cercando di lasciarsi tutta l’emotività rivissuta alle spalle e pensa; “le paure che ho avuto sono le paure di nessuno; chiunque tu sia, chiunque tu voglia diventare, puoi solo essere te stesso”.

You can just be yourself, il pay off della campagna: ogni uomo può trovare ogni giorno, per ogni occasione,  un suo nuovo alter ego grazie alla varietà di proposte e outfit della nuova collezione uomo H&M.

E voi..come avete scelto di vestire il vostro alter ego oggi?

Ristrutturare un intero quartiere a Londra? Con IKEA si può

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola IKEA?

Certamente le più divertenti ore dei week end trascorse a curiosare tra cucine, camerette e prodotti per la casa; o la serie di eccentrici nomi annotati con precisione mentre si legge il nuovo catalogo; ma anche lo stupore nell’apprendere che il marchio svedese cura la campagna più efficace di social media advertising sui social network.

Bene, a tutto ciò possiamo aggiungere che da oggi, IKEA sarà presente come quartiere residenziale nel cuore di Londra. Il colosso svedese, infatti, è stato scelto come appaltatore per la ristrutturazione di un intero quartiere della città britannica.

Lo Strand East (questo il nome del quartiere) conterà nientemeno che 1200 stabili tra case ed appartamenti a misura di famiglia. Ammobiliati esclusivamente con soluzioni IKEA, gli edifici verranno interamente affittati, anche secondo diverse fasce di reddito.

All’interno del quartiere verrà proibita la circolazione delle automobili e messa a punto una linea di bus; in quest’ottica ecologista verrà realizzato anche un ospedale.

Due corsi d’acqua circonderanno l’area dove ci saranno ormeggi per vaporetti, taxi sull’acqua e bar galleggianti; insomma, un piccolo giardino dell’Eden ispirato anche a Venezia.

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, l’immondizia verrà rimossa dalle case grazie a dei tunnel sotterranei e una centrale idroelettrica provvederà all’energia della nuova comunità.

Ci saranno anche piccoli uffici e botteghe al fine di creare ambienti familiari e amichevoli; no quindi a store dei più famosi brand.

Per quanto riguarda il profitto di questa strategia di ambient marketing, IKEA ha previsto di poter rientrare dai costi in circa 20 anni. Per il momento si diverte anche ad arredare le stazioni della metropolitana a Miami, New York, Tokio e Parigi.

Avete cominciato a fare le valigie?

Plan UK: Ammesse solo le ragazze!

Per due settimane, gli abitanti di Londra, potranno interagire con una nuova campagna pubblicitaria dell’associazione no profit  Plan UK. Presso una fermata dell’autobus di Oxford Street è stato installato un Facial Recognition Billboard, uno schermo HD con suoni e touch screen costato circa 30.000 sterline.

Il dispositivo utilizza una telecamera ad alta definizione installata nel cartellone pubblicitario e dotata di un software di riconoscimento facciale, allo scopo di individuare se il passante è un uomo o una donna (con una precisione del 90%).

Nel caso in cui il volto riconosciuto appartenga ad un uomo, il video mostra un semplice collegamento al sito www.plan-uk.org. Se il volto è femminile parte il video dell’iniziativa pubblicitaria sociale “Choices for girls”, che aiuta le donne e i bambini nei Paesi in via di sviluppo. Obiettivo della campagna è richiamare l’attenzione sulla discriminazione alla quale sono sottoposte le donne in diversi paesi, costrette a vivere senza poter scegliere il proprio destino.

Le voci delle tre ragazze protagoniste del video sono alternate con immagini tratte dalla loro vita di tutti i giorni, e rivelano le loro speranze e i loro sogni. Evidenziando che in alcuni paesi queste scelte sono negate a molte di loro. La campagna spera di raccogliere 250 mila dollari di donazioni per progetti legati all’educazione. E soprattutto di supportare quattro milioni di ragazze che vivono nei paesi più poveri, per poter offrire loro maggiori possibilità di scelta durante l’arco della loro esistenza.

L’idea sembra originale, e in più riesce a creare un legame emotivo, affettivo e personale con il pubblico giusto, fattori che rappresentano la chiave del brand engagement.

E voi cosa ne pensate?