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Natale di shopping multicanale

Siamo in pieno clima di shopping natalizio e il 42% dei consumatori europei dichiara di effettuare la maggior parte dei propri acquisti online, mentre un ulteriore 33% utilizza più canali di acquisto unendo mobile e online ai tradizionali acquisti nei negozi. Questo è quanto rivela l’ultima ricerca Dynatrace che osserva come i consumatori siano sempre più propensi a svolgere sul web il proprio shopping natalizio.

Di questi tempi, la tendenza dei consumatori a confrontare prezzi e caratteristiche dei prodotti su internet è molto cresciuta: in Europa, infatti, il 58% degli acquirenti sostiene di consultare il proprio smartphone per leggere recensioni e comparare i prezzi dei prodotti anche mentre sta effettuando le compere in un normale store.

Tuttavia, i consumatori hanno sempre meno voglia di aspettare e, se il sito web o l’applicazione sono troppo lenti, spesso rinunciano all’acquisto: il 35% degli intervistati ha dichiarato che se dovesse aspettare più di tre secondi affinché la pagina venga caricata, abbandonerebbe la procedura ed effettuerebbe l’acquisto per altre vie.

E se non si è soddisfatti dei servizi del sito? Il 42% dei compratori sostiene che se dovesse riscontrare problemi durante la compera sul sito o sull’app mobile, si lamenterebbe pubblicamente sui social network oppure lascerebbe una recensione negativa sull’app store. I clienti più critici a livello europeo sono i francesi (61%), seguiti da inglesi (37%) e tedeschi (33%).

“Il messaggio dei consumatori è chiaro: il mobile è un canale di vendita importante e i clienti sono molto critici se vivono un’esperienza negativa”, ha commentato Erwan Paccard, Solution Marketing Manager Mobile & Omni-channel di Dynatrace. “Durante la corsa agli acquisti più significativa dell’anno, tutto questo comporta un forte rischio per i rivenditori. I canali digitali ormai richiedono un livello di pianificazione e di impegno pari a quello dei negozi fisici.”

Riusciranno gli store online a conquistare anche il resto dei consumatori? Bisognerà aspettare il prossimo Natale per scoprirlo, ma intanto un augurio di buono shopping natalizio a tutti.

shopping online

La rivincita degli smartphone

L’Audiweb conferma che il sorpasso degli accessi ad Internet tramite smartphone e tablet piuttosto che da computer ha avuto luogo a marzo, mese in cui gli italiani che hanno preferito i dispositivi mobili sono stati 7,4 milioni, ovvero il 37% degli utenti online nel giorno medio. Hanno superato i 5,3 fedeli al computer e i 7,2  che invece non esprimono preferenze.

L’Italia, sempre un po’ meno tecnologica rispetto al resto d’Europa si dimostra invece al passo con i tempi con una percentuale sempre più alta di persone connesse. Gli utenti connessi sono 25 milioni e di questi, 17,2 milioni preferiscono il cellulare.

I firmatari della rivoluzione tecnologica sono i più giovani: la fascia d’età tra i 18 e 24 anni, infatti, è quella più propensa all’uso dei dispositivi mobili preferiti ai vari pc o addirittura alla televisione.

I due terzi degli italiani hanno almeno uno smartphone in casa e una persona su due possiede un tablet, mentre i cellulari normali scendono sempre più arrivando al 30%.

Questi dati non solo dimostrano un cambiamento delle abitudini legate a divertimento, apprendimento, fruizione delle notizie, ma sono importanti per l’influenza che hanno su investimenti e scelte strategiche legate al  mondo del marketing e delle imprese.

L’Osservatorio Mobile Marketing&Service del Politecnico di Milano parla chiaro: per il 2014 sono previsti i 300 milioni di euro di investimenti per la pubblicità sui dispositivi mobili che corrispondono al 14% degli investimenti totali per la pubblicità su internet e il 5% di quelli su tutti i mezzi.

Le aziende che desiderano restare al passo con i tempi devono, quindi, fare tesoro di queste notizie e adattarsi alle nuove tendenze. Le persone tendono a passare il tempo online sui social network, su siti o app per i cellulari e su portali e siti d’intrattenimento.

È importante dunque sfruttare appieno le potenzialità che i social offrono e adattare i propri siti aziendali alla navigazione tramite tablet o smarphone al fine di essere accessibili nel migliore dei modi all’enorme percentuale di utenti fedeli al proprio telefono.

 

Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

PMI più social delle grandi aziende

Durante la Worldwide Partner Conference è stato presentato uno studio di Microsoft – Ipsos riguardo l’utilizzo degli strumenti di social network esterni da parte di PMI e grandi imprese per promuovere la collaborazione aziendale.

Secondo lo studio entrambe utilizzano i vari social per il business al fine di incrementare la collaborazione e la comunicazione aziendale. Ecco quindi tutto un fiorire di intranet, videoconferenze e social network esclusivamente interni all’azienda, ossia ciò che costituisce la social enterprise, uno dei quattro filoni che porteranno le aziende verso il prossimo futuro insieme a cloud, big data e mobility.

Tuttavia, dal campione di circa 10 mila utenti appartenenti a PMI e grandi imprese di 32 paesi differenti, si evince che le prime sono decisamente più propense a fare uso di numerosi social esterni per scopi professionali rispetto alle grandi aziende che si limitano agli strumenti di comunicazione interna.

Sorprendentemente sono proprio le piccole e medie imprese a dimostrare un’alta propensione all’utilizzo in ambito professionale di Facebook & Co., contrariamente al luogo comune che le etichetta come più arretrate in fatto di strumenti di comunicazione e innovazione in generale.

Nel loro caso, infatti, questi strumenti sono impiegati per un’attività più ampia che comprende la comunicazione attiva con consumatori, clienti, fornitori e concorrenti, oltre ovviamente all’utilizzo interno per migliorare la comunicazione aziendale.

Si sono tuttavia riscontrati alcuni ostacoli all’adozione di questi strumenti social in entrambe le tipologie di aziende. Il primo è rappresentato da un problema di gestione della sicurezza, seguito dal rischio di calo della produttività, che si attesta a circa il 60% in PMI e grandi aziende.

Inoltre, soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni, i reparti IT rappresentano in alcuni casi delle vere e proprie barriere all’utilizzo dei social network. E sempre in queste è altamente controllata l’immagine aziendale, che potrebbe venire intaccata da uno scorretto utilizzo degli strumenti social sul posto di lavoro.

Siete in possesso di un profilo social aziendale?

Analizza i Big Data, è la mossa vincente!

Big data” è il termine coniato per indicare tutta la mole immensa di dati che l’umanità produce attraverso internet ogni giorno, e che cresce sempre di più. Questi dati, se analizzati nel giusto modo, possono sfornare analisi predittive sui clienti e i trend di consumo.

Essi non sono tutti dello stesso tipo poiché provengono da diverse fonti e necessitano di specifici strumenti per analizzarli e interpretarli. Il vantaggio dell’utilizzo in modo consapevole dei “big data” sta nell’analizzare con lo stesso strumento i dati più disparati provenienti dalle fonti più eterogenee. Ciò allo scopo di avere risultati che non si otterrebbero analizzando esclusivamente piccole serie di dati omogenei.

Oggi il fenomeno del “big data” è diventato un marketing trend, come evidenzia uno studio recente di “The Economist Intelligence Unit, e per le aziende rappresenta una priorità rispetto a tutte le altre tecniche di marketing. Tuttavia è necessario sottolineare che accumulare un gran numero di dati senza saperli analizzare correttamente è uno spreco di tempo. Il punto chiave di questo tipo di ricerca è il metodo con cui si analizzano i dati.

Molte aziende sono consapevoli che i “big data” possono essere un’arma a doppio taglio proprio per questo motivo, e sanno altrettanto bene che arrivare a un buon metodo di analisi può richiedere parecchio tempo e ingenti investimenti.

Il primo passo da compiere è capire cosa si vuole ottenere dalle proprie analisi. Emarketer.com ha evidenziato che il 71% delle imprese mira ad ottenere analisi predittive circa gli interessi dei propri clienti. Il fine ultimo è quello di individuare il cliente tipo per la propria azienda così da calibrare meglio il target delle azioni di marketing. Più del 50% invece ha un interesse generale nel capire con che tipo di cliente ci si rapporti online e come utilizzare materialmente queste informazioni.

Nonostante ricerche e budget consistenti siano entrambi necessari allo sviluppo degli strumenti analitici del business, le ricerche di Econsultancy.com mostrano che solo un quarto delle aziende ha incrementato il proprio budget destinato alle tecnologie e agli strumenti di interpretazione dati.

Si tratta quindi di un fenomeno in evoluzione, che è iniziato in sordina e lentamente si sta diffondendo tra le imprese che cercano di capire come utilizzare sempre meglio questo strumento. Sembra sia parecchio promettente a livello di ricavi, sempre che si decida di trasformare i “big data” in un sistema efficiente di customer intelligence e in marketing intelligence.

 

Project Loon: Google sfida il digital divide

Google ha ufficialmente avviato il “project loon”, un progetto da folli, come dice il nome, che ha come scopo la creazione di una rete internet mondiale. Nel mondo ci sono circa 4,8 miliardi di persone non connesse che potrebbero entrare a far parte del web grazie a questo progetto capace di superare le barriere fisiche.

Si tratta di palloni aerostatici dal diametro di 15 metri fatti con una pellicola plastica sottilissima, dotati di un pannello solare che alimenta la strumentazione elettronica di bordo. L’equipaggiamento consiste in un computer di volo, un sistema di controllo dell’altitudine, una radio e delle antenne. I palloni saranno capaci di offrire una connessione internet equivalente al 3G o addirittura superiore.

Per il momento il progetto è attivo in fase sperimentale solo in Nuova Zelanda, dove sono stati attivati 30 palloni. Alcune abitazioni sono state dotate di speciali antenne capaci di connettersi con i palloni in volo a circa 20 chilometri d’altezza, nella stratosfera per la precisione. I palloni possono comunicare tra loro e con le stazioni di terra dei servizi internet locali, creando una vera e propria rete capace di mettere in contatto ampie parti di territorio.

A quell’altezza i palloni non sono d’intralcio per il traffico aereo, sono al sicuro dai fenomeni meteorologici e possono essere “guidati” sfruttando le correnti d’aria della stratosfera. Infatti facendoli volare più o meno in alto è possibile farli spostare in varie direzioni così da creare una rete a maglie in grado di dare una copertura internet teoricamente totale.

Gli usi previsti di questa tecnologia sono quanto meno interessanti, ad esempio:

  • la possibilità di contattare una zona colpita da una catastrofe naturale che ha messo fuori uso i normali canali di comunicazione;
  • il collegamento di zone rurali o in via di sviluppo;
  • Il raggiungimento di zone in cui un cablaggio tradizionale risulti estremamente costoso o di impossibile realizzazione con le tecnologie al momento in nostro possesso.

Gli sviluppatori del progetto credono fermamente nella realizzazione di un anello di palloni che porterebbe la connessione internet in tutto il mondo, ma si dicono anche consci della difficile realizzazione del progetto e aggiungono che questa prima fase sperimentale sarà di grande aiuto per gli ulteriori sviluppi e miglioramenti delle tecnologie impiegate. Inoltre Google, al momento, è alla ricerca di altri partner per avviare ulteriori fasi sperimentali in altri Paesi alla stessa latitudine della Nuova Zelanda.

Per ulteriori aggiornamenti tenete d’occhio il blog di Google o il canale YouTube del progetto.

State of the Net a Trieste: statistiche e clima della rete in Italia

Anche quest’anno si è tenuto a Trieste l’evento State of the Net, che ha offerto un’istantanea sulla situazione telematica e sugli internauti italiani grazie all’indagine svolta da Blogmeter e presentata dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

Il numero di italiani che ha usato la rete almeno una volta in un mese è aumentato e ora ammonta a 28.9 milioni di utenti attivi su base mensile. In aumento anche il tempo speso, circa 1 ora e 28 minuti, incrementato del 9% rispetto all’anno passato. Dall’indagine emerge anche che i maggiori utilizzatori sono di sesso maschile, circa 7.8 milioni con incremento del 3%; tuttavia le donne si portano a 6.5 milioni di utenti con una crescita del 5%.

Le keyword più ricercate sono Facebook, al primo posto, seguita da Libero, Youtube, Google e meteo mentre i picchi di ricerca nei primi mesi del 2013 sono Elezioni e Ruzzle, il popolare gioco mobile sulla composizione delle parole.

Balza subito all’occhio come Facebook detenga il primato indiscusso di social media più frequentato con 22.7 milioni di utenti mensili e in crescita con un’aumento del 4.7%. Seguono Google+ con 3.8 milioni di utenti unici in crescita del 56.7% e Linkedin con 3.5 milioni di utenti e aumento del 18.3%: entrambi scalzano dal podio Twitter, a cui sono iscritti 3.3 milioni di utenti con un indice di crescita negativo dell’11.6%

I dati riguardanti Facebook ne fanno il social network più utilizzato con 3 miliardi di “mi piace”, 288 milioni di fotografie caricate al mese, 3.5 miliardi di messaggi privati e 2 milioni di check-in nei luoghi d’interesse.

Per quanto riguarda Twitter i dati ne indicano un uso più consapevole degli strumenti offerti dal social: l’uso degli hashtag è cresciuto del 22%, un numero che si traduce nel 30% degli utenti totali; l’uso del retweet ha invece raggiunto il 25% sull’intero bacino di utenza.  Crescita del 3% segnalata anche per le geolocalizzazioni. Gli italiani, inoltre, twittano durante tutta la settimana a eccezione del week-end e gli orari preferiti vanno dalle 20 alle 22 in concomitanza con le trasmissioni tv che il popolo di twitter si diverte a commentare.

Gli hashtag più utilizzati possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: le pratiche sociali, tra cui spicca l’hashtag più utilizzato in assoluto #rt (retweet), il seguire insieme gli show televisivi, (#sanremo2013 si piazza al secondo posto degli hashtag), e infine la condivisione degli eventi di cronaca in cui hanno primeggiato gli hashtag collegati alla politica come #elezioni2013.

Interessante l’analisi semantica effettuata sui tweet dei primi quattro mesi dell’anno, che ha permesso di rilevare lo stato emotivo degli internauti nostrani: la condizione media è tendenzialmente negativa, unici picchi positivi sono stati Capodanno e San Valentino con manifestazioni di gioia e amore come anche per l’elezione del nuovo Papa, mentre la situazione di stallo politico e la rielezione del presidente Napolitano hanno segnato dei profondi picchi negativi manifestando emozioni di rabbia, disgusto e tristezza.

Il sigillo social di Netcomm

L’e-commerce riveste ormai un ruolo di punta nel processo di innovazione del sistema Paese, i dati lo confermano. I siti di compravendita online sono in costante crescita da oltre cinque anni e questo viene a conferma della loro dinamicità.

Per far sì che i consumatori traggano il massimo soddisfacimento dai loro acquisti in rete e per salvaguardare un settore così importante per la crescita futura, si è venuto a creare il consorzio Netcomm.

Si tratta di un’invenzione che ha l’obiettivo di favorire la crescita e la diffusione del commercio elettronico in Italia, aiutando le imprese nella loro evoluzione digitale a vantaggio dei consumatori e di tutto il sistema paese. Espande i suoi servizi alle imprese con il sigillo Netcomm.

Questa “coccarda” riflette la dichiarazione di responsabilità, fatta dai venditori online, nel fornire un servizio di e-commerce di qualità, impegnandosi a inserire e mantenere nel sito le informazioni obbligatorie che devono essere fornite ai consumatori prima della conclusione di un contratto. Queste comprendono i dati identificativi, compresa la partita IVA, i contatti del servizio clienti, informazioni e prezzi relativi ai prodotti o servizi offerti, condizioni di vendita, modalità di pagamento, consegna e fatturazione e i sistemi adottati per la sicurezza di dati e transazioni.

Il più recente servizio offerto dal consorzio è il sigillo Gold. Rappresenta una versione evoluta del sigillo Netcomm, perché arricchita dalla raccolta di rating e recensioni dei consumatori finali.

Una sorta di sigillo 2.0 che consente di raccogliere i feedback dei clienti sul servizio che gli è stato offerto e sui prodotti che hanno comprato, e quindi dare testimonianza diretta dell’efficienza del sito. Se poi contiamo che il 60% dei clienti online in Italia prima di effettuare un acquisto verifica pareri di altri utenti, con l’obiettivo di cercare rassicurazione, chiarezza e convenienza, riusciamo a capire quanto possa essere utile il sigillo 2.0.

L’adozione di un sistema del genere porterà sicuramente vantaggi alle imprese di e-commerce: le recensioni contribuiranno ad aumentare il tasso di conversione, la reputazione del sito e dei prodotti, miglioreranno l’usabilità del sito, fidelizzeranno i clienti, aumenteranno la visibilità sui motori di ricerca, porteranno ad un maggior coinvolgimento social.

Per ottenere il sigillo si può cominciare la procedura dal sito del consorzio con un questionario.

Nel 2013 i blog tradizionali soccomberanno a Tumblr?

Osservando i dati di Google Trends si può vedere come il 2013 sarà un anno difficile per i blog tradizionali (come quelli creati dalle piattaforme Blogger e WordPress). Infatti, la parola Tumblr è passata in vantaggio sul termine blog all’interno delle ricerche su Google.

Uno dei protagonisti fin dalla nascita di internet ed elemento essenziale nella sua evoluzione perde il primato a favore della piattaforma di Tumblr.

Questo, dal suo lancio nel 2007, ultimamente sta attraversando un periodo di crescita esponenziale, contando circa 200 milioni di visitatori mensili. La creatura di David Karp ha molto di più da offrire al “nuovo” utente della rete rispetto alle più vecchie piattaforme per blog . Mi riferisco all’utente del web 2.0, dei social.

Tumblr risponde esattamente alle sue esigenze comunicative di condividere in modo estremamente semplice, rapido, efficace idee, appunti, immagini, video. Riesce a attirare più utenti essendo più funzionale rispetto agli standard di piattaforme come Blogger o WordPress (ad esempio post lunghi e impegnativi, le difficoltà che si possono avere con il layout e l’inserimento di contenuti multimediali).

Altro punto a favore per Tumblr è la navigabilità su mobile: l’esperienza rimane coerente su ogni supporto utilizzato. E questo non è da poco, pensando alla rilevanza che ormai ha il mobile networking.

Lo si potrebbe definire una fusione tra il blogging e social networking, l’evoluzione del blog nel tempo del 2.0.

Sarà l’anno della morte del blog come lo conosciamo? Probabilmente no, dato che le classiche piattaforme sembrano più congeniali a coloro che producono contenuti qualitativamente alti e quindi resisteranno; ma l’accrescimento massiccio degli utenti di Tumblr ci dimostra il declino del blog tradizionale e forse un passo verso una nuova evoluzione del web.