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Marketing digitale: 5 falsi miti

Nonostante l’inarrestabile incedere delle tecnologie e delle innovazioni, ancora molte imprese (troppe) sfruttano soltanto il marketing tradizionale. Molte lo fanno davvero bene, altre invece a causa del settore di business non possono fare altrimenti ma molte altre non hanno mai sentito parlare di digital marketing.

Per diverse imprese digital marketing suona più o meno come “apri un blog e una pagina Facebook” e aspettati, in un qualche modo misterioso, decine centinaia di contatti. Nulla di più sbagliato! Il marketing digitale è solamente in piccola parte blog e pagina Facebook e ancora meno è una questione di magia.

Il marketing digitale è PPC, campagne AdSense, SEO, SEM, posizionamento, targeting, landing page, social media analysis, engagement, psicologia cognitiva e molto altro ancora. Forse anche tu ignoravi l’immensa vastità del digital marketing: vediamo allora 5 miti da sfatare sul marketing 2.0!

1 – Il Marketing Digitale è più facile del Marketing Tradizionale

Quante volte l’abbiamo sentito: “Cosa ci vuole ad aprire un blog e scriverci dentro?”. Vi facciamo una lista: studio del target, psicologia di comportamento del target, posizionamento di ricerca, SEO, SEM, content writing targetizzato, copywriting continuo e specifico, design e grafica, scelta dei colori e dei font. Possiamo continuare fino a stasera. Insomma per fare, anzi solamente per iniziare a fare marketing digitale non basta scuotere la bacchetta magica e aspettare che il miracolo arrivi ma sono necessarie competenze, studi, analisi e confronti sia sull’azienda che stiamo trattando sia sul target a cui vogliamo arrivare.

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2 – Un sito, una app, un video e conquisterai il mondo

Anche se è vero che gli strumenti digitali stanno diventando sempre più preponderanti, una corretta strategia di marketing digitale è quella che non preclude ma include il marketing tradizionale. Conosci l’azienda, studia il target e crea la strategia di marketing ibrido più completo possibile, utilizzando tutti gli strumenti più efficaci per quel particolare settore di business. L’importante è non limitarsi né pensare in modo limitato e ristretto: spesso nel marketing è l’idea folgorante, immediata quella che può dare i risultati più inattesi!

3 – Il Marketing Digitale non costa nulla

Viene da pensare: se le pagine e gli account social si aprono gratuitamente, allora anche tutto il marketing che viene fatto su esse è gratuito. Rispondete a questo ora: se vi regalano uno smartphone nuovo di zecca, allora anche il piano tariffario vi viene regalato? Evidentemente no. Resta vero il fatto che la spesa per il marketing digitale è inferiore fino al 62% in meno rispetto al marketing tradizionale, ma i costi di gestione esistono eccome! Attualmente, secondo una ricerca di “Digital Marketing Philippines”, le imprese che hanno tratto profitto dal digitale hanno allocato nel marketing digitale il 35% del budget totale di marketing.

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4 – Il marketing digitale è utile solo per target giovani

Lo sapevi che la fascia predominante su Facebook è quella che va dai 25 ai 55 anni? Ciò significa che nel più popolare social network potrai trovare sia il giovane studente universitario sia il padre di famiglia. Quindi più che eliminare a priori un canale di marketing è necessario profilare in dettaglio il target tipo a cui dovremmo arrivare, per studiare una campagna mirata e specifica che vada a colpire direttamente il nostro target.

5 – Il marketing digitale funziona solamente sui grandi numeri

Una volta il web era un ambiente meno popolato, dove si potevano trovare le più varie persone con i più diversi interessi. Non c’erano ancora i social network e gli utenti navigavano ore e ore in una moltitudine di pagine web, ognuna diversa dalla precedente. In un contesto così ciò che faceva la differenza era la quantità, la presenza sui motori di ricerca e negli altri siti web. Ora il web è cambiato: gli utenti utilizzano il web in maniera sempre più specifica, si stanno creando nicchie sempre più specializzate e ai siti web si sono affiancati i social network, le app e altri servizi che sfruttano internet. Quindi è necessaria specificità, dettaglio e precisione: qualità, non quantità.

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6 – Studia, pianifica e metti in pratica

Il marketing non è questione né di fortuna né di istinto ma studio, analisi e attenta pianificazione. Spesso la migliore strategia è quella che comprende più strumenti e strategie per arrivare all’obiettivo prefissato. Per questo noi ci impegniamo fin dall’inizio a comprendere azienda e target per trovare la strategia più efficace, utilizzando tutti gli strumenti necessari.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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L’operazione “Email + Marketing” non equivale a spam. Ecco perché.

Ti è mai successo di aspettare una mail importante e ritrovarti sommerso da messaggi indesiderati?

Quando pensiamo allo spam, spesso lo identifichiamo con qualcosa di fastidioso e invadente, dimenticandoci che anch’esso può essere una fonte preziosa di marketing per quei beni e servizi che non possono essere fruiti attraverso i convenzionali canali di comunicazione.

Per capire se quello che stiamo facendo sia marketing o spam è necessario delineare meglio i confini di questi due ambiti per chiarirne i rispettivi contesti operativi.
Prendendo come riferimento la definizione del concetto di Marketing dall’omonimo libro di Peter, Donnelly e Pratesi, leggiamo che “Un gruppo di attività programmate, organizzate, controllate che partono dallo studio del consumatore e, in generale, della domanda e della concorrenza, e, attuandosi in forma integrata, sono volte al conseguimento degli obiettivi aziendali di medio-lungo termine attraverso la ‘soddisfazione’ del cliente”.

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Caratteristica fondamentale è dunque quella di riuscire a produrre un valore per il cliente, pertanto il marketing va inteso come promozione di un valore percepito mediante vantaggi concreti, aspettative soddisfatte, relazioni di fiducia e attendibilità.
Secondo le parole del  marketing operations manager di MailUp, Stefano Branduardi,  lo spam è invece  “il risultato di una strategia di email marketing pensata male. Profilare i contatti, assicurarsi di avere il consenso, segmentare gli invii, puntare alla rilevanza: tutte best practice per campagne di mailing che non finiscano in spam”.

Il digital marketing diventa spam nel momento in cui le informazioni che contiene non aggiungono alcun valore per l’utente, diventando così comunicazione monodirezionale.

In termini di quantità, il servizio di filtraggio di commenti spam su blog, Akismet,ha rilevato solo durante il 2014 oltre 90 miliardi di commenti spam con una media di 250 milioni al giorno.
Preoccupante è il rapporto tra commenti reali e spam che nel mese di dicembre ha registrato per 10 miliardi di commenti spam solo 156 milioni di commenti autentici.

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Creare una strategia di marketing efficace non è un lavoro semplice, per questo è fondamentale affidarsi a esperti come noi, che ti aiuteranno a trovare la soluzione più adatta ai tuoi bisogni!

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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

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30 anni di internet in Italia

Il 30 aprile 1986 una squadra di tecnici del Centro nazionale di calcolo elettronico di Pisa (CNUCE) fu artefice del primo approdo sulla rete internet in Italia, mettendosi in collegamento con la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Un evento epocale di cui nessun giornale si accorse, ma che cambiò per sempre il futuro del nostro paese e portò profonde ripercussioni sulle nostre vite.

L’Italia fu il quarto paese europeo a collegarsi stabilmente a Internet, dopo Norvegia, Inghilterra e Germania; un primato tecnologico di cui non possiamo farci vanto ancora oggi per il misero posizionamento per uso della rete e della banda larga, quart’ultimo posto in Europa. Complice anche la presenza di un gran numero di comuni di meno di 15mila abitanti distribuiti a macchia nel territorio italiano, il digital-divide è un problema che imperversa nel nostro paese ma le strategie per risolverlo ci sono e sono già in atto. Il progetto di far approdare la banda ultralarga su tutto il Paese è in via di realizzazione con importanti implementazioni strutturali già in atto che, a detta del Premier Renzi, garantiranno all’intero Paese l’accesso alla banda larga entro il 2020.

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Allo stesso tempo però è necessario che anche la cultura digitale entri a far parte stabilmente dell’immaginario collettivo. L’utilizzo di internet deve superare il limite dei fini personali: non si tratta solo di una materia da imparare a scuola o per esperti dei settori della comunicazione o dell’ingegneria, ma di uno strumento dal potenziale enorme, utilizzabile per velocizzare i processi all’interno delle organizzazioni, per ottimizzare tempi e questioni della cosa pubblica, per diffondere conoscenze, pratiche, attività e molto altro ancora.

“La Rete è ormai il sistema nervoso e la spina dorsale di ogni attività economica, qualsiasi iniziativa imprenditoriale non può prescindere dal contesto digitale. La maggioranza delle nuove aziende si sviluppa sulle piattaforme digitali. Ogni passaggio della nostra giornata è nel segno di Internet” spiega Claudio Giua sull’Huffington Post.

Di questo si discuterà alla festa organizzata dal CNR il 29 aprile, in cui interverrà anche il Premier Matteo Renzi. Una festa a cui parteciperà l’intero Paese sotto l’hashtag #italianinternetday con una due giorni di eventi,  conferenze e workshop accomunati dal desiderio di diffondere la cultura digitale a ogni fascia di pubblico. L’intero elenco degli appuntamenti è reperibile sul sito ufficiale.

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L’attività lavorativa odierna, di qualunque ambito si tratti, è facilitata notevolmente dall’utilizzo della rete e anzi, in molti ne dipende direttamente e non sarebbe realizzabile senza un collegamento web. Operare nell’ambiente del marketing oggi fa parte di questa seconda categoria. Nella nostra esperienza ventennale abbiamo avuto modo di crescere accompagnati dal progresso tecnologico e migliorare a nostra volta ad ogni aggiornamento digitale. Per un marketing efficace e al passo coi tempi, contattaci.

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Come far crescere la mailing list senza giocare sporco

In termini di ROI (Ritorno degli Investimenti), l’Email Marketing resta la strategia più redditizia e per questo più utilizzata dagli esperti del settore. È fondamentale, perciò, essere consapevoli di tutti i modi per ottimizzare questa pratica: vi abbiamo spiegato quali sono le parole più adatte, vi abbiamo illustrato la sottile e allo stesso tempo colossale differenza con lo spam, ma non abbiamo ancora approfondito quali siano i contenuti su cui puntare affinché il destinatario sia portato a cliccare sull’auspicato pulsante “Leggi”.

Ecco dunque 3 consigli da tenere ben presente nell’atto di scrittura di una mail (o un post) destinata a clienti, attuali o potenziali.

  1. Dai molto più di ciò che chiedi
    La maggior parte di coloro intenzionati a vendere qualcosa in rete non fa altro che chiedere, chiedere, chiedere. Ciò è fastidioso e dunque allontana il cliente potenziale, tant’è che è nata un’espressione per definire questo comportamento: “banner blindless”, ovvero cecità dei banner, che identifica il sorvolare automaticamente quelle inserzioni che tentano con poca discrezione di far breccia sul portafoglio.

Prima di puntare al portafoglio infatti, è necessario conquistare l’attenzione del consumatore. Per farlo bisogna offrirgli qualcosa di utile, informazioni che egli possa ritenere di valore in modo da spezzare l’incantesimo dell’indifferenza. Il destinatario sarà sedotto dall’approfondire l’argomento che avete deciso di illustrare gratuitamente, e se lo riterrà meritevole deciderà volontariamente di iscriversi alla vostra newsletter, per riconoscenza nei confronti del vostro servizio e/o perché genuinamente interessati a saperne di più.

  1. Proporre aggiornamenti su contenuti già trattati
    Che si tratti della gestione di un blog oppure di una serie di email newsletter, lo scopo finale è uno: creare una conversazione che si estenda nel tempo, con il nostro pubblico. Tenere sempre a mente questa idea significa seguire una linea logica tra un post e il seguente, in modo da mantenere l’attenzione e la fidelizzazione del pubblico. Un ulteriore passo avanti nel generare più click è posizionare, al termine o all’interno del post stesso, un collegamento a un altro nostro post di argomento rilevante rispetto a ciò di cui si sta trattando (proprio come abbiamo fatto nell’introduzione di questo post).
  2. Date ai destinatari una ragione per inoltrare/condividere il post
    Il goal finale dei marketers è coinvolgere il più grande numero di persone possibile e la rete ci permette di farlo in maniera esponenziale grazie alla partecipazione attiva degli utenti. In ogni casella postale è presente un tasto “Inoltra” così come in ogni post vi è un “Condividi”, ma come convincere i nostri lettori a fare il grande passo? Per la risposta, rileggi il primo punto. Questa tattica, attenzione, è più adatta nel pubblicizzare un evento particolare (come il lancio di un nuovo prodotto): al termine della mail (o del post) si aggiungerà un paragrafo che invita a condividere il messaggio, e per chi lo farà sarà offerto un piccolo bonus, come un buono o un pass speciale.

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Siamo nell’era della cura al dettaglio della customer experience: i clienti non sono più semplicemente consumatori, sono persone con caratteristiche e interessi che i marketers devono conoscere e saper soddisfare. Allora affidati a degli esperti nel pianificare la tua strategia di marketing. Contattaci.

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Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!

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Email Marketing e spam non sono sinomimi. Ecco perché.

Ogni azione, ogni progetto di un agente di marketing è sempre volto alla conquista e alla fidelizzazione del proprio target finale. Ma un’ombra è costantemente presente in questi processi, una macchia oscura che tormenta i marketers di ogni livello: l’etichetta “spam”.

Per chi non ne fosse al corrente, l’etimologia della parola deriva dal nome di una carne in scatola largamente diffusa durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma il significato per cui la usiamo oggi deriva da un celebre sketch di Monty Python del 1970, dove ogni pasto del menù di una caffetteria presenta l’ingrediente “SPAM”, ripetuto nei tre minuti un’infinità di volte. Il termine entrò nel decennio seguente nelle prime chat rooms, dove alcuni utenti lo utilizzarono ripetutamente per irritare altri user, diventando universalmente associato al senso di fastidio.

Ed è proprio questo sentimento che a sua volta tormenta gli strateghi del marketing, in particolare per quanto riguarda l’email marketing. Se da una parte si attesta che anche nel 2016 il DEM resterà tra le attività primarie per il settore, dall’altra è noto che le mail che la nostra casella di posta identifica come  spam finiscono direttamente nella posta indesiderata, e quasi certamente non verranno mai lette. Lo spam è un problema che affligge pesantemente il nostro paese: uno studio della Securelist posiziona l’Italia al quinto posto a livello mondiale per maggiore traffico di email maligne.

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DEM e spam, però, non sono la stessa cosa. Il primo segue delle regole, a partire dalla legislazione: in Unione Europea vige dal 2002 la Direttiva sulla Privacy Elettronica, in cui si esplicita il divieto di uso di indirizzi email per fini di marketing, a meno che non sia avvenuta una preventiva adesione. Lo spam invece colpisce chiunque in maniera casuale, senza un target preciso, con il fine di raggirare più che convincere ad acquistare un prodotto o servizio, che è il mestiere dei marketers.

La sfida ora sta nel puntare sulla differenziazione del messaggio in nome della qualità.

I contenuti devono essere presentati e sviluppati in modo da convincere prima il mail provider che non si tratta di spam, e poi il potenziale cliente, che dovrà trovarli rilevanti rispetto ai propri interessi e, se il marketer avrà seguito le tecniche adeguate, utili al proprio benessere.

Il mestiere del marketing, dunque, non è semplice e immediato come si potrebbe pensare. È per questo che è fondamentale affidarsi ad esperti come noi, che ti possono offrire la soluzione più adatta ai tuoi bisogni. Contattaci!