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Come convertire i dati Facebook Insights in opportunità (GUIDA)

Nella parte 1 abbiamo visto come definire target e punti di forza, ovvero la preparazione della tua strategia di marketing.

Nella parte 2 abbiamo definito le regole della pubblicazione più efficace.

Molti si fermano qui, pensando che definendo l’obiettivo e costruendo un messaggio su misura il lavoro sia finito e non basta che attendere i frutti del proprio lavoro.

Come se il marketing si riducesse ad una paziente attesa.

No. La parte più cruciale e dove va posta la maggior attenzione è proprio quella della terza fase. Il momento in cui verranno rivelati l’efficacia e la potenza delle strategie definite nelle fasi precedenti, sulla base delle quali poi si potranno costruire le successive campagne.

Quest’ultima parte, con una lettura attenta e supportata da precisi dati, permette di calibrare le mosse future e fare in modo da rendere sempre più efficace la strategia iniziale, grazie agli strumenti del marketing.

Stiamo parlando della colonna portante del marketing, il monitoraggio.

Fase 4

Il termometro del marketing, ovvero il monitoraggio.

Avete definito a chi inviare il vostro messaggio, con tutti i suoi punti di forza e unicità.

Avete definito la tipologia migliore di contenuto, il taglio, l’immagine, avete scelto accuratamente le parole.

Avete anche definito una calendarizzazione del post, in modo che venga visto dal maggior numero di persone in quella determinata fascia oraria.

Ma ora che tutte vostre teorie si sono condensare in quel singolo post, come facciamo a sapere se ha avuto davvero successo?

Se usate Facebook dovete affidarvi a Insights. Si tratta dello strumento interno al social network dela effe blu che vi permette di controllare tutta una serie di parametri riguardo alla vostra pagina e al pubblico che la segue.

Copertura

1

La copertura indica il numero di persone che hanno visualizzato i contenuti della vostra pagina. Si divide in “organica”, che comprende i contenuti che non fanno uso di sponsorizzazioni, e “a pagamento” per i contenuti sponsorizzati (per i quali avete pagato).Questi grafici sono utili per capire i trend della pagina con i rispettivi contenuti, ovvero per vedere se la linea editoriale è efficace o meno per il pubblico della pagina. È una macro analisi dell’impatto dei contenuti.

Pubblico

2

Vi seguono di più gli uomini o le donne? Che età ha il tuo pubblico? Sono delle ragazze tra i 25 e 34 anni che conoscono la tecnologia e seguono le mode o sono uomini tra i 45 e 54 anni più interessati all’utilità dei tuoi contenuti e senza tempo da perdere? E il tuo pubblico da dove ti legge? Se ti segue maggiormente il pubblico di Milano potresti pensare di sfruttare qualche evento o attività locale. Vedi quanto puoi sfruttare questi dati per costruire il post perfetto (ti ricordi il discorso delle personas?)

Post

3

Qual è l’ora di maggior attività del tuo pubblico? Verso pranzo o verso cena? Ti leggono di più nel week-end o nei giorni lavorativi? Da questi grafici puoi capire quando postare i tuoi contenuti in base all’attività del tuo target. Postare un contenuto, anche se fosse il più attraente del mondo, alle 3.00 di notte non avrà mai lo stesso effetto dello stesso contenuto pubblicato alle 14.00 – pausa pranzo, momento tipico di relax.

Sei stato efficace?

Insights ti offre dei dati incredibili che ti permetteranno di definire in maniera ancora più precisa la tipologia di post più efficace, consentendoti di sfruttare al massimo le potenzialità offerte da Facebook per raggiungere i tuoi obiettivi.

Silueta de arquero en puesta de sol

Oltre ai dati di Insights, se hai attivato una campagna di sponsorizzazione potrai accedere a Facebook Audience Insights: si tratta di un’evoluzione degli Insights tradizionali che ti permetterà di conoscere i dispositivi utilizzati dagli utenti per raggiungerti, i comportamenti del pubblico e i dettagli professionali. Ma leggere i dati è solo la punta dell’iceberg: per rendere davvero efficaci questi numeri, bisogna saperli analizzare e sfruttare.

Come? Seguendo questa strategia red-arrow-left-hi

 

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Facebook: la guida per fare marketing sui social (la pubblicazione)

Il precedente articolo era incentrato sulla definizione del target e dei punti di forza del vostro prodotto. Dopo aver definito cosa e a chi vendere, vedremo la parte più importante: il come.

Oggi vi parleremo di una delle ultime due fasi del Facebook Marketing, quella più delicata e con i maggiori rischi.

Fase 3

Il lavoro sporco del marketing: la pubblicazione.

Conosci il tuo target, la sua composizione e i suoi interessi. Grazie alle definizioni delle personas, del probabile comportamento degli utenti e delle sperimentazioni che avrai provato a fare sei pronto a pubblicare il tuo contenuto, il tuo prodotto.

Tutto deriva dalle prime due fasi: il tuo pubblico è giovane? Prediligi immagini, grafiche e frasi graffianti. Il tuo target è costituito da imprenditori che non vogliono perdere tempo in fronzoli ma vogliono andare dritti al sodo? Scrivi un testo utile e che faccia immaginare i risultati. Approccio emotivo o approccio funzionale: in base alle persone che devi raggiungere opta per uno di questi due approcci.

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Funzionale -> testo utile, infografiche chiare, ragionamenti

Emotivo -> immagini, testi vivaci, video, emozioni

Due esempi pratici.

Ho un ecommerce di scarpe. Ho visto che il mio pubblico è costituito da giovani donne sui 25-30 anni d’età, che seguono le mode e si tengono sempre aggiornate su tutte le novità di stile (moda, cibi, locali).

Si tratta di un pubblico che segue un approccio emotivo.

Nella mia pagina Facebook pubblicherò la foto degli ultimi arrivi, correlata di una brevissima descrizione delle qualità uniche del prodotto. Magari accompagnando il tutto con un piccolo consiglio di stile “Ecco cosa indossare per una serata davvero speciale!” oppure “Ti senti trasgressiva o classica stasera?”.

Consideriamo ora un pubblico più formale. Ad esempio gli imprenditori delle PMI.

Come conquistare un mercato esigente e di nicchia come questo? Semplice: proponendo contenuti di nicchia ed “esigenti”. A questo target non interessano i consigli su come sfruttare il loro business o a come vestirsi per un incontro di lavoro. Questo target vuole vedere risultati, vuole avere dei consigli utili e concreti. Ecco che scatta l’approccio funzionale.

Usate testi brevi (nessuno sui social vuole perdere tempo), incisivi ma soprattutto che diano un valore al vostro target. Se vendo scarpe, voglio capire come venderne di più. Se mi occupo del settore automotive, voglio conoscere l’andamento delle azioni e le partnership tra brand del settore – non mi interessano gli optional le motorizzazioni dei modelli.

Meglio una frase utile con una buona call che un’immagine fatta dal miglior grafico del mondo.

Il fine ultimo del marketing

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Call to action, esatto. Ricordiamoci che la logica dietro ad ogni contenuto di marketing è sempre quella: vendere! Dobbiamo accompagnare gentilmente e con il minor sforzo possibile l’utente a diventare cliente. Quindi indirizziamo con le parole, i ragionamenti o con le immagini gli utenti verso il nostro prodotto, la nostra offerta. Dimostrando che è unica, utile e perfetta per loro.

Gli utenti diventeranno clienti solamente quando vedranno un’offerta utile, unica e personalizzata.

Avete già messo in pratica queste tecniche? Hanno funzionato?

Diccelo nei commenti!

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Content marketing nel b2b

Che tu faccia b2b o b2c devi sapere una cosa: content is king. Ogni prodotto pubblicitario, dalla grafica al company profile, che sia semplice o articolato ha dietro di sé un grandissimo lavoro di contenuti. Molto spesso questo lavoro non si vede, perché prende la forma di un’immagine o di un claim. Oppure è completamente visibile, come nella mission di un’azienda o nella presentazione prodotti.

Insomma, il contenuto di questi prodotti può assumere forme diverse a seconda della destinazione, ma la sua origine è sempre la stessa: un esercizio di creatività, dove fantasia e competenze si mescolano per creare il cuore del prodotto stesso.

Ma quanto può essere importante il content marketing per un’azienda? Scopriamo così che il content marketing non è solo una risorsa per il b2c, ma può essere una grande opportunità anche per il b2b. Se sei interessato ad iniziare una strategia di promozione che includa anche il content marketing, contattaci!

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Social Media Marketing: le regole base (infografica)

Alzi la mano chi non gestisce una pagina Facebook o – per i più arditi – un account Twitter aziendale! Ormai, in un mondo che sta diventando sempre più social-oriented e dove gestire una pagina o un account stanno diventando operazioni di routine, non ci si può permettere di tralasciare e ignorare delle semplici regole che stanno alla base di una comunicazione social efficiente. Ma come si può essere realmente efficienti e raggiungere risultati concreti in un mondo così agguerrito, così vasto? Ecco 21 regole per diventare dei maghi del social media marketing! Vediamo insieme quelle più importanti.

Nessuna scorciatoia – Anche se all’apparenza sembrano degli strumenti facili, quasi banali e spesso etichettati “per ragazzini”, utilizzare i social per la propria azienda è un lavoro (ma un lavoro vero e proprio!) che richiede pazienza, costanza e dedizione, giorno per giorno. Il monitoring e il listening non vi dicono niente? Nulla è regalato, specialmente nei social: perciò se vuoi dei risultati, rimboccati le maniche!

Contenuti di qualità – Cavalcare l’onda dei trend e delle mode per il solo gusto di aumentare (temporaneamente) fan e follower, è la cosa peggiore da fare. Specialmente quando i trend non sono in linea con la filosofia aziendale o la natura stessa del brand. Create contenuti consistenti, di qualità e semplici: ricordati che stai parlando ad un pubblico eterogeneo, distratto e che non vuole perdere tempo.

Immagini e video – Non sottovalutare la forza di immagini, video, grafiche e animazioni; un contenuto multimediale ben studiato, magari accompagnato da un buon testo, può portare ad un coinvolgimento elevato. Ricorda sempre il detto: “Un’immagine vale più di mille parole”. Nei social vale molto di più di mille parole.

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Un must del 2013? Lo sviluppo del social media marketing

Secondo l’infografica pubblicata sul sito Boot Camp Digital, il 2012 è stato l’anno più social di sempre.

Vediamo cosa è successo:

Il 2012 è stato l’anno in cui in un minuto sono stati inviati più di 100 mila tweet, quasi 700 mila contenuti venivano condivisi su facebook, più di 2 milioni di parole venivano ricercate su Google, 48 ore di video venivano caricati su YouTube e 270 mila dollari venivano spesi per acquisti on-line.

Il 2012 è stato l’anno in cui gli utenti iscritti a facebook hanno raggiunto quota 1 miliardo, Pinterest è stato il social network  che più velocemente ha raggiunto i 10 milioni di utenti e Instagram conterà più di 100 milioni di utenti entro fine anno.

Il 2012 è stato anche l’anno in cui si è riscontrato quanto fossero più seguite le pagine social dei principali brand, artisti e applicazioni, rispetto ai siti web degli stessi; questo perché sui social network si possono trovare contenuti esclusivi, applicazioni, concorsi con omaggi (giveaways), informazioni aggiornate sulle ultime uscite, etc.

Le 10 pagine facebook con più Like sono state ad esempio quelle di Coca Cola, Disney, Starbucks. Facebook stesso ha raggiunto 84 milioni di Like.

Lady Gaga e Rihanna sono state invece le artiste incoronate regine dei social network del 2012.

Come si può allora non dare più risalto al social media marketing nel 2013?

Ormai più di 2 miliardi di persone sono attive sul web, perciò non potete non esserci anche voi.

In un futuro più che mai vicino si prevede che anche i mercati monetari verranno scanditi dall’andamento dei social network e su di essi troveremo le risposte ai nostri nuovi bisogni.

Share, twitta, pinna sono le armi che vi serviranno per sopravvivere nell’era dei Like del 2013.
Are you ready?

Scatta, perfeziona, tagga e..attrai: Instagram

Le immagini attraggono molto più delle parole. L’ha capito bene facebook che recentemente ha acquistato l’applicazione Instagram e che si sta implementando anche per far comprare ai suoi utenti i prodotti promossi proprio grazie a bacheche di immagini.

Anche l’applicazione Foursquare sta diventando sempre molto più “visuale” e lo stesso Twitter fa notare dalle statistiche come i tweet che ricevono più retweet sono quelli che contengono le immagini.

Da un clic si può arrivare a costruire un vero e proprio commercio on line: l’infografica edita da Marketo spiega “visualmente” come fare marketing, come creare un impero seguendo 5 punti.

  • Perfezionare: prima di cominciare a scattare le foto vi serve un piano! Dovete mettervi nei panni del vostro pubblico e pensare “da che tipo di foto posso essere attirato? Come posso colpire il pubblico per far parlare della mia azienda?” Curate i dettagli del vostro progetto in questo senso: dovete fare audience.
  • Clic: scattate le vostre foto, le foto dei vostri prodotti e condividetele sul web. Ricordate solo alcuni step di base: le foto devono essere esclusive e devono essere postate solo con Instagram. Svelate i segreti della vostra azienda, fateli trapelare dalle vostre immagini. Fate belle foto: gli utenti di Instagram sono anch’essi creativi, sanno distinguere una bella foto da una foto banale. Metteteci qualcosa di vostro: postate le foto dei vostri impiegati al lavoro, date un’anteprima ai potenziali clienti del vostro lavoro. Gli utenti si sentiranno come se volessero sentirsi parte di qualcosa, del vostro team.
  • Tagga: #come funziona? Gli hashtag utilizzati da Internet si comportano come delle parole chiave e permettono agli spettatori di trovare le foto grazie alle keywords con cui le foto vengono taggate. N.B. Usate sia hashtag di brand molto popolari sia originali!
  • Attrai: attrarre i vostri potenziali consumatori e persuaderli è la vostra più grande sfida. Con Instagram ci sono diversi modi di far realizzare questo alle aziende; postate le foto degli eventi che curate, non si sa mai che chi vi sta guardando vi chieda di realizzare un evento anche per lui; usate poi l’opzione della geolocalizzazione per invitare i vostri followers e infine giocate con loro: con Instagram togliete le foto o i titoli delle vostre foto dalla vostra galleria, far risolvere questi scherzetti diverte e incuriosisce gli utenti.

Infine, ricordate sempre di aggiornare tutto!


Siete pronti a conquistare tutti gli obbiettivi?

Download Mobile 1GB al giorno? Sì, ma nel 2020

La Nokia Siemens Networks ha diffuso un’infografica, contenente alcune previsioni sulle future tendenze del mobile download. Secondo questo studio, nel 2020 gli abbonati raggiungeranno un numero tale da incrementare il traffico di circa 1000 volte. Le reti dovranno essere in grado di supportare grandi picchi di traffico per l’intero arco della giornata.

Se oggi chi utilizza uno smartphone scarica in media 15MB di dati al giorno, secondo lo studio entro il 2020 sarà in grado di scaricare 1GB di dati al giorno.

Ma già nel 2015 potremo osservare alcune inversioni di tendenza significative:

• Gli utilizzatori di mobile devices passeranno da 494 milioni ai 5,3 miliardi
• Lo smartphone sarà utilizzato al 64,4% per visionare filmati e video, all’1,9% per le video chiamate e soltanto allo 0,3% per le chiamate vocali

Marketing: se quello tradizionale parla alle persone, il content parla con le persone

Negli Stati Uniti il marketing di contenuto è usato da anni; l’industria italiana della comunicazione non è al passo coi tempi come quella oltre oceano, ma fortunatamente negli ultimi tempi anche le aziende del Bel Paese stanno percependo sempre più la necessità di coinvolgere il cliente in dinamiche più profonde rispetto alla mera vendita del prodotto.

La particolarità di questo genere evoluto di marketing  è di creare ciò che ruota intorno al brand, puntando a suscitare emozioni ed esperienze correlate ad esso.

Il fine del content marketing non è più solo quello di proporre un prodotto, bensì di promuovere la cultura del prodotto stesso, portando il cliente a provare un senso di condivisione di motivazioni e di ideali con il brand.

Ad esempio il content marketing non interrompe: anziché proporre prodotti e servizi, offre informazioni, che rendono più consapevole l’acquirente. I nuovi contenuti che vengono utilizzati per coinvolgere i clienti sono divulgati attraverso diverse azioni che prevedono ad esempio white paper, social network, article marketing, blogging, infografiche e case history.

La Marketo, azienda americana leader nei sistemi di Marketing Automation, ha realizzato un interessante infografica, nella quale ha sintetizzato in modo chiaro e semplice alcuni importanti dati sul content marketing. Suggerisce alle imprese di utilizzarlo perché sviluppa la fiducia nei compratori. Twitter, Facebook e LinkdIn sono i social network più utilizzati.

Ovviamente le aziende devono fornire del contenuto coinvolgente, che sia sufficiente per realizzare gli obiettivi prefissi, e disporre di un budget che permetta la creazione e la distribuzione dei contenuti.

Il video “The Power of Story“, presentato in occasione del Content Marketing Word 2011, traccia una timeline della storia moderna utilizzando uno storytelling e spiega come il content marketing sia sempre stato tra gli obiettivi delle aziende, ma che solo ora abbia raggiunto il ruolo che merita.

Usando questa tecnica di marketing, l’azienda può diventare un punto di riferimento importante per tutti i suoi clienti, potenziali e acquisiti, che cercano informazioni utili sui suoi prodotti e servizi.