Tag Archives: guerrilla marketing

guerilla2-min-450x222

Marketing e psicologia: come sfruttare il bias della negatività

Bias della negatività, ovvero la predisposizione biologica del cervello umano alle notizie spiacevoli e agli stimoli negativi. Questo bias (= giudizio, distorsione radicata) esiste per uno specifico motivo, la sopravvivenza: agli albori della civiltà questa caratteristica ci garantiva la sopravvivenza grazie ad un’attenzione maggiore agli stimoli negativi.

La cosa interessante è che questo bias si è radicato nella nostra mente e agisce tutt’ora (ma questa volta non per scappare da lupi e altre creature). Avete mai fatto caso a quando passate diversi momenti piacevoli nell’arco della giornata ma poi, inaspettatamente vi accade un evento spiacevole e per tutta la giornata non fate altro che pensare ad esso? Si tratta proprio del bias della negatività!

Come ci insegnano tecniche quali il Newsjacking o l’utilizzo di influencer, sfruttando i processi psicologici inconsci si possono progettare delle campagne di marketing dalla straordinaria efficacia (e creatività).

Quindi, come sfruttare il bias della negatività per fare marketing?

Vi vogliamo rispondere con un case study avvenuto qualche giorno fa, in una piccola città in provincia di Salerno chiamata Cava de’ Tirreni.

Accade che una neonata azienda di stampe digitali della zona, la Oneprint, decida che è arrivato il momento di farsi un po’ di sana promozione. Ma i volantini e le pubblicità online non sono abbastanza, anzi sono superate: cosa fare quindi per catturare l’attenzione del grande pubblico e dire “Esistiamo!”?

Immaginate di andare verso la vostra macchina e di vedere il vetro infranto e una bella multa sul parabrezza: la reazione sarà sicuramente forte! Tanto più quando scoprirete che il vetro infranto è un adesivo e la multa un volantino promozionale fatto ad arte (entrambi prodotti dalla Oneprint).

guerrilla-marketing-a-cava-620x349

Avete appena letto un caso da manuale di guerrilla marketing in cui si è sfruttato a pieno il bias della negatività: la situazione, che all’inizio sembrava tanto critica ma che poi si è risolta in una risata, ha generato una serie di sensazioni e sentimenti che i malcapitati ricorderanno per tutta la giornata. Ma non solo, l’effetto passaparola dello strano “incidente” aumenterà esponenzialmente l’efficacia dell’azione di marketing.

Come avete visto, basta uno sforzo minimo ma molto ben studiato per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il guerrilla marketing, il newsjacking, o il native advertising sono tecniche molto potenti, ma devono sempre essere supportate dalla giusta strategia di marketing che permetta di raggiungere risultati certi attraverso un metodo collaudato e scientifico.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
Respect The Ramps Campaign

Respect the ramps: guerrilla marketing per una buona causa

Immaginate di aver parcheggiato la vostra auto, più o meno consapevolmente, su un posto per disabili o in prossimità di un piano inclinato. Ora prendete una rampa in legno, degli atleti in carrozzella e una videocamera: mescolate il tutto ed avrete una delle più riuscite campagne di guerrilla marketing  mai riuscite. Vi starete chiedendo quale famosissima agenzia o studio l’abbia ideata? Ebbene resterete stupiti. Si tratta della campagna che ha coinvolto una scuola guida di Buenos Aires, la Driver’s school in Argentina  e il canale YouTube Boom! in Brasile. Le campagne, rispettivamente “The ramp lesson” e “Vaga para deficiente” (“posto per disabili” in portoghese) hanno fatto il giro del mondo e sono diventate virali in pochissimo tempo nei rispettivi Paesi.

Argentina – State attenti, perchè se lascerete la vostra auto parcheggiata davanti alle rampe per disabili, potreste trovarla poco dopo come impalcatura di una vera e propria rampa da lancio per acrobati in carrozzina! E non è finita qui: per far imparare la lezione una volta per tutte all’ignaro proprietario, il tutto viene filmato e postato online. Sulla vettura viene infine lasciato un adesivo con un QR-code grazie al quale sarà possibile vedere il video.  La Driver’s school ha dichiarato che grazie a “The ramp lesson” fino ad oggi 120 persone hanno imparato la lezione.

Brasile – Qui l’iniziativa ha preso una piega differente: se all’inizio i trasgressori venivano “avvertiti” con un disegno stilizzato (una sedia a rotelle disegnata con una bomboletta spray sul cofano e sul lunotto posteriore), ora la tecnica è quella di ricoprire completamente di post-it azzurri la vettura incriminata. Di certo è un modo molto teatrale di far notare l’infrazione, non c’è dubbio!

I risultati non si sono fatti attendere: la campagna brasiliana “The ramp lesson”, complici forse le acrobazie degli atleti su sedia a rotelle, ha avuto oltre 6 milioni di visualizzazioni mentre l’idea dei post-it ha ottenuto circa 180.000 like.

https://youtu.be/hVuLIH5aNaM

“Renegate for a night”, la nuova brillante campagna della Jeep

 

“Renegate for a night”, disertori per una notte.  Si tratta della nuova strategia di  guerrilla marketing adottato da Jeep per pubblicizzare il suo nuovo modello Renegate. I protagonisti del video sono 4 giocatori della Juventus,Morata Pepe Pogba e Chiellini.

Agili e silenziosi, nella notte torinese i 4 calciatori a bordo del nuovo modello Renegate, hanno coperto le varie auto parcheggiate con dei teli raffiguranti proprio la nuova Jeep. Il video continua mostrando il risveglio del capoluogo piemontese, tra facce sorprese e i tanti sorrisi dei cittadini torinesi pronti per una nuova settimana di lavoro.

La simpatica azione di guerrilla marketing ha raccolto molti consensi online raggiungendo in meno di 24 ore più di 100 mila visualizzazioni. Stupire il pubblico con azioni di marketing del genere continua ad essere il metodo più veloce ed economico per crearsi un pubblico e per aumentare la propria visibilità.

Buona visione

GAP e la Guerriglia Marketing su Tinder

gaptinderhed2015

#SpringIsWeird, “La primavera è strana”. Si tratta della nuova campagna 2015 che GAP, la marca d’abbigliamento americana ha lanciato sul mercato per la nuova collezione primavera 2015, presente nei portali Twitter, Istagram e Tinder.
La campagna ha ottenuto un ottimo feedback per i social Twitter ed Istagram; per quanto riguarda Tinder invece le cose non sono andate affatto bene. L’applicazione infatti non permette la presenza di pubblicità nel suo portale e la multinazionale americana per stupire e catturare l’attenzione ha sfruttato la popolare app proponendo ai clienti una invitante offerta: “Siete invitati al Pants Party. Vi offriamo il 30% di sconto sulla linea Denim”.
Tinder, portale dove poter facilmente conoscere gente in base all’età o alla zona di provenienza, non si è fatta attendere, comunicando a GAP che la loro campagna violava i termini di servizio. Ancora nessuna pubblicità è infatti mai stata approvata da Tinder, che avrà a breve nei suoi piani quello di inserire la possibilità di annunci sponsorizzati ma non ancora.
Tricia Nichols, responsabile del Marketing GAP ha dichiarato che il loro intervento mirava a creare qualcosa di speciale. In altre parole l’intento era quello di creare un profilo personalizzato che si caratterizzasse per messaggi ironici, in pieno stile romantico e che catturasse l’attenzione di possibili clienti. L’idea che voleva sfruttare la vicinanza con San Valentino, ha portato però al verificarsi di cambiamenti radicali: dall’ addio della direttrice creativa della compagnia Rebekka Bay, alla presunta chiusura del sito commerciale Piperlime ed infine all’ingresso nella società del nuovo CEO Art Peck al posto del tanto criticato Glenn Murphy.
La tecnica promozionale utilizzata dimostra di essere un metodo veloce ed economico per creare visibilità, non può mai prescindere da un attento e meticoloso studio delle risorse a disposizione e soprattutto delle normative. Attenti quindi a non inciampare per colpa del troppo entusiasmo!

Experience marketing: vivere la pubblicità

Abbiamo già trattato come la chiave per una campagna di successo sia trasmettere emozioni al pubblico che vengono collegate al brand e al prodotto stesso. Nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede la pratica dell’Experience Marketing (marketing esperienziale).

Il nome è già abbastanza evocativo di per sé: si tratta proprio di calare il pubblico in un esperienza in cui gli verranno fatte provare le esatte emozioni e sensazioni che proverà quando acquisterà il prodotto. Una specie di prova prima dell’acquisto misto al “provare per credere”.

In questo particolare video, offerto dalla compagnia aerea Virgin Atlantic, una normalissima panchina di Manhattan viene trasformata in un posto in prima classe di un volo di linea. Non appena un passante si siede, ecco spuntare dal nulla hostess che offrono cocktail e prendono ordinazioni, camerieri che servono le pietanze mentre alcuni musicisti suonano musica dal vivo.

Subito dopo il pasto, viene offerta la possibilità di guardare un film o giocare a qualcosa. E qui la situazione diventa ancora più divertente: dei veri attori, acrobati e stuntmen in costume raffigurano, come fosse una rappresentazione teatrale, delle scene di film con tanto di cavalli e combattimenti. Si vede, addirittura, una rappresentazione del celeberrimo “space invaders”, il videogioco anni ’80 con attori in costume e una macchina che spara palline da tennis.

Un vero e proprio servizio a cinque stelle nel bel mezzo di una piazza. A chi non piacerebbe provare un’esperienza simile?

http://youtu.be/UpCsp1u1i88

Eccesso di sudorazione? Nivea ha quel che fa per voi

Organizzare una candid camera per promuovere i propri prodotti?

E’ quello a cui ha pensato Nivea. La campagna “Stresstest” era già partita in Germania a febbraio, facendo credere a ignari passeggeri in attesa all’aereoporto di essere ricercati dalla polizia aeroportuale, dapprima utilizzando questo sospetto per metterli a disagio, per poi regalar loro una valigetta di deodoranti Nivea anti stress. Qui il video.

Un’ idea interessante e coinvolgente che ha avuto un discreto successo virale sul web. I vantaggi di una campagna del genere li troviamo soprattutto in termini di brand awareness, rendendo più familiare, amichevole, divertente, umano il brand, in grado di proporre soluzioni efficaci ai problemi dei propri clienti.

In questa nuova puntata l’azione si sposta in Messico, a bordo di un taxi. Per provare l’efficacia dei prodotti antistress stavolta il pretesto è far salire insieme alla vittima dello scherzo un finto vip pedinato da giornalisti impertinenti.

Quando questi vi vedono insieme in un taxi non possono far altro che cominciare a bombardarvi di domande sulla vostra presunta relazione amorosa. Il tutto in pochi secondi, lasciando la povera vittima del tutto disorientata. E sudata ovviamente.

Ecco che allora il falso vip svela l’arcano e porge alla vittima, tutta frastornata, i prodotti Nivea. Il tutto si conclude tra i plausi e la solidarietà dei complici dello scherzo.

Lush: guerrilla con filosofia!

Lush è un’azienda di cosmetici che nasce in Inghilterra nel 1995 dall’intuizione di cinque amici vegetariani e vegani. I suoi  prodotti sono realizzati artigianalmente con frutta e verdura biologica fresca. Oggi Lush è un brand che vanta 650 negozi in tutto il mondo e una clientela di fedelissimi.

La filosofia aziendale coincide con valori di eco-sostenibilità e rispetto dell’ambiente che si traducono nella creazione di cosmetici fatti a mano, con l’utilizzo di pochi conservanti e privi di packaging.

Il credo dell’azienda si riflette, in maniera coerente, in azioni di guerrilla marketing, come quella avvenuta il 25 aprile nel punto vendita di Regent Street a Londra. L’artista Jacqueline Traide si è volontariamente sottoposta a test e torture che vengono fatte subire agli animali negli esperimenti di laboratorio. L’azione di denuncia contro la sperimentazione sugli esseri viventi ha scosso gli animi dei londinesi e ha fatto subito il giro del mondo.

Questa campagna shock esprime chiaramente quello che ha recentemente dichiarato Denise Cumella, responsabile comunicazione Lush Italia ed Europa: “Siamo un’azienda che comunica molto, cerchiamo di fare notizia in maniera legata ai nostri valori, prima che ai nostri prodotti”.

Con questo mix di ecologia, sostenibilità e rispetto degli animali, il tutto condito con un irriverente uso del marketing, Lush è riuscita a guadagnarsi la fiducia di molti clienti affezionati e a posizionarsi tra i primi 200 Lovemark al mondo.

E voi che filosofia seguite per farvi conoscere e fare notizia?

Le strategie vincenti di Red Bull

Il 17 marzo scorso è morto il cofondatore della Red Bull, l’energy drink diventato un brand di successo in tutto il mondo. Chaleo Yoovidhya si è spento ieri all’età di 89 anni nella sua città natale.

La storia di Chaleo e della RedBull è la tipica storia di business sorta quasi per caso. Negli anni ’70 dirigeva una casa farmaceutica che aveva creato una bevanda tonica, apprezzata dai camionisti e dai lavoratori delle fabbriche.

Nel 1984 incontrò Dietrich Mateschitz, ed insieme investirono in questa bibita energizzante, modificarono il nome, il packaging e la ricetta originale adattandola ai gusti occidentali.

Dopo pochi anni e grazie a una strategia di marketing rivoluzionaria, la Red Bull conquista l’Austria, l’Ungheria, la Gran Bretagna, la Germania, poi tutta l’Europa e, nel 1997, entra anche nel mercato degli Stati Uniti.

Vediamo alcuni esempi di strategie vincenti utilizzate da Red Bull.

Partiamo dal packaging e dal logo: le lattine sono di alluminio e di forma allungata (copiata in seguito dalla Coca-Cola), il logo è formato da un disegno semplice ma incisivo, 2 tori rossi contro un sole su uno sfondo di colore blu e argento.

Un altro fattore importante per il marketing della società è l’associazione del nome Red Bull allo sport, al movimento, alle attività divertenti e spesso pericolose, e alla velocità. La società austriaca ha investito in alcuni sport, come ad esempio la Formula 1, dove possiede due scuderie, la Red Bull in collaborazione con la Renault e la ToroRosso, nata dai resti della Minardi.

La società possiede, finanzia e sponsorizza 4 squadre di calcio, Red Bull Salzburg, Brasil, Leipzig e i New York’s Red Bulls. Infine, sponsorizza atleti singoli e sport estremi come il RedBull X-Fighters, evento mondiale di acrobazie in moto.

Il brand Red Bull lo vediamo ovunque, anche con idee originali di guerrilla marketing come la Red Bull Air Race, e la Red Bull Car, la Mini che porta sul tetto una mega lattina distribuisce gratuitamente bibite in giro. L’ultima trovata è la creazione di un settimanale allegato ai principali quotidiani Usa: il RedBulletin.

La Red Bull vanta 8 mila dipendenti in 161 paesi, nel 2010 ha venduto più di 4 miliardi di lattine nel mondo con un fatturato di più di 3 milioni di euro.