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La creatività al servizio di una buona causa

In occasione del Day Without Meat, la giornata mondiale per la sensibilizzazione al non consumo di carne, dove viene chiesto ad ognuno di esentarsi dal mangiare carne solo per un giorno, per sostenere la causa a Barcellona è stata organizzata una dimostrazione creativa.

Un gruppo di giovani appartenente ad Animal Equality, posizionatosi davanti alla Cattedrale di Barcellona, ha simulato i contenitori di carne che si comprano normalmente al supermercato. Solo che all’interno questa volta c’erano gli stessi ragazzi, denudati e cosparsi di sangue finto, incellofanati ed etichettati come human meat, carne umana, con tanto di peso, provenienza e data di produzione.

Animal Equality è un’organizzazione no profit internazionale che si batte per i diritti degli animali, il cui scopo è quello di arrivare ad un rispetto e una considerazione egualitaria tra gli animali e l’uomo, abolendo la schiavitù animale.

In passato l’organizzazione ha svolto altre azioni dirette, salvando alcuni maiali dai mattatoi, effettuando raid in magazzini dove venivano stipate più di 40mila galline, oltre ad alcune operazioni proprio in Spagna soprattutto durante una corrida alla Monumental di Bacellona, dopo l’uccisione di un toro.

Il forte impatto visivo della dimostrazione punta a sensibilizzare l’opinione pubblica, a creare consapevolezza, a dare una voce a chi non può parlare, nel tentativo di smuovere le persone a non mangiare carne. Insomma accrescere la coscienza collettiva attorno a questo tema.

Il brand rimbalza sulla folla con la photoball HP

Spesso nel marketing le idee creative e brillanti prendono spunto da concetti semplici. Trasformare oggetti ordinari e familiari in qualcosa di diverso, che sia in grado di far vivere un’esperienza unica. Anche perché gli oggetti quotidiani hanno più appeal sulle persone, ci sono  maggiori probabilità che esse siano interessate a qualcosa di familiare.

HP ha preso un concetto semplice: avete presente gli enormi palloni da spiaggia gonfiabili che spesso si vedono rimbalzare da una parte all’altra della folla ad un concerto? Ecco, per il pubblico dei festival americani non c’è nulla di più familiare in un contesto del genere. Quasi una tradizione.

L’idea di HP è stata quella di creare, con l’apporto dell’agenzia Almap BBDO, in occasione del festival musicale brasiliano di San Paolo, un pallone brandizzato, contenente una videocamera HD. Mentre veniva lanciato da una parte all’altra, inviava le immagini in diretta sul sito web. Il pallone da spiaggia inoltre scattava foto della folla e le caricava sul sito del festival, in modo che le persone stesse potessero taggarsi.

Migliaia di persone si sono effettivamente taggate e milioni di utenti hanno visto le foto e i video. L’interazione è stata impagabile.

Con milioni di persone che interagiscono, di cui la maggiorparte giovani e teenager, il marchio è diventato improvvisamente giovane, fresco e degno di rispetto, cool. Da brand tecnologico d’elite si è improvvisamente trasformato in un marchio innovativo e aggregante.

Quando il viral e il guerilla marketing si fanno socialmente utili

È a dir poco ammirevole che una pubblicità si occupi di educare e sensibilizzare il pubblico di massa su tematiche di interesse generale.

Un esempio di campagna di comunicazione sociale 2.0 è stata realizzata da Durex Italia in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS per il 1° dicembre 2012.

Se siete utenti di facebook, per sostenere Share Durex, potete condividere quest’immagine sulla vostra bacheca mentre se siete utenti di Twitter potete ritwittarla con l’hashtag  #1share1condom.

Per ogni share Durex regala un profilattico ad Anlaids, la più grande associazione italiana per sensibilizzare la popolazione sul virus dell’Hiv.

Oltre alle tecniche di viral marketing anche il guerriglia marketing si può applicare nel sociale.

Un esempio ce lo offre l’associazione Quit che ha realizzato un libro per sensibilizzare i fumatori ai rischi per la salute connessi al fumo.

Il libro in questione poneva la parola “fine” prima della conclusione della storia rimandando metaforicamente alla possibilità che una persona fumatrice sia più predisposta a morire prematuramente di malattie connesse al fumo rispetto ad una persona non fumatrice.

Come vediamo, all’interno del libro vi sono delle pagine con la parola “fine” poco prima della conclusione che impediscono al fruitore del libro di arrivare all’happy ending.

Questa campagna è stata realizzata sia per libri cartacei che per e-book Kindle.

Anche voi trovate utili queste proposte di marketing sociale?

Adv sfrontato: Basta lavorare. Iniziate a bere!

La trovata pubblicitaria di Utimat vodka è irriverente e brillante, assolutamente perfetta per un brand di superalcolici.

La famosa agenzia di adv Amalgamated, che ha condotto la campagna, si chiede com’è possibile catturare l’attenzione dei frenetici lavoratori newyorkesi occupati a faticare per oltre 80 ore settimanali rinchiusi in grattacieli altissimi.

L’unico modo per distogliere i workers dagli impegni giornalieri e convincerli a seguire una pubblicità è compiere un’azione di guerrilla marketing coinvolgente capace di coglierli di sorpresa direttamente nei loro uffici.

Ultimate Vodka ha ideato la campagna rivolta ai cosidetti white-collar assumendo a Chicago e successivamente a New York dei lavavetri che hanno travestito da uomini d’affari.

I simpatici windows washers hanno mostrato ai lavoratori una serie di cartelli con domande canzonatorie e divertenti quali: “avete mai lasciato il vostro ufficio?”, “Avete mai respirato aria fresca? Dicono sia fantastica”, “Vieni a bere qualcosa con noi!”.

Il messaggio della campagna è un inno al relax e lo slogan “Stop Working. Start Drinking” è perfettamente in linea con il brand di vodka ed in grado di coinvolgere in prima persona gli instancabili lavoratori.

La trovata di Utimat vodka è stata molto apprezzata dal popolo online e la campagna pubblicitaria ha ottenuto oltre 1.938.557 visualizzazioni su youtube.

Vuoi migliorare il tuo business? Utilizza lo stickering!

Sono spesso utilizzati nelle campagne di marketing perché parecchio economici e perché integrano altre strategie di brand awareness. Invadono gli spazi urbani allo scopo di ottenere grande visibilità e spingere il passante ad osservare queste anomalie che aprono squarci inediti nella nostra quotidiana percezione degli spazi.

Stiamo parlando del guerilla stickering, la strategia di marketing che implica la diffusione di un gran numero di adesivi in spazi circoscritti allo scopo di destare l’attenzione di un determinato target di persone spesso radunate in occasione di un evento.

E’ quanto accaduto per il caso che oggi vi raccontiamo. In occasione di uno dei più prestigiosi trofei di golf del mondo, l’Omega Dubai Desert Classic 2011, il mensile per golfisti Golf Digest ha messo in atto una furba strategia di stickering per rilanciare le vendite della rivista. Osserviamo il video.

Durante i quattro giorni dell’evento sono innumerevoli i passanti che si fermano o avvicinano alle centinaia di automobili (spesso di lusso) sui cui vetri erano state attaccate mezze palline circondate da finte crepe allo scopo di ottenere l’effetto di rottura del parabrezza. Dapprima increduli. Poi con la consapevolezza che non si trattava di un colpo sbagliato, ma della pubblicità di una rivista di settore.

Tutto ciò grazie ai creativi dell’agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather, che hanno attaccato sui vetri delle auto gli adesivi che pubblicizzavano la lettura della rivista. Allo scopo di apprendere tecniche che migliorassero il loro gioco.

Il risultato in termini di efficacia comunicativa? Lo si è misurato con un aumento delle vendite del 200%. Non male.

E voi siete sicuri che i vostri colpi vadano sempre a buon fine? O intendete migliorarli?