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Quando il marketing si confonde con la realtà: il proximity marketing.

Immaginate di camminare tranquilli per la città. Passate la piazza, vi dirigete verso casa ma tutto ad un tratto sentite il cellulare richiamare la vostra attenzione: lo prendete dalla tasca, accendete lo schermo e vedete un messaggio con dei coupon e i prezzi delle ultime offerte di un supermercato. Spam? Alzate lo sguardo e vi accorgete, stupiti, di essere proprio di fronte al supermercato dell’offerta.

Siete in giro la sera con gli amici, avete appena finito di cenare e ora siete alla ricerca di un posto dove poter passare il resto della serata. Camminate per le vie del centro, tra bar e chioschi quando… “drin”! Ecco un popup con i prezzi dei drink del pub proprio accanto a voi.

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Sembra fantascienza, invece è realtà: si chiama proximity marketing ed è la nuova frontiera del marketing.

Questa nuovo modo di fare pubblicità si definisce come una tecnica di marketing che opera in una specifica e definita area geografica, attraverso tecnologie mobili e connesse tra di loro. In sostanza, si tratta dell’applicazione pratica dell’Internet of Things: in questo modo, qualsiasi dispositivo connesso alla rete e in grado di comunicare con altri apparecchi può interagire con essi e dare informazioni rilevanti su oggetti, luoghi o attività.

Il proximity marketing sfrutta a pieno le ultime tecnologie in materia di connessione low energy: si parla in questo caso di NFC, Wi-Fi, RFID ma soprattutto Bluetooth 4.0 (Bluetooth Low Energy). Quest’ultima tecnologia può rimanere attiva senza un consumo rilevante di energia, connettendosi e interagendo con altri dispositivi. Tutte queste tecnologie si chiamano Beacons (“faro”, in italiano): sono dei localizzatori che permettono di rilevare la presenza di un dispositivo compatibile e scambiare informazioni con esso.

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Le possibilità che queste tecnologie permettono sono ampie e variegate, ma ci sono alcuni problemi a cui far fronte, come ad esempio la questione della privacy e la compatibilità con le app e i diversi dispositivi. Tuttavia le potenzialità sono enormi: sei pronto a sfruttarle per la tua attività?

Busy people for busy meal!

Lavoro, lavoro e ancora lavoro! Ora nemmeno a pranzo si può fuggire dalla pressante macchina del mercato e del successo. A chi dobbiamo il merito? Al nuovo social network lanciato ad inizio 2014 dai fratelli Fabien e Sébastien Carraro: MyBusyMeal.

Questo sito, geolocalizzato in cinque lingue, permette di associare l’occasione di un pranzo con un incontro di lavoro.

Iscriversi è semplice ed è possibile farlo anche tramite le credenziali LinkedIn. All’interno, la piattaforma mette a disposizione un motore di ricerca in grado di individuare i profili in base al titolo professionale, alle competenze e alla localizzazione geografica.

Lo scopo di questo social network? Permettere agli utenti (“BusyPeople”) di incontrarsi e interloquire durante un pranzo o una cena (“BusyMeal”) per limitarsi ad una mera conoscenza o approfondire quest’ultima dando vita ad un progetto imprenditoriale.

Pur essendo gratuita la registrazione, i servizi aggiunti necessitano di un abbonamento il cui costo parte da 3,75 € fino alla formula “all in one” che ha un costo una tantum di 99 euro.

Un’idea originale, niente da dire. Speriamo però non possa necessariamente portare alla completa sostituzione della formula “buon appetito” con quella di “buon lavoro”!

Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

Cosa fare nel week-end? Scopri le app che te lo consigliano!

È venerdì e il week-end è finalmente arrivato. Se ti chiedi come trascorrere i prossimi due giorni la risposta te la dà Wescape, della Antonio Vallardi Editore in collaborazione con la società Mozart.

Wescape è un’app per iPhone che propone oltre 150 opportunità per trascorrere il week-end sia in Italia che all’estero.

Ogni proposta è classificata per data, luogo, nome, cosa riguarda e anche lo “sbattimento” che richiede parteciparvi.

Ispirata al libro “Vie di fuga per il weekend” di Claudio Garosci e Fabio Bortolotti, l’applicazione fa scegliere secondo i gusti personali  e il mood in cui vi sentite nel week-end,  tra arte, musica e danza, cinema e spettacolo, folclore, sport e giochi, cultura, enogastronomia, natura, famiglia e trasgressione.

L’applicazione, disponibile sull’iTunes App Store, permette grazie alla geolocalizzazione di trovare l’evento più vicino alla propria posizione, oppure di scegliere tra quelli già inseriti nei “preferiti” anche in termini di spesa oltre che di distanza.

Un’altra soluzione che vi suggeriamo se avete una dolce metà è cercare un pacchetto speciale tra quelli proposti dall’agenzia Week End Romantico.
Fine settimana da trascorrere in un faro o su di una casa sugli alberi, su di una mongolfiera o in qualche chalet di montagna, qui potete trovare l’ideale per ogni vostra esigenza a prezzi abbordabili.

Non poteva mancare di quest’ultima proposta anche l’applicazione per dispositivi Apple distribuita su App Store da Laschi Viaggi; la nuova applicazione è pensata appositamente per coloro che vogliono rimanere sempre aggiornati sulle novità e le offerte di Week End Romantico.

Cosa fate allora di bello questo week-end?

Hai un ristorante? Tieni aggiornato il tuo sito web e non fallirai

È sabato sera, una lunga settimana di lavoro è finita; ci troviamo tutti al bar del centro città: che fare? dove andare a cena? Quali feste ci sono nei vari locali? Domenica facciamo un giro?..Guardiamo in rete!

Dagli inviti agli eventi sui social network alle vere e proprie applicazioni per trovare il ristorante o l’albergo più vicino (uno su tutti l’applicazione Tripadvisor), il web marketing turistico è uno dei settori su cui più s’investe nel mondo della rete.

Come insegna l’ormai noto spot per la pubblicità di Google Places, se siete dei proprietari di un’attività turistica, è ormai indispensabile avere un sito web e investire su una buona campagna di posizionamento (SEO), oppure sfruttare i motori di ricerca per farvi trovare.

In altre parole, se un’attività ristorativa non ha un sito visualizzabile (meglio sarebbe,  anche da un dispositivo mobile) o non ha effettuato nessuna attività di geolocalizzazione, che può essere anche il semplice inserimento su Google Maps o su TripAdvisor, è un’attività che sta perdendo potenzialmente già una grande fetta di clienti.

Da uno studio pubblicato dal sito searchengineland.com, emerge che i ristoranti sono sempre ai primi posti nelle classifiche di ricerca geolocalizzate da dispositivi mobili (cellulari, smartphone e tablet).

Circa il 95% degli utenti smartphone effettua, infatti, ricerche riguardanti ristoranti: di queste il 90% porta a una conversione entro un giorno e addirittura il 64% entro un’ora.

Questi dati confermano l’importanza pregnante dei siti web per mobile devices, che possiamo inserire a pieno titolo nel settore del web marketing turistico.

Un altro aspetto riguardante l’utilizzo delle applicazioni mobili è che sebbene gli utenti trascorrano molto tempo sui siti per cellulari, è riscontrato che essi ne passino ancor di più ad utilizzare le app: per un ristorante avere un’applicazione propria potrebbe rappresentare davvero un valore aggiunto.

Inoltre, quando si intraprende una ricerca, la maggioranza degli utenti non ha in mente il luogo specifico in cui recarsi ma viene attratta soprattutto dalle inserzioni. Il 75% degli intervistati ha infatti dichiarato di notare proprio le pubblicità sul proprio cellulare o tablet.

Vi siete convinti ad essere i pionieri nell’applicazione del vostro ristorante?

Per dissetarsi basta un Tweet!

È finita l’era del vecchio e polveroso distributore automatico: ora arriva a Cape Town la prima Tweet Vending Machine.

L’azienda Sudafricana produttrice di the freddo BOS, per far conoscere una sua nuova bevanda, ha installato nel centro della città una macchinetta automatica che si attiva con un semplice tweet.

Per dissetarsi è sufficiente trovarsi nelle vicinanze della Tweet Vending Machine, attivare sul proprio smartphone la geolocalizzazione e inviare un cinguettio con hastag #bostweet4t.

Dopo aver ricevuto il tweet, il distributore saluta i clienti con simpatici messaggi di benvenuto che compaiono nel display ed eroga la freschissima bevanda.

Grazie alla brillante soluzione pubblicitaria pay with a tweet, BOS ha offerto ai consumatori un’esperienza di vendita avveniristica che non dimenticheranno facilmente.

Per realizzare questa riuscitissima campagna non a caso è stato scelto Twitter: il social network del momento, in crescente e rapida ascesa in diversi paesi del mondo.

In Sudafrica gli utenti del social sono più di 1,1 miloni, numero che ha fatto giustamente gola ai brand locali. Gli iscritti in Italia nell’ultimo anno, secondo Audiweb, sono aumentati sfiorando gli 1,3 milioni di utenti e il social registra un trend positivo soprattutto tra i giovani dai 18 ai 25 anni.
La strada, dunque è quasi spianata per lo sbarco nella nostra penisola dell’interessante formula pay with a tweet.

Secondo voi, quanto dovremo aspettare per vedere questo distributore del futuro in Italia?

La crescita di Foursquare in Italia

So-lo-mo, ovvero social, local, mobile. Così viene definito Foursquare, il social network basato sulla geolocalizzazione. Attraverso un’applicazione mobile e web gli utenti registrati possono condividere con i propri contatti la loro posizione.

A pochi giorni dal Foursquare Day, che sarà festeggiato in tutto il mondo il 16 aprile, l’Osservatorio Foursquare Italia, rende nota la sua mirabolante crescita in Italia negli ultimi sei mesi. Sono 266, infatti, le brand page di aziende sul sito, con un incremento pari al 302%.

Accanto al 13% delle grandi brand page e catene commerciali, troviamo un 12% di micro-store e imprese familiari. Tra le grandi aziende con oltre 10.000 follower troviamo Gucci, Adidas, Regione Toscana, Dolce&Gabbana e Vodafone.

Cifre significative, anche se i budget  investiti sono ancora parecchio contenuti. Ma fanno comunque intravedere un’intelligente apertura ad un modello che gli esperti considerano vincente nel futuro, quello che fonde, appunto, social network, localizzazione e dispositivi mobili.

Ciò che però sembra frenare lo sviluppo di Foursquare, sono le restrizioni imposte dalla normativa sulla privacy. Considerato il fatto che il coinvolgimento dei consumatori deve necessariamente tener conto dei limiti di intrusività, gli obiettivi da perseguire non saranno facilmente raggiungibili in un arco temporale limitato.

Cambieranno le cose? Staremo a vedere.