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Festival della Comunicazione Camogli

Festival della Comunicazione, a Camogli la seconda edizione

In Italia di festival incentrati sulla comunicazione ce ne sono pochi, tanto che se ne contano sulle dita di una mano. Uno di questi, che quest’anno giungerà alla seconda edizione, è quello che si terrà dal prossimo 10 settembre, per tre giorni a Camogli, sulla costa ligure.

Il Festival, che nell’edizione passata contò più di ventimila presenze tra pubblico e relatori, è ideato e diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, promosso dalla Regione Liguria e dal Comune di Camogli. Quest’anno il tema principale, dal titolo “Uno sguardo a 360 gradi sull’evoluzione del linguaggio” sarà il linguaggio e le sue varie evoluzioni in un mondo sempre più connesso e 2.0.

Nell’edizione 2015 ben 120 ospiti presenzieranno alle numerose tavole rotonde, laboratori, mostre, escursioni in loco, spettacoli e conferenze organizzate. Gli interventi che verranno proposti sono divisi in 4 categorie: il linguaggio delle imprese; il linguaggio scientifico; il linguaggio della cultura digitale; il linguaggio delle arti.

Festival della Comunicazione Camogli

Si tratta di una grande discussione, con la presenza di esperti del settore e accademici su tutto ciò che riguarda il campo della comunicazione, come i vari cambiamenti nella comunicazione istituzionale ma anche in quella “creativa”: si va dal linguaggio politico ai fumetti, dalla menzogna alla letteratura. In special modo verranno accesi i riflettori sull’utilizzo dei social network come nuovo e innovativo mezzo di comunicazione, sempre più rilevanti nella comunicazione moderna.

Tra gli ospiti del Festival della Comunicazione, citiamo il noto linguista italiano, Tullio de Mauro, i blogger Anna Venere e Silvio Gulizia, lo youtuber Daniele Doesn’t Matter, il giornalista Aldo Grasso, lo scrittore e giornalista Corrado Augias, il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Roberto Cingolani e infine il divulgatore scientifico Piero Angela. A chiudere il ciclo di interventi sarà Umberto Eco con la sua lectio magistralis “Tu, Lei, la memoria e l’insulto”.

open government

P.A.: sfide evolutive per rincorrere i cittadini

In un tempo dove ognuno di noi ha uno smartphone, un tablet o un computer in un tempo dove le informazioni ormai vengono cercate sempre più online attraverso questi dispositivi, le Pubbliche Amministrazioni non possono rimanere a guardare, rischiando così di essere travolte e calpestate da questa incessante e ineluttabile evoluzione del cittadino – che ormai potremmo definire cittadino 2.0.

Da qui l’esigenza di rinnovare completamente il modo di fare comunicazione delle P.A. Proprio questo infatti è stato il leitmotiv della conferenza organizzata dal Ministero dell’Interno tenutasi lo scorso 11 maggio a Palazzo Rospigliosi a Roma (sul colle del Quirinale), chiamata “Comunicare con il cittadino digitale”. Il convegno ha avuto come punto di discussione principale quello di migliorare il rapporto tra le Pubbliche Amministrazioni e i cittadini, e ha visto la partecipazione di numerosi  esponenti delle aree più “innovative” delle P.A., come ad esempio responsabili della comunicazione, dei servizi IT, dell’innovazione, e delle relazioni con i cittadini. Presente anche Antonio Abruzzese,  direttore della Polizia Postale e delle comunicazioni (questo fa intendere quanto stia diventando importante il settore dell’IT e dell’informatica nelle Pubbliche Amministrazioni).

pubbliche amministrazioni

I cittadini sempre più spesso richiedono servizi che si adattino alle loro esigenze (parliamo di personalizzazione) ma soprattutto al loro modo di vivere, profondamente diverso da quello a cui le P.A. hanno sempre fatto riferimento. Infatti ciò che è cambiata è stata proprio la comunicazione in sé ma anche i mezzi con i quali viene diffusa. Oggigiorno, per ricercare un orario, per chiamare un ufficio o per trovare una struttura  si cerca il sito istituzionale e si fa un “tap”. Insomma, non siamo più nei tempi delle telefonate infinite e dei tomi con elenchi di aziende, dunque serve un cambiamento all’interno delle P.A.

Ciò che è emerso dal convegno è che le Pubbliche Amministrazioni non devono solamente adattarsi  al cittadino e all’era informatica, perché questo cambierebbe soltanto l’approccio finale e non tutto il processo – quindi porterebbe frammentazione e inutili conversioni dei servizi. No, qui si parla di re-inventarsi, di ri-crearsi fino in fondo, perché la comunicazione deve nascere 2.0 e deve evolversi. Deve nascere sui computer e gli smartphone per finire sugli smartphone. Le P.A. devono comprendere e quindi governare questo cambiamento, cambiamento sia interno che esterno: l’ambiente stesso delle P.A. dovrà rispecchiare fedelmente quello dei cittadini, in modo da fornire una continuità dei servizi. Non è un cambio di processo ma di mentalità, quasi un adattamento biologico, un darwinismo comunicativo.

Digital PR: come sono cambiate le regole delle pubbliche relazioni?

La trasformazione che hanno attraversato e stanno tutt’ora attraversando le pubbliche relazioni in questi anni è certamente profonda.
Si parla spesso di crisi dei media tradizionali, ma sia che si tratti veramente di una crisi oppure soltanto di una lentezza strutturale nell’aggiornamento dei processi comunicativi, stà di fatto che ai media classici si sono affiancati una miriade di altri fattori/player che non possono essere trascurati da chi si occupa di pubbliche relazioni.

  • Contenuti di qualità sempre più importanti

Oggi “ognuno è un media“, tutti possono pubblicare, fare informazione, condividere opinioni, diventare autorevoli ed influenzare gli altri attraverso il web. Non c’è più una comunicazione “dall’alto” ma piuttosto una condivisione e un confronto con contenuti user-generated che nascono per così dire “dal basso”. Per poter fare la differenza in questo mare magnum di informazioni bisogna, oggi più che mai, puntare su contenuti di qualità

Pur mantenendo le classiche attività come il contatto con i giornalisti, l’invio di comunicati stampa e l’organizzazione di eventi, chi fa PR oggi deve necessariamente relazionarsi con nuove realtà.

  • Comunicare e creare relazioni con individui diversi

Non solo i media tradizionali, appunto, ma soprattutto i nuovi giocatori del web: le testate online, i blogger, gli influencer. Gruppi relativamente piccoli – a volte singoli individui – che hanno però un peso importante nell’informazione digitale. Coinvolgerli e creare relazioni con loro, possibilmente a lungo termine, è una delle chiavi per un piano di digital PR efficace.

  • Pensare i contenuti per una fruizione digitale

Lo strumento del comunicato stampa non è “morto”, come alcuni dicono, ma va rivisitato in chiave web, deve essere reso SEO-friendly per “piacere” ai motori di ricerca ed arricchito con link e keywords. Anche le modalità di invio si sono aggiornate: contattare qualcuno via mail oggi significa già usare un tono più informale rispetto al passato, più conciso e puntuale. Inoltre, la necessità di raggiungere nuovi interlocutori come i blogger – ben diversi dai giornalisti tradizionali – richiede un approccio diverso, meno classico e più dinamico, più coinvolgente e con proposte di contenuti pensati per la gente e la condivisione sul web.

  • Valutare, di più e meglio

Sono aumentate le sfide, e con esse le occasioni per fare un bilancio dei risultati. Se prima era difficile poter valutare l’efficacia reale di una campagna di PR basandosi solamente sulla pubblicazione del nostro comunicato da parte del giornale che abbiamo contattato, oggi è possibile quantificare i nostri risultati grazie a tutta una serie di strumenti che possiamo usare per verificare e monitorare la circolazione della nostra campagna all’interno del web e sui social media: un nome per tutti Google Alerts. In questo modo potremo vedere se, oltre ad essere stato pubblicato, il nostro contenuto è stato effettivamente condiviso dalla gente, menzionato, linkato e, quindi, diffuso.

  • Nuove opportunità

Saper sfruttare le nuove possibilità offerte dal mondo digitale può dare risultati davvero interessanti e facilitare il processo di diffusione dei contenuti. Basti pensare alla velocità di propagazione dei contenuti e alla loro capillarizzazione. Inoltre, non è da sottovalutare il vantaggio della permanenza dei contenuti sul web: restando disponibili, cliccabili e condivisibili nel tempo, continuando a lavorare – aumentando visibilità e autorità di chi li ha creati – anche dopo che li abbiamo realizzati.

E siamo, molto probabilmente, solo all’inizio.
Post Scritto in collaborazione con http://www.greatcontent.it/

 

PMI più social delle grandi aziende

Durante la Worldwide Partner Conference è stato presentato uno studio di Microsoft – Ipsos riguardo l’utilizzo degli strumenti di social network esterni da parte di PMI e grandi imprese per promuovere la collaborazione aziendale.

Secondo lo studio entrambe utilizzano i vari social per il business al fine di incrementare la collaborazione e la comunicazione aziendale. Ecco quindi tutto un fiorire di intranet, videoconferenze e social network esclusivamente interni all’azienda, ossia ciò che costituisce la social enterprise, uno dei quattro filoni che porteranno le aziende verso il prossimo futuro insieme a cloud, big data e mobility.

Tuttavia, dal campione di circa 10 mila utenti appartenenti a PMI e grandi imprese di 32 paesi differenti, si evince che le prime sono decisamente più propense a fare uso di numerosi social esterni per scopi professionali rispetto alle grandi aziende che si limitano agli strumenti di comunicazione interna.

Sorprendentemente sono proprio le piccole e medie imprese a dimostrare un’alta propensione all’utilizzo in ambito professionale di Facebook & Co., contrariamente al luogo comune che le etichetta come più arretrate in fatto di strumenti di comunicazione e innovazione in generale.

Nel loro caso, infatti, questi strumenti sono impiegati per un’attività più ampia che comprende la comunicazione attiva con consumatori, clienti, fornitori e concorrenti, oltre ovviamente all’utilizzo interno per migliorare la comunicazione aziendale.

Si sono tuttavia riscontrati alcuni ostacoli all’adozione di questi strumenti social in entrambe le tipologie di aziende. Il primo è rappresentato da un problema di gestione della sicurezza, seguito dal rischio di calo della produttività, che si attesta a circa il 60% in PMI e grandi aziende.

Inoltre, soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni, i reparti IT rappresentano in alcuni casi delle vere e proprie barriere all’utilizzo dei social network. E sempre in queste è altamente controllata l’immagine aziendale, che potrebbe venire intaccata da uno scorretto utilizzo degli strumenti social sul posto di lavoro.

Siete in possesso di un profilo social aziendale?

Comunic/Azione a Reggio Emilia

 

 

 

Oggi segnaliamo un evento, organizzato dalla CNA Emilia Romagna: Comunic/Azione Comunicare oggi fra narrazioni e nuove tecnologie che si terrà il 24 Gennaio 2013 alle ore 15.30 presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il programma del convegno (si può leggere per intero qui) prevede incontri sulla comunicazione non convenzionale, social media marketing, strategie di branding, nuove tecnologie e mobile. Ci sarà anche un incontro con lo scrittore e sceneggiatore Carlo Lucarelli, che parlerà del racconto come strumento di comunicazione.

Per partecipare ci si deve iscrivere (gratuitamente) attraverso il sito di CNA Emilia Romagna qui.

L’evento fa parte di CNANeXT, una serie di eventi itineranti, che hanno l’obiettivo di facilitare l’incontro tra persone e idee, parlare di innovazione e futuro, fungere da laboratorio per far crescere ed elaborare progetti e prospettive.
Se avete la possibilità di parteciparci, lo consigliamo caldamente.

Cos’è il social media marketing? Te lo spiegano Antonio Ferrandina e Roberto Zarriello

Cosa significa realmente Social Media Marketing? A volte tale terminologia viene abusata nel web, quindi facciamo un po’ di chiarezza: il Social Media Marketing comprende approcci e tecniche per costruire reputazioni online, comunità di lettori e credibilità.

Il termine viene, infatti, comunemente usato per individuare la gestione della comunicazione integrata su tutte le diverse piattaforme che il Web 2.0 ha messo e mette continuamente a disposizione.

I social media sono molto diversi dai media industriali, comunemente definiti tradizionali, broadcasting, o mass, come giornali, televisione e cinema. Mentre i media classici richiedono cospicui investimenti per pubblicare informazioni, i social sono strumenti a basso costo che permettono a chiunque (anche a soggetti privati) di pubblicare ed avere accesso alle informazioni.

Oggi non si discute più nelle piazze di paese, si discute nelle nuove piazze virtuali. Nei blog, forum, network, che hanno in comune un’unica cosa: la possibilità di discutere e scambiarsi opinioni in libertà. Ecco perché vi è un rilevante aumento di interesse verso il social.

Se tutte queste questioni vi incuriosiscono e desiderate apprendere strategie e casi pratici per sviluppare il vostro business impiegando facebook, Twitter, LinkedIn, vi consigliamo la lettura del libro “Social Media Marketing. Una guida per i nuovi Comunicatori Digitali” di Antonio Ferrandina (esperto di marketing e pianificazione strategica, docente di Economia Aziendale e Marketing presso l’Università del Molise e di Marketing presso la LUISS Business School) e Roberto Zarriello (docente di Scrittura e giornalismo per il web nel Master in Nuovi Media all’Università di Foggia, giornalista, blogger, formatore).

Due punti di vista diversi: un marketer e un comunicatore che fondono le loro esperienze per rivelare i segreti del mestiere.

Con il contributo di due altri professional: Francesca Ferrara e Massimo Nava che hanno voluto donare il loro prezioso apporto in termini di strategie, tecniche e spunti operativi.

Desideri imparare a comunicare? Hai una settimana per farlo!

Dopo gli appuntamenti annuali con il design e la moda, Milano sceglie di dare spazio e idee al sistema della comunicazione italiana.

Da oggi 3 ottobre fino al 9, la città ospiterà la seconda edizione della “Settimana della Comunicazione”, una reunion di esperti in editoria e comunicazione d’impresa, professionisti del marketing, artisti, designer e creativi. La manifestazione è aperta anche alle università, alle associazioni e istituzioni, ai cittadini, agli appassionati o ai semplici curiosi.

L’evento è un progetto dei due comunicatori di Richmond Italia Pietro Cerretani e Claudio Honegger. Il concept generale della kermesse sarà il consumo consapevole, la nuova modalità di interazione e di comunicazione condivisa sia dagli operatori del settore che dai consumatori.

Un contenitore di incontri, eventi, mostre e workshop interamente dedicati al mondo della comunicazione che coinvolgerà più di 30 location del capoluogo lombardo.
Il programma 2011 ruoterà attorno a quattro percorsi tematici:

Esperienza: tutto ciò che si prova dal vivo in un percorso guidato o in un contesto in cui l’azienda è presente direttamente: Event Marketing, Marketing Experience, Multisensorialità;

Responsabilità: tutto ciò che ha a che vedere con l’impegno per un futuro più sostenibile e improntato al rispetto dei valori umani: Green economy, Green Communication, CSR, Etica, Trasparenza;

–  Provocazione: tutto ciò che graffia, rompe, sposta, riscrive, deforma i codici e cattura l’attenzione creando complicità: Guerrilla, Viral, Unconventional;

Aspirazione: tutto ciò che evoca o rappresenta uno status symbol, un valore identitario, i meccanismi di inclusione/esclusione di una comunità, il lusso materiale in tutte le sue sfumature, la sensazione di un lusso immateriale.

“L’evento – dichiara Pietro Cerretani – dovrebbe diventare un punto di riferimento della cultura della comunicazione e un messaggio da lanciare soprattutto ai giovani: nella comunicazione il talento deve sempre coniugarsi con la professionalità, e la creatività è solo un aspetto che va accompagnato allo studio e al rigore, all’ ascolto e all’osservazione, alla ricerca e alla multidisciplinarietà, senza dimenticarsi l’etica che non è una formula ma un’applicazione quotidiana. A fianco agli eventi è in programma anche un premio alla creatività e ai giovani talenti.”

E voi? Parteciperete sfoderando la vostra creatività?