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Per gli Italiani la Pizza non si tocca! Ecco la risposta alla campagna McDonald’s.

Non toccateci la Pizza! Dopo l’uscita dello nuovo spot McDonald’s che mette a confronto la pizza con un “Happy Meal”, il web ha visto la reazione del popolo italiano.

Lo spot accusato mette in scena la cena di una famiglia in un’anonima e monotona pizzeria. Mentre i genitori si interrogavano su che pizza scegliere, il figlio dice deciso e sicuro al cameriere di volere un “Happy Meal” e da un mondo tetro e bicolore si passa improvvisamente all’allegro ristorante che vende hamburger. Ecco qui sotto il video:


Pizzaioli, politici e web blogger, tutti a gridare allo scandalo. Il vicepresidente della camera Di Mario, addirittura vuole togliere McDonald’s da Expo, mentre Grillo ha annunciato un ricorso all’Agcom.

La risposta più originale l’ha avuta Egidio Cerrone, alias “Puok e med” giovane food blogger partenopeo che assieme a Giuseppe Tuccillo ha girato un video che mostra come i bambini italiani abbiano le idee chiare su cosa preferire tra una pizza o un panino del McDonald’s.

Il video è ambientato a Napoli, terra nativa della pizza, dove un ragazzino in coda alle casse del più famoso fast food al mondo dice al padre: “Papà, ma ch’amma fa cu’ sta schifezza? Io voglje ‘a pizza!”.

Nello spot napoletano ad essere celebrata è la popolare pizza a portafoglio, gustosa variante “mini” e da asporto della pizza margherita, venduta per lo più all’ora di pranzo e gustata in piedi, davanti al banco. Anche questo è “fast food” sembra sottintendere il provocatorio video che placa con una grassa risata le polemiche sollevate dalla campagna McDonald’s.

Che la pizza napoletana sia meglio del McDonald’s non c’è ombra di dubbio ma se la multinazionale americana è, assieme a Coca Cola, lo sponsor ufficiale dell’Expo “2015, l’esposizione Universale sull’alimentazione e la nutrizione, qualche domanda bisogna pure farsela!

Buona Visione

Una nuova campagna per milioni di bottiglie!

Per stupire ancora una volta i suoi fan, Coca-Cola Israel ha lanciato la nuova campagna “Stay Extraordinary”, focalizzata sull’unicità di ognuno degli affezionati della bibita.

In molti punti vendita israeliani, i consumatori hanno già potuto acquistare dei pacchetti contenenti una bottiglia di Diet Coke e dei bicchieri caratterizzati dalla stessa fantasia. In più, agli stessi consumatori sono state date delle magliette e delle cover per iPhone che riportavano ancora una volta il loro personale disegno.

La grande innovazione sta però nella modalità di realizzazione: a progettare ogni singola bottiglia è stato un algoritmo, che è riuscito a creare milioni di design differenti in completa autonomia, senza bisogno dell’intervento umano.

Alon Zamir, Vice Presidente Marketing di Coca-Cola Israel, ha commentato: “Siamo fieri di lanciare una così complessa, innovative e straordinaria campagna che possa trasmettere ai consumatori di Coca-Cola quanto essi stessi siano straordinari”.

Stay Extraordinary” ha riscosso subito consenso: secondo i dati dell’agenzia, le vendite sono aumentate del 2,1%  e mentre la preferenza per il brand del 3%. Anche sul web questa nuova pubblicità ha avuto successo e subito sono comparsi annunci su eBay che partono da $15 per una singola bottiglia.

Coca-Cola ha colto nel segno anche questa volta?


 

Coca-Cola promuove lo sport oltre le rivalità

 

In occasione del derby di Milano svoltosi ieri, Coca-Cola ha diffuso di recente un nuovo spot che si inserisce nella campagna #Sharethegood che esalta gli eroi del quotidiano, quelle persone comuni che sognano un mondo migliore. Dopo “Security Cameras”, condiviso in modo virale sul web, il brand Coca-Cola racconta la sua visione del calcio e in particolare del derby più sentito dell’anno.

Durante la partita Milan-Inter dello scorso 22 dicembre 2013 a San Siro, sono stati posizionati due grandi distributori di Coca-Cola agli ingressi allo stadio delle due curve. La particolarità? Su entrambi c’era uno schermo e un grande pulsante con sopra scritto “share”, una volta premuto, una Coca-Cola appariva gratuitamente alla postazione opposta, regalandola, quindi, a un avversario.

Il risultato è stato straordinariamente positivo: in meno di un’ora entrambi i distributori sono stati completamente svuotati. Venerdì scorso in occasione della partita, il video che racconta questo esperimento è stato pubblicato sul canale youtube di “Coca-Cola”.

Il simpatico spot, promuove il fairplay e il sentimento di unione e amicizia che lo sport dovrebbe trasmettere, al di là di ogni rivalità. Sebbene per caso, il contesto in cui lo spot si sta diffondendo non è mai stato tanto azzeccato.

A Roma, infatti, solo pochi giorni fa, la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina si è trasformata in una guerriglia tra ultras con diversi feriti, uno dei quali in fin di vita. Coca-Cola ricorda così che lo sport non è assolutamente violenza e contrasti, ma dovrebbe trasmettere felicità e gioia di stare assieme, i messaggi chiave delle diverse pubblicità del marchio.

A noi ha strappato un sorriso, e tu che ne pensi?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

The World is yours

Mancano esattamente 98 giorni alla cerimonia d’apertura della FIFA World Cup, che si svolgerà al San Paolo Stadium il 17 Giugno a mezzogiorno.

Proprio per questo, due giorni fa, con l’hashtag #100daystogo è iniziata ufficialmente la Mundial Fever.

Come ogni quattro anni, l’attesa spasmodica del più grande evento calcistico dell’anno è fomentata dagli official partner della FIFA, che hanno già lanciato i primi spot virali in rete:

Anche la mascotte, Fuleco, nome derivato dalla fusione di futebol, (calcio in portoghese) ed ecologia , rinforza la campagna mediatica messa in atto dagli sponsor e distrae dai problemi reali che affliggono la preparazione do Mundial, come gli stadi ancora in cantiere che continuano a subire ritardi nella costruzione.

We are working in conditions where the cement is not even dry – ha detto il Segretario Generale della FIFA, Jerome Valcke che ha poi continuato – We still have to install all the IT(Information Tecnology) solutions for the media. Without IT and without the telecommunications in place in the stadium you will say we are the worst organizers and it was the worst event.”

Nonostante gli spot virali dei partner stiano generando la febbre del Mondiale, il successo di tutto l’evento dipende dal completamento degli stadi. Riuscirà la FIFA a non deludere le aspettative che sta creando?

Ai lettori l’ardua sentenza. 

 

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Disintossicarsi? Basta un collare!

Siamo abituati a vederli attorno alle teste dei nostri animaletti a quattro zampe, ma grazie a Coca Cola ora anche le persone potrebbero indossarli.

Stiamo parlando dei collari elisabettiani, utilizzati solitamente per impedire agli animali domestici di leccarsi ferite o piaghe, ma che nello spot della bevanda più amata al mondo diventano il rimedio contro la dipendenza da social network.

Si chiama Social Media Guard la campagna realizzata da Coca Cola che rimprovera la nostra schiavitù da connessione e il nostro eccessivo distacco da ciò che di piacevole ed insostituibile ci offre il mondo “off line”.

Come ovviare a questo problema? Indossando il collare Elisabetta! Quest’ultimo costringe la persona che lo porta a guardare dritta davanti a sé, distogliendo l’attenzione dallo smartphone e spingendolo finalmente a guardare ciò che gli/le sta intorno.

È ormai indubbio che il tempo passato a condividere le nostre esperienze sui social network sia spesso nettamente superiore al tempo che dedichiamo a viverle direttamente. E questo dovrebbe spingerci ad una seria riflessione non sul modo in cui utilizziamo le tecnologie, ma sul modo in cui permettiamo loro di monopolizzare il nostro tempo libero.

Che sia davvero il caso di far indossare alle persone un collare o possiamo sperare in un esame di coscienza con esiti ragionevoli? Magari senza aspettare che ci venga suggerito dalla Coca Cola.

Ekocenter: il progetto Coca Cola per battere la povertà

Forse qualcosa sta cambiando, nel mondo. Abbiamo già parlato di due progetti titanici ad opera dei colossi mondiali in favore dei Paesi più arretrati, il Project Loon di Google e la Alliance For Internet Affordance (A4IA).

Anche Coca Cola si attiva, ancora una volta, per il sociale. In collaborazione con diverse altre compagnie e con lo stesso Governo degli Stati Uniti, l’azienda della bibita gassata più conosciuta al mondo ha realizzato gli Ekocenter. Si tratta di negozi dotati di pannelli fotovoltaici e di un sistema di purificazione dell’acqua denominato Slingshot.

Grazie a questi strumenti, gli Ekocenter saranno in grado di fornire gratuitamente beni di prima necessità, acqua potabile, energia pulita, vaccini e perfino una connessione wireless, cosa che lo stesso Zuckerberg ha definito “diritto umano”. I negozi saranno localizzati nei Paesi più poveri del pianeta, in particolare in Asia, America Latina e Asia, zone del mondo che da sempre soffrono della carenza dei più elementari beni di prima necessità come acqua o medicinali.

Coca Cola ha dichiarato di voler realizzare almeno 1500 Ekocenter entro la fine del 2015 non solo nelle zone già citate, ma anche nelle zone più isolate del Nord America.

Come già detto, pare che i colossi mondiali si stiano muovendo per fini filantropici. Non possiamo che essere felici degli investimenti di risorse e energie che le grandi multinazionali stanno impiegando per portare dignitose condizioni di vita nelle zone più povere del pianeta.

Etichette personalizzate anche per Nutella

Uno degli obbiettivi fondamentali del marketing aziendale è fare sentire il cliente come l’unico e privilegiato consumatore di tutta l’azienda, invogliandolo ad acquistare il prodotto o il servizio offerto e, allo stesso tempo, ampliare questo risultato a tutto il parco clienti aziendale, in maniera da massimizzare il profitto.

Sembra un paradosso irresolubile, ma esistono diverse strategie ben collaudate. Quella che sta riscuotendo maggior successo è senza dubbio la tecnica di personalizzazione dei prodotti alimentari industriali.
Un esempio perfetto sono i prodotti Coca Cola, che si spogliano del loro logo per adottare diversi nomi propri di possibili consumatori – argomento di cui avevamo già parlato in precedenza.

Altro esempio calzante è il Magnum Pleasure Store di Milano, che permette di acquistare un gelato Magnum completamente personalizzato. Oggi invece è possibile avere i vasetti di Nutella con l’etichetta personalizzata col proprio nome.

Il procedimento è diverso dalla campagna Coca Cola, ma altrettanto efficace. Si può ottenere la propria etichetta personalizzata solo tramite la fanpage di Facebook di Nutella, in cui si inserisce il proprio nome e il proprio indirizzo di casa. Qui verranno recapitate due etichette adesive Nutella personalizzate, di dimensioni differenti così da adattarsi al barattolo da 400 gr. e a quello di 750 gr.

Inoltre la Ferrero ha lanciato un concorso in tema, mettendo in palio 100 tostapane e altrettanti pouf a marchio Nutella, destinati alle più creative fotografie dei clienti insieme al barattolo di Nutella con l’etichetta personalizzata.

Questa soluzione di marketing è stata testata prima in Spagna e successivamente in Belgio e in Francia.
Sebbene l’iniziativa della Ferrero spagnola fosse limitata al periodo di tempo compreso tra aprile e giugno, è bastato comunque poco per capire che questa tecnica di marketing paga: le 1000 etichette che erano state messe a disposizione per la prima settimana sono state esaurite entro le prime due ore dall’apertura della campagna. È probabile che presto le etichette personalizzabili arriveranno anche sui mercati italiani e svizzeri.

La campagna si sviluppa affidandosi al marketing virale, che impiega i social network come Facebook e Twitter o Youtube. Il target più sensibile a questo tipo di iniziativa sono i giovanissimi, che si riconoscono nel concetto di condivisione di oggetti comuni con persone importanti o in momenti significativi.

Coca Cola Life: nuova vita alla stevia

GoGreen è la tendenza del 2013 e anche Coca Cola ci si è adeguata lanciando sul mercato Coca Cola Life, la nuova bevanda gusto Coca Cola dolcificata con la stevia, una pianta originaria del Sud America.

Per ora si tratta di una prova, di fatto la Coca Cola Life è arrivata solo sugli scaffali dei supermercati argentini, ma si parla di una commercializzazione anche in Europa dopo aver ricevuto i feedback di questo nuovo prodotto.

La stevia è una pianta della famiglia dei crisantemi, che dolcifica circa 200 volte più dello zucchero raffinato e che, oltre ad essere molto più naturale, ha un contenuto calorico decisamente inferiore. Caratteristico di questa pianta è il retrogusto al sapore di liquirizia, ma dalla multinazionale arrivano le rassicurazioni che la famosa bevanda gassata avrà lo stesso sapore riconoscibile grazie a una specifica lavorazione di questa pianta.

Decisamente degna di nota è la campagna pubblicitaria della Coca Cola che ci stupisce come sempre, adeguandosi alle ultime novità in fatto di trend di alimentazione. Per questa occasione la Coca Cola sveste la divisa rosso fuoco in favore di un’estetica più naturale, verde e bianca, coerente al messaggio che vogliono veicolare: una bevanda naturale e biologica.

Molti non hanno preso bene la notizia di questo nuovo prodotto che, secondo loro, millanta un aspetto naturale pur non essendolo affatto. Che sia solo un’azione di marketing tanti non lo mettono nemmeno in discussione.

Invece alla proposta di impiegare questa nuova bevanda come un sostituto effettivo per diabetici e obesi, risponde sulle pagine dell’ Huffington Post Sharon Akabas, direttore dell’Istituto di Nutrizione Umana della Columbia University: “lo slogan della Coca Cola suggerisce che quella della Coca Cola Life sia una soluzione per chi non sa rinunciare alla cola pur non potendo berla per problemi di salute. Eppure resta una bevanda piena di calorie derivanti dallo zucchero e senza sostanze nutritive”.

Il video proposto paragona la Coca Cola Life al sapore del primo bacio (sulle note di Kiss Me dei Sixpence None The Richer) vendendoci un’emozione unica e irripetibile unita a una sfumatura green che tenta di accaparrare anche i meno simpatizzanti della multinazionale.

E voi cosa ne pensate: vedremo presto le nuove bottigliette “green” sugli scaffali dei supermercati europei?