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Samsung lancia la rivoluzione del cloud nell’advertising digitale

All’interno dell’Integrated Systems Europe (ISE) 2013, l’expo dedicata ai display più grande d’Europa, Samsung ha presentato i suoi innovativi prodotti per il digital signage, ovvero la segnaletica digitale: una forma di comunicazione digitale nella quale i contenuti visuali sono veicolati attraverso dei display in prossimità dei punti vendita o in luoghi pubblici.

Con la sua Smart Signage Platform, Samsung è la prima a introdurre la gestione via cloud di questi dispositivi. Questi nuovi display informativi non hanno bisogno di supporti come un computer o una set box per funzionare, per essere impostati e per caricarci i contenuti. Questo implica un abbassamento dei costi rilevante, dato che i costi di gestione della digital signage prima del cloud computing erano abbastanza alti.

Oltre alla nuova gestione via cloud Samsung ha presentato anche il suo Sofware Developement Kit, il primo nel mercato del signage. Questo kit permette ai partner di creare applicazioni personalizzate, che siano adatte al tipo di utenti che andranno a toccare, che si integrino alla perfezione negli ambienti commerciali ai quali sono destinate. Inoltre i nuovi prodotti sono dotati della funzionalità Plug&Play, quindi è possibile caricare contenuti e controllare il dispositivo attraverso l’USB grazie al software Samsung MagicInfo Premium.

Si nota che le imprese stanno spingendo sulla comunicazione digitale, la categoria più in crescita nel settore pubblicitario. Infatti strategicamente Samsung si può imporre attraverso questi nuovi prodotti come leader nel mercato B2B del digital signage.

Grazie alla sempre maggiore integrazione di tecnologie e all’abbassamento dei costi di gestione, la Smart Signage Platform può rappresentare il futuro definitivo del signage, aiutando la comunicazione professionale a raggiungere sempre meglio i suoi clienti, fondendo digitale e visuale per creare emozioni e coinvolgere più persone.

Come proteggere i nostri lucchetti?

Dave è un santone. Vestito di bianco, coi capelli lunghi e brizzolati. Siede a leggere la mente di alcuni passanti convinti per strada al colloquio, grazie alla scusa del lancio di un nuovo programma televisivo.

Dave sa. Conosce i nomi dei più cari affetti degli intervistati, la loro vita amorosa, i problemi di salute, i colori delle abitazioni in cui vivono; ma anche le loro transazioni bancarie, i numeri di conto corrente, delle carte prepagate e molto altro ancora.

Ma qual è il segreto di Dave?

Come nei tradizionali copioni, viene calato un sipario: all’interno del tendone nel quale Dave incontra i suoi clienti, scopriamo un vero e proprio team di hacker intenti a frugare tra le pagine facebook e altri profili social dei candidati.

Uno viral spot efficace, viste anche le 6 milioni di visualizzazioni su Youtube, che porta alla luce quanto siano fragili i nostri sistemi di sicurezza e quanto siano esposti i nostri dati sensibili.

Ormai la pirateria informatica è divenuta una minaccia che riguarda sempre più da vicino sia privati che aziende: secondo l’ultimo Norton Cybercrime Report, infatti, il volume d’affari del cybercrimine nel mondo si aggira attorno ai 338 miliardi di dollari.

Cercare di non essere ingenui ormai non basta più, bisogna necessariamente correre ai ripari. Come ovviare a ciò?

Gran parte della strategia sta nella sicurezza dei nostri lucchetti, le password.

Sia facebook che Google Accounts hanno introdotto la possibilità di inserire una doppia password per gli accessi ai nostri account e account aziendali. Questo sistema di doppia autenticazione permette, una volta inserita la classica password tradizionale al momento dell’accesso, di farci ricevere un sms nel quale troveremo un codice numerico da inserire poi durante la nostra operazione di login.

Questa procedura è identica allo stesso principio di utilizzo dei token, solamente che come token vengono utilizzati i cellulari. Il doppio lucchetto ai nostri dati è più che mai indispensabile quando accediamo da più dispositivi grazie ai sistemi cloud, ovvero quelli che permettono di archiviare i nostri dati in rete.

Ma se tutto ciò non basta, il business della sicurezza informatica ha ideato anche delle applicazioni al fine di mettere tutta la nostra “vita del web” in cassaforte. Un esempio? SplashID.

SplashID memorizza in maniera sicura tutti i nostri dati sensibili su un database sicuro e crittografato che è rapidamente accessibile sia da computer portatili sia da computer desktop. Questa app organizza e protegge tutti i nostri nomi utente, password, PIN, e altri dati, in una posizione comoda e sicura.

Avete provveduto a mettere in salvo i vostri dati?

All’E-festival 2011 con la testa tra le nuvole

Come preannunciato qualche settimana fa si è tenuto a Milano E-festival, l’importante kermesse sulla tecnologia. All’interno della manifestazione segnaliamo l’incontro svoltosi al Museo della Scienza e della Tecnologia “Con la testa tra le nuvole”. Perché ci ha colpito? Perché l’evento era focalizzato sul concetto di cloud computing.
In informatica con il termine inglese cloud computing si indicano un insieme di tecnologie che permettono di archiviare ed elaborare dati, grazie all’utilizzo di risorse hardware o software distribuite e virtualizzate in rete.

Marcella Logli, Responsabile Comunicazione Top Clients Telecom Italia, ci spiega perché nasce Cloud People. Una community on-line che mette insieme competenze diverse (professori, sociologi, esperti, studenti, ecc..) e in cui è possibile trovare contenuti e opinioni informandosi in modo gratuito. Una soluzione per tutti che aiuti a capire il concetto e l’efficienza del cloud computing già introiettato nelle grandi imprese.

Francesco Sacco, Managing director ENter Bocconi, ritiene che il cloud computing sia un’occasione per un sistema efficiente e trasparente che possa porre soluzioni adeguate e progetti per una realtà appartenente al XXI secolo.
Per esempio propone una soluzione per l’IVA: la fatturazione on-line che permette attraverso il cloud di registrare le fatture all’agenzia delle entrate in modo che non vadano perse. I vantaggi sono: non più evasioni fiscali, non più fatture false e sarà chiaro alla collettività chi paga in tempo e chi no.

Ma il cloud si avvicina anche al mondo delle automobili. Alessio Franco, capo ufficio stampa di Ford, parla della nuova Ford Evos concept, il primo veicolo ibrido cloud-connected. L’obiettivo è garantire la mobilità del web, permettendo ai clienti di essere connessi con il mondo esterno durante la guida. Un’idea nata dal bisogno di capire sempre di più i gusti e i bisogni dei consumatori ma assicurando sempre e comunque la sicurezza sulla strada.

Ma vi siete mai chiesti quali sono i pericoli che si incorrono con l’utilizzo della tecnologia?

Luca Tremolada, giornalista del Sole 24 Ore, ha sottolineato questo concetto parlando anche della Privacy e di come negli Stati Uniti sia più facile fornirla in cambio di popolarità mentre in Europa tendiamo a salvaguardarla di più. Al giorno d’oggi sappiamo che la protezione dei dati personali va un po’ perdendosi con l’evolvere del mondo digitale e dei Social Network.

Dunque, siete tutti pronti per affacciarvi ad un’era sempre più rivoluzionaria nel campo tecnologico?