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Tra vero e falso. La campagna per Getxophoto.

Le foto dell’account Instagram @abdoudiou1993 sembrano mostrare il viaggio di un giovane ragazzo dal Senegal fino alla Spagna. Tante storie e tanti paesaggi: foto in famiglia, traversate del deserto fino alla documentazione fotografica di un arresto da parte della polizia e l’arrivo in un centro di detenzione per immigrati irregolari. La Stampa, Il Corriere della Sera, Vanity Fair, e l’Huffington Post hanno parlato di questa storia, presentandola come autentica e reale ma in realtà l’intera operazione è una campagna pubblicitaria per promuovere un festival di fotografia.

Nel giro di qualche ora i giornali coinvolti hanno corretto i loro articoli, senza segnalare che nelle versioni precedenti presentavano le foto come autentiche. Un giornalista del quotidiano spagnolo El País infatti aveva notato alcune stranezze nelle didascalie delle foto pubblicate che utilizzavano hashtag molto “occidentali” come #happyfamily #daydreamers. Tra i vari ne ha trovato uno che ha attirato la sua attenzione: #getxophoto. Con una breve indagine è così riuscito a ricostruire l’origine della storia.

Getxophoto è un infatti festival di fotografia e per attirare l’attenzione sulla prossima edizione che inizierà il prossimo 3 settembre ha prodotto una campagna pubblicitaria incentrata sui viaggi dei migranti per arrivare in Europa. Le tre persone che compaiono nelle foto e nel video sono tre attori non professionisti. I responsabili di Getxophoto hanno spiegato di aver voluto giocare con il contrasto degli hashtag con le foto, abbinando hashtag che sono molto frequenti sui profili Instagram europei con le foto del viaggio del migrante.

Insomma l’agenzia creativa Volga ha alla fine dichiarato che la finalità era quella di utilizzare un video di 60 secondi e un account Instagram collegato con lo scopo di indurre una riflessione sul modo in cui usiamo e condividiamo le immagini dei migranti e delle migrazioni sui giornali e sui social network, un tema davvero caldo in questo periodo storico.

Una strumentalizzazione o un approccio intelligente ai Social Media? Quello che conta è che ha funzionato.

Google Android e la sua campagna “Be togheter not the same”.

 

Be togheter Not the same. Ormai lo slogan è noto al pubblico. Android continua con la sua campagna pubblicitaria nata per la pubblicizzazione di Lollipop 5.0, l’ultima versione del suo sistema operativo.

Google sembra aver finalmente sviluppato un piano marketing legato al brand Android capace di competere con lo spietato mercato. Nei video  l’attenzione non è focalizzata sulle qualità del prodotto o sulle sue caratteristiche tecniche. Quello che Android ricerca è la sensibilizzazione del cliente puntando sul fattore emotivo

Il suo ultimo spot ha per oggetto la condivisione e la registrazione ( sia audio che video) di momenti unici quotidiani. Momenti che nessuno di noi vuole perdere o dimenticare e grazie alle funzioni di Lollipop è possibile immortalare o condividere in tempo reale. I soggetti inquadrati non sono definiti dalla classe sociale o dall’età, la caratteristica che gli accomuna è l’utilizzo di Android .

Lavorando di creatività Google sembra aver trovato la soluzione giusta per coinvolgere il pubblico creando quel senso di appartenenza che mancava a  tablet e smartphone Android. Bisogna attendere feedback per capire il successo della campagna. Non ci rimane che guardare lo spot.

Buona Visione.

“Make music with Ipad”, creare hits dal tuo tablet.

 

“Make everything you want with Ipad” è questo il concept che Apple continua a spingere per la sua linea di tablet. Lo ha fatto ancora la scorsa notte lanciando la sua nuova campagna pubblicitaria “Change” durante la 57esima edizione dei Grammy Awards tenutisi allo Staples Center di Los Angeles.

Lo spettacolo, equivalente ai premi Oscar per la musica, ha messo in evidenzia il nuovo spot Apple, realizzato assieme alla cantante svedese degli Elliphant, Ellinor Olovsdotter, il producer di Los Angeles Gaslamp Killer e il Dj inglese Riton. Gli artisti presenti nello spot si sono prestati alla multinazionale della Silicon Valley mostrando tutte le fasi di realizzazione di una hit, dalla stesura iniziale della canzone alla produzione, compresa la registrazione e gli stadi intermedi fino ad arrivare al pezzo concluso, remix del brano “All Or Nothing” degli stessi Elliphant.

Tim Cook CEO di Apple avrebbe sponsorizzato lo show con due milioni di dollari sottolineando l’importanza di farsi notare durante il pre-show. E’ stata inoltre, per Apple, l’occasione per riproporre al grande pubblico la valenza di molte sue applicazioni come Apple GarageBand, per la nozione musicale, iMPC per la produzione, Serato Remote per le esibizioni dal vivo e infine Manual Camera per le riprese e la creazione del videoclip.

Lo spot ha inoltre riacceso quelli che sono i rumors riguardanti l’applicazione Beats Music, grande concorrente di Spotify e Itunes Match per quanto riguarda l’ascolto di musica in streaming a pagamento. La società infatti ha previsto il rilancio dell’applicazione entro giugno sotto una nuova veste e soprattutto con una nuova tassa da pagare.

Apple si dimostra ancora una volta ai vertici per quanto riguarda marketing e pubblicità mirata. Buona visione.

 

Quando la bici fa bene al cuore

Ogni anno a Toronto si svolge la competizione ciclistica a scopo benefico “Becel Ride for Heart” promossa dalla “Heart and Stroke Foundation of Canada” per la raccolta di fondi essenziali per supportare programmi di ricerca sui disturbi cardiovascolari, ma anche corsi educativi e di prevenzione e sostegno ai malati.

Dal 1987, data della prima edizione, questa competizione è cresciuta in modo esponenziale, basti pensare al fatto che nel 2011 Heart Foundation ha battuto ogni record raccogliendo quasi 4 milioni di dollari. Non è da escludere la possibilità che quest’anno i numeri possano crescere ancora, il percorso del primo giugno tracciato lungo la “Gardiner Expressway” e la “Don Valley Parkway” in totale ospiterà quasi 13.000 ciclisti.

Quest’anno l’agenzia pubblicitaria agency59 ha voluto stravolgere quello che in realtà a dirlo sembra un ossimoro, collegando il concetto di malattia a quello di salute. Come? Da una sedia a rotelle ha voluto creare un’originale bicicletta perfettamente funzionante e da quest’operazione è nata l’idea per la realizzazione di uno spot meraviglioso.

Il video si apre con un uomo che porta una sedia a rotelle nel suo garage, per poi mettersi subito al lavoro. Lo vediamo smontare e rimontare pezzi mentre le ore e i giorni passano, finché una volta completata l’opera, esce in sella alla nuova bici appena terminata. A questo punto, mentre stiamo ancora guardando la bicicletta e le strane ruote che tradiscono il suo passato, sullo schermo leggiamo il motto della campagna e della corsa “From hospital to health” e poco dopo l’hashtag #createsurvivors.

È un video semplice, ma sa colpire forte “al cuore” inducendo lo spettatore a una riflessione. L’uomo dopo la guarigione ha la possibilità di pedalare e dare speranza ad altre persone, così come i partecipanti di “Ride for Harth”.

 

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Un cartellone vi conquisterà

La famosa agenzia di viaggi francese Voyages-sncf.com ha da poco proposto un servizio pensato per aiutare le persone a seguire le loro più grandi passioni, proponendo alcune offerte speciali che prevedono non soltanto tariffe vantaggiose per quanto riguarda il viaggio in treno, ma anche i biglietti per vari spettacoli o avvenimenti in modo da poter seguire eventi speciali anche se lontani dalla propria città.

I pacchetti sono diversi e rinnovati ogni mese e permettono di risparmiare tempo e denaro prenotando tutto nello stesso momento. L’offerta non riguarda solamente concerti e spettacoli, ma anche festival particolari, parchi a tema, musei e mostre e manifestazioni sportive.

L’agenzia pubblicitaria TBWA\Paris che si è occupata della campagna pubblicitaria del progetto “Instants V” ha creato qualcosa di davvero unico nel suo genere.

Avreste mai voluto sbirciare sotto il famoso vestito bianco di Marillyn Monroe, assistere ad un concerto lirico per la strada o fare la doccia con un muscoloso rugbista? A Parigi, grazie a dei cartelloni pubblicitari molto speciali ideati per questo progetto, i passanti hanno potuto avere un assaggio di tutte queste esperienze.

Il motto “le vostre passioni sono più vicine di quanto non immaginiate” è stato, quindi, preso davvero alla lettera dalla TBWA. Lo spot pubblicitario diffuso in questi giorni, infatti,  mostra le reazioni dei Parigini di tutte le età a questi fantastici cartelloni interattivi … sicuramente ricorderanno questa offerta per un bel po’ di tempo, che dite?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Essere poliziotti è più difficile di quello che pensi

Cosa faresti se fossi un poliziotto in una situazione pericolosa?

È ciò che chiede agli utenti la nuova campagna pubblicitaria #itswhatwedo creata dalla Scottish Police Federation in collaborazione con Tinker Taylor TV, Brain Candy Films e Simon Ellis Films.

I tre cortometraggi che sono stati creati descrivono la cruda realtà che devono fronteggiare i poliziotti scozzesi, presentando in maniera realmente impattante tre eventi critici nei quali gli spettatori hanno la possibilità di immedesimarsi.

Il risultato di tanta violenza e di situazioni limite è che lo spettatore da subito si sente a disagio, aspettandosi il peggio da una situazione che inizialmente sembra di normale routine: persone ubriache, incidenti d’auto e maniaci con il coltello sono i tre eventi prescelti per i video.

Le parti finali non portano a una vera e propria conclusione, ma al contrario lasciano che l’immaginazione dello spettatore e gli elementi forniti durante la visione degli spot completino la scena lasciata in sospeso fino al colpo finale in cui compaiono i dettagli personali di Maggie, Robert e Andrew.

Ciò che viene rappresentato sembra un incubo, ma purtroppo è reale e queste persone devono farci i conti tutti i giorni.

Quello che viene sottolineato è che i poliziotti devono compiere scelte a cui i cittadini normali non sono sottoposti solitamente. Nel sito c’è una breve introduzione ai video in cui la parte finale recita così: “We are honest enough to say that we don’t always get it right for we are human like everyone else. We have mothers and fathers, sons and daughters, we have families who love us and who we love back. We may be fallible but we are there. We keep our communities safe.”

E tu? Cosa faresti?

Per vedere gli altri video vai sul sito http://www.itswhatwedo.org.uk/

 

 

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Fai ballare i Saike Nudols!

Un nuova e originale campagna pubblicitaria sta ora spopolando all’interno di YouTube, famosa per essere la piattaforma preferita da chi vuol dar vita a forme innovative di creatività.

Ed è proprio di creatività che si parla anche in merito alla nuova campagna unconventional sviluppata da DLVBBDO e Star per il lancio di Saikebon, la nuova linea di noodles istantanei rivolta ad un target di young adults e supportata dal relativo profilo Google Plus e dalla fanpage Facebook.

Un format interattivo che combina musica ed intrattenimento i cui protagonisti sono 5 ballerini, i Saike Nudols, messi a disposizione degli utenti: saranno questi ultimi infatti a decidere quale genere musicale dovrà ballare la crew, i cui componenti forniranno in tempo reale la loro interpretazione, anche quando non sapranno da dove iniziare.

È da leggersi in chiave metaforica invece la versata d’acqua bollente, solitamente utilizzata per la cottura dei noodles, che in questo caso servirà per dare il via alle danze.

Ma non è finita qui. Annesso al format, vi è pure un concorso il quale offrirà ai consumatori la possibilità di aggiudicarsi una vera e propria festa con DJ, fotografo e ovviamente tanti Saikebon noodles!

Dunque non vi resta che precipitarvi nel custom channel di Saikebon ed interagire con questi 5 simpatici ballerini. Chi lo sa, magari a fine esibizione vi verrà voglia di noodles!

“Make Love”…not war!

C’era una volta una campagna pubblicitaria intitolata “Make Love”, nelle cui foto promozionali vi era ritratto un attore e fashion designer indiano Sikh di nome Waris Ahluwahlia insieme ad una modella, Quentin Jones.

Una tagline dolce, positiva e per nulla provocatoria. Sembrerebbe un’ ottima trovata pubblicitaria quella realizzata da Gap, il brand di abbigliamento made in U.S.A, se non fosse per il fatto che, una volta esposta nella stazione della metropolitana di Pelham Bay nel Bronx di New York, si è trasformata in un’orrenda manifestazione di razzismo.

Il “Make Love” è diventato infatti un “Make Bombs!”, seguito dal commento “Please stop driving taxis” (“Per favore smettete di guidare i taxi”).

Ed è in questo momento che è subentrata la figura di Arsalan Iftikhar, senior editor del The Islamic Monthly e fondatore di TheMuslimGuy.com, nonchè portavoce dei musulmani pacifisti. Iftikhar, dopo aver visto la foto dell’annuncio deturpato pubblicata dal suo amico Robert Gerhardt su Instagram, ha pensato di condividerla come dimostrazione del fatto che il razzismo esiste ancora e non perde occasione per farsi sentire.

Nessun tag, nessun tipo di richiamo. Eppure Gap si è precipitato subito in risposta al messaggio di Iftikhar, chiedendogli dove fosse attaccato il manifesto per poter andare a rimuoverlo e impostando come immagine di copertina su Twitter l’annuncio originale.

Sul Daily Beast il portavoce dell’islam pacifista ha affermato: “Volevo che il mondo vedesse come milioni di persone dalla carnagione scura sono viste in America oggi. Così ho provveduto a pubblicare questa fotografia ai miei 40.000 seguaci su Twitter e Facebook e ho chiesto loro di condividerla ai loro amici per cercare di creare buzz sui social media e una consapevolezza generale.”

E pensare che era stata addirittura avviata la campagna “Grazie, Gap” ad opera della comunità Sikh, la quale si era premurata di dimostrare la propria riconoscenza per l’inclusione di un modello Sikh in una campagna pubblicitaria.

Un chiaro esempio, quest’ultimo, del messaggio che questa campagna avrebbe voluto trasmettere. “Fate l’amore”: perché non iniziando a condividere questo sentimento tra popoli e culture diversi?

La triste verità è che ora, nel 2013, il nostro problema non è più la mancanza di mezzi di comunicazione, ma l’esistenza di messaggi sbagliati da voler condividere.

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione