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Periscope: un’opportunità per i brand?

“Scopri il mondo con gli occhi degli altri”, questa la frase che campeggia nella landing page di uno dei più discussi e chiacchierati social network del momento. E fin qui, nulla di nuovo: in fondo ne abbiamo viste di favolose app che parevamo promettere una rivoluzione ma poi, esaurito l’hype mediatico, sono finite nel dimenticatoio con la stessa velocità con la quale sono arrivate alla luci della ribalta. Ma Periscope promette molto di più, soprattutto grazie al grande nome che gli sta dietro, niente meno che il cinguettante uccellino blu.

Non è YouTube, non è Vine ma non è nemmeno Twitter. No, Periscope è qualcosa di più personale, più vicino agli utenti e più coinvolgente. Si tratta infatti di un’ app che permette di registrare dei video in diretta e di condividerli in real-time con i propri follower. Una rivoluzione apparente nel campo del social video.

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Ma ripensando alla storia di YouTube, Facebook e Twitter, ciò che tutti ora si stanno chiedendo è: Periscope riuscirà a portare questa rivoluzione social anche negli uffici, nei capannoni, nelle fabbriche e tra i desk?

Una parola potrebbe essere la risposta a questa domanda: coinvolgimento. Già, perché se c’è una cosa che i brand cercano con piattaforme quali Facebook e Twitter è proprio il coinvolgimento. Trovare il contatto con gli utenti, stargli vicino per conoscerne meglio desideri e aspettative.

Ed è proprio ciò che Periscope offre ai proprio utenti (che siano semplici persone o grandi aziende): coinvolgimento, sempre e comunque. Dunque, con un minimo di professionalità, si potrebbe passare dal video degli skaters di strada ad una diretta sui processi produttivi di uno stabilimento artigianale. Dallo sketch tra amici all’intervista live al dirigente di un grande marchio. In questo modo, il divario tra cliente e azienda si riduce notevolmente, quasi fino a sparire. E questo porta fiducia, quindi fidelizzazione. Abbassa il brand al nostro livello, lo umanizza, gli regala un volto. A tutto guadagno dell’azienda.

La chiave di volta sta nel saper giocarsi bene questa opportunità. Coniugando professionalità con tradizione, cultura con attualità. Perché ormai la presenza di un brand sui social è fondamentale, una cosa da cui non si può sfuggire: il rischio è quello di rimanere indietro e di essere sopraffatti dalla concorrenza, sempre più agguerrita proprio grazie all’utilizzo dei social.

Un passo negli anni 90. Gli Slogan che hanno reso un brand di successo

Attirare l’attenzione con un motivetto, oppure una frase di grande impatto o attraverso un logo creativo è per un pubblicitario il primo passo verso la riuscita di una campagna pubblicitaria. Non esiste un metodo chiaro e preciso di come far si che questo accada; sta di fatto che tutti i marchi ed i brand di successo sono riusciti a creare un legame con il consumatore proprio grazie ai loro brillanti slogan, finendo per diventare parte della cultura generale di un paese. Ecco alcuni clamorosi casi di slogan pubblicitari che sono ormai parte della memoria italiana:

Cioccolato fondente NOVI:

Maxibon Motta:

La Cremeria Motta :

Limoncello Limoncè :

Breil :

Pennelli Cinghiale :

Ferrero Rocher :

Nestea :

Telecom :

Fiat Punto :

Gratta&Vinci:

GAP e la Guerriglia Marketing su Tinder

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#SpringIsWeird, “La primavera è strana”. Si tratta della nuova campagna 2015 che GAP, la marca d’abbigliamento americana ha lanciato sul mercato per la nuova collezione primavera 2015, presente nei portali Twitter, Istagram e Tinder.
La campagna ha ottenuto un ottimo feedback per i social Twitter ed Istagram; per quanto riguarda Tinder invece le cose non sono andate affatto bene. L’applicazione infatti non permette la presenza di pubblicità nel suo portale e la multinazionale americana per stupire e catturare l’attenzione ha sfruttato la popolare app proponendo ai clienti una invitante offerta: “Siete invitati al Pants Party. Vi offriamo il 30% di sconto sulla linea Denim”.
Tinder, portale dove poter facilmente conoscere gente in base all’età o alla zona di provenienza, non si è fatta attendere, comunicando a GAP che la loro campagna violava i termini di servizio. Ancora nessuna pubblicità è infatti mai stata approvata da Tinder, che avrà a breve nei suoi piani quello di inserire la possibilità di annunci sponsorizzati ma non ancora.
Tricia Nichols, responsabile del Marketing GAP ha dichiarato che il loro intervento mirava a creare qualcosa di speciale. In altre parole l’intento era quello di creare un profilo personalizzato che si caratterizzasse per messaggi ironici, in pieno stile romantico e che catturasse l’attenzione di possibili clienti. L’idea che voleva sfruttare la vicinanza con San Valentino, ha portato però al verificarsi di cambiamenti radicali: dall’ addio della direttrice creativa della compagnia Rebekka Bay, alla presunta chiusura del sito commerciale Piperlime ed infine all’ingresso nella società del nuovo CEO Art Peck al posto del tanto criticato Glenn Murphy.
La tecnica promozionale utilizzata dimostra di essere un metodo veloce ed economico per creare visibilità, non può mai prescindere da un attento e meticoloso studio delle risorse a disposizione e soprattutto delle normative. Attenti quindi a non inciampare per colpa del troppo entusiasmo!

Il Super-Bowl, sacro Gral per la pubblicità, in aiuto alle donne.

 

Come ogni edizione la finale del campionato di football americano riesce sempre a far parlare si sé. Lo spettacolo è andato in onda la notte del 2 febbraio, tenendo incollati ai televisori 102.3 milioni di telespettatori.

Solo un evento sportivo? Forse no. Il Superbowl rappresenta infatti l’evento mediatico per eccellenza tanto che le varie compagnie mondiali sono state disposte a sborsare 4,5 milioni di dollari per soli 30 secondi di spot pubblicitario.

La sfida per lo spot più visualizzato mette quasi in ombra la partita e spinge ogni volta i vari brand a ricercare l’attenzione del pubblico attraverso pubblicità ironiche e creative ma non sempre di buon gusto.

Da Kim Kardashian alla coppia Matt Damon-Mindy Kaling fino alla presenza di Pierce Brosnan: sono solo alcuni nomi delle star che hanno recitato, ma a far parlare molto di se quest’anno è stato il primo spot contro la violenza sulle donne.

Il video per la prevenzione della violenza femminile mostra la chiamata di una donna al 911 che per denunciare il fatto finge di ordinare una pizza al telefono e, grazie alla complicità del poliziotto, riesce a farsi capire e soccorrere.

Se l’obiettivo era quello di attirare l’attenzione mediatica sul gravissimo problema, lo spot ci è riuscito sicuramente, ma può bastare uno video di 30 secondi come prevenzione al problema?

Adidas e il suo nuovo spot 2015

Ambrose Bierce – scrittore statunitense – affermava: “L’odio è il sentimento più appropriato di fronte all’altrui superiorità”. Su questa suggestione Adidas ha deciso di giocare la sua nuova campagna che vede protagonisti quattro icone del calcio moderno: Luis Suarez, Gareth Bale, James Rodriguez e Karim Benzema. Gli ingredienti vincenti di questo nuovo spot? un soundtrack deciso e molto efficace (è stata utilizzata la traccia di Apashe, Battle Royale) e un montaggio tenace e aggressivo capace di coinvolgere un vasto pubblico.

Le quattro icone calcistiche personificano diversi ruoli: Hero (Bale), di Golden Boy (Rodriguez), di Target Man (Suarez) e di Hip Hop VIP (Benzema). I protagonisti sono talmente inarrivabili da stimolare l’invidia e il risentimento per le cose che gli appartengono (donne, denaro, automobili) comprese le scarpe dell’importante marchio.

La nuova campagna pubblicitaria mira quindi a coinvolgere il pubblico più giovane – ormai distante dai media tradizionali – e per questa ragione è uscita esclusivamente sui canali web. Attendiamo i nuovi sviluppi di questa nuova campagna.

McDonald’s sceglie l’amore

McDonald’s, la più nota catena mondiale di fastfood, in un nuovo spot ha arricchito il suo storico pay-offI’m lovin’ it” con la nuova taglineChoose lovin’”.

La pubblicità è all’insegna dello “scegliere l’amore” e mostra dei personaggi tradizionalmente nemici nel nostro immaginario fiabesco che decidono di riconciliarsi: gelati, patatine, hamburger, palloncini e bevande gassate fanno da collante tra rivali come Joker e Batman, Gargamella e i Puffi, Willy il Coyote e Beep-Beep.

Tutti i protagonisti dello spot animato condividono brevi momenti di felicità e scambi di affetto. McDonald’s ha dunque lo straordinario potere di unire tutti, anche chi è costantemente in conflitto.

Inoltre il brand ha scelto di adattare la sua pagina ufficiale al nuovo stile di “Choose lovin’”, proponendo una grafica decisamente più pop e fiabesca, con i disegni dei protagonisti del video con brevi frasi di amore verso il prossimo.

L’obiettivo della nuova campagna è quello di focalizzare l’attenzione dei consumatori sul concetto di “love” perché McDonald’s si è reso conto che, durante questi anni, le parole più in luce erano “I’m” e “it”, sorvolando sempre la parola centrale: ascoltando il jingle pubblicitario, è infatti evidente che l’accento di “I’m lovin’ it” è posto soltanto sul primo e sull’ultimo vocabolo.

E voi siete pronti a riappacificarvi con il vostro peggior nemico davanti ad un hamburger?

Le nuove frontiere del digital marketing

Facebook e Twitter non sono i social network su cui i marketer dovrebbero investire per le loro pubblicità. Questa è la dichiarazione dalla società Forrester Research, contenuta in uno studio chiamato “Social Relationship Strategies That Work”: secondo i dati raccolti, i post dei grandi marchi raggiungono solo il 2% circa dei loro fan e meno dello 0,1% di questi interagisce nei post.

“È chiaro che Facebook e Twitter non offrono quella interazione con i clienti che i brand desiderano. – spiega Nate Elliott, vicepresidente della società americana di ricerca – Eppure la maggior parte dei brand usa ancora questi siti, e li mettono al centro dei loro sforzi, sprecando così ingenti risorse finanziarie, tecnologiche, umane su social network che non offrono valore”.

Inoltre, Elliott ha aggiunto: “È ora che i responsabili del marketing inizino a costruire strategie di relazione social intorno a siti che possano dare un certo ritorno. Per quanto continuino a guadagnare miliardi in visualizzazioni e introiti pubblicitari, Facebook e Twitter non sono più i siti cui guardare ai fini del digital marketing”.

La ricerca prevede nei prossimi mesi una larga migrazione di brand verso altre piattaforme: secondo i dati, infatti, i messaggi su Instagram delle migliori marche ricevono un tasso di engagement per seguaci 58 volte superiore a quella di Facebook e 120 volte superiore rispetto a Twitter.

La Forrester Research sostiene quindi che un’efficace strategia di digital marketing va ricercata in ambienti più ristretti, come siti dedicati dagli stessi brand e implementando il contatto diretto con l’utente soprattutto attraverso mail e newsletter.

Quale pensate sia la strategia giusta da seguire?

Instagram: foto, filtri e pubblicità!

Anche su Instagram compaiono i primi video pubblicitari, che si vanno ad aggiungere alle pubblicità statiche che sono state introdotte circa un anno fa. L’app del fotoritocco, fondata da Kevin Systrom e Mike Krieger e di proprietà di Mark Zuckerberg dal 2012, dopo mesi di test ha iniziato questa politica commerciale stringendo accordi con Lancôme, Activision, Banana Republic, Disney e CW per permettere loro di caricare 15 secondi di pubblicità.

La piattaforma garantisce però ai suoi utenti contenuti inediti: ogni spot viene controllato dal dipartimento di marketing all’interno della società, verificando che non sia già andato in onda in televisione oppure caricato online. In più, agli inserzionisti viene richiesto di cercare di essere coerenti con l’estetica dell’applicazione.

I brand che hanno dato il via alla pubblicità su Instragram concordano sul fatto che essere stati i primi ha contribuito a rafforzare la loro reputazione e a renderli innovativi; Brian Chang , Direttore Media di Lancome USA, ha infatti affermato: “Noi, come marchio, abbiamo voluto cogliere il vantaggio di essere i primi sul mercato.”

Cosa promuovono i fortunati marchi? Lancôme lancia una nuova fragranza e un mascara,  Activasion il videogame Callo f Duty, Banana Republic suggerisce consigli di moda per le vacanze, Disney la sua animazione Big Hero 6, mentre CW promuove Flash, il suo nuovo programma.

Cosa ne pensate di questo cambiamento di Instagram e di questi mini-spot?