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Trasformare gli utenti in clienti? Non è magia ma marketing!

Come abbiamo detto nel post precedente, il sito internet è uno strumento di comunicazione e lead generation fondamentale per il tuo business ma deve essere strutturato in maniera strategica.

Ecco allora gli ultimi spunti per realizzarlo al meglio:

  • Popup form

Sono delle finestre che appaiono sulla pagina del sito e invitano l’utente a fare qualcosa, come iscriversi alla newsletter o scaricare una risorsa gratuita: a cosa servono? Ad aumentare il numero d’iscrizioni alla tua lista. Perché siano efficaci, è importante il timing (potrebbe essere utile farli apparire solo dopo che l’utente ha trascorso un tempo minimo sulla pagina), assicurarsi che ciò che è offerto sia di valore per il cliente e strutturarli utilizzando un linguaggio semplice!

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  • Design e layout

Il primo impatto è ciò che fa decidere al cliente se continuare a esplorare il tuo sito oppure no. È indispensabile quindi concentrarsi sul layout, sul design e sulla disposizione degli elementi importanti in ogni pagina del sito. Le tue pagine devono essere quindi belle, intuitive e accattivanti.

Per decidere dove collocare tutte le componenti, ricorda che secondo degli studi (definiti come eye-tracking) la traiettoria visuale di chi legge un sito web comincia nell’angolo in alto a sinistra e si muove secondo uno schema a F (F-shaped pattern): per rendere le CTA più incisive, inseriscile all’interno di questa struttura.

  • Blog

Abbiamo spesso parlato dell’importanza di un blog aziendale, ma per trasformarlo in un canale di lead generation serve una strategia che richiede tempo, volontà e pianificazione. Non si tratta di un semplice canale promozionale ma deve essere uno strumento che coinvolga i lettori con contenuti rilevanti e avvincenti. Non dimenticarti di inserire in ogni post una CTA che porta l’utente da un contenuto gratuito a una landing page, è un elemento importante per aumentare le tue conversioni!

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  • Social proof

Il cosiddetto principio della riprova sociale, ovvero seguire la massa, è uno strumento molto utile per le aziende perché il passaparola è esattamente ciò che crea l’attendibilità di un’impresa ed è la forma più efficace di pubblicità.

Come consolidare l’affidabilità del tuo blog e la brand reputation? Utilizza case study, testimonianze dei clienti, loghi dei tuoi clienti principali e trust seal (certificazioni che dimostrino la conformità della sicurezza del sito). Umanizzare il brand aiuterà i clienti ad avvicinarsi al tuo business e a percepirlo in modo diverso rispetto ai competitor!

Questi sono tutti gli step necessari per una lead generation online vincente: se non sai da dove cominciare richiedi una consulenza ai nostri esperti per scoprire come sfruttare il tuo sito per trovare nuovi contatti e nuovi clienti!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Non rincorrere i tuoi clienti, fatti trovare!

Le aziende B2B oggi hanno a disposizione molti strumenti per far conoscere il loro brand, ma molte di loro non conoscono l’importanza dell’inbound marketing (per conoscere la sua reale efficacia nel B2B clicca qui).

È ormai l’essenza del marketing moderno e si occupa di far nascere l’interesse dei potenziali clienti per la propria azienda grazie alla creazione di contenuti utili, interessanti e di qualità.

Grazie a questa strategia il processo d’acquisto cambia radicalmente: nel marketing tradizionale il cliente subiva passivamente gli annunci pubblicitari alla radio, in TV o sui giornali, mentre con l’inbound marketing l’obiettivo è quello di fidelizzare il cliente offrendogli un’ottima conoscenza del brand.

Si cerca di stimolare i prospect con pagine ottimizzate, contenuti e call to action coinvolgenti per acquisire informazioni sui clienti, targettizzare e stabilire un’azione di lead generation.

Vediamo allora alcuni dei vantaggi offerti dall’inbound marketing:

È più economico del marketing tradizionale

I cartelloni e gli annunci pubblicitari sono decisamente più costosi, la creazione di contenuti utili, le tecniche di SEO e l’email marketing sono tecniche perfette per l’era digitale e monitorabili con il calcolo del ROI (conosci la nostra formula ROI Garantito®?), evitando così gli sprechi

Sfrutta i contenuti e genera nuovi clienti

Il consiglio è: scrivi regolarmente! Infatti l’82% delle aziende che si dedicano ogni giorno al proprio blog hanno avuto un riscontro più che positivo in termine di nuovi clienti.

Il tuo successo si basa sul blog

Il blog aziendale è uno strumento importante per raggiungere i potenziali clienti: gli articoli che scrivete devono tenere conto che in genere nel B2B il pubblico è altamente qualificato, è quindi importante offrire informazioni approfondite e che aumentino la brand awareness.

Acquisire il lead tramite i contenuti

La fidelizzazione del cliente passa attraverso il content marketing, facendogli conoscere l’azienda e mantenendo alta la sua attenzione fino al momento dell’acquisto

Email marketing

Impostare una newsletter può essere molto utile per la vostra strategia inbound, grazie al basso costo e agli ottimi risultati.

SEO friendly

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Il 73% delle persone che usano i motori di ricerca non clicca oltre la prima pagina di risultati, di conseguenza dovete controllare che il vostro sito sia veloce, responsive e in una buona posizione grazie proprio alla rilevanza dei contenuti.

L’inbound marketing è una strategia in linea con i  nuovi mezzi di comunicazione, noi possiamo aiutarti a creare contenuti utili per far conoscere la tua azienda e trasformare i vostri clienti in promotori del vostro marchio!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

3 tecniche efficaci per promuovere il tuo nuovo Blog

C’era una volta un uomo che camminava per il web. Indossava un blog nuovo di zecca, tagliato e cucito a misura, di buona fattura e un cappello di keyword alla moda quando una SERP si presentò sul suo cammino: “E’ lei quello che cerco?” “Non lo so – rispose l’uomo – sono nuovo”.

No, non basta avere un blog, anche se questo è un primo, indispensabile passo, per potersi garantire una buona permanenza nel grande oceano della rete; ma avere un blog e avere un blog di successo sono due cose molto diverse tra loro.

Molti proprietari di nuovi blog si concentrano esclusivamente sull’ottenere un buon posizionamento su Google tramite la SEO per avere un grande afflusso di traffico. Ovviamente, non c’è niente di sbagliato in questo, eppure, di per sé, questa potrebbe essere la ricetta per un fallimento.

In questo modo, infatti, avremo uno scarso controllo su chi arriva e nessuna strategia per trattenerlo. Se anche riuscissimo, per una fortunata combinazione, ad ottenere traffico, non potremmo essere sicuri di mantenerlo in futuro. Stiamo infatti mettendo in atto una tecnica del tutto passiva. Esistiamo, ma non è sufficiente.

Se si vuole costruire un traffico costante per il proprio blog, bisogna andarselo a prendere. Dobbiamo uscire dal nostro territorio e andare a conquistarci il pubblico, gli spazi, i nostri link e i nostri follower. Ci serve una strategia.

Le domande esistenziali di un nuovo Blog

Anche i blog hanno i loro dilemmi esistenziali.

“Chi sono? – cominciò a domandarsi l’uomo – Perché esisto? Che cosa cerco?”

Qualche volta un blog nasce proprio come risposta a queste domande ma spesso, molto più spesso di quanto non si creda, non è affatto così. È importantissimo definire i propri obiettivi e il proprio target perché, come diceva Seneca, “Nessun vento è favorevole al marinaio che non sa in che porto vuole andare”. Oltre agli obiettivi, ci servono i contenuti e senza contenuti originali, di qualità, di valore, non esiste strategia vincente. Una volta definite le basi, ecco tre suggerimenti utili per farsi conoscere:

#1. Esci e visita i luoghi che frequentano i tuoi potenziali follower. Diffida dei software che promettono autostrade a sei corsie di traffico. Vai a prendertelo.

Visita siti e blog del tuo settore e offri un guest post. Una volta che hai individuato quali sono i siti o i blog di riferimento del tuo settore, non pensare che siano quelli da “battere”, pensa invece a loro come a potenziali alleati con cui collaborare.

Chi gestisce un grande blog è sempre alla ricerca di buoni contenuti. Quello che ti serve, quindi, sono contenuti davvero buoni, da poter offrire come guest post. Procurati un “great content”, perché è quello che sarà sempre ben accetto.

#2. Visita i luoghi frequentati dal tuo potenziale target e partecipa alle stesse community.

Questo punto è fondamentale per due ragioni: la prima è che ti permetterà di conoscere a fondo il tuo target, i dubbi, le domande, le esigenze a cui dovrai cercare di dare una risposta nel tuo blog.

In secondo luogo ti farai conoscere e, se i partecipanti apprezzeranno i tuoi contenuti, li condivideranno, regalandoti una preziosa rete di link qualificati. Ti presteranno sempre maggiore attenzione e guadagnerai credibilità. Evita accuratamente di fare spam o autopromozione, difficilmente ti verrebbe perdonato. Partecipa con il sincero intento di conoscere, di capire, di condividere.

#3. Condividi i tuoi contenuti sui social network e utilizza i siti gratuiti per ottenere maggiore esposizione.

Facebook, LinkedIn, Twitter, Pinterest, Google+, possono dare un grande contributo alla diffusione dei tuoi contenuti e a farti conoscere in rete. Il traffico che ne verrà sarà prezioso, fatto di raccomandazioni reali e vero interesse.

Cogli l’opportunità di avere maggiore esposizione per i tuoi contenuti pubblicandoli su siti gratuiti che ti consentano di linkare al tuo blog. Un buon contenuto è come una moneta di valore che puoi spendere ovunque. Chi ha detto che tutto il tuo “denaro” deve stare nei tuoi forzieri? Investi, e avrai un ritorno molto interessante.

Un giorno, un uomo camminava per il web vestito di un blog di ottima stoffa e squisita fattura. Camminava sicuro di sé, ma senza ostentazione. Stava andando a trovare un amico, molto conosciuto, dove avrebbe sicuramente incontrato una SERP. Stavolta, sapeva esattamente cosa rispondere.

Altre 21 idee per farti conoscere gratuitamente le trovi qui . Se ne conosci altre, condividile nei commenti!

Questo Post è stato scritto da greatcontent.it Il content marketplace italiano ci proporrà di volta in volta spunti di riflessione sui temi del content marketing, della scrittura per il web e della creatività.

Nel 2013 i blog tradizionali soccomberanno a Tumblr?

Osservando i dati di Google Trends si può vedere come il 2013 sarà un anno difficile per i blog tradizionali (come quelli creati dalle piattaforme Blogger e WordPress). Infatti, la parola Tumblr è passata in vantaggio sul termine blog all’interno delle ricerche su Google.

Uno dei protagonisti fin dalla nascita di internet ed elemento essenziale nella sua evoluzione perde il primato a favore della piattaforma di Tumblr.

Questo, dal suo lancio nel 2007, ultimamente sta attraversando un periodo di crescita esponenziale, contando circa 200 milioni di visitatori mensili. La creatura di David Karp ha molto di più da offrire al “nuovo” utente della rete rispetto alle più vecchie piattaforme per blog . Mi riferisco all’utente del web 2.0, dei social.

Tumblr risponde esattamente alle sue esigenze comunicative di condividere in modo estremamente semplice, rapido, efficace idee, appunti, immagini, video. Riesce a attirare più utenti essendo più funzionale rispetto agli standard di piattaforme come Blogger o WordPress (ad esempio post lunghi e impegnativi, le difficoltà che si possono avere con il layout e l’inserimento di contenuti multimediali).

Altro punto a favore per Tumblr è la navigabilità su mobile: l’esperienza rimane coerente su ogni supporto utilizzato. E questo non è da poco, pensando alla rilevanza che ormai ha il mobile networking.

Lo si potrebbe definire una fusione tra il blogging e social networking, l’evoluzione del blog nel tempo del 2.0.

Sarà l’anno della morte del blog come lo conosciamo? Probabilmente no, dato che le classiche piattaforme sembrano più congeniali a coloro che producono contenuti qualitativamente alti e quindi resisteranno; ma l’accrescimento massiccio degli utenti di Tumblr ci dimostra il declino del blog tradizionale e forse un passo verso una nuova evoluzione del web.

Il comunicato stampa è ancora uno strumento rilevante?

Il comunicato stampa potrebbe sembrare uno strumento banale nell’era di Internet, dove le informazioni viaggiano velocemente e senza controllo. Un po’ di anni fa era il modo migliore per iniziare a far conoscere la propria attività. I responsabili delle pubbliche relazioni esponevano le iniziative e le novità sui prodotti tramite questo mezzo, così che i giornalisti potessero diffonderlo ad un più ampio pubblico.

Con la diffusione dei più svariati strumenti di marketing digitale e social media marketing, il comunicato stampa sembra essere messo un po’ in disparte. Resta comunque uno strumento abbastanza valido, con i suoi lati positivi e negativi, che dà risultati soddisfacenti se accostato ad altre tattiche comunicative.

Il comunicato stampa consente di diffondere i contenuti dell’impresa a professionisti che possono valutare di inserirli, per esempio,  in pubblicazioni professionali (come riviste di settore) o di reindirizzarlo a persone più competenti sull’argomento, migliorando la diffusione in termini di target.

Se pensiamo al contenuto del comunicato, includere statistiche, dati effettivi sulle prestazioni dell’impresa lo rende più appetibile al pubblico. Anche l’inserimento di contenuti visivi come foto e video aumentano  le visualizzazioni (del 18% le foto e addirittura del 55% i video). Includendo nel testo del comunicato le parole chiave con le quali vogliamo essere riconosciuti nel web e indicizzati dai motori di ricerca, aiutiamo la costruzione dei link per il SEO, ovvero generare link che conducano al nostro sito.

I comunicati stampa, poi, aiutano le persone che dovranno scrivere sulla nostra impresa a verificare le informazioni velocemente e dettagliatamente, dato che includono riferimenti accurati forniti direttamente dall’interno della società. Fanno si che scrivere dell’azienda sia molto più facile, e sono ottimi strumenti per costruire buone relazioni con giornalisti professionisti per assicurarsi la futura copertura stampa.

I contenuti sono creati direttamente all’interno dell’impresa. Quindi importante è perfezionare al massimo il messaggio generato, preparandolo per la massima esposizione. Così giornalisti, bloggers, venditori, terze parti in generale parleranno del brand attraverso un messaggio unificato e perfezionato, che deriverà dal comunicato, evitando spiacevoli sorprese. Questi contenuti saranno anche utili da utilizzare per gli altri canali di marketing dell’azienda.

Dando uno sguardo all’altra faccia della medaglia, i comunicati stampa hanno però anche alcuni punti deboli.

Intanto non migliorano la comunicazione con i clienti finali. Infatti poche volte raggiungeranno direttamente il target dell’azienda. Questo perché gli utenti finali preferiscono contenuti più facili da digerire, più adatti a loro. Se si vuole informare direttamente il target preposto, è meglio convertire i contenuti in formati più facili da leggere per il consumatore, ad esempio un blog.

I risultati ottenuti dalla diffusione dei comunicati stampa, inoltre, non sono facilmente misurabili. E’ difficile infatti provare che siano stati effettivamente efficaci: non possiamo sapere se generano lead ad esempio. Infine sono costosi da produrre. Non sono convenienti infatti in un’ottica di gestione dei costi (sono dispendiosi e un po’ datati).

In generale è veramente inutile ormai produrre un comunicato stampa standardizzato, caricarlo sul web per cercare di raggiungere il massimo numero di giornalisti e consumatori. Quello che serve per ottenere migliori risultati è un comunicato adattato alle esigenze del momento, personalizzato, che sia concentrato su contenuti che attirano maggiormente l’attenzione del proprio target.

Liberamente ispirato a: http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/34024/When-Press-Releases-Do-and-Don-t-Help-Your-Marketing.aspx

 

 

Blogfest sbarca a Riva del Garda!

Nella splendida location di Riva del Garda (Trento), dal 28 al 30 settembre si svolgerà l’edizione 2012 di Blogfest, il festival dedicato a tutti i tipi di comunicazione online: dalle chat, ai blog, ai social network.

Il week-end tech sarà ricco di occasioni didattiche, e di momenti di confronto e approfondimento sulle potenzialità di quel grande aggregatore di informazioni ed esperienze che è il web.

Alle conferenze saranno invitati i più influenti esperti della blogosfera e del giornalismo che potranno parlare dinanzi a un pubblico ininterrottamente connesso al web grazie al progetto L.U.N.A. L’evento, infatti sarà wi-fizzato per permettere ai partecipanti di condividere online, in tempo reale, i propri commenti, foto e video dei momenti più significativi del Blogfest 2012.

Nei tre giorni del festival Riva del Garda si trasformerà in uno spazio di socializzazione all’interno del quale si alterneranno a convegni e seminari anche i cosiddetti BarCamp ovvero delle ‘non conferenze’ collaborative i cui contenuti verranno proposti dai partecipanti stessi. Chiunque, di conseguenza, sarà libero di “salire in cattedra” e proporre un argomento legato alla comunicazione online e al World Wide Web.

Il momento più atteso del Blogfest sarà sabato sera presso la splendida Rocca di Riva, quando si terrà la premiazione dei Macchianera Blog Awards. Ai migliori blog e siti internet verrà consegnato un pregiato gioiello artigianale forgiato da Mastro7.

E voi, parteciperete a questo week-end 2.0 tutto italiano?

Vuoi sapere come aumentare le vendite? Serviti dei Blog

Le aziende si domandano di frequente quali siano i metodi migliori per incrementare i contatti con i potenziali clienti (lead generation) e giungere alla fidelizzazione della propria clientela (lead nurturing).

Una delle strategie più efficaci dei giorni nostri sono i blog, che da numerose statistiche sembrano essere determinanti nell’influenzare il processo decisionale d’acquisto.

Utilizzando un blog hai l’opportunità di mostrarti a molteplici tipologie di utenti, puoi caricare video con le tue idee e i servizi che la tua azienda offre.

Studi condotti da 2011 HubSpot ROI Study, hanno rilevato che il 69% del marketing efficace nella lead generation è quello che vede l’utilizzo del blog come attività principale di promozione.

Un dato da non sottovalutare se pensiamo che i social media (con il 47% ) si trovano al terzo posto. Prima della diffusione dei blog i social network erano considerati il mezzo migliore per gestire politiche di marketing.

Il segreto per aggiudicarsi la fiducia dei consumatori è dare sempre qualcosa in cambio, che siano informazioni o esperienze, pareri o consigli, tutto fa la differenza tra un’azienda “inaccessibile” e una che comunica.