Sesso e Facebook: binomio vincente

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“Psicanalizzare” gli utenti di Twitter attraverso il linguaggio e l’uso delle parole. Ci ha provato Dan Zarrella, autoproclamatosi “social media scientist”, ottenendo risultati curiosi e interessanti. “Gli articoli che contengono allusioni sessuali sono più condivisi rispetto a qualsiasi altro contenuto” ha illustrato Zarrella, che per formulare il suo bizzarro studio ha preso in esame 12.000 link da nuovi siti o blog a partire da febbraio.

Il sesso, effettivamente, la fa da padrone tra le bacheche del popolo di Facebook: è stato calcolato che un link a sfondo erotico ha il 90% di probabilità in più di essere condiviso rispetto a qualsiasi altro collegamento.

I link positivi e legati allo studio, rispettivamente, occupano secondo e terzo posto.

Riscuotono poco successo i contenuti negativi o legati al tempo libero: autocommiserazione e crisi adolescenziali, dunque, sembrano essere una prerogativa italiana.

Come leggere questo opinabile studio? Per i marketer il messaggio sembra essere chiaro: per catturare l’attenzione dei cibernauti niente meglio di un riferimento scabroso e sexy.