Ignorare i piccoli problemi: una cosa da evitare

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Quando si parla di online marketing, il traffico web è fattore essenziale. Determina quanto i marketer paghino ad ogni click, a quali siti web vengono assegnati tali ad, e se il suo volume è troppo basso, può lasciare del tutto a becco asciutto un sito.

Ecco perché l’ultimo passo falso della Nielsen Company potrebbe risultare più problematico di quanto non possa sembrare a un primo sguardo.
Martedì, infatti, la compagnia ha inviato una nota a tutti i suoi clienti affermando di aver riscontrato un calo di traffico web continuo negli ultimi tre mesi.

Il problema è stato subito trovato: la lunghezza di alcune URL. La lunghezza di queste superava i 2000 caratteri. È stato riscontrato come il sistema non riconoscesse queste URL sistematicamente, portando ad un calo del 22% rispetto all’anno scorso.

Le URL chilometriche stanno acquistando crescente popolarità (si prende una qualsiasi URL di Facebook dopo aver passato un po’ di tempo a zonzo sul sito: micidiale!). E si pensi a quanto possano diventare ciclopiche le URL da email o da RSS feed.

Nielsen ha affermato che la correzione del problema sarà completata entro dicembre, così da poter avere i primi rapporti giù da gennaio 2011.

Una bella gatta da pelare per tutte le persone coinvolte, sicuramente. Ma non siamo qua a sputare sentenze. Nielsen crede che tutto ciò sia successo a causa della velocità di evoluzione del web, cui si fatica a star dietro. Ecco uno stralcio della lettera:

“Gli straordinari cambiamenti e la complessità di quello che è diventato il web, meritano la nostra rinnovata attenzione, per aiutare la crescita dell’intera industria, grazie a una sicura fonte di informazioni.

Quello che bisogna trarre da questa storia è che è facile compiacersi. Abbiamo sistemi che funzionano così bene che ci sentiamo autorizzati a stare in panciolle, stando tranquilli che continueranno a funzionare l’anno dopo. Ma la verità è che, escludendo anche gli errori umani, i sistemi crollano perché è cambiato il modo in cui l’utenza si muove sul web.

Quindi prendetevi un paio di minuti liberi domani. Controllate il vostro software analitico, comparate quello che vedete con i risultati di altri strumenti di misurazione e cercate di vedere se riuscite ad individuare qualche problemuccio. Controllate i report di clickthrough e di vendita derivanti dai vostri ad. Assicuratevi che i vostri account Adsense siano ancora pienamente operativi.

Non pensate ossessivamente “I numeri sono corretti.”. Fate un controllo ogni pochi mesi, per assicurarvi che lo siano effettivamente. Sarà più facile correggere piccoli errori, prima che si trasformino in falle giganti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *