IAB Forum 2009: crisi, Internet indenne

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E’ cambiata, in seno alle aziende italiane, la percezione di Internet come strumento di comunicazione e business nell’anno della crisi? Il marketing online made in Italy è cresciuto? La risposta a queste domande, prese in esame da addetti ai lavori, esperti e rappresentanti delle istituzioni in occasione della tappa milanese dello IAB Forum 2009, sembra essere positiva. Così, almeno, dicono i numeri. Ma guai a lasciarsi andare a pindarici voli sulle ali dell’entusiasmo: l’Italia non è ancora il Paese di Internet.

Secondo i dati resi noti da Nielsen durante il congresso dell’advertising la percentuale di italiani che naviga sul web si attesta sul 43%, quota che in cifre corrisponde circa a 23 milioni di persone che rimangono connesse giornalmente circa per 102 minuti. Il 38% dei naviganti consulta “shopping directories & guides”, siti che offrono confronti di prezzo su servizi e prodotti, mentre il 48% si mostra attento sull’opportunità di comprare prodotti online. Complessivamente il web advertising segna un attivo, tutt’altro che disprezzabile, del 10,5%.

“Search” e “display advertising”, ambedue indici in crescita, saranno i fattori trainanti nella fase di uscita dalla crisi. Molto in voga anche il “behavioural targeting”, altra pratica ben inquadrata negli spazi privilegiati delle strategie pubblicitarie moderne: social media, web marketing, mobile marketing. Poco spazio, e pochi investimenti, saranno però destinati alla sperimentazione: chi lascia la strada vecchia per la nuova, soprattutto nel cuore di una crisi finanziaria con pochi precedenti, sa quel che lascia ma non quel che trova.