l potere dei blog sugli utenti e sugli acquisti

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Una recente ricerca di Hotwire-Ipsos Mori, condotta su 25 milioni di utenti in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia, ha analizzato il comportamento degli utenti dei blog.
Sul sito dello Studio Cappello di può leggere come milioni di europei hanno confermato di aver modificato il loro modo di pensare e la loro percezione di un’azienda e/o dei suoi marchi e prodotti, dopo aver letto i commenti e le informazioni fornite da altri utenti su un blog.

Dalla ricerca emergono dati interessanti:
Il 34% degli intervistati hanno affermato di avere deciso di non acquistare un prodotto dopo avere letto su un blog commenti da parte di altri utenti.
I blog vengano ritenuti la seconda fonte di informazione percepita come più fidata (24%)
dopo i giornali (30%)
e prima della pubblicità in televisione (17%)
e l’email marketing (14%).
In Europa sei utenti intervistati su dieci conoscono i blog.
52% degli intervistati afferma di acquistare prodotti di cui hanno già sentito parlare bene in rete Il ruolo della rete e dei siti informativi è sempre più importante e decisivo nell’influenzare le decisioni d’acquisto e di percezione dell’immagine aziendale.

Avere un sito e farsi trovare nei motori di ricerca non è la sola operazione utile, quindi, per migliorare le performance aziendali in termini di vendite e successo.
Realizzare una buona attività di PR (Pubbliche Relazioni, non Page Rank!) è sempre più importante.
Sapere cosa dicono gli utenti online tramite strumenti di monitoraggio e rassegna stampa online (anche con strumenti software dedicati), attivare blog o strumenti di relazione per interagire con il proprio target di riferimento, partecipare alla vita della community di riferimento below the web (newsgroup, forum, mailing list,…), sono attività che gradualmente anche le aziende dovranno imparare a fare (soprattutto le B2C che sempre più spesso spingono prodotti con i media tradizionali per poi vedere infranti i loro sogni di vendita a causa di “sputtanamenti” online) e che vanno a inserirsi li dove Internet ha il suo valore: la facile accessibilità e la condivisione delle informazioni, senza troppi “controlli occulti”.
Web 2.0 è quindi anche questo: Internet che “marcia” verso la realtà, “mischiandosi” ad essa e influenzandola fino a modificarla. E se definiamo la realtà ciò che viene percepito della stessa, internet sempre più diventa “costruttore di realtà”. Ecco perchè penso che chi riuscirà nella mastodontica impresa di controllare internet, controllerà il mondo di domani. Più dei media, più del grande fratello di Orson Welles, più del biscione. Ma proprio per la sua natura anarchica e sfuggente, questo controllo per ora non lo hanno le company (mah, forse Google…) ma gli utenti. Il che significa democrazia.