Internet saturo, possibile black-out della rete?

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Nel 1981 con l’inserimento del protocollo Ipv-4 il problema dell’assegnazione di indirizzi IP a chiunque si connettesse alla rete sembrava risolto; infatti tale protocollo era, ed è in grado di supportare e distribuire fino a 4,3 miliardi di connessioni/indirizzi contemporaneamente.

Ma ora ciò che sembrava ampiamente sufficiente per soddisfare le richieste da parte della popolazione diventa saturo, si parla dunque di saturazione di ipv4, questo ce lo riferiscono Vinton G. Cerf, vicepresidente e chief Internet Evangelist per Google e il noto Robert Kahn (inventore insieme a Cerf del protocollo TCP/IP) che, consci di questa consistente evenienza hanno messo in guardia la popolazione.

«Sappiamo che lo spazio sta finendo, è il momento più critico da quando abbiamo avuto l’idea della Rete; è come tentare di vendere un telefono non potendo più assegnare un nuovo numero».

Questa evenienza è data dall’aumento incontrollato di connessioni ad internet che negli ultimi anni sta aumentando esponenzialmente nei paesi in via di sviluppo.

(cliccare sull’immagine per visualizzare le statistiche)

Questo aumento va a sommarsi all’incremento nella richiesta di indirizzi da parte di tutte le nuove tecnologie (Smartphone, Internet key etc.) che permettono di connettersi in ogni momento e in ogni luogo.

Seppur esista già un protocollo successivo all’Ipv4 ovvero l’Ipv6 (capace di gestire fino a 3,4 × 10 alla 38  indirizzi) questo non è ancora diffusamente utilizzato in quanto sembra non preoccupare i grandi provider di una possibile saturazione del web.
Infatti è proprio Cerf a mettere in guardia quest’ultimi dal non adeguarsi al nuovo protocollo, questa disattenzione potrebbe infatti causare una sospensione nella distribuzione di indirizzi IP, ovvero, il temporaneo non funzionamento della rete, previsto da Cerf per l’estate 2011.

E se ci fosse tale momentaneo blocco della reteCome reagiremmo a fronte della sospensione di un servizio a cui attribuiamo sempre più importanza durante la nostra vita quotidiana?

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