Interazione pubblicitaria su Youtube: “ ads on-demand”?

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In ambito pubblicitario si usa  definire la pubblicità secondo il target a cui essa è rivolta; perciò si parla da un lato di pubblicità broadcasting (rivolta a tutti) e dall’altro di pubblicità narrowcasting (che mira a gruppi selezionati per aree di interesse), ora però,  grazie alle nuove tecnologie informatiche è possibile realizzare delle campagne pubblicitarie che cerchino di attirare l’attenzione di una cerchia sempre più specifica di individui; dunque passare dalle precedenti tecniche “one way” verso tecniche pubblicitarie “one to one”interattive, dinamiche,  capaci di interessare realmente l’utente che invece ora si ritrova a dover praticare una continua attività di filtrazione nei confronti di troppa comunicazione unidirezionale che lo colpisce in ogni momento della sua giornata.

“[…] La comunicazione classica basata sul concetto di push e interruzione pubblicitaria che è stata consacrata dalla televisione sta diventando sempre più obsoleta ed inefficace anche grazie alle nuove piattaforme tecnologiche che consentono forme non intrusive di comunicazione. Il consumatore, se trattato non da anonimo idiota – cioè continuamente bersagliato – ma da individuo da rispettare, servire e con cui dialogare, può trasformarsi in un efficacissimo alleato. […]” (G.P. Fabris, 2009, Societing il marketing nella società postmoderna).

Molto probabilmente il Team di Youtube ha bene a mente questo concetto  che  ci viene confermato dal ritrovamento in rete di informazioni relative alla prossima novità che introdurrà all’interno della piattaforma ovvero una “TrueView ad unit” che darà la possibilità ai fruitori di decidere quando, come e quale tipo di pubblicità visionare. Il servizio permetterà infatti di scegliere le pubblicità prima di visionare un video oppure di non visionare alcuno spot pubblicitario.

La brillante idea potrebbe condurre proprio verso il concetto di pubblicità interattiva che sappia nel tempo capire come proporre servizi e/o beni in maniera non invasiva nei confronti di un sempre più definito utente.

Questo tipo di pubblicità può infatti avere dei  risvolti molto positivi innanzitutto  per  l’utenza che si ritroverebbe non più pressata da incessanti e  spesso inutili messaggi pubblicitari ma da messaggi che si rivelerebbero utili per le proprie esigenze;  dall’altro lato un risvolto positivo per l’azienda la quale concentrerebbe le sue energie per promuovere beni e/o servizi ad una clientela nota, forse molto fidelizzata, di sicuro interessata e attiva, ma soprattutto capace di rilasciare importanti  feedback che l’azienda prima non potrebbe aver ottenuto.

Analizzare tali tematiche risulta interessante in quanto l’individuo non ha mai ragionato secondo una prospettiva che lo riconosce attivamente nei confronti della pubblicità, ora molti di noi possono odiarla ma se vi venisse proposto di sceglierla oppure di riceverla  secondo  criteri di selezione da voi scelti? Avremo in futuro una pubblicità “on-demand”?

One Response to Interazione pubblicitaria su Youtube: “ ads on-demand”?

  1. […] un post precedente abbiamo parlato di pubblicità interattiva e del fatto che Youtube fosse in procinto di […]

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