I libri pi cari si vendono a Roma

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I libri scolastici più cari si vendono a Roma. Capitale della cultura pagata a peso d’oro. Nella Città Eterna, testi di storia, geografia e grammatica costano più di quanto fissato dal ministero dell’Istruzione che quest’anno, per la prima volta, ha stabilito un tetto di spesa anche per le scuole superiori.

A rivelarlo è un’indagine di Altroconsumo secondo cui, su 526 sezioni esaminate nella Capitale, il 67 per cento delle classi supera i limiti indicati da viale Trastevere.

I casi più eclatanti riguardano le seconde e le terze classi delle medie, dove l’87% delle sezioni non rispetta i tetti di spesa. Un salasso per le famiglie romane costrette a sborsare, per il primo anno delle medie, anche fino a 324 euro: ovvero il 13 per cento in più rispetto ai 286 euro previsti dal Ministero. Arrivando nelle terze medie a pagare persino il doppio del previsto: 319 euro rispetto ai 127 euro indicati. I libri pesano nello zaino e ancora di più nel portafoglio. Anche se alcune scuole rientrano nella soglia di tolleranza del 10% in più previsto dal ministero. E a fare un controllo si fa presto: basta consultare le pagine del sito dell’Associazione italiana editori (Aie), www.Aie.it, dove sono elencate le adozioni per l’anno scolastico 2008/2009.

La maglia nera per gli sforamenti va a Roma, seguita da Napoli, Palermo e Milano. A detenere il record delle sezioni più "costose" è la scuola media Alberto Sordi, a Pietralata, dove a sforare i tetti di spesa sono 35 classi. Tra le più indisciplinate c’è la I A, dove per acquistare i libri si arriva a spendere fino a 324,30 euro (quando il limite stabilito per una prima media è di 286). E che dire della III A? La lista completa dei testi prevede una spesa di 319 euro, circa il doppio rispetto ai 127 euro previsti dal Ministero. Per i presidi il problema del caro-libri è soprattutto di tipo commerciale. Altroconsumo ha inviato una diffida al Ministero dell’Istruzione, «affinché intervenga urgentemente in merito ai risultati che emergono dall’inchiesta». Preoccupate anche le famiglie romane: «Le scuole non dimostrano nessun occhio di riguardo per garantire il diritto allo studio», afferma Donatella Poselli, presidente dell’Unione italiana genitori.