Facebook vintage, il tuo album fotografico

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Stiamo vivendo l’era della digitalizzazione, questo ci porta a passare parte delle nostre giornate all’interno della rete, in cui, tra le tante attività di cui essa dispone, possiamo usufruire di sistemi capaci di creare una nostra realtà digitale, dove condividere emozioni o esperienze con altri individui che siano essi amici reali o meno (Facebook, Twitter, etc.); o sistemi in cui addirittura inventare una nostra realtà totalmente virtuale come succede in second-life.

Legittimando dunque questo contesto digitale-virtuale, di cui la società odierna risulta pervasa, ci sembra oggi curioso proporvi questa idea che, in questi giorni, sta riscuotendo del successo all’interno del social network più famoso nel mondo, Facebook.

L’idea nasce da Bouygues Telecom e dall’agenzia pubblicitaria parigina DDB e consiste nella creazione di un proprio book, reale, cartaceo, basato sulla propria interazione negli anni all’interno di FB; questo è ora possibile infatti, grazie alla nuova applicazione egobook, presente da qualche settimana all’interno del social network e che sta riscuotendo un notevole successo.

L’applicazione permette di originare un libro al cui interno compariranno gli elementi che hanno maggiormente segnato la nostra esperienza all’interno del social network, le nostro foto migliori, le foto più commentate, le trascrizioni delle discussioni più animate e scegliendo dieci tra i nostri amici potremmo posizionarli all’interno del book in modo da riservare  un ricordo anche delle interazioni avvenute con loro.

Questa applicazione risulta interessante, sotto un profilo sociologico,  in quanto sposta per un attimo l’attenzione dal mondo digitale-virtuale a quello analogico, “old style”; un ritorno nostalgico agli album fotografici in cui vengono, (venivano?) impressi vari momenti della nostra vita; un ritorno all’analogico da parte di una piattaforma, Facebook, che ha fatto dell’interazione digitale il suo fruttuoso business, sicuramente un aspetto curioso da parte di una realtà di questo tipo, che evidenzia, vista la numerosa condivisione di tale applicazione, l’affezione da parte degli individui che permane nei confronti degli oggetti materiali;

l’aumentata legittimità che tutt’ora solo la tangibilità può conferire? Voi cosa ne pensate??

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