Retargeting: il boomerang del marketing

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Pensa alle volte in cui sei passato da un sito all’altro, cercando il prodotto che ti interessava al prezzo più competitivo.

Ora concentrati sui messaggi che hai trovato nella casella di posta elettronica qualche giorno dopo.

Hai presente le innumerevoli e-mail che cominciano con frasi come “Ehy, hai lasciato qualcosa nel carrello!” o “Questi sono prodotti simili a quelli che hai cercato”?

Ecco, quello è Remarketing.

I dati mostrano che solo il 2% degli utenti acquista in un sito che sta visitando per la prima volta.

L’obiettivo della tua azienda è raggiungere quel 98% e persuaderlo a comprare o a contattarti.

Il Remarketing, o Retargeting, è uno degli strumenti che le aziende hanno a disposizione per riuscire in questo intento e per farsi pubblicità online.

Si tratta di una tattica che rende visibile l’impresa anche quando il cliente ha già chiuso la pagina del tuo sito web.

Com’è possibile fare Remarketing?

Grazie ai cookies, quei file che vengono creati ogni volta che clicchiamo su “accetta” visitando una pagina web.

Il funzionamento è piuttosto semplice: il browser salva i dati d’accesso dei visitatori e il fornitore di Remarketing procede a inviare gli annunci, sicuro che i mittenti saranno solo coloro che hanno già visitato il sito.

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A chi appoggiarsi?

Chi poteva farlo se non il motore di ricerca utilizzato da quasi il 50% della popolazione mondiale?

Google, tramite Google AdWords, si occuperà di ricontattare i potenziali clienti per pubblicizzare la tua impresa.

Inoltre, è possibile fare Remarketing anche su Facebook appoggiandosi a fornitori terzi.

Remarketing B2B: 2 consigli per la tua impresa

Anche se il Retargeting è usato più spesso nel B2C, si può rivelare molto utile anche nel B2B.

Ecco 2 aspetti che potrebbero rivoluzionare la tua strategia online:

  • Il messaggio: scrivere una comunicazione specifica sulle tue inserzioni può portare a un aumento del click-through rate (il tasso di persone che cliccano direttamente sul messaggio pubblicitario) compreso tra il 20% e il 60%. Questo accorgimento è utile anche per il Retargeting, perché personalizzando la comunicazione potrai distinguerti dai tuoi concorrenti.

Scopri qui come sfruttare il marketing per fare business e non chiacchiere

  • Le tempistiche: nel richiamare i tuoi visitatori devi considerare quanto tempo è passato dall’ultima volta che hanno visto il tuo sito. Molti fornitori di Remarketing permettono di definire il periodo di tempo entro cui comunicare con i potenziali clienti. A quel punto, potrai scoprire qual è il range più proficuo (ad esempio potresti provare a mandare un messaggio a chi ha visitato la pagina nell’ultima settimana o nell’ultimo mese, per poi analizzare le differenze).

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Come usare questa strategia?

Il Remarketing invia informazioni sul tuo sito a chi l’ha già cercato.

Questo presuppone l’utilizzo di altri strumenti che portino i clienti a visitare la tua pagina web per la prima volta.

Ad esempio, potresti integrare questa strategia con il SEO o con un efficace Content Marketing.

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Ha studiato Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università di Padova e sta conseguendo un Master in Web Marketing. Appassionata di Marketing, lettura e scrittura.