Category Archives: Web Marketing

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SEO, SEA, SEM: fare web marketing oggi

Le aziende che si avventurano nel Web Marketing si trovano di fronte a sfide e a opportunità. Tra quest’ultime compare anche la SEO.

Di che cosa si tratta?

Sara Parisotto
Ha studiato Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università di Padova e sta conseguendo un Master in Web Marketing. Appassionata di Marketing, lettura e scrittura.
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7 step per una newsletter B2B mobile-friendly

Oggi il cellulare è il modo più comodo e veloce per rimanere in contatto con il mondo.

Anche se il computer resta uno strumento fondamentale, i dati mostrano che gli italiani passano circa 2 ore al giorno al telefono, principalmente sui social network. Siamo quindi abituati a comunicare attraverso lo schermo e proprio per questo i nostri smartphone diventano dei potenti strumenti per il marketing.

Sara Parisotto
Ha studiato Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università di Padova e sta conseguendo un Master in Web Marketing. Appassionata di Marketing, lettura e scrittura.
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Le newsletter sono inutili?

Molti pensano di si. E invece no! Non è così.

L’email non è assolutamente morta, il numero delle aziende che ricorre all’email marketing come canale di comunicazione verso il proprio target cresce sempre di più.

Ogni giorno riceviamo tante pubblicità che riempiono la nostra posta in arrivo, e se la combinazione mittente/oggetto non stuzzica la nostra curiosità, queste mail non verranno cestinate senza nemmeno essere aperte (neanche per sbaglio).

Antonio Pastore
Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Appassionato di Marketing, Comunicazione e Scrittura Creativa.
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5 errori che commettono tutti i principianti del B2B

Uno degli scenari più comuni del marketing B2B:

  1. fai parte di un’azienda che opera nel B2B
  2. sei diventato abile in vari ambiti
  3. anzi, sei diventato il più “esperto” del gruppo. Nel “marketing”.

Per questi motivi sei tu il prescelto a dirigere il marketing e la comunicazione della tua azienda.

L’idea di assumerti questa responsabilità da un lato ti eccita… dall’altro ti terrorizza.

Antonio Pastore
Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Appassionato di Marketing, Comunicazione e Scrittura Creativa.
twitter per aziende B2B

Hai un’azienda? Ecco perché devi usare Twitter

Sicuramente ne avrai sentito parlare.

Sicuramente avrai scartato l’idea come una perdita di tempo o una moda passeggera.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Conquista l’estero con il Digital Marketing

Grazie all’avvento di internet e alla diffusione globale dei social media, le distanze si sono accorciate notevolmente e avere contatti con l’estero è diventato facile, veloce e alla portata di tutte le aziende.

Non ci sono più confini nel mondo B2B, bisogna tenere a mente che ormai esiste un unico mercato mondiale e la vostra azienda dovrà quindi trovare il modo di differenziarsi nel grande “oceano” internazionale con campagne online, blog, uso di social media e siti personalizzati e aggiornati.

Ecco allora che c’è una relazione positiva fra digitalizzazione e internazionalizzazione, visto che attraverso una strategia di web marketing efficace è possibile accrescere notevolmente i propri contatti esteri.

Ovviamente gli strumenti classici come attività fieristiche, incontri commerciali fra Paesi ed eventi di settore non vengono eliminati ma restano eventi utili ad aumentare l’affidabilità e il successo dell’azienda.

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La novità sta nella ricerca in rete che consente di acquisire dati utili su partner o clienti prima di un incontro con gli stessi e permette una segmentazione più accurata dei mercati potenziali a costo limitato grazie alla quantità d’informazioni disponibili online.

Anche a livello web la localizzazione è il concetto chiave per l’export sia come scelta del Paese target con cui lavorare, sia come traduzione delle pagine del sito nelle lingue presenti in ogni Stato, adattamento del catalogo prodotti e attenzione alla scelta dei diversi canali di distribuzione.

Gli strumenti a vostra disposizione sono tanti: il sito web può diventare un canale di vendita importante ma deve essere diversificato e includere keyword, contenuti interessati e blog orientati al target geografico di riferimento; l’e-mail marketing e i social media sono espedienti a budget ridotto, personalizzabili ed efficaci, per mantenere le relazioni con i potenziali clienti e sviluppare una brand awareness nei Paesi di riferimento.

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Per essere riconoscibili in mezzo alla marea d’informazioni, non bisogna tralasciare la pianificazione di una strategia SEO personalizzata per migliorare il posizionamento web sui motori di ricerca usati maggiormente in ogni Paese.

Se la tua azienda B2B vuole rivolgersi all’estero, il modo migliore per creare una strategia digitale ad hoc è affidarsi a esperti di web marketing internazionale per un risultato impeccabile e adatto alle tue esigenze!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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L’operazione “Email + Marketing” non equivale a spam. Ecco perché.

Ti è mai successo di aspettare una mail importante e ritrovarti sommerso da messaggi indesiderati?

Quando pensiamo allo spam, spesso lo identifichiamo con qualcosa di fastidioso e invadente, dimenticandoci che anch’esso può essere una fonte preziosa di marketing per quei beni e servizi che non possono essere fruiti attraverso i convenzionali canali di comunicazione.

Per capire se quello che stiamo facendo sia marketing o spam è necessario delineare meglio i confini di questi due ambiti per chiarirne i rispettivi contesti operativi.
Prendendo come riferimento la definizione del concetto di Marketing dall’omonimo libro di Peter, Donnelly e Pratesi, leggiamo che “Un gruppo di attività programmate, organizzate, controllate che partono dallo studio del consumatore e, in generale, della domanda e della concorrenza, e, attuandosi in forma integrata, sono volte al conseguimento degli obiettivi aziendali di medio-lungo termine attraverso la ‘soddisfazione’ del cliente”.

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Caratteristica fondamentale è dunque quella di riuscire a produrre un valore per il cliente, pertanto il marketing va inteso come promozione di un valore percepito mediante vantaggi concreti, aspettative soddisfatte, relazioni di fiducia e attendibilità.
Secondo le parole del  marketing operations manager di MailUp, Stefano Branduardi,  lo spam è invece  “il risultato di una strategia di email marketing pensata male. Profilare i contatti, assicurarsi di avere il consenso, segmentare gli invii, puntare alla rilevanza: tutte best practice per campagne di mailing che non finiscano in spam”.

Il digital marketing diventa spam nel momento in cui le informazioni che contiene non aggiungono alcun valore per l’utente, diventando così comunicazione monodirezionale.

In termini di quantità, il servizio di filtraggio di commenti spam su blog, Akismet,ha rilevato solo durante il 2014 oltre 90 miliardi di commenti spam con una media di 250 milioni al giorno.
Preoccupante è il rapporto tra commenti reali e spam che nel mese di dicembre ha registrato per 10 miliardi di commenti spam solo 156 milioni di commenti autentici.

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Creare una strategia di marketing efficace non è un lavoro semplice, per questo è fondamentale affidarsi a esperti come noi, che ti aiuteranno a trovare la soluzione più adatta ai tuoi bisogni!

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Marketing: lo sconcertante scivolone dell’FBI

Più e più volte abbiamo parlato di strategie di marketing: quali siano le più efficaci, quali i punti di forza, come metterle in pratica. Cosa spesso non si mette in luce sono tuttavia gli esempi negativi, di fallimento di un progetto che, sulla carta, sembrava promettente.

Ebbene, un caso concreto appartenente alla seconda tipologia è quello regalatoci questa settimana dall’FBI – sì, l’ente investigativo americano – che, a quanto pare, è attualmente impegnato a rispondere alla valanga di critiche e prese in giro ricevute in seguito alla sua fallimentare campagna contro la radicalizzazione dei teenager al terrorismo. Vediamo quali sono i problemi principali del caso.

  1. L’obbiettivo (mancato)
    Alla luce di episodi di radicalizzazione portati avanti da gruppi estremisti attraverso la rete, l’FBI ha pensato bene di rispondere alla minaccia creando un sito dal nome allusivo “Don’t be a Puppet” (non essere una marionetta). Le intenzioni , in linea teorica, sono buone: informare i giovani navigatori sui pericoli in cui si possono imbattere sulla rete. Il problema sta nel modo in cui questo messaggio è stato messo in pratica.
  2. La campagna
    Il sito è composto da più sezioni, ciascuna dedicata a una problematica diversa. Per rendere più accessibile al giovane pubblico la campagna, l’FBI ha pensato di ambientare questa “indagine” in una serie di stanze che sembrano l’ambientazione per un videogame anni ’90 sugli X-Files. Ma la sezione più bizzarra e dal significato poco chiaro è quella dedicata a un esempio di radicalizzazione per mezzo di video game online, in cui è offerta al navigatore la possibilità di giocare a un gioco chiamato Slippery Slope to Extremism” (discesa scivolosa verso l’estremismo). Il problema sta nel fatto che la datata grafica e il pessimo sistema di controlli distolgono l’attenzione dal significato ultimo, anch’esso abbastanza confuso, che il gioco dovrebbe trasmettere. Persino le testate più importanti hanno riportato la notizia non focalizzandosi sugli obiettivi, ma sull’inefficacia dell’FBI nel creare un prodotto decente.
  3. I risultati
    Oltre alle già citate critiche alla campagna in sé, sono sorte contestazioni da parte di leader arabi e musulmani riguardanti le informazioni contenute nel sito, sostenendo che i profili proposti per l’identificazione degli estremisti non farebbero altro che aumentare i casi di bullismo ai danni dei ragazzi appartenenti a minoranze etniche.

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Non solo obiettivi mancati, ma anche calo in credibilità e fiducia da parte della collettività, un danno alla reputazione dell’istituzione difficile da dimenticare.

Se vuoi evitare situazioni di questo tipo, non esitare. Contattaci e scopri qual è il piano di marketing più adatto alle tue esigenze.