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L’importanza della fidelizzazione

“I clienti fedeli tendono ad acquistare di più, con maggiore regolarità. Tramite il passaparola, inoltre, raccomandano ad altri la vostra azienda”.

Queste le parole di Chintan Bharwada, esperto marketing specializzato in customer loyalty, mantenimento e acquisizione.
Bharwada offre assistenza per tutte le sfaccettature del processo di marketing, con particolare attenzione per l’identificazione, la comprensione e il targeting dei clienti. Ciò presuppone lo sviluppo e l’attuazione di programmi di marketing innovativo progettato per inviare il giusto messaggio, attraverso il canale più opportuno.

“E’ interessante considerare le svariate opportunità marketing che si presentano in internet e nei programmi social media e le loro applicazioni per le aziende”.

Bharwada è un forte sostenitore della Customer Retention; alimentare continuamente i rapporti è fondamentale per il successo e la sopravvivenza di qualsiasi azienda. La chiave per la fidelizzazione del cliente è la sua soddisfazione.
Un cliente molto soddisfatto:

• rimane fedele più a lungo
• acquista di più
• parla favorevolmente circa l’azienda e i suoi prodotti
• presta meno attenzione ai concorrenti
• offre idee sul prodotto o servizio
• è meno sensibile al prezzo

In questo periodo di lento recupero, il cliente è più importante che mai e guadagnare la sua fiducia è un punto cruciale per ogni azienda. Bharwada propone diverse strategie per raggiungere questo obbiettivo. Ecco alcuni punti salienti:

Coltivare un marchio che parla ai vostri clienti in modo significativo. “Il brand costruisce legami di fedeltà che vanno oltre a ciò che l’occhio può vedere; è il branding emozionale, sensoriale”. L’immagine del brand deve possedere un forte valore aggiunto e colpire i clienti su un piano più astratto del semplice utilizzo di un prodotto.

Prestare attenzione alle motivazioni, ai valori e alle priorità dei vostri clienti. “Essere in sintonia con quanto i clienti vogliono ed essere sensibili alle loro esigenze in continua evoluzione, vi aiuterà nel tempo a diventare più intraprendenti e innovativi”.

Ricordare che i clienti pagano per avere dei risultati. “Praticare buone attività interpersonali e mantenere solide relazioni con i clienti, sono punti importanti per sviluppare la customer loyalty. Ma quello che conta veramente per i clienti sono i risultati concreti”. La comunicazione col cliente, l’attenzione ai suoi bisogni, lo scambio di informazioni, sono procedure che si devono poggiare sull’offerta di prodotti di qualità.

Mai dare per scontata la fiducia del cliente. “I clienti tornano dove hanno un senso di appartenenza, dove c’è stima reciproca, dove sono trattati con rispetto. Non dare mai per scontato che restino sempre legati a voi perché lo erano anche in passato”. È necessario prendere misure attive per guadagnare e mantenere la fedeltà dei clienti e alimentare continuamente le relazioni per aumentare il grado di fiducia nei confronti dell’azienda.

Qual è il rapporto tra i Social Networkers ed i Brands Aziendali?

Non c’è dubbio che i social media siano diventati l’ambiente ideale per consentire alle persone di rimanere in contatto con amici, familiari e colleghi di lavoro, ma ora sembra che il social networking si ridefinisca come un modo per promuovere l’interazione tra le aziende e i loro clienti.
Invoke Solution
, leader mondiale per le ricerche qualitative, ha compiuto uno studio su 314 utenti social attivi (intendendo coloro che hanno almeno un account attivo sui social e si impegnano in un comportamento inerente ai media) per capire lo stato del social networking dal punto di vista dell’utente.
Tra i numerosi dati rilevati emerge che strumenti come Facebook e Twitter sono utilizzati dai social networkers per promuovere la comunicazione con le aziende, oltre che per mantenere i contatti con amici e parenti.

Lo studio ha mostrato che il 65% dei partecipanti segue una società o un brand su Facebook. Anche Twitter sta crescendo in relazione alle interazioni azienda-cliente; oltre il 31% degli utenti ha dichiarato di seguire una marca o un’azienda su Twitter, con forte evidenza che tale percentuale è in aumento.

I social networkers attivi, interagiscono coi brands attraverso vari modi:

• 47% ha postato un commento sulla pagina Facebook di una società;
• 41% ha letto blog;
• 32% ha postato sulla propria pagina Facebook un commento su un’azienda o un prodotto;
• 17% ha inviato tweeds brand su Twitter.

InvokeSolution comunicazione coi brands

Facebook continua a dominare i social media.

il 90% dei social networkers dicono che hanno un account Facebook che utilizzano attivamente;
• il 78% della rete sociale menziona il sito quando gli viene chiesto “a che cosa associ il social networking ?”, nel 31% dei casi viene citato Twitter.

grafoco 2

Eppure, molti social networkers ricercano le informazioni su brands o prodotti tramite i motori di ricerca ( 86% ) e siti aziendali ( 81% ).

Twitter aumenta la propria influenza.

Gli utenti che seguono i brands su Twitter ( 37% ) sono quasi il doppio di coloro che svolgono le ricerche sui blog aziendali ( 19% ), inoltre, a differenza degli altri social networkers, si impegnano nella comunicazione con le imprese con una vasta gamma di mezzi:

• Il 47% commenta o esprime reclami sui brands;
• Il 68% commenta pagine aziendali;
• Il 25% scrive sul proprio blog, post sui brands;
• il 35% degli intervistati possiede un account Twitter attivo;

Premiare l’interazione dei clienti.

Perché i social networkers diventano fans di un brand su Facebook?

• Il 60% degli utenti segue i rivenditori per ottenere coupons e sconti;
• Il 16% per avere informazioni esclusive;
• Il 12% per visualizzare i commenti di feedback imparziali sul rivenditore.

” Sapevamo tutti che la rete sociale è stata una forza trainante delle interazioni tra le persone. Ma il grado e la velocità a cui i consumatori si sono adattati al social networking per comunicare e scambiare informazioni con le aziende è sorprendente”, afferma Peter Mackey, vice presidente del reparto ricerca e sviluppo business di Invoke Solutions, “per di più le aziende ben attrezzate nel mondo dei social media, stanno vedendo un aumento nella soddisfazione del cliente e la percezione positiva dei loro brands; al contrario coloro che non si sono applicati adeguatamente in questo campo, stanno pagando un prezzo alto in termini di occasioni mancate, di immagine e diminuzione della soddisfazione “.

Meglio pensarci!

Come connettersi all’utente nel mondo digitale?

Nel mercato di oggi, il cliente è sotto controllo e le imprese sono di fronte ad un nuovo livello di responsabilità . Paul Chaney, durante un seminario on-demand, dice come oggi i consumatori siano molto scettici e decisamente resistenti alle cariche degli inserzionisti , “La pressione è concentrata sul miglioramento del  targeting, così da raggiungere una maggiore rilevanza e ridurre al minimo i rifiuti”.

Qual è il modo migliore per connettersi con i consumatori di oggi?

“Attraverso i social media”, dice Chaney, “anche se è l’ultima cosa che vuoi fare!”
Nel corso del seminario, “Social Media Slowpokes: It’s Not Too Late to Connect With Your Costomers Online”, Chaney offre una guida ideale per gli operatori marketing social-wary ( coloro che sono diffidenti riguardo i social media ), compresi suggerimenti passo per passo per coinvolgere i clienti su Facebook, LinkedIn e Twitter. Tra le indicazioni principali:

Facebook
• impostare un profilo personale
• creare una pagina fan per attrarre i clienti di sostegno
• creare e pubblicizzare eventi
• formare gruppi per impegnarsi nelle conversazioni col pubblico
• creare e pubblicare annunci
• uso efficace del tasto “mi piace”

LinkedIn
• creare un importante primo profilo
• importare contatti per trovare i membri LinkedIn esistenti
• utilizzare LinkedIn Answers per dimostrare le tue conoscenze
• mantenere il profilo costantemente aggiornato

Twitter
• monitorare ciò che viene detto riguardo la tua azienda, i tuoi prodotti/servizi e
• monitorare la concorrenza
• raccogliere feedback su prodotti e servizi
• offrire un servizio proattivo ai clienti
• promuovere eventi
• guida il traffico al tuo sito web o blog.

Chaney sostiene che anche coloro che non possiedono una grossa esperienza in materia, possono sviluppare una presenza efficace all’interno dei social media seguendo le direttive principali indicate. Concludendo, nel mondo digitale di oggi scegliere di non adattarsi ai cambiamenti, rimanendo in una posizione “anti-social”, è una scelta che a lungo andare non sarà di certo vantaggiosa, ma al contrario finirà col penalizzare il business aziendale.

Classifica video online: Facebook al 3° posto

Secondo il comunicato stampa emesso da comScore , leader mondiale delle misurazioni nel mondo digitale e fonte preferita per informazioni di web marketing, 178 milioni di utenti negli Stati Uniti hanno guardato video online nel mese di luglio 2010, per una media di 14.7 ore per ogni spettatore.
Anche se la leadership è rimasta ai siti Google, che hanno continuato a dominare le visualizzazioni, Facebook ha fatto un balzo in avanti diventando la terza destinazione dei video online.

Soprattutto per merito delle visioni su YouTube, Google Sites è stato il top online video content property nel mese di luglio, attirando 143.2 milioni di spettatori (1.9 miliardi di viewing sessions), seguito dai siti di Yahoo! con 55.1 milioni di spettatori (238.3 milioni di sessioni) e Facebook con 46.6 milioni (166.2 milioni di sessioni).

Principali proprietà dei video USA online per contenuti video

Classificati da parte dei telespettatori per un’unica visualizzazione

Periodo: luglio 2010

Totale degli Stati Uniti: casa / lavoro / università

Fonte: comScore Video Metrix

Proprietà Totale Visitatori Unici (000) Sessioni di Visualizzazioni (000) Minuti per Visitatore
Totale Internet Audience 178.148 5.234.655 882.0
Google Sites 143.226 1.884.498 282.7
Yahoo! Sites 55.107 238.322 28.6
Facebook.com 46.571 166.186 18.3
Microsoft Sites 45.558 219.149 40.2
VEVO 43.911 202.091 68.5
Fox Interactive Media 38.136 164.760 27.2
Turner Network 33.442 107.793 25.3
Viacom Digital 30.715 70.617 44.8
Disney Online 28.475 64.104 6
Hulu 28.455 153.845 158

Google Sites ha tenuto impegnati gli spettatori, ognuno dei quali ha guardato video per una media di 283 minuti, si parla di 4.7 ore a telespettatore. Nello stesso periodo, anche Hulu ha registrato un elevato indice di ascolto, con una media di 158 minuti di visualizzazioni video, ovvero 2.6 ore a telespettatore.
Con l’eccezione di Disney Online, gli utenti di Facebook hanno dedicato una minor quantità di tempo ai video (18.3 minuti per ogni spettatore).
Nel complesso, l’84.9% dell’audience internet totale degli Stati Uniti ha guardato video online nel mese di luglio 2010.
La durata media dei video è stata di 4.8 minuti.

Top Video Properties

Principali proprietà dei video USA online per video ads* vistiClassificati secondo gli annunci video visualizzatiPeriodo: luglio 2010

Totale degli Stati Uniti: casa / lavoro / università

Fonte: comScore Video Metrix

Proprietà Annunci video (000) Frequenza (Ads per spettatore) % Totale Popolazione USA RAggiunta
Totale Internet Audience 3.559.928 26.8 44.5
Hulu 783.304 27.9 9.4
Tremor Media Network** 451.864 8 19
BrightRoll Video Network** 248.354 6 13.9
Microsoft Sites 232.256 9.1 8.5
Google Sites 219.326 4.6 15.9
Crosspoint  Media** 206.296 7.3 9.5
SpotXchange Video Ad Network** 170.895 4.3 13.4
CBS Interactive 134.789 6.1 7.4
BBE** 120.179 4.5 8.9
Viacom Digital 110.810 5.4 6.9

* video ads includono solo video di pubblicità in streaming e non altri tipi di monetizzazioni video come: overlays, banner, homepage, annunci, ecc.
** indica annunci video di rete / server

Gli americani hanno visto 3.6 miliardi di video ads (annunci video), con Hulu che ha generato il maggior numero di impressioni sugli annunci video (783.3 milioni).
Tremor Media Video Network è stata complessivamente seconda (ma la migliore tra i video ad networks) con 451.9 milioni di visualizzazioni degli annunci, seguita da BrightRoll Video Network (248.300.000) e i Siti Microsoft  (232,3 milioni).
Nel complesso i video ads hanno raggiunto il 44.5% della popolazione degli Stati Uniti, con una media di 27 visioni per ogni utente.
Hulu ha consegnato la più alta frequenza di annunci video per i suoi telespettatori, con una media di 27,9.
La durata media degli annunci video online è stata di 0.4 minuti.
I top video ad networks, in termini di portata potenziale della popolazione USA, sono stati ScanScout network con il 40.5%, BrightRoll Video Network con il 39.4% e Break Media Network con il 38.7%.

Un vantaggio per le aziende?Business blogging

Fino a pochi anni fa i blog erano utilizzati esclusivamente come diari personali destinati ad essere condivisi solo con amici e famigliari. Oggi sono diventati una fonte di reddito, non solo personale ma anche per le imprese.

I vantaggi del blogging for business

Il blogging business può essere un bene prezioso per il sito internet di un’azienda e agevolarne il business, ecco come:

  • costruire la brand identity e gestire positivamente le propria reputazione on line inserendo i contenuti nel web.
  • aiutare ad andare oltre la semplice offerta di prodotti e servizi per acquisire credibilità e diventare esperti nel settore di competenza.
  • forgiare rapporti forti con i clienti acquisiti e potenziali e anche con gli operatori in altri settori, attraverso i commenti sui blog e la condivisione di nuove informazioni.
  • offrire al sito contenuti freschi, invitando utenti e motori di ricerca a tornare a visitare il sito, incrementando il traffico complessivo.
  • migliorare la posizione nella serp, grazie alle keywords, quando vengono cercate determinate parole e frasi.

Questi sono i principali vantaggi del business blogging, senza dimenticare il beneficio più importante: blog aziendale e post, se fatti bene, possono portare a convertire i leads in vendite.

Porsi delle domande prima di iniziare

Ma come si fa a costruire un blog di successo?
Ecco cosa tenere a mente quando si vuole affrontare un progetto del genere.

Chi è il vostro pubblico?
Le aziende B2B vorranno scrivere messaggi mirati verso le imprese che hanno bisogno dei loro prodotti e servizi, mentre le imprese B2C vorranno scrivere messaggi orientati verso i loro clienti.
Quando i bloggers hanno delle idee per scrivere un post, è indispensabile mettersi nei panni dei lettori e chiedersi:

  • Che cosa voglio sapere di questa azienda e delle sue attività?
  • Quali ragioni mi farebbero iscrivere?
  • Quale argomento mi farebbe scrivere un commento?
  • Quale tipo di post mi invoglierebbe a indagare sui prodotti/servizi di questa azienda?

Porsi queste domande vi aiuterà a determinare il tipo di scrittura da fare per ottenere una buona risposta da parte della tua futura blog comunity.

Cosa fare con i concorrenti?

I bloggers devono informarsi sui siti dei concorrenti per controllare se anche loro hanno un blog aziendale e vedere come va nei confronti del loro pubblico

  • Gli utenti fanno molti commenti?
  • I post sono di facile reperibilità nelle ricerche?
  • I post ottengono un’ampia condivisione?
  • Quale elemento del post e del blog mi piace e quali sono gli aspetti che non mi piacciono?

Questo tipo di ricerca sui concorrenti vi aiuterà a determinare più facilmente quali risultati si desidera ricavare dal blog e cosa vi aiuterà ad ottenerli.

Le migliori pratiche e consuetudini per scrivere sul blog

Sia che siate bloggers per scopi personali o commerciali, ci sono alcune pratiche base per migliorare il blog.

  • Rendere ogni post facile da scaricare e “amichevole” tramite link per la condivisione sociale e plugins di commento per favorire una maggiore interazione.
  • “Scrivere come si parla” al pubblico. Il business blogging deve essere professionale, ma è anche meno formale di articoli stampa e articoli marketing.
  • Non pensate al vostro blog come una semplice piattaforma di pubblicità. Se i lettori si sentono spinti all’acquisto ogni volta che leggono un post, probabilmente non visiteranno più molto spesso il blog.
  • Linkate altri siti che offrono informazioni utili e pertinenti. Il vostro obbiettivo è quello di creare preziose risorse per i lettori, se loro vedono che condividete contenuti di qualità, guadagnerete la loro fiducia anche nel futuro.

Gli argomenti del blog aziendale

Cosa scrivere? Probabilmente uno dei più grossi “intoppi” che rallenta la creazione di un blog è l’argomento da trattare, soprattutto se l’azienda opera in un segmento di mercato di nicchia, quindi molto ristretto.

Trovare l’ispirazione non è così difficile, se avete risposto alla domanda “Chi è il tuo pubblico?” allora si avrà un’idea generale degli argomenti che possono interessare i potenziali lettori.
Altri modi per generare idee includono:

  • Utilizzo di Twitter e HootSuite per il monitoraggio delle figure più influenti nel vostro settore e delle maggiori discussioni del grande pubblico.
  • La vostra azienda ha un ufficio o uno sportello di supporto? Che domande sono comunemente poste dai vostri clienti o potenziali clienti? Questi potrebbero essere gli argomenti per una buona risposta sul tuo blog.
  • Trattare gli argomenti più scottanti, gli eventi, consultare i più importanti blog di settori specifici, utilizzare le principali notizie in rete, visitare siti come Alltop, Technorati, PostRank.

Si potrebbe pensare che alcuni argomenti sono stati trattati più volte e si trovano praticamente da ogni parte in internet, ma quello che si deve offrire in un blog aziendale, è la maggior quantità di informazioni possibili circa la propria attività, facendo in modo che gli utenti interessati non debbano andare altrove per trovare ciò che vogliono (finendo magari su un blog concorrente).

Gli influencers sono il target del social marketing

Un indagine condotta da Regus , su 450 città in 80 paesi, ci rivela che ad oggi il 40% delle aziende di tutto il mondo ha trovato nuovi clienti grazie ai social network (in Italia il dato scende al 38%) e che il 27% destina parte del proprio  budget su questi siti.
Lo studio ha l’obbiettivo di misurare il grado di penetrazione dei social network nell’ambito professionale e rilevare i campi in cui vengono maggiormente utilizzati dai manager:
•    mantenere contatti professionali (58%)
•    partecipare a gruppi d’interesse e trovare informazioni utili per il proprio business (54%)
•    organizzare e gestire gruppi di clienti (51%)

Le differenze territoriali si fanno sentire anche sul web, da paese a paese sono diversi i social network più popolati, ma parlando di business quello più utilizzato per gestire i contatti, trovare risorse ed essere trovati è LinkedIn.
Si può facilmente capire che nei processi di marketing, i social network non sono assolutamente strumenti da trascurare, tutt’altro; i dati rilevati giustificano gli sforzi delle aziende, in termini di persone e risorse, impegnati nei siti di condivisione.
Non tutti i social media sono uguali, così come non lo sono gli utenti. Non si può utilizzare lo stesso approccio con tutti.

Ma chi sono gli utenti e cosa li spinge all’azione?

La ricerca condotta da Gartner identifica quali sono i consumatori in grado di influenzare la brand awareness e le campagne di marketing virale.
Sono state rilevate 6 categorie di utenti, 4 delle quali hanno una grossa capacità di influire sui processi decisionali del 74% della popolazione. Tra questi gruppi si distinguono:

•   Connector: svolgono una funzione di collegamento tra i diversi gruppi, hanno contatti con molti social groups e la capacità di presentare le persone tra di loro. Si possono distinguere in 2 categorie:
– gli Heavy Connectors, che hanno ambienti diversi, ma una ristretta cerchia di amici e parenti, con i quali mantengono regolarmente molti contatti
– i Light Connectors, che abbracciano una gamma molto più ampia di gruppi diversi, ma con legami che sono molto più deboli e meno frequenti

•    Salesman: hanno ampie connessioni sociali e si contraddistinguono per la capacità di persuasione (acquistare alcuni prodotti, agire in determinati modi). Questo ruolo non è legato a fini commerciali, è un tratto della loro personalità che, sulla base delle informazioni che trasmettono, spinge gli utenti a compiere determinate scelte.

•    Seekers: sono in contatto con altre persone al fine di trovare skills e informazioni di cui hanno bisogno nella loro vita quotidiana. Quando i Seekers fanno shopping, tendono a consultare gli esperti e a chiedere consigli sui migliori gadget da comprare, dove trovarli e a quali prezzi.

•    Maven: sono gli “scambiatori di conoscenza”o intermediari di informazioni. Sono esperti in particolari settori a cui le persone si rivolgono per chiedere consigli. A differenza degli Salesman, non svolgono un ruolo da persuasori e non si fanno problemi nel diffondere commenti negativi su prodotti e aziende.

•    Self-Sufficient: nella categoria degli “autosufficienti” ricadono coloro che preferiscono scoprire da soli quello che c’è da sapere per soddisfari i loro bisogni. Non si fanno influenzare dagli altri e sono relativamente impermeabili alle campagne virali. Per questo i Self-Sufficient costituiscono una parte di mercato molto difficile da colpire.

•    Unclassified: nella quale ricadono coloro che non appartengono alle altre categorie, circa i due terzi della popolazione. I “non classificati” hanno comportamenti discontinui,  presentano il più delle volte caratteristiche di diverse categorie e possono svolgere ruoli diversi in diversi contesti sociali.

È essenziale per i fornitori di servizi di comunicazione, sviluppatori di applicazioni e  editori, capire come reagiscono i diversi tipi di gruppi alle informazioni di marketing. Ad esempio i Self-Sufficients non sono particolarmente attenti a queste fonti, mentre per i Mavens esse costituiscono i loro ferri del mestiere. Tuttavia i Mavens si rivelano poco utili, raccolgono una grande quantità di informazioni, ma tendono a condividerle solo dopo un’esplicita richiesta da parte di un utente. Nel caso di Mavens e Self-Sufficients, è fondamentale il miglioramento della  “shopping experience”.

Salesman, Seekers e Connectors, invece, si rivelano molto ricettivi alle campagne marketing, per questo costituiscono il target dei marketer che operano dei social network.
Le aziende dovrebbero agire nei social network per sviluppare relazioni importanti in un primo momento e progressivamente approfondire i rapporti. In modo tale da fornire agli individui più interessati le giuste informazioni, su prodotti e promozioni, nella maniera più conveniente. Questa gestione dei potenziali clienti è spesso (sempre) usata dai piccoli e medi rivenditori ed è il modo migliore per raggiungere la loro fidelizzazione e tramite il passaparola acquisire nuovi leads.

Google: previsioni per il futuro

Matt Cutts parla del futuro di Google e di cosa vorrebbe cambiare in internet.
Questa non è la prima volta che il capo del Google’s Webspam team appare sul nostro blog, c’è sempre grande attenzione ai i suoi consigli sul SEO.
Cutts risponde alla domanda posta da un utente: “Come vedi Google tra 5 anni? C’è qualcosa che vorresti cambiare in Internet e perchè?”.

Sulla prima domanda Cutts ha le idee molto chiare: “Google è un punto fisso per gli utenti internet e tra 5 anni vuole continuare ad esserlo; mantenere questo obbiettivo è il punto di riferimento per il futuro”.

Tale leadership sarà perseguita lavorando in funzione degli utenti, partendo da decisioni concrete a lungo termine per incrementare la loro soddisfazione. Ecco come:

• Accattivare i navigatori con proposte innovative
• Accrescere la fidelizzazione
• Mantenere Google open source

“Mi auguro che Google continui a condividere e dare libertà di scelta agli utenti”.

Il fatto che i navigatori condividano i loro dati con gli strumenti di Google(ad esempio Gmail), è sicuramente importante e per i prossimi 5 anni c’è la volontà di aumentare questa facoltà.

Il web master si sbilancia anche con futuristiche ipotesi su automatismi per interagire con la rete. Si parla di congegni laser che, collegati alla retina, possono mostrare la pagina che si desidera visitare senza dover digitare nulla sul motore di ricerca. Sembra proprio una provocazione, staremo a vedere.
L ‘attenzione cade anche sul mobile web e sul potenziamento di Google per gli smartphone. Il cellulare è più vicino a noi rispetto ad un notebook, lo portiamo sempre in tasca, per questo si vorrebbe rendere più facile e pratica la connessione.

Alla seconda domanda Cutts risponde facendo riferimento alla sicurezza in internet: “Vorrei evitare che gli haker caricassero malware, spyware, adware legati ai programmi di ricerca che gli utenti usano quando fanno ricerche con Google. Se potessi cambiare qualcosa in internet sconvolgerei questo sistema per avere sicurezza nella navigazione nel web”.

Prima gli “attacchi” erano compiuti sul singolo utente, ma col miglioramento della sicurezza degli odierni sistemi operativi, gli haker caricano i programmi dannosi sui motori di ricerca, in questo modo possono infettare molti computer senza dover interagire direttamente.
Gli utenti non prestano la dovuta attenzione nella navigazione su siti a rischio o ai dati che rilasciano.
Inoltre, anche se il webmaster presta molta attenzione alla sicurezza, una piccola falla può danneggerebbe una grande quantità di clienti( es. WordPress).

I web server peggioreranno se ogni singolo utente non presterà l’adeguata attenzione alla sicurezza in internet, ma perché questo accada ci vorrà ancora qualche anno.
Cutts vorrebbe accelerare tale processo.

Link Partnership: come incrementare le performance di ricerca

Come sapete per creare un business on line e ottenere buoni risultati, in termini di visibilità e accessibilità al sito web, non è sufficiente “mettersi in rete”.Buttarsi in questo mondo senza un’adeguata pianificazione può risultare controproducente, infatti sono molte le azioni da svolgere al fine di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca (social network, blog, comunicazione one-to-one, e naturalmente SEO).

A questo proposito vorrei portare l’attenzione su un aspetto importante da non sottovalutare, anche se non se ne sente parlare spesso.
Si tratta dei collegamenti ipertestuali e di come essi si ricolleghino all’immagine del brand e alla visibilità che possono dare, anche per quanto riguarda il ranking sui motori di ricerca.
Lo sfruttamento dei link è un ottimo mezzo per creare relazioni con altre figure professionali, ma non solo, sul web.
Creazione di grandi contenuti e pitching blogger possono stabilire un legame occasionale, ma come si può creare link in entrata in maniera più stabile? Un modo è attraverso la link-exchange partnership, che consolida le relazioni già in atto con siti pertinenti.
La creazione di questo “gioco di squadra” è spiegata in 5 punti; nelle tattiche sono inclusi consigli su come valutare i potenziali partner, impostare le linee guida per le pagine di destinazione e il testo di ancoraggio.
Gli operatori marketing con delle buone strategie SEO devono:

  • prestare sempre attenzione ai link
  • creare grandi contenuti per attrarre altri link
  • evitare strategie come link-buying

Creare una condivisione di link con altri siti web è una tattica poco diffusa che può migliorare le prestazioni di ricerca. Le aziende piuttosto di sperare di attrarre un unico collegamento (one time link), possono trovare dei partner con cui collaborare e far si che gli utenti vengano rimandati ai loro rispettivi siti web su base continuativa. Tali partnerships fissano le linee guida per le pagine di destinazione dei link, il testo di ancoraggio, il contesto e altri attributi.
L’azienda deve trovare i partner interessati e disposti a seguire una serie di linee guida, al fine di non essere manipolati da altri siti web, rischiando di danneggiare, anziché aiutare, le prestazioni di ricerca.
“Se una link partnership consente di lavorare meglio, bisogna sfruttare questa possibilità” (Erica Charney responsabile della gestione clienti e servizi alla iProspect).
Forte di una ricca esperienza nel campo della creazione e mantenimento di partnership per migliorare le performance di ricerca di un sito, Charney ha pubblicato cinque tattiche per aiutare le aziende a trovare i partner giusti, stabilendo un rapporto che consente di incrementare le prestazioni SEO.

1.Valutare accuratamente i potenziali partner

L’azienda può migliorare le proprie prestazioni di ricerca attraverso una partnership, ma quest’obiettivo deve essere secondario a migliorare l’esperienza del vostro pubblico. La regola d’oro infatti, è che il pubblico deve avere la massima priorità.
Ricercare partner che abbiano una mission compatibile con quella dell’azienda. Il contenuto al quale i link si ricollegano, devono fornire al pubblico informazioni vere e pertinenti, altrimenti a farne le spese sarà l’immagine del brand. Al contrario se l’audience del partner non è interessata al vostro contenuto, la ricerca di eventuali link sarà ostacolata da un basso rendimento.

Una volta selezionati i potenziali partner, è necessario verificare i loro siti, controllando diversi punti:

  • Clean organization: assicurarsi che l’azienda abbia un sito web pratico e stimolante da linkare. Sempre porsi dalla parte dell’utente, il sito linkato deve essere attrezzato per eseguire le operazioni che il target intende realizzare. Prestate attenzione a immagini e link interrotti, cattiva navigazione, pubblicità sgradita, contenuti offensivi generati dagli utenti. Controllare inoltre le eventuali red flags (come l’eccesso di link e di parole chiave, una struttura del sito non adatta, la duplicazione dei contenuti).
  • Reputazione: condurre ricerche sul brand del partner, assicurandosi che la maggior parte dei media on line lo commenti positivamente.
  • Link analysis: utilizzare strumenti come Yahoo! Site Explorer per osservare chi si collega al sito in questione. Sapere se i link provengono da organizzazioni importanti e di fiducia o da siti “spammy” con contenuti poco pertinenti. Verificare inoltre che anche i link in uscita del partner riportino a siti rilevanti per il pubblico.

2.Mantenere il controllo e il diritto di censura

È saggio avere un approccio più controllato così da potersi concentrare al meglio sui risultati.
Stabilire il controllo su queste aree:

  • Testo di ancoraggio: le parole chiave in un link di testo sono solite influenzare la pertinenza della pagina di destinazione nei motori di ricerca. Se il team sta cercando di associare una determinata pagina con una parola specifica, sarà vostra intenzione chiedere al partner di usare quella parola chiave nel link del testo di ancoraggio.
  • Struttura: i link dei partner non devono essere marcati da “nofollow nel codice HTML, in questo modo qualsiasi SEO fornirà il link del tuo sito.
  • Contesto: non è gradito che il partner aggiunga link sul vostro sito da pagine che contengono troppi collegamenti ipertestuali. Verificare i link provenienti dal sito dei partner.
  • Pagina di destinazione: essere informati ed avere un certo controllo sulle pagine che il partner linka.
  • Potere di veto: indipendentemente da come è organizzata la partnership, il team dovrebbe riservarsi il diritto di richiedere un link per poter essere rimosso dal sito del partner, se necessario (ad esempio nel momento in cui il partner non si rivela più competitivo)

3.In-house expert

Anche se ci si rivolge ad un’agenzia, o ad altri soggetti specifici, per guidare il vostro programma SEO, sarebbe sempre meglio avere all’interno dell’azienda un esperto in questo settore, che supervisioni la partnership di scambio dei link.
Una volta che questo rapporto è consolidato, l’esperto SEO dovrà valutare le misure adottate dai vostri collaboratori, suggerire soluzioni per massimizzare il valore di un link; il ruolo di questa figura professionale è molto importante in quanto garantisce che i link aggiunti non interferiscano con le performance di ricerca e entrambi i siti a cui si collegano ne ricavino dei benefici e non appaiano agli utenti come spam.

4.Creare una pertnership aperta e solida

La natura progressiva di queste relazioni può creare una comunicazione “stantia”. Non bisogna assolutamente lasciare che questo accada e per farlo è necessario mantenere un dialogo aperto col partner, in questo modo sarà più facile prendere decisioni su eventuali rimozioni o modifiche dei link.
Per mantenere attive le comunicazioni i team possono condividere traffico, posizionamento e mantenere l’aggiornamento reciproco sulle modifiche operate sui rispettivi siti.

5.Monitorare i risultati

Dopo un primo periodo di collaborazione,approssimativamente di tre mesi, compiere una concreta valutazione dei risultati ottenuti: traffico sul sito, domini di riferimento per incrementare le visite degli utenti, performance di ricerca per le parole chiave stabilite.
Nel momento in cui si verifichi la necessità, modificare il piano d’azione.

Il paesaggio del Search Marketing è cambiato, si sta evolvendo rapidamente, continua a crescere e le informazioni  di oggi sono di gran lunga diverse da quelle dello scorso anno.
Marketing Sherpa ha progettato “2011 Search Marketing Benchmark Report – SEO Edition, un manuale aggiornato, con dati relativi alle tattiche SEO più efficaci, interviste ad operatori marketing in settori B2B e B2C. Questo strumento si rivela molto utile per comprendere quali cambiamenti si prospettano nella ricerca marketing, essendo in grado di agire in modo da non trovarsi impreparati.