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Hai successo sui social network? Te lo dice PostRank Analytics!

Con l’avvento del web 2.0 sono nati degli strumenti, come ad esempio i blog, che hanno trasformato sensibilmente l’impatto dei siti nei confronti degli utenti. Queste piattaforme sociali, infatti, hanno la caratteristica di pubblicare notizie e opinioni che interessano ad un pubblico più o meno ampio, a seconda degli argomenti che i blogger intendono postare.

Non c’è dubbio però, che il blog, grazie anche alla possibilità di intervenire attraverso opinioni da parte dei lettori, sia oggigiorno uno dei mezzi più utilizzati per informarsi, conoscere ma anche divulgare informazioni. Oltre alle funzionalità appena descritte sicuramente non possiamo sottovalutare il suo aspetto promozionale: è difatti un’ ottima vetrina per i siti che, tenendo un proprio blog o cercando di comparire in quelli più letti, acquistano maggiore popolarità.

Si comprende pertanto che la popolarità di un sito non dipende solamente dalle visite che riceve ma, incrementa il suo successo soprattutto grazie alla sua diffusione sui social media.
Nasce così la necessità di tenere sotto controllo a che livelli il nostro sito è visitato in seguito alla pubblicità sui social media. Quanto il successo di un sito si deve alla sua presenza sui social?

A questa domanda risponde subito PostRank, una società che si occupa essenzialmente di statistiche avanzate sui social media che, nel corso del tempo, ha realizzato parecchie indagini per stabilire il successo dei brand nella rete. Le statistiche però, non tenevano conto di blog e social network, mezzi che ora contribuiscono in modo eccezionale alla pubblicità in rete.

Per questo motivo nasce PostRank Analytics, una Web Application per misurare l’engagement e le discussioni che hanno origine dal proprio sito web o blog, con un costo di utilizzo di 9 dollari mensili. PostRank Analytics è quindi una “prelibatezza” per chi fa marketing ma anche per chi vuole conoscere maggiormente i propri lettori e sia in cerca di un’interfaccia complementare a quella del proprio Analytics. PostRank Analytics è ottimo per capire gli articoli che hanno suscitato interesse e discussioni in rete, opzioni che non fornisce il semplice Google Analytics.

Di seguito il video che ci spiega come funziona:

Sarà dunque una rivoluzione per il web marketing?

Mc Donald’s a Sidney ci fa tornare bambini

Il re del fast food ci riporta nel mondo dell’infanzia realizzando a Sydney un parco giochi a dimensione di adulto. Il conosciutissimo brand del fast food ha deciso, infatti, di far divertire i “non più giovani” montando un colorato parcogiochi nel centro della città. Mega-scivoli, altalene giganti e molto altro hanno ravvivato e colorato una giornata qualunque dei cittadini australiani.

Se per i bambini andare da Mc Donald’s è sinonimo di diverimento e svago, noi vogliamo trasmettere queste emozioni anche al mondo degli adulti, facendoli tornare bambini”, spiegano i responsabili marketing del brand. Il lato ludico, poi, è certamente collegato allo scopo pubblicitario: da ogni parte del parco è visibile la scritta “I’m lovin it!”

Che sia forse un tentativo per far bruciare qualche caloria ai cittadini austarliani prima di un bel Big Mac?

Tyrannybook chiude per troppi utenti

Ve lo ricordate Tyrannybook, il social network con l’obiettivo di far alleare gli utenti contro le peggiori dittature del mondo? Ne avevamo parlato qui!

tyrannybook 2 milioni di utenti

Vi chiedete se ha funzionato? La risposta è sicuramente positiva, visto gli oltre 2 milioni di iscritti che hanno iniziato a collaborare con il social network. Così tanti che a poca distanza dal lancio i volontari si sono visti chiudere i battenti del portale: “Tutta questa popolarità ha portato una massiccia necessità di investimenti tecnici e di personale che noi, in quanto organizzazione no profit, non abbiamo”, si legge nella bacheca del neonato social, “non riusciamo più a gestire Tyrannybook così come lo avevamo pensato. Ecco perchè, per ora, il social network sarà inattivo”.

La chiusura quindi, è dovuta alla quantità elevatissima degli utenti iscritti, che i gestori del sito non hanno avuto la capacità di gestire in così poco tempo.

L’aspetto positivo, in un certo senso, è che un sito di questo genere ha ricevuto l’attenzione che meritava: “La buona notizia è che Tyrannybook ha dimostrato che la causa dei diritti umani è più forte che mai. Con centinaia e centinaia di persone da tutto il mondo desiderose di diventare alleate nella lotta per i diritti umani” dicono da Amnesty Intenational Portugal. Ciò dimostra quindi che i contenuti “seri” non è detto che debbano essere affrontati necessariamente in maniera seriosa, ma possono anche sfruttare la rete e i suoi meccanismi di comunicazione apparentemente più leggeri.

I personaggi da tenere d’occhio nel sito sono stati: Robert Mugabe (Zimbabwe), Kim Jong II (Corea del Nord), il presidente della Cina Hu Jintau e quello dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad. La lista proseguiva con Thomas Lubanga Dyilo della Repubblica Democratica del Congo, Radovan Karadzic (Bosnia), il leader ceceno Ramzan Akhmadovich, Omar Al-Bashir (Sudan), Alexander Lukashenko (Bielorussia) e il presidente birmano Than Shwe.
Chissà che il valore sociale del sito spinga qualcuno a finanziare la ripresa del servizio.

Voi cosa ne pensate? Considerate il successo che ha avuto Tyrannybook una segno di unione contro la guerra o soltanto una moda del momento?

I numeri di LinkedIn in Italia e nel mondo

numeri linkedIn

Una recente analisi di Vincenzo Cosenza ha messo in luce la dimensione di LinkedIn nel panorama odierno dei social network. LinkedIn è infatti una realtà abbastanza particolare, tanto significativa da una parte quanto incerta nell’altra, poiché incentrando tutta la propria missione sui contatti professionali, la sua ragion d’essere spesso può andare in fumo se vengono meno i rapporti di lavoro.
Oggigiorno però, con il crescere della community, il network sta assumendo sempre più rilevanza tanto che gli ultimi dati emersi evidenziano un ruolo importante, soprattutto in certi settori, per determinate aziende e per specifici profili professionali.

Spiega Cosenza nella propria analisi: «LinkedIn ha quasi 69 milioni di utenti sparsi in 200 nazioni. U.S.A., India e U.K sono quelle col maggior numero di membri. L’Olanda mostra il maggiore tasso di adozione al di fuori degli Stati Uniti». Oltre ai dati georeferenziati notiamo anche un profilo significativo in relazione al tipo di utenza presente sul network: «Gli uomini (61%) superano di gran lunga le donne e il 51% degli utenti ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. I settori più rappresentati risultano essere l’hi-tech (16%), la finanza (12%) e la manifattura (10%), mentre i lavori più citati sono quelli relativi all’ingegneria (15%), alle vendite (11%), all’amministrazione (9%)».

Per quanto riguarda il nostro Paese, la popolazione italiana su LinkedIn conta ad oggi poco meno di 1 milione di rappresentanti (974.927), «in prevalenza nella fascia 25-34 (60%) e uomini (62%). Anche in Italia i settori con più addetti sono l’hi-tech (22%), la manifattura (14%) e la finanza (10%), mentre i ruoli più presenti sono quelli ingegneristici». La recente localizzazione del sito, che lo predispone anche in lingua italiana, ed una stima proporzionale tra utenza e popolazione in confronto ad altri paesi europei, sembra presagire una penetrazione ulteriore ed una percentuale di italiani sul network potenzialmente in crescita per i mesi seguenti.

Un dato interessante sul quale riflettere sta nel fatto che le aziende meglio rappresentate sul network sono quelle con più di 1000 dipendenti (48% del totale), mentre c’è una bassa utilizzazione da parte dei liberi professionisti. Sono le imprese più mature e strutturate, insomma, quelle che sembrano prestare maggior interesse a ciò che una rete sociale può offrire in termini di risorse umane e interessi professionali.
Questo fattore è sicuramente da tenere in forte considerazione per chi porta il proprio curriculum sul network alla ricerca di contatti, esperienze ed opportunità di lavoro.

Google sta diventando come Microsoft?

Questa settimana torna l’appuntamento con l’esperto in SEO Matt Cutts, che risponde alla seguente domanda: Con la grandezza di Google e i suoi numerosi servizi, pensi che sia visto da molte persone sempre più come il nuovo Microsoft? Ti preoccupa ciò come utente web e come dipendente?

Una premessa da prendere in considerazione consiste nel fatto che Google è un’azienda talmente grande che molti potrebbero temere le conseguenze del suo potere nel mercato, grazie ai milioni di dati che è stata in grado di raccogliere dagli utenti che ne fanno uso.

La visione di Matt Cutts vuole però indirizzare la grande capacità del colosso non verso una figura che sovrasti oppure incarni una minaccia per Microsoft o altre aziende d’informatica, ma piuttosto dipinge l’ingenza di Google solo come una grandezza che si è evoluta pian piano grazie agli utenti, e volta unicamente ai loro interessi. Google, dice Cutts, non deve far paura perchè la sua dimensione è dovuta solamente alla volontà di Google di offrire sempre piu buoni e nuovi servizi al consumatore finale.

Lo scopo di Google è quindi, dice Cutts, arrivare direttamente all’utente anche se questo è un lavoro molto difficile per l’immensità di siti e web masters all’interno di internet; di conseguenza, per fare un buon lavoro, il motore di ricerca deve migliorarsi e spaziare nei servizi affinchè le richieste degli utenti siano soddisfatte al meglio.

E voi cosa ne pensate? Utilizzate solo Google o anche altri motori di ricerca?

Il Sole 24 Ore si dota di una nuova veste grafica

Da oggi 24 maggio il sito del Sole 24 ORE, www.ilsole24ore.com, si rinnova con un progetto di informazione multimediale per offrire a professionisti e aziende uno strumento di lavoro essenziale per chi deve quotidianamente affrontare temi economici, finanziari e giuridici, ma,  contemporaneamente, è un ottimo media che si rivolge anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in tempo reale il presente e le previsioni future.

Le principali novità saranno:

  • L’architettura informativa del sito completamente riformulata dal punto di vista grafico e razionalizzata: sono stati sviluppati dei percorsi di navigazione a disposizione dei lettori grazie a 6 sezioni informative principali e circa 40 sottosezioni organizzate tematicamente per garantire punti di accesso più immediati ai temi considerati più rilevanti.
  • Gli articoli saranno resi il più scorrevoli possibile: i principali pezzi di ogni giorno verrano infatti pensati come una storia, che può includere testo, voce, immagine, video, grafici interattivi, mappe, sondaggi. Lo sforzo della redazione sarà quello di creare un percorso narrativo all’interno di una storia che inizia con un titolo e con un’immagine dal forte valore evocativo.
  • Completamente riorganizzata la sezione “Finanza e Mercati”: inserirà i dati quantitativi sull’andamento dei titoli e dei mercati insieme ai commenti e alle opinioni della Redazione, fino ad ora presenti separatamente. Integrate e approfondite e anche le sezioni “Tecnologia” e “Norme e tributi”. Quest’ultima, in particolare, sarà integrata con l’offerta informativa specialistica del Gruppo 24 ORE attraverso tre finestre su fisco, diritto e lavoro che offriranno abstract, primi piani e scadenzari curati dalle redazioni delle riviste professionali come, ad esempio, Guida al Diritto, La Settimana Fiscale o Guida al Lavoro.
  • Una nuova area, “Da non perdere”, metterà in evidenza attraverso il sito tutti gli “Scelti per voi” del giorno, ovvero gli articoli più interessanti a giudizio della redazione, con la possibilità per il lettore di trovare facilmente anche i più letti, i più visti e il meglio dai blog.
  • Per approfondire l’evoluzione dei principali temi nel tempo è stata creata la nuova sezione gli “Argomenti del Sole”, che si arricchiranno progressivamente e costituiranno delle vere e proprie basi informative riguardo a persone che contano, aziende da seguire, quindi le principali aree di interesse dei lettori.
  • Il contenuto di servizio, come sempre, sarà molto curato. Il sito fornirà, sempre in maniera contestualizzata rispetto agli argomenti trattati, delle porte di ingresso alle aree rilevanti del sistema di prodotto del Gruppo 24 ORE. Ciò significa, ad esempio, che chi è interessato alle tematiche del mondo del lavoro troverà nel menù dell’area Job24 non solo i contenuti e gli strumenti a cui ha accesso oggi, ma anche link all’offerta di formazione del Gruppo 24 ORE per le varie famiglie professionali, alle riviste e a libri professionali dedicati al tema del lavoro.

In occasione del lancio del nuovo sito, la redazione on line propone inoltre ai lettori uno Speciale dedicato agli Economisti di fama mondiale. A partire da giugno i migliori economisti internazionali saranno pubblicati in esclusiva per l’Italia sul sito del Sole 24 ORE: da Jeffrey Sacs a Daniel Gros, da Nouriel Roubini a Joseph E. Stiglitz, da George Soros a Michael Spence, gli editoriali saranno a disposizione degli utenti in italiano e in inglese.

Per quanto riguarda il layout, la grafica si modifica assumedo un carattere di impatto e più immediato; la nuova veste del sito è stata studiata per rappresentare una testata leader nell’innovazione, nel pieno rispetto dei valori storici del brand, optando per il meglio del design internazionale e prendendo come riferimento alcuni dei siti più all’avanguardia al mondo, non solo nel campo dell’informazione economica e finanziaria.
Il messaggio che la nuova grafica vuole comunicare è il seguente: il sito è caratterizzato da personalità spiccate, idee forti e una grande capacità di interpretare il Paese e il contesto globale.

Questo design innovativo lo si coglie già dall’organizzazione della Home page. La maggior parte dei siti legati a testate giornalistiche, come lo era quello del Sole fino a ieri, sono infatti organizzati per colonne verticali di contenuto: gli studi di “eye tracking” (una speciale tecnologia che permette, grazie a sensori molto precisi, di tracciare il movimento degli occhi di un utente che guarda il monitor di un computer) mostrano però che l’occhio ormai si sofferma sui contenuti della parte sinistra della pagina, trascurando completamente la colonna di destra, per lo più dedicata a pubblicità e sponsor. Per le nuove Home page del Sole e delle sue sezioni è stato invece scelto un andamento orizzontale, che utilizzi la larghezza dello schermo nella sua interezza in modo da far scorrere al lettore tutto l’arco della pagina.

Una novità del sito consiste anche nella sua maggiore interattività. Come sappiamo il dibattito delle idee è il pane quotidiano della rete: nel nuovo sito sarà quindi ampliata la possibilità per i navigatori di interagire e confrontarsi con la redazione del Sole 24 Ore attraverso i commenti, i sondaggi, le videochat e gli articoli nati dalle indicazioni dei lettori.
Si continuerà inoltre il lavoro di interazione con i principali social media frequentati dagli utenti del sito: IlSole24Ore.com infatti è già, secondo una ricerca della società di consulenza Innova et Bella, il miglior sito editoriale in Italia e il quinto al mondo per qualità della presenza su Facebook (dietro a New York Times, Wall Street Journal, Le Monde e Financial Times), e continua a sviluppare numerosi account tematici su Twitter (da @24job a @24energia, da @24donne a @24luxury).

Ultima ma non meno preziosa proprietà del nuovo sito sarà inoltre la capacità di essere disponibile anche in movimento: la versione mobile, a sua volta rinnovata nella grafica, presenterà infatti in tempo reale tutti i contenuti editoriali presenti online, senza differenza per gli apparecchi utilizzati: smart phone, blackberry, i-phone, iPad. Il sito farà quindi parte di un sistema informativo multipiattaforma.

Mamma Rai cambia logo

rai cambia il proprio logo

Il 18 maggio, dopo 10 anni di vita della farfalla, i canali dell’emittente di Stato si uniformeranno sullo stile del logo già disegnato per Rai4: un quadrato bianco per il marchio Rai (alternato, per brevi secondi, alla vecchia farfalla) affiancato da un quadrato trasparente per il numero (o il nome) del canale.

La data scelta non è casuale: è il giorno dello switch over (fase intermedia della transizione alla televisione digitale in cui coesistono sia la televisione analogica che la televisione digitale) in Lombardia, Piemonte orientale, Parma e Piacenza. Tra due settimane, dunque, i simboli Rai verranno omologati in un unico simbolo, sinonimo di riconoscibilità.

Oltre al cambiamento del logo verrà anche ampliata l’offerta numerica dei canali, che saliranno a 13: accanto a Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai News, Rai Storia, Rai Sport 1, arrivano anche Rai Movie (in sostituzione di Raisat Cinema), Rai Yoyo, il canale per bimbi in età prescolare, erede del vecchio Raisat Yoyo, e Rai Sport 2. Infine Rai 5, canale dedicato alle culture, sarà realizzato a Milano, con l’intento di valorizzare eventi come l’Expo 2015 con documentari, reportage e magazine.

Ultima cosa: Rai Test HD che diventa solo Rai HD, sembra finita quindi la sperimentazione. A breve il canale trasmetterà le partite dei mondiali in alta definizione e con il passare del tempo diventerà la vetrina HD degli eventi più importanti della Rai, che vengano trasmessi in versione standard da Rai 1,2 o 3.

Twitter sbarca sull’iPhone

Come era stato annunciato qualche tempo fa, Twitter piuttosto che creare un proprio client ufficiale per la piattaforma iPhone, ha comprato Tweetie.

tweetie 2 diventa twitter

Il software è ora ufficiale e si chiama semplicemente Twitter, è completamente gratuito e compatibile sia con iPhone che con iPod touch e lo sarà anche con l’iPad: un’applicazione quindi ottimizzata per tutti i dispositivi.

I nuovi sviluppi includono:

  • Nuovo formato e design di ricerca.
  • Possiamo anche utilizzare il client senza avere già un account e si può anche creare un account dal dispositivo stesso.
  • È presente un nuovo pulsante per effettuare i retweet più rapidamente.

L’applicazione lanciata da Twitter riprende in gran parte la versione non ufficiale di Tweetie apportando alcuni miglioramenti funzionali e mettendo sostanzialmente fuori gioco tutta la concorrenza non ufficiale, che ora rischia di andare a lavorare per altri Social Network.
Chi non ha mai installato Tweetie 2 potrà scaricarlo gratuitamente da App Store; chi invece aveva già pagato per il programmino di Atebits può installare direttamente l’aggiornamento, che cambierà nome e icona dell’applicazione sul melafonino.

La metamorfosi di Tweetie 2 era già stata preannunciata poco più di un mese fa, quando Twitter aveva reso noto l’acquisizione di Atebits. Allora si era sollevato un coro di critiche da parte di programmatori di terze parti risentiti per l’invasione di campo. Ora vedremo se davvero il client ufficiale Twitter sbaraglierà la concorrenza delle apps a pagamento di terze parti.