Author Archives: Simone Mozzato

PMI più social delle grandi aziende

Durante la Worldwide Partner Conference è stato presentato uno studio di Microsoft – Ipsos riguardo l’utilizzo degli strumenti di social network esterni da parte di PMI e grandi imprese per promuovere la collaborazione aziendale.

Secondo lo studio entrambe utilizzano i vari social per il business al fine di incrementare la collaborazione e la comunicazione aziendale. Ecco quindi tutto un fiorire di intranet, videoconferenze e social network esclusivamente interni all’azienda, ossia ciò che costituisce la social enterprise, uno dei quattro filoni che porteranno le aziende verso il prossimo futuro insieme a cloud, big data e mobility.

Tuttavia, dal campione di circa 10 mila utenti appartenenti a PMI e grandi imprese di 32 paesi differenti, si evince che le prime sono decisamente più propense a fare uso di numerosi social esterni per scopi professionali rispetto alle grandi aziende che si limitano agli strumenti di comunicazione interna.

Sorprendentemente sono proprio le piccole e medie imprese a dimostrare un’alta propensione all’utilizzo in ambito professionale di Facebook & Co., contrariamente al luogo comune che le etichetta come più arretrate in fatto di strumenti di comunicazione e innovazione in generale.

Nel loro caso, infatti, questi strumenti sono impiegati per un’attività più ampia che comprende la comunicazione attiva con consumatori, clienti, fornitori e concorrenti, oltre ovviamente all’utilizzo interno per migliorare la comunicazione aziendale.

Si sono tuttavia riscontrati alcuni ostacoli all’adozione di questi strumenti social in entrambe le tipologie di aziende. Il primo è rappresentato da un problema di gestione della sicurezza, seguito dal rischio di calo della produttività, che si attesta a circa il 60% in PMI e grandi aziende.

Inoltre, soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni, i reparti IT rappresentano in alcuni casi delle vere e proprie barriere all’utilizzo dei social network. E sempre in queste è altamente controllata l’immagine aziendale, che potrebbe venire intaccata da uno scorretto utilizzo degli strumenti social sul posto di lavoro.

Siete in possesso di un profilo social aziendale?

Coca Cola Life: nuova vita alla stevia

GoGreen è la tendenza del 2013 e anche Coca Cola ci si è adeguata lanciando sul mercato Coca Cola Life, la nuova bevanda gusto Coca Cola dolcificata con la stevia, una pianta originaria del Sud America.

Per ora si tratta di una prova, di fatto la Coca Cola Life è arrivata solo sugli scaffali dei supermercati argentini, ma si parla di una commercializzazione anche in Europa dopo aver ricevuto i feedback di questo nuovo prodotto.

La stevia è una pianta della famiglia dei crisantemi, che dolcifica circa 200 volte più dello zucchero raffinato e che, oltre ad essere molto più naturale, ha un contenuto calorico decisamente inferiore. Caratteristico di questa pianta è il retrogusto al sapore di liquirizia, ma dalla multinazionale arrivano le rassicurazioni che la famosa bevanda gassata avrà lo stesso sapore riconoscibile grazie a una specifica lavorazione di questa pianta.

Decisamente degna di nota è la campagna pubblicitaria della Coca Cola che ci stupisce come sempre, adeguandosi alle ultime novità in fatto di trend di alimentazione. Per questa occasione la Coca Cola sveste la divisa rosso fuoco in favore di un’estetica più naturale, verde e bianca, coerente al messaggio che vogliono veicolare: una bevanda naturale e biologica.

Molti non hanno preso bene la notizia di questo nuovo prodotto che, secondo loro, millanta un aspetto naturale pur non essendolo affatto. Che sia solo un’azione di marketing tanti non lo mettono nemmeno in discussione.

Invece alla proposta di impiegare questa nuova bevanda come un sostituto effettivo per diabetici e obesi, risponde sulle pagine dell’ Huffington Post Sharon Akabas, direttore dell’Istituto di Nutrizione Umana della Columbia University: “lo slogan della Coca Cola suggerisce che quella della Coca Cola Life sia una soluzione per chi non sa rinunciare alla cola pur non potendo berla per problemi di salute. Eppure resta una bevanda piena di calorie derivanti dallo zucchero e senza sostanze nutritive”.

Il video proposto paragona la Coca Cola Life al sapore del primo bacio (sulle note di Kiss Me dei Sixpence None The Richer) vendendoci un’emozione unica e irripetibile unita a una sfumatura green che tenta di accaparrare anche i meno simpatizzanti della multinazionale.

E voi cosa ne pensate: vedremo presto le nuove bottigliette “green” sugli scaffali dei supermercati europei?

 

Ottenere una valutazione 5 stelle in sole 6 mosse!

Le ricerche dimostrano che il passaparola è ancora uno dei modi più efficaci di allargare il proprio mercato. Ma esattamente come si possono influenzare i nuovi clienti? Di seguito sei consigli pratici, ottimi per le piccole aziende:

  1. Ascoltare
    Il mondo si muove a una velocità sempre più elevata, e la vita diventa sempre più caotica; ciò purtroppo rischia di far dimenticare anche le migliori intenzioni. Quando l’azienda riceve un complimento da un cliente ricordatevi sempre di: 

    • Ringraziarlo e fargli sapere che la vostra azienda si basa sulle raccomandazioni dei clienti
    • Chiedergli di scrivere una recensione sul vostro sito o su un sito di recensioni
    • Chiedergli se conoscono qualcun altro a cui potrebbero interessare i vostri prodotti
  2.  

  3. Concentrarsi sugli opinion leader
    Le fonti attendibili sono quanto mai importanti. Alcune persone sono viste come esperti imparziali e le loro recensioni su un prodotto saranno valutate dai clienti come buone e affidabili. Sicuramente concentrarsi sugli opinion leader porterà un buon numero di nuovi clienti.
  4.  

  5. Monitorare i siti e i servizi di rating
    Circa il 72% dei consumatori si fida tanto di recensioni online tanto di raccomandazioni personali. Il 52% invece è più propenso a servirsi di un’azienda locale dopo averne letto la recensione positiva su internet. Dati alla mano è essenziale monitorare la propria azienda seguendo tutti i tipi di commenti: rispondere adeguatamente e con gentilezza mostrerà effetti positivi nel lungo periodo.
  6.  

  7. Social e condivisibile
    Assicuratevi che il vostro blog, newsletter, sito web siano tutti accessibili attraverso i social network e soprattutto siano facilmente condivisibili.
  8.  

  9. Creare storie divertenti
    Raccontate degli aneddoti in cui viene dimostrata l’effettiva validità del prodotto o del servizio. Oppure servitevi di curiosità che coinvolgono il vostro prodotto e condividetelo sui social network così da stimolare e creare interesse nei vostri fan.
  10.  

  11. Aggiungere un sistema di valutazione sul vostro sito
    Se fatto correttamente il sistema di valutazione e recensione offre un significativo aumento delle vendite: un aumento in grado di variare dall’11 al 20%. I consumatori sono disposti a pagare fino al 99% in più del valore di un prodotto votato a 5 stelle piuttosto che di un prodotto a 4 stelle. (dati da Mashable.com)
  12.  

Liberamente ispirato a Roadmapmarketing.com

Creatività e divertimento alla fermata del bus!

Prendete un esperto di Photoshop, un furgone anonimo pieno di sofisticate apparecchiature elettroniche, una fermata dell’autobus e degli ignari passanti, mescolate il tutto e quello che otterrete sarà lo “Street Retouch Prank”, letteralmente “lo scherzo di ritocco in strada”.

Con questa iniziativa Adobe ha pubblicizzato i suoi Creative Days. L’evento è partito da Johannesburg per spostarsi successivamente in diverse città dell’Europa, allo scopo di richiamare e mettere in contatto il più alto numero possibile di artisti digitali, creativi e sviluppatori.

Il video, realizzato come sponsor dell’iniziativa, consiste in una sorta di candid camera dove le persone in attesa alla fermata dell’autobus vengono fotografate e modificate digitalmente. Le loro figure vengono ritagliate dallo sfondo originale e applicate in contesti totalmente differenti e scherzosi. Persino la loro immagine viene modificata e addirittura animata dal grafico Erik Johansson.

Sia il procedimento di ritaglio e modifica, sia il prodotto finito vengono mostrati in tempo reale direttamente davanti agli occhi degli inconsapevoli modelli attraverso degli schermi montati al posto delle classiche pubblicità in formato poster.  Il video ha realizzato oltre 13 milioni di visualizzazioni in solo sette giorni.

Le reazioni delle “vittime” sono di incredulità prima e divertimento dopo, il tutto condito con gesti d’imbarazzo e sorrisi a seconda delle situazioni in cui vengono calati. L’intento dell’Adobe è proprio trasmettere questo senso di divertimento e leggerezza, associandolo al celebre programma divenuto sinonimo di fotoritocco, l’eccellente Photoshop.

Facebook: habemus hashtag

Facebook annuncia l’arrivo degli hashtag sul social blu. Gli stessi cancelletti visti decine di volte su Twitter, Instagram, Pinterest ora approdano anche sul famoso social di Mark Zuckerberg rivoluzionando i sistemi di aggregazione che si basavano su account, pagine e gruppi.

Un hashtag è una parola chiave preceduta dal simbolo #, che crea aggregazioni di concetti, contesti, discussioni e persone. Grazie agli hashtag ci si può inserire in una conversazione più ampia, a tema specifico, per condividere pensieri, opinioni, gossip.

Le parole col cancelletto tagliano le cerchie sociali in modo trasversale, creano interessi comuni di breve durata ma di forte intensità. Gli hashtag aprono una finestra su cosa i facebookers postano o sparlano in relazione ad uno specifico contesto. Ciò che diventa importante è l’argomento, non più la persona.

Come funzionano?
Inserire un hashtag su Facebook è semplice: digitare il cancelletto prima della parola chiave, esattamente come sulle altre piattaforme già da tempo munite di questo strumento.

Cliccando su un hashtag si apre una finestra sovrapposta contenete tutti quei post che contengono la stessa parola messa in evidenza col cancelletto. Insomma si potrà accedere ai vari contenuti pubblici di Facebook in cui comparirà quel determinato hashtag.

L’importante differenza tra quelli di Facebook e di Twitter è la possibilità di personalizzare la privacy. Un post condiviso solo tra i propri amici e contenente un hashtag non comparirà a chiunque, permettendo di accedere indiscriminatamente alla propria bacheca.

Un hashtag può essere cercato nella barra di ricerca in alto, esattamente come funziona per persone, pagine e gruppi. Trovando la parola desiderata si accede ai contenuti specifici di quel trend inserendosi direttamente nell’argomento.

E per i contenuti hashtag-muniti, provenienti da altri social e condivisi direttamente su Facebook? Gli hashtag continueranno ad essere cliccabili, ma si navigherà esclusivamente nei contenuti del social di Zuckerberg.

Ma ci saranno i trending topic?
Non da subito. Facebook annuncia che i famosi trending topic, gli hashtag più usati nel mondo o in Italia, saranno disponibili tra qualche settimana.

Anche su Facebook si potranno monitorare gli interessi generali e gli argomenti più cliccati del popolo del web: un ottimo strumento per le aziende allo scopo di calibrare meglio le proprie campagne o i propri post, in relazione ai trending topic del momento.

Qualche consiglio: prima di decidere l’argomento del post quotidiano da condividere su Facebook, si può dare una rapida occhiata agli hashtag più usati e adattare gli interessi del brand a quelli del popolo del web. Un’altra mossa astuta è inserirsi in un topic decisamente frequentato per cercare di porre rilievo al punto di vista aziendale sullo stesso argomento.

Mentre aspettiamo i trending topic però, possiamo già iniziare a inserire uno o due hashtag, le parole chiave, nei post, così da essere sempre interconnessi e presenti sulla scena internazionale di quel determinato argomento.

State of the Net a Trieste: statistiche e clima della rete in Italia

Anche quest’anno si è tenuto a Trieste l’evento State of the Net, che ha offerto un’istantanea sulla situazione telematica e sugli internauti italiani grazie all’indagine svolta da Blogmeter e presentata dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

Il numero di italiani che ha usato la rete almeno una volta in un mese è aumentato e ora ammonta a 28.9 milioni di utenti attivi su base mensile. In aumento anche il tempo speso, circa 1 ora e 28 minuti, incrementato del 9% rispetto all’anno passato. Dall’indagine emerge anche che i maggiori utilizzatori sono di sesso maschile, circa 7.8 milioni con incremento del 3%; tuttavia le donne si portano a 6.5 milioni di utenti con una crescita del 5%.

Le keyword più ricercate sono Facebook, al primo posto, seguita da Libero, Youtube, Google e meteo mentre i picchi di ricerca nei primi mesi del 2013 sono Elezioni e Ruzzle, il popolare gioco mobile sulla composizione delle parole.

Balza subito all’occhio come Facebook detenga il primato indiscusso di social media più frequentato con 22.7 milioni di utenti mensili e in crescita con un’aumento del 4.7%. Seguono Google+ con 3.8 milioni di utenti unici in crescita del 56.7% e Linkedin con 3.5 milioni di utenti e aumento del 18.3%: entrambi scalzano dal podio Twitter, a cui sono iscritti 3.3 milioni di utenti con un indice di crescita negativo dell’11.6%

I dati riguardanti Facebook ne fanno il social network più utilizzato con 3 miliardi di “mi piace”, 288 milioni di fotografie caricate al mese, 3.5 miliardi di messaggi privati e 2 milioni di check-in nei luoghi d’interesse.

Per quanto riguarda Twitter i dati ne indicano un uso più consapevole degli strumenti offerti dal social: l’uso degli hashtag è cresciuto del 22%, un numero che si traduce nel 30% degli utenti totali; l’uso del retweet ha invece raggiunto il 25% sull’intero bacino di utenza.  Crescita del 3% segnalata anche per le geolocalizzazioni. Gli italiani, inoltre, twittano durante tutta la settimana a eccezione del week-end e gli orari preferiti vanno dalle 20 alle 22 in concomitanza con le trasmissioni tv che il popolo di twitter si diverte a commentare.

Gli hashtag più utilizzati possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: le pratiche sociali, tra cui spicca l’hashtag più utilizzato in assoluto #rt (retweet), il seguire insieme gli show televisivi, (#sanremo2013 si piazza al secondo posto degli hashtag), e infine la condivisione degli eventi di cronaca in cui hanno primeggiato gli hashtag collegati alla politica come #elezioni2013.

Interessante l’analisi semantica effettuata sui tweet dei primi quattro mesi dell’anno, che ha permesso di rilevare lo stato emotivo degli internauti nostrani: la condizione media è tendenzialmente negativa, unici picchi positivi sono stati Capodanno e San Valentino con manifestazioni di gioia e amore come anche per l’elezione del nuovo Papa, mentre la situazione di stallo politico e la rielezione del presidente Napolitano hanno segnato dei profondi picchi negativi manifestando emozioni di rabbia, disgusto e tristezza.