Author Archives: Chiara

Facebook Fanpage: 4 modi per aumentare la visibilità

Dal primo marzo, tutte le Fanpage di Facebook sono passate automaticamente all’impostazione grafica della cosiddetta timeline, da qualche mese già attiva per i profili privati. Una novità che, anche in questo caso, lascerà spiazzati gli utenti più refrattari al cambiamento, quelli che solitamente impiegano più tempo di altri per abituarsi alle innovazioni.

Inoltre, ciò comporta un periodo di transizione durante il quale si manifesta una temporanea disaffezione degli utenti nei confronti di profili ritenuti familiari; disaffezione che, col tempo e una rinnovata abitudine, viene riassorbita abbastanza rapidamente.

Ma quali strategie impiegare quando una disaffezione si consolida e l’emorragia dei contatti e dei like comincia a diventare preoccupante? Ovvero: come coinvolgere i propri utenti e trattenerli il più a lungo possibile sulla propria pagina aziendale? E, di conseguenza, come incrementare la visibilità di una fanpage su facebook allo scopo di incrementare il numero di utenti?

Ecco quattro suggerimenti:

1. Abitua i tuoi fan a prestare attenzione ai contenuti. I contenuti pubblicati devono essere di qualità, interessanti e veritieri, redatti allo scopo di costruire una community di super-fan. In questo modo sarà più facile attrarre gli utenti sulla tua pagina. Bisogna essere coerenti con i propri post, ad esempio usando Social Media Analytics per conoscere gli orari in cui ci sono più visitatori sulla pagina.

2. Abitua i tuoi utenti a condividere le tue notizie sulle loro pagine. Quando ciò accade appare un piccolo triangolino blu nell’angolo superiore sinistro della notizia. Facebook sceglie le storie da riproporre in base alle passate interazioni con i contenuti delle pagine, perciò più un utente interagisce con i tuoi contenuti più Facebook gli suggerirà i contenuti che tu pubblichi. Così si può ottenere un feedback immediato e una migliore possibilità di mostrare le proprie notizie nelle news feed.

3. Suggerire agli utenti di creare una Page list preferita. Bisogna fare in modo che le persone aggiungano la tua fanpage in una lista di pagine preferite. Questo allo scopo di far sapere che le tue pagine non saranno visualizzate troppo spesso nelle loro bacheche.

4. Sfruttare il pulsante per ricevere gli aggiornamenti. Le notizie dei profili personali vengono mostrate più spesso sulle news feed, perciò è possibile utilizzare i profili personali per fare marketing. Ma attenzione, un utente non può utilizzare un profilo personale a scopi commerciali. Nessuno però ti vieta di parlare del tuo business sul tuo profilo, indirizzando gli utenti ai tuoi post, al tuo blog o agli eventi a cui partecipi.

E voi, avete altri suggerimenti o nuove idee per incrementare i fan della vostra pagina di Facebook?

Coca-Cola Zero video puzzle: tra spot tv e social network

Quante volte abbiamo sentito dire che gli spot pubblicitari televisivi sono superati e che c’è bisogno di qualcosa di nuovo? Una soluzione potrebbe essere la creazione di un ibrido tra questi spot e il mondo digitale non convenzionale, allo scopo di coinvolgere i consumatori utilizzando nuove modalità d’esperienza.

Un esempio di successo è stato ideato da e-dologic Israel con la campagna pubblicitaria “Open Your Mind”, ideata per promuovere la Coca-Cola Zero su Facebook. L’obiettivo era di creare uno spot pubblicitario per acquisire più visite possibili e accrescere il numero dei fan.

Il video è stato linkato all’interno della fanpage e trasformato in un gioco virtuale: un puzzle che per essere composto (nel minor tempo possibile) necessitava di ripetute visioni dello spot. Il tutto per guadagnare uno dei premi messi in palio dal brand.

Come ci spiega il video, i risultati sono stati più che positivi: nel giro di 2 settimane la pubblicità è stata vista in media 23 volte per utente, la pagina di Facebook ha raddoppiato il numero di like a circa 21.000 e il numero di visualizzazioni ha toccato la soglia dei 350.000.

Quale potrebbe essere secondo voi un gioco da abbinare ad uno spot?

LinkedIn raggiunge i 150 milioni di iscritti!

LinkedIn si differenzia dagli altri social network per il suo essere esclusivamente rivolto alla ricerca di nuove opportunità lavorative. Gli iscritti lo usano per uno scopo preciso, ovvero quello di creare una rete di contatti professionali inserendo e aggiornando costantemente il proprio cv.

Le offerte di lavoro contenute nell’apposita sezione rappresentano opportunità serie e sono sempre più le aziende di e-recruitment che appena ricevono un curriculum corrono su LNKD a verificare il profilo del candidato.

Novità annunciata da poco invece è la Talent Pipeline, una nuova soluzione che agevolerà il lavoro dei recruiters, permettendo loro di scegliere più velocemente i candidati di talento.

Ad oggi, gli iscritti raggiungono i 150 milioni (2,8 soltanto in Italia), mentre i ricavi dello scorso anno sono aumentati del 115%, raggiungendo l’astronomica cifra di 522 milioni di dollari.

Le principali fonti di introito derivano da:

  • Hiring Solutions: soluzioni per assunzioni al servizio risorse umane incrementate del 136%
  • Marketing Solutions: entrate per servizi di marketing aumentate del 77%
  • Premium Subscription: ricavi degli abbonamenti premium e delle iscrizioni in aumento dell’87%

Costanti innovazioni ed un aumento esponenziale degli iscritti hanno contribuito a far ottenere a LinkedIn la seconda miglior performance al Nasdaq nel 2011.

Infine, come già anticipato in precedenza, gli investimenti per la crescita continueranno anche nel 2012, con il lancio di alcuni nuovi servizi e l’apporto dei tre nuovi uffici a Tokyo, Bangalore e San Paolo.

Siamo riusciti a convincervi del fatto che per la crescita del vostro business è meglio iscriversi a LinkedIn?

 

 

 

 

 

Volunia: un mix tra Google & Facebook!

In un post di qualche tempo fa abbiamo parlato di Volunia, il motore di ricerca made in Italy di Massimo Marchiori, l’ideatore dell’algoritmo pagerank che Larry Page utilizzò per realizzare Google. Lunedì scorso, dopo tre anni di lavoro, Volunia è stato presentato in streaming mondiale presso il centro Multimediale E-Learning Ateneo dell’Università di Padova.

Attualmente è possibile registrarsi, anche se il search engine accetta l’iscrizione di 5mila utenti ogni 10 minuti. Ma dalla prossima settimana l’accesso sarà aperto a tutti.

Più che essere l’anti-Google italiano, Volunia è una sorta di creatura ibrida tra social network e motore di ricerca. L’intento di Marchiori è quello di incorporare elementi delle reti social con i risultati delle ricerche sul web. Gli utenti sono coinvolti e guidati alla scoperta di una nuova web experience che li mette sullo stesso piano di dati e informazioni trovate.

Vediamo alcune innovazioni e peculiarità:

Seek&meet: sono le due principali azioni del motore di ricerca. La parte seek riguarda le funzioni del motore: oltre ai risultati trovati, fornisce una mappa del sito che rimane visibile e migliora la navigazione. La parte meet è quella che da accesso alla socialità, mostrando gli altri utenti che stanno navigando all’interno delle pagine, offrendo la possibilità di interagire con loro.

Social box: è possibile aprirlo su ogni pagina e contiene commenti degli utenti, forum, chat, richieste di amicizia e messaggi. Ad una funzione simile ci aveva già pensato Google con Sidewiki, dismesso però un anno fa.

Mappa live: il sito genera una mappa attiva e le sezioni diventano quartieri all’interno dei quali è possibile seguire gli spostamenti delle persone (la grafica ricorda lievemente SimCity).

12 lingue: il motore di ricerca utilizza 12 lingue diverse, ed è rivolto a ogni continente.

Gli sviluppatori di Volunia garantiscono la massima tutela della privacy degli utenti. Sarà possibile infatti registrarsi in modalità anonima e soprattutto non verranno raccolti dati e informazioni da rivendere a scopi pubblicitari.

Per ora i primi commenti in rete riguardano più la grafica dell’homepage che innovazioni e contenuti. Aspettiamo i prossimi giorni per cogliere i primi umori degli utenti e capire se realmente Volunia potrà porsi come reale competitor di Google.

Clicca e acquista su facebook!

Di F-commerce abbiamo già parlato tempo fa in un altro post, descrivendo l’utilizzo di facebook come piattaforma per effettuare attività di compravendita online. Facebook, infatti, oltre ai soliti social features quali mi piace, condividi e segui, offre la possibilità si effettuare acquisti online, semplicemente diventando fan di una pagina aziendale.

Quali sono i vantaggi che il social di Zuckerberg offre alle imprese che vogliono vendere il loro prodotto online? Vediamone alcuni:

  • Può ampliare e facilitare le attività di compravendita di prodotti e servizi
  • Favorisce l’acquisizione di nuovi clienti e offre ad un utente i prodotti personalizzati basati sui like
  • Aumenta la fedeltà dei consumatori e la probabilità di un loro ritorno sulla pagina
  • Incrementa la tutela del cliente, grazie al passaparola online che garantisce la qualità dei prodotti venduti
  • Migliora l’esperienza del cliente: la tradizionale esperienza d’acquisto si trasforma in un’esperienza social che coinvolge anche la sua rete di contatti facebook
  • La fase d’acquisto viene conclusa tramite un semplice click

Negli USA, le prime aziende che hanno utilizzato questa forma di e-commerce sono state Coca Cola, Starbucks e Disney, traendone ottimi successi.

E in Italia? In Italia sono ancora poche le realtà che si affidano a facebook per incrementare il proprio giro d’affari. E ancora meno sono quelle che vendono attraverso una piattaforma totalmente integrata nel social network. Vediamo alcuni esempi virtuosi:

Diwo.it: il primo sito di e-commerce che vende prodotti high-tech ed informatici, con più di 50.000 prodotti delle migliori marche, a prezzi vantaggiosi e competitivi.

Privalia Italia: club privato online che organizza in esclusiva per i membri registrati vendite di grandi marchi di abbigliamento, accessori casa e tempo libero. Privalia conta più di 600 dipendenti nelle 4 sedi: Spagna, Italia, Brasile e Messico.

Il Simposio: promuove la vendita online di prodotti enogastronomici tipici lucani anche tramite iniziative, eventi e contest che accompagnano le attività più strettamente commerciali dell’azienda.

In un momento in cui l’economia è in profonda crisi, si può puntare anche ad un semplice like!

La tua azienda possiede un account Facebook?

 

Pinterest: il nuovo social che rivoluzionerà la rete?

Oggi social network non è più soltanto sinonimo di Facebook o Twitter. Ve ne sono altri che stanno conquistando un proprio spazio sui media e nell’immaginario collettivo degli utenti del web. Tumblr ad esempio. Ma anche Posterous o Istagram.

Quello che però sta destando parecchia curiosità in questo inizio 2012 è Pinterest. Di cosa si tratta? Di un social network su cui si condividono principalmente immagini e foto, ma anche video, discussioni e gift.

L’homepage è concepita come una pinboard, ovvero una classica bacheca appesa alla parete. Le foto e le immagini si possono inserire nelle varie categorie all’interno del sito, oppure crearne di nuove con la possibilità di archiviarle. Come per gli altri social network, è possibile seguire gli iscritti, commentare i pin ed esprimere preferenze tramite il like.

Ad oggi, però, Pinterest si sta rivelando un’ottima vetrina sia per privati che per le aziende, in quanto offre la possibilità di condividere e vendere i propri prodotti, ma soprattutto di farli conoscere agli utenti che a loro volta potranno ripubblicarli. Alcuni brand che attualmente stanno sfruttando Pinterest per promuovere i propri articoli sono Nordstrom, Shop it to Me e Berdorf Goodman.

Ma qual è l’aspetto più interessante di Pinterest?  La possibilità di condividere con la community dei veri e propri progetti visivi. La pinboard può trasformarsi in uno storyboard e diventare uno strumento di organizzazione e progettazione. Sul sito possiamo trovare esempi di organizzazione di eventi, progettazione di arredamento e diverse altre idee.

La novità più importante è che Pinterest  è strategico per la SEO. A differenza delle grandi piattaforme come Wikipedia o Facebook, che contengono link nofollow, quelli di provenienza delle immagini repinnate sono dofollow. Un’altra caratteristica importante è la possibilità di rimandare il link ad un sito quando aggiungiamo alla foto una descrizione con parole chiave. Ogni immagine collegata ad un URL specifico è garanzia di ottima visibilità.

Pinterest non ha attratto soltanto l’attenzione dei circa 10 milioni di utenti. A quanto pare anche  Google sembra intenzionata a fare un’offerta di acquisto ai fondatori, anche se per ora non si parla ancora di cifre.

In fin dei conti si tratta del primo social ad utilizzare un modello non più basato sulle persone ma sugli argomenti: sarà questo ad interessare soprattutto gli uomini di Mountain View?

 

Marketing: se quello tradizionale parla alle persone, il content parla con le persone

Negli Stati Uniti il marketing di contenuto è usato da anni; l’industria italiana della comunicazione non è al passo coi tempi come quella oltre oceano, ma fortunatamente negli ultimi tempi anche le aziende del Bel Paese stanno percependo sempre più la necessità di coinvolgere il cliente in dinamiche più profonde rispetto alla mera vendita del prodotto.

La particolarità di questo genere evoluto di marketing  è di creare ciò che ruota intorno al brand, puntando a suscitare emozioni ed esperienze correlate ad esso.

Il fine del content marketing non è più solo quello di proporre un prodotto, bensì di promuovere la cultura del prodotto stesso, portando il cliente a provare un senso di condivisione di motivazioni e di ideali con il brand.

Ad esempio il content marketing non interrompe: anziché proporre prodotti e servizi, offre informazioni, che rendono più consapevole l’acquirente. I nuovi contenuti che vengono utilizzati per coinvolgere i clienti sono divulgati attraverso diverse azioni che prevedono ad esempio white paper, social network, article marketing, blogging, infografiche e case history.

La Marketo, azienda americana leader nei sistemi di Marketing Automation, ha realizzato un interessante infografica, nella quale ha sintetizzato in modo chiaro e semplice alcuni importanti dati sul content marketing. Suggerisce alle imprese di utilizzarlo perché sviluppa la fiducia nei compratori. Twitter, Facebook e LinkdIn sono i social network più utilizzati.

Ovviamente le aziende devono fornire del contenuto coinvolgente, che sia sufficiente per realizzare gli obiettivi prefissi, e disporre di un budget che permetta la creazione e la distribuzione dei contenuti.

Il video “The Power of Story“, presentato in occasione del Content Marketing Word 2011, traccia una timeline della storia moderna utilizzando uno storytelling e spiega come il content marketing sia sempre stato tra gli obiettivi delle aziende, ma che solo ora abbia raggiunto il ruolo che merita.

Usando questa tecnica di marketing, l’azienda può diventare un punto di riferimento importante per tutti i suoi clienti, potenziali e acquisiti, che cercano informazioni utili sui suoi prodotti e servizi.


 

Search plus Your World, la ricerca social che minaccia facebook

Un tempo l’utilizzo di Google per le nostre ricerche significava riuscire ad ottenere un’enorme mole di informazioni sotto forma di link su qualsiasi argomento. Poi è arrivata l’era dei social network e tra i primi risultati delle ricerche hanno cominciato a comparire i profili facebook, linkedin o twitter appartenenti a persone o aziende. Oggi siamo ad un punto di svolta denominato Search plus Your World.

Di cosa si tratta? Dell’integrazione di Google Search con Google+, ovvero dell’aspetto di ricerca pura e semplice con l’appendice social del colosso di Mountain View. “Google Search cerca sempre di trovare i risultati migliori per te – dichiara il Google Fellow Amit Singhal – a volte questo significa risultati dal web pubblico, ma a volte significa il tuo contenuto personale o cose in comune con te da persone a te care”.

Ciò che rivoluzionerà il sistema di ricerca sarà quindi la possibilità di includere nei risultati i diversi post, video, foto e commenti condivisi dal ricercatore all’interno del suo profilo di Google+. In sintesi ,si avrà l’opportunità di includere i profili pubblici degli iscritti a Google+ all’interno della ricerca.

Quali conseguenze comporterà l’attivazione di Search plus Your World? Prevalentemente due: favorire l’incremento di iscritti a Google+ (attualmente circa 60 milioni) e contrastare lo strapotere di facebook, trasformando il social targato Mountain View nell’unico competitor complementare (almeno per ora) alla creatura di Mark Zuckerberg. Creatura che da questo confronto potrebbe uscire parecchio indebolita.

Questo perché d’ora in poi avere un profilo su Google+ implicherà automaticamente essere presente nelle SERP di Google, opportunità che nessun utente in cerca di un aumento della propria visibilità vorrà farsi sfuggire. E che in futuro potrebbe significare un aumento esponenziale di iscritti che andrebbero ad insidiare il primato degli 800 milioni di facebook.

Tutto ok, quindi? Forse. Un altro problema potrebbe essere rappresentato da una diminuzione della privacy degli utenti, minaccia alla quale Singhal risponde in questo modo: “Stiamo anche introducendo un nuovo pulsante, ben visibile, tramite il quale si potrà vedere come appaiono i risultati di ricerca senza alcun contenuto personale. E’ un livello di trasparenza e controllo senza precedenti sui risultati di ricerca personali. Il nostro sogno è che la tecnologia consenta a ciascuno di noi di esplorare la ricchezza delle informazioni e delle persone che ci circondano”.

Non solo contenuti insomma, ma anche persone e relazioni. Questo inizio d’anno inaugura un nuovo modo di fare ricerca. Verrà ricordato come l’anno del grande boom di Google+? Che ne pensate?