Author Archives: Chiara

A volte ritornano: The Hunter e Mr. Bear

La Tipp-Ex, brand di correttori del gruppo BIC, ha affidato la creazione della nuova campagna interattiva all’agenzia francese Buzzman, che ha ideato un sequel del fortunatissimo primo spot.

Nella prima edizione di “A Hunter shoot a Bear” del 2010, gli utenti erano invitati a cancellare e ri-scrivere la storia dei due protagonisti. Il video su YouTube conquistò il mondo digitale, generando oltre 50 milioni di visite.

Nella seconda edizione “Hunter and Bear’s birthday”, ritroviamo come protagonisti il cacciatore e Mr.Bear, i quali festeggiano un anno passato dal primo incontro, mentre un meteorite (in stile fine del mondo profetizzata dai Maya) minaccia la distruzione della Terra.

Grazie al correttore della Tipp-Ex sarà l’utente a cambiare il corso degli eventi (cambiando la data direttamente su YouTube), viaggiando così nella storia, tra passato e futuro. Da non perdere gli anni 3000, 1942, 1960, 1980 e 1987, caratterizzati da divertenti sorprese.

La dimensione sempre più interattiva e social di questo fortunato sequel  ha destato parecchio interesse e considerazione all’interno del mondo pubblicitario, al punto tale da far guadagnare al video oltre una ventina di premi.

Procter&Gamble cuore di Mamma

A meno di 100 giorni dalla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, la Procter&Gamble, partner ufficiale dei Giochi, ha lanciato la campagna pubblicitaria con un programma promozionale a livello mondiale.

La campagna si svilupperà da aprile ad agosto sui social media, Tv, stampa e nei punti vendita nei quali i prodotti P&G saranno presenti con un packaging ispirato ai Giochi Olimpici. Si tratterà della più grande campagna degli ultimi 174 anni della storia di Procter&Gamble.

L’ultimo spot “Best Job”, ideato dall’agenzia Wieden+Kennedy, è stato realizzato dal regista messicano Alejandro González Iñárritu. In soli tre giorni il video ha avuto più di 700.000 visualizzazioni su YouTube.

Lo spot è dedicato a tutte le mamme che hanno speso tempo e fatica a crescere un atleta Olimpico. Lo spot mette in scene la vita di quattro madri in quattro città diverse del mondo (Londra, Rio De Janeiro, Los Angeles e Pechino) e gli sforzi che compiono ogni giorno per seguire i propri figli.

Da non dimenticare, infine, che sulla pagina ufficiale di facebook la P&G collega gli utenti con i prodotti, le news e gli aggiornamenti sugli atleti. Sempre sul social network è stata creata un’ app tramite la quale si possono inviare dediche personalizzate alla propria mamma.

Red Bull, testimonial per Klout

Ci siamo già occupati di Klout in qualche post precedente. Si tratta di una startup americana nata nel 2008 che misura il grado di influenza degli utenti attraverso i social network ai quali sono iscritti.

Utilizzato da più di 100 milioni di utenti, il servizio di Klout era sinora attivo unicamente per i profili personali. A breve però, grazie al lancio di Brand Squad, avremo la possibilità di analizzare anche i brand per le aziende. Per ora abbiamo soltanto la versione beta, affidata a Red Bull.

 

Grazie a questa opzione sarà possibile monitorare il proprio brand. Ci sarà la possibilità di visualizzare due liste dinamiche: la prima lista dei top 10 influencer (profili) e l’altra che racchiude i primi 100 influencer, dando la possibilità ai brand di rivelare velocemente gli utenti che più li influenzano.

E per gli influencer più attivi che hanno collaborato alla crescita del brand, Klout ha ideato i Perk Speciali, cioè premi, offerte ed esperienze particolari.

Dave Temple, product manager di Klout, ha dichiarato: “ Le Brand Squad offrono agli influencer un luogo dove poter essere riconosciuti e avere un impatto diretto sui brand che seguono maggiormente. Prima delle Brand Squad, i brand avevano a disposizione solo una pagina semplice con il punteggio di Klout, adesso si apre la strada ad un maggiore engagement”.

Sarà un modo per aiutare le aziende a creare più engagement con gli utenti e ad impegnarsi di più con i Social Media?

Voi cosa ne pensate?

 

Il Content Marketing: istruzioni per l’uso

Ultimamente se ne parla parecchio e sono diverse le fonti che esaltano i benefici del content marketing. Anche se questo sembra essere il trend del momento, rileviamo ancora scarsi suggerimenti per chi intende avvalersi di questa strategia in maniera efficace.

Eccone alcuni:

1. Curare il design

Può sembrare ovvio, ma se si vuole essere presi sul serio dai consumatori è importante rendere i contenuti visivamente interessanti. Ad esempio, temi quali innovazione e ambiente sono stati affrontati in maniera dinamica e creativa dal sito Ecomagination della General Electric Company, caratterizzato da un attento equilibrio tra testo e immagini.

2. Rendere il sito Multimediale

Variare i contenuti è essenziale per coinvolgere gli utenti, nel tentativo di trattenerli il più a lungo possibile sul sito. Determinante è l’uso di video, slide show, foto e blog.

3. Non utilizzare l’Hard sell

Sebbene lo scopo di ogni strategia di marketing è pilotare le vendite, il content marketing si avvale di un approccio più indiretto e sfumato. L’obiettivo e quello di educare , intrattenere e fornire valore al consumatore, piuttosto che dare un’intensità forte ai prodotti e servizi. Un esempio è il sito dell’Unilever’s The Adrenalist, il quale offre notizie, informazioni sull’adventure, sport estremi, gear e viaggi.

4. Creare un buon equilibrio

Tale equilibrio deve essere compreso tra i contenuti professionali e contenuti generati dagli utenti. Senza dubbio cooperare con professionisti è la chiave per creare buoni contenuti, ma c’è bisogno di incorporare anche la voce dei consumatori. Ad esempio il sito KraftRecipers.com ha fatto un ottimo lavoro cercando di coinvolgere gli utenti e sollecitandoli a postare le loro ricette.

5. Offrire link ad altri contenuti

Il metodo migliore per coinvolgere gli utenti è quando sono già in modalità di consumo. Per questo motivo ogni pagina del sito web dovrebbe offrire un sacco di link a ulteriori contenuti. Ad esempio L’Oreal, nel suo sito web Makeup.com, in un recente articolo sulla protezione solare, ha aggiunto link di video, features “tip  of the day” e altri suggerimenti per ulteriori letture.

6. Facilitare la condivisione

Se si creano grandi contenuti, le possibilità di accrescere il numero dei followers aumentano. E’ importante, quindi, offrire meccanismi di condivisione facili da capire e usare. A questo proposito risultano fondamentali i pulsanti di share per Facebook, Twitter, LinkedIn, Google +1.

7. Non dimenticare l’Offline

Una solida strategia offline può essere una delle chiavi per portare i contenuti online fuori dal web, nella vita di tutti i giorni. Red Bull è diventata una forza inimitabile nel content marketing, riuscendo perfettamente a mescolare l’online con l’offline. Nel tempo, il marchio è diventato sinonimo di sport estremi, oltre ad un sito web, una rivista popolare e l’organizzazione di eventi sportivi di freestyle motocross.

E voi avete altri suggerimenti?

Post liberamente ispirato a: http://mashable.com/2012/04/11/lessons-content-marketing-greatest-hits/

 

 

I personal brand? Sulle SERP di Google grazie ai social network

Ormai è dato per assodato il ruolo dei social network all’interno del cangiante mondo del marketing. Soltanto dalle ultime ricerche, apprendiamo che l’86% delle aziende li utilizza, con un recente incremento anche nel settore del B2B.

Ora, dal momento che oltre alla presenza sui social per un’azienda è fondamentale posizionarsi all’interno delle pagine SERP, qual è il rilievo che Google assegna ai risultati che provengono da piattaforme social?

Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto un grafico che altro non è se non il risultato di una ricerca realizzata recentemente da Conductor, un’azienda specializzata in tecnologie per la SEO. La ricerca in questione dimostra le diverse priorità che vengono assegnata alle singole piattaforme in fase di ricerca.

Per portarla a termine, Conductor ha attinto dall’elenco denominato Tech News People, ovvero circa 500 tra i blogger più influenti del web.

Ecco il grafico:

1. Al primo posto si trova Twitter, presente nei primi 10 risultati di Google con una percentuale pari al 91%. Nel 62% dei casi, il link è nei primi tre posti della SERP.

2. La seconda posizione è attribuita a LinkedIn, con una presenza del 67%.

3. Il terzo posto spetta a Facebook con un 52% dei risultati. Ma con una bassa percentuale (solo l’8%) di posizionamento tra i primi tre risultati.

4. Quora si posiziona al quarto posto, perché soltanto nel 36% dei casi è presente tra i primi tre risultati.

5. Google+ ha una posizione bassa nella SERP e si trova al quinto posto, solo il 5%, contro il 36% di Quora.

6. YouTube tocca quasi il 30% dei risultati entro le prime 10 pagine di Google.

7. La settima posizione è occupata da MySpace, presente in quasi un quinto dei primi dieci risultati di Google.

Avete aperto gli account giusti?

 

Troppa SEO? Google vi mette in riga!

Dopo il Panda, gli scraper, l’eccesso di banner above the fold, a inizio marzo il colosso di Mountain View, durante un panel dell’SXSW dal titolo “Dear Google & Bing: Help Me Rank Better!”, ha dichiarato di voler penalizzare i siti web che sfruttano eccessivamente strategie SEO per ottenere traffico e visibilità.

A breve, infatti, uno degli algoritmi di Google conterrà una novità volta a livellare la SERP, allo scopo di filtrare i siti che presentano un uso consistente di tecniche SEO.

Matt Cutts, principale portavoce di Google ha dichiarato: “Parliamo di chi ottimizza in modo davvero pesante facendo un sacco di SEO. Normalmente non annunciamo in anticipo le modifiche, ma ultimamente stiamo lavorando a qualcosa che verrà rilasciato fra poche settimane, mesi. Stiamo cercando di livellare un po’ il campo di gioco a favore di chi lavora per creare ottimi contenuti e ottimi siti, rispetto a chi eccede con l’ottimizzazione e con la SEO”.

L’over optimization penalty esisteva già, e puntava a colpire i siti che facevano un uso massiccio di keywords nell’homepage dei loro siti web. D’ora in poi, sarà ancor più rigida la regola secondo la quale chi vuole imporre i propri contenuti online dovrà puntare sulla loro qualità.

Sempre secondo Matt Cutts, gli ingegneri di Google starebbero lavorando instancabilmente per rendere GoogleBot più intelligente, dando più peso allo spessore dei siti web e alla comunicazione di eventuali abusi sul lato SEO, ottenuti tramite il numero eccessivo di keywords all’interno di una pagina web, l’eccesso di link e tecniche di ranking non convenzionali.

D’ora in poi sarà sempre più importante avvalersi di risorse dotate di skill adeguati. Ovvero figure in grado di produrre contenuti o impostare graficamente pagine in maniera tale da sfuggire alle trappole di una penalizzazione sempre più severa.

Ne usciremo vivi?

La scarsa SocialMediAbility delle aziende italiane

Si è tenuta ieri, allo IULM di Milano la presentazione de “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane: un anno dopo”, la ricerca curata dall’Osservatorio IULM contenente dati e informazioni sull’uso dei social media da parte delle imprese italiane.

Promossa dall’Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, l’indagine si è concentrata su sei settori specifici: moda, alimentare, pubblica amministrazione,hospitality, banche e arredamento, per un totale di 720 aziende. Per ogni settore sono state prese come riferimento 120 aziende divise per dimensione: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole.

I risultati? Innanzitutto un aumento dell’utilizzo dei social media per attività di comunicazione e marketing che, dal 32,5% del 2010 passa al 49,9% del 2011. Un traguardo dovuto soprattutto alla forte penetrazione di questi canali all’interno delle piccole aziende, salita dal 9,8% al 43%.

Il canale più popolare scelto dalle aziende che hanno un social media, rimane Facebook con un totale del 71,1%. Ma sono in grande crescita anche Twitter, Linkedin e YouTube, utilizzati rispettivamente dal 39,8%, dal 35,7% e dal 32,0% delle aziende presenti sui social media (rispetto al 14,1%, al 15,5% e al 8,8% del 2010).

La nota dolente? L’insignificante aumento dell’indice medio di SocialMediAbility, che, su una scala di valori da 0 a 10, passa da uno 0,79 ad un modestissimo 1,16 del 2011. Ovvero la scarsa abilità strategica nell’utilizzo di questi strumenti. Sembra infatti che la maggioranza delle aziende abbia preferito oltrepassare i tradizionali canali di marketing per affidarsi all’universo social, senza avere, però, le adeguate competenze per riuscire a gestirli.

Esserci insomma. Ma senza sapere come e soprattutto perché. Una breccia è stata aperta, ma il cammino da percorrere sembra essere ancora parecchio lungo.

Voi che ne pensate?

Come massimizzare il Tasso di Conversione di un Sito Web

Già da qualche anno il web non è unicamente un mezzo di promozione del brand o dei servizi aziendali, ma un vero e proprio strumento di business. Oggi, infatti, ciò su cui puntare è l’incremento del tasso di conversion rate, ovvero le azioni compiute da un utente che arriva sulla pagina di un sito e, ad esempio, si registra o si iscrive a una newsletter.

L’equazione è semplice: più alto è il numero delle conversion rate e maggiore sarà la probabilità di avere nuovi clienti. Come fare quindi per aumentare questo tasso?

Utilizzando alcuni strumenti quali:

Landing Page design: è il servizio di realizzazione di pagine di arrivo che muovono l’utente ad effettuare una call to action, ovvero interagire attivamente con il sito web. Queste pagine vengono utilizzate per massimizzare la conversione, presentando un contenuto strettamente legato alla parola chiave ricercata dall’utente nei motori di ricerca.

Test A/B e Multivarianti: questi due strumenti invece permettono di realizzare dei test su versioni differenti della stessa landing al fine di paragonarne rapidamente l’efficacia e nominare la versione con il più alto tasso di conversione. Questo test viene realizzato confrontando dati statistici ottenuti dal comportamento degli utenti su ambedue le pagine.

Software per il Tracking dei click: è uno strumento che analizza la suddivisione dei click eseguiti dagli utenti sulla pagina oggetto di ottimizzazione. Consentono di studiare l’impatto dei diversi elementi dello schema di una pagina web sull’atteggiamento di un utente.

Analytics: sono strumenti in grado di analizzare i dati riguardanti il traffico generato da un sito web tramite il tracking delle visite utenti. Per web tracking s’intendono tutte le soluzioni, procedure, software che consentono di capire e analizzare il traffico di un sito web.

E tu come massimizzi il potenziale del tuo sito web?