5 risposte da non perdere sul link building

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Le domande sul link building sono tante. E non è sempre facile rispondervi. Eccovi quindi un parere più che interessante: si tratta di quello di Jennifer Van Iderstyne, direttamente dalle pagine del Search Engine Journal:

“Se si offre il link building come servizio, ci sono un paio di domande ricorrenti. Sono le domande che, quasi come un riflesso condizionato, generano una risposta automatica.

Non è che siano domande “stupide” o “insensate”. Per niente. Molte volte si rivelano essere domande perfettamente comprensibili poste da persone intelligenti e responsabili. La maggior parte delle volte. Alle volte invece vengono poste da idioti. Ma non è questo il punto.

La questione non sono le pure e semplici domande, e neanche la persona che le pone. La questione è che c’è ancora una concezione confusa riguardo all’intero processo.

È evidente che la maggior parte delle persone non capisce cosa sia la SEO, e che veda i ranking dei motori di ricerca come fosse qualcosa di subdolo e misterioso, come neanche la magia nera. Sarebbe quasi bello se fosse così. Sarebbe fantastico se due candele, un po’ di polvere di stella e un osso di pollo potessero aiutare a scalare i ranking. Ma così non è.

Bisogna quindi sfatare alcuni miti.

QUANTI LINK OCCORRONO PER ARRIVARE ALLA PRIMA PAGINA DI GOOGLE?
Circa quanti ce ne vogliono per creare un buco nero. O 25 milioni. O 10. I dati non sono sicuri. Il fatto è che la cosa sarà diversa. Per ogni sito. Per ogni parola chiave. Per le parole chiave più diffuse si può arrivare a 100. O a 10. Non c’è certezza.

Finché non si fa uno studio sul potenziale che si ha e su quello che ci si ritrova contro. Dipende tutto dalla competizione e dalla qualità dei link.

Il valore di un link è determinato da diversi fattori. Basta considerare che ci sono pacchi di attributi dei link da considerare. Alcuni positivi ed altri negativi, alle volte gli uni sovrastano gli altri, alle volte si bilanciano perfettamente, ma tutti complessivamente influenzano la valutazione.

Tutte queste variabili implicano che ci sono link da schifo e link eccezionali, ed in mezzo una scala di grigi tanto lunga quanto l’Empire State Building. Il numero di link non è un vero e proprio numero: è un potente connubio di voti e altre 199 indicatori che determinano la credibilità che il proprio sito ha su ogni materia.

Si arriva alla prima pagina quando si è acquisita abbastanza autorità nel campo da far sì che Google determini che si è il risultato più rilevante per quelle specifiche parole chiave.

PERCHÉ NON POSSO FARE IO IL LINK BUILDING DELLA MIA HOMEPAGE?
Se si vogliono dei bei link, c’è bisogno che sia in ballo qualcosa di fenomenale. Che si tratti di promozioni di spicco, gare, opere di beneficenza o notizie, la parola fondamentale è una: impegno.

Il link building deve essere considerato come una piccola parte di una campagna di marketing e non come un semplice trucchetto. Con iniziative di marketing creative, il link building diventa molto più facile. Si tratta di promuovere onestamente qualcosa di eccezionale, piuttosto che tanto fumo e poco arrosto.

SONO A LIVELLO PR3 E VOGLIO ARRIVARE AL PR5, QUANTI LINK CI VOGLIONO?
Sigh. Iniziamo dal principio. Il problema è che il Toolbar PageRank manda in confusione un sacco di persone. Si pensa “Perché mai Google verrebbe a dirmi che sono a livello PR3 se non fosse proprio così?”. Per la stessa ragione per cui evitano accuratamente di mostrare i tuoi link di sostegno.

Non vogliono essere manipolati. In passato i motori di ricerca sono rimasti scottati dai periodi in cui mostravano a destra e a manca i PR. Siti con PR alti hanno venduto la loro potenza in materia di PageRank al miglior offerente.

È tentando di ostacolare queste pratiche che hanno sviluppato un nuovo sistema di allocazione del page rank. E questa volta non hanno rivelato le loro carte.

Il vostro TBR potrebbe essere considerato un riflesso del potere relativo del vostro sito ma non è, in nessun caso, un indicatore di come vi classificherete nelle SERPS. Per qualsiasi ricerca, scoprirete un sito con un TBR 3 che sorpassa un sito con TBR 5.

Cercate di non essere ossessionati da questa storia del PageRank. È solo una distrazione. Pensate piuttosto a mettere su link di qualità.

QUANDO LA FACCIAMO FINITA CON ‘STO LINK BUILDING?
A occhio e croce… mai. Non è una fase di transizione, ma un processo a lungo temine. Nel caso si riesca a raggiungere un livello di autorevolezza tale da far pensare alla gente “Wow! Questi si che ne sanno!”,  si potrebbe pensare di ridurre i propri sforzi.

Ma ci vuole un bel po’ di tempo per raggiungere quel livello. E soprattutto ci vogliono impegno, networking, capacità di promozione, creatività e branding.

Quindi, se la vostra speranza è raggiungere il posto desiderato in, diciamo, sei mesi, la delusione sarà pesante.

Ci sono due cose a cui pensare. Primo: una crescita troppo veloce può essere solo un breve prologo ad una rovinosa caduta. Secondo: se vi fermate, non pensate neanche per un singolo istante che il mondo farà lo stesso. Se si decide di fare un sonnellino in mezzo a una corsa, si viene sorpassati.

È così che si gioca a questo gioco.

QUANTI LINK PUOI FARMI CON TOT DOLLARI?
Un’ottima risposta che ho sentito è stata questa:

Posso fare 1000 link che non servono a niente per migliorare il tuo ranking o 1 che serve davvero… quale preferisci?”

Ok, nessuno sarà mai contento con un solo link in saccoccia. Ma non è questo il punto.

Bisogna prima differenziare tra quantità e qualità.

È comprensibile infatti che si concentri soprattutto sulla parte business. Si stanno investendo soldi dopotutto; quindi si vuole quantomeno una vaga idea di cosa ci si aspetta.

Ma in questo business, un buon ritorno d’investimento non è per forza direttamente proporzionale al numero di link. Dipenderà in gran parte dal tipo di link building che si vuole effettuare.

Metodi diversi portano a risultati diversi. Se si è ossessionati dai numeri, si può fare quello che c’è da fare quello che va fatto per adempiere alla quota mensile. Oppure, molto più saggiamente, si può produrre lo sforzo per arrivare a dei buoni link, prendendosi il giusto tempo.

Si vede gente fissarsi con l’idea che BISOGNA ASSOLUTAMENTE produrre un pacco innumerabile di link ogni mese. Ma questo tipo di mentalità non porta ad un salto qualitativo. Non si tratta neanche di vero e proprio link building.

Vediamo piuttosto un metodo di valutazione veramente significativo per i vostri obiettivi e non una panzana basata su un numero arbitrario.

Ci sono decine di altre domande che non sono incluse in questa lista che sono basate su vecchie concezioni del link building. Se si vuole davvero vedere un risultato però, il tipo di link building di cui si ha bisogno è decisamente più intensivo e ramificato di una breve fiammata con dei link d’impatto.

Si tratta di ristrutturare l’intera concezione di come il link building si inserisca nella strategia complessiva di marketing e di come esso diventi un processo a lungo termine.

Nel mondo d’oggi, è una collaborazione faccia a faccia che rappresenta una chiara e definita prospettiva di quello che si vuole essere sul web.”

One Response to 5 risposte da non perdere sul link building

  1. […] è la prima volta che ne parliamo (date un’occhiata!). E probabilmente non sarà l’ultima. Resta il fatto che il link building sembra davvero essere […]

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