Vuoi fare i soldi? Apri un eCommerce… B2B!

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Se pensi all’ecommerce, cosa ti viene in mente?

Sicuramente al solito negozio di elettronica o di vestiti e scarpe a prezzi da outlet.

In ogni caso, avrai in mente un rivenditore B2C. Un’azienda che ha sfruttato l’evoluzione digitale (sia promozionale sia logistica) per vendere a privati.

La grande domanda è: esistono degli ecommerce B2B?

Dei rivenditori illuminati che hanno deciso di sfruttare con coraggio il digitale per vendere ad altre aziende?

310 miliardi.

Questo è il valore dell’ecommerce B2B in Italia. Numeri destinati a crescere anno dopo anno.

Secondo una ricerca fornita dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica ed eCommerce B2B del Politecnico di Milano la gestione delle transazioni tra imprese tramite soluzioni digitali è cresciuta del 19% in un anno e rappresenta il 14% delle transazioni tra imprese B2B, tradotti in euro, 2.200 miliardi.

I volumi gestiti tramite soluzioni digitali si suddividono:

  • 50% tra produttori e rivenditori;

  • 30% tra produttori e fornitori;

  • 20% suddiviso tra grossisti-rivenditori e produttori-grossisti.

Sono 1 su 4 le PMI che utilizzano strumenti di eCommerce B2B.

La trasformazione digitale deve partire anche dalle relazioni B2B, che rappresentano circa il 75% del mercato. Il valore dell’ecommerce è in sensibile crescita (+20%). Il restante 25% è il valore delle transazioni che le aziende conducono verso i consumatori finali, ovvero le famiglie (B2C).

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È di gran lunga maggiore il valore generato dalle transazioni tra imprese rispetto a quello tra imprese e consumatori. Introdurre gli strumenti digitali aumenterebbe la competitività delle nostre imprese sia in termini di efficienza, con notevoli risparmi di tempo e di denaro, che in termini di efficacia, velocità d’esecuzione e accesso a un ventaglio più ampio di fornitori e clienti.

Il sistema economico italiano è costituito da più di 5 milioni di imprese:

  • 4.500 sono le grandi imprese

  • 250.000 le PMI

  • 1,5 milioni le microimprese

  • 3,2 milioni le imprese individuali

L’Osservatorio classifica le soluzioni eCommerce B2B in tre categorie:

  • eProcurement (ricerca, qualificazione e certificazione fornitori, negoziazione su strumenti digitali, eCatalog)
  • eSupply Chain Execution (fasi logistiche, commerciali, amministrative e contabili)
  • eSupply Chain Collaboration (pianificazione, sviluppo nuovi prodotti, gestione della qualità).

eProcurement

Sono quasi 250 i grandi Portali, attivati per supportare sia i processi di selezione e qualifica dei fornitori sia le fasi di negoziazione e acquisto. Le soluzioni a supporto del processo di scouting e selezione dei fornitori sono riconducibili nell’80% dei casi alle iniziative delle grandi imprese. Il 60% dei Portali ha introdotto cataloghi elettronici, prevalentemente per l’acquisto di beni e servizi indiretti. Per il restante 40% le funzionalità sono state estese anche allo scambio dei principali documenti del Ciclo dell’Ordine.

eSupply Chain Execution

Grazie a questi strumenti sono circa 120.000 le imprese italiane (+ 20%) che hanno iniziato a utilizzare strumenti digitali a supporto delle relazioni con i partner commerciali. Il 50% delle grandi imprese (+7% rispetto al 2015) e il 26% delle PMI (+2%), mentre le microimprese sono circa l’1%.

Cresce lo scambio elettronico di dati (EDI), con oltre 150 milioni di documenti (+36% rispetto al 2015) – si tratta soprattutto di fatture, ordini e conferme di spedizione – scambiati da 12.000 imprese (+9%).

Il 96% di questi scambi appartengono a soli 5 settori:

  • automotive

  • elettrodomestici/elettronica di consumo

  • farmaceutico

  • largo consumo

  • materiale elettrico

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eSupply Chain Collaboration

L’opzione meno adottata. Poche grandi imprese hanno deciso di scambiare con i propri clienti e/o fornitori informazioni strategiche (dati sell-out, livelli di stock, piani di produzione, previsioni di vendita) in aggiunta a quelle propriamente operative come ordini e fatture. Cresce la collaborazione tra marketing e comunicazione, che ha portato benefici importanti sia in termini di riduzione del capitale sia in termini di incremento del livello di servizio.

Priorità di investimento future

Oltre il 60% delle grandi imprese intervistate indica tra le priorità di investimento per i prossimi tre anni progetti digitali a supporto delle transazioni B2B e dei processi interni come la Gestione Elettronica Documentale e Conservazione Digitale. Sono 3 su 4 le imprese che dichiarano tra le priorità un progetto collaborativo, a supporto dei processi di marketing e di monitoraggio della supply chain. Prioritarie solo per un’impresa su 5 le soluzioni di eProcurement.

Riassumendo, rispetto allo scorso anno si è avuto un incremento del 20% e una maggiore sensibilità da parte delle imprese alle opportunità offerte dall’ecommerce.

L’eCommerce, ma il digitale in generale, deve diventare una priorità per tutte le imprese e per il Paese perché sono notevoli i vantaggi che apporta all’impresa. Alcuni di essi sono:

– Gli agenti e i venditori diventano dei consulenti che grazie all’eCommerce B2B sono in grado di rispondere in maniera veloce e puntuale alle richieste del cliente;

i dati sui clienti sono sempre aggiornati e resi disponibili velocemente a tutta la rete di vendita (CRM: lo stai già usando?);

i dati di magazzino, le giacenze e le disponibilità sono sempre disponibili e aggiornati;

– i processi interni si velocizzano;

ottimizzazione dell’accesso ai prodotti, vista la presenza del catalogo online (schede prodotto, foto, promozioni dedicate, schede tecniche, giacenze e disponibilità);

automatizzazione dell’ordine, velocizzando e snellendo le procedure;

rafforzamento del Brand, dimostrando che l’azienda innova, si evolve e investe sul miglioramento dei servizi.

Questi sono solo alcuni dei vantaggi che portano immediati benefici sia all’azienda che ai clienti.

Un servizio veloce, chiaro ed efficiente fa sì che il cliente sia più portato a ritornare e acquistare nuovamente.

Per questo motivo, è importante avere una strategia e dei professionisti che possano affiancarti e supportarti alla digitalizzazione della tua impresa.

Se non sai da dove cominciare, comincia da qui.

Antonio Pastore
Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Appassionato di Marketing, Comunicazione e Scrittura Creativa.

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