Un Doodle che non discrimina

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Quando pensiamo che Google ci abbia ormai abituati ai suoi originali Doodle, ecco che torna a stupirci. Se oggi siete capitati all’interno del sito del famoso motore di ricerca, avrete visto sicuramente la frecciatina che il colosso di Mountain View ha voluto indirizzare alla Russia e al suo Premier Vladimir Putin.

Ma facciamo un passo indietro e affrontiamo per un secondo il trambusto di cui è stato vittima il Paese e che ha coinvolto il mondo intero. In questi giorni è stata varata dal Parlamento russo una legge antigay: tempismo assolutamente pessimo dato l’importante avvenimento che sta per avere luogo proprio a Sochi, città della Russia meridionale in cui si terranno le Olimpiadi invernali di quest’anno.

Una combinazione a dir poco ossimorica: se da un lato il Paese sembra sempre più propenso alla discriminazione degli omosessuali, dall’altro lato ospita un avvenimento che da sempre si occupa di promuovere la pace e la fratellanza.

A tal proposito è intervenuto Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite e quindi portavoce dello sdegno e della disapprovazione del mondo nei confronti di un’iniziativa inammissibile nel XXI secolo.

Il Segretario Generale ONU ha ricordato, alla vigilia delle Olimpiadi invernali, il principio numero 6 della Carta olimpionica, riguardante l’avversione dell’evento nei confronti di ogni forma di discriminazione. Nello stesso tempo ha garantito che sono state prese tutte le misure affinché questi principi egualitari vengano applicati e rispettati nel contesto delle gare olimpiche ormai prossime.

Sono partite proteste da ogni parte del mondo, Italia compresa. Addirittura 27 premi Nobel hanno scritto una lettera aperta pubblicata sul quotidiano britannico The Indipendent al fine di convincere il presidente Putin ad abrogare la legge contro gli omosessuali.

In questo marasma generale, Google non poteva stare in silenzio. Ed ecco spiegato il perché del suo odierno Doodle, comparso in Russia e poi diffusosi a partire dal suo fuso orario al resto del mondo.

Nei colori dell’arcobaleno, i quali ricordano le bandiere simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali, compaiono all’interno del logo gli sport invernali: sci, hockey su ghiaccio, curling, bob a due, pattinaggio artistico e snowboard freestyle.

Google pubblica sotto il Doodle un estratto della Carta Olimpica: “La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play”.

Un messaggio importante, quello che il famoso search engine ha voluto trasmettere oggi al mondo intero: speriamo che tutta questa indignazione creatasi per una simile iniziativa possa spingere il governo russo a qualche ripensamento.

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

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